venerdì, Maggio 8, 2026
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Banda di rapinatori in azione in due distributori di carburanti a Varcaturo e Qualiano

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VARCATURO QUALIANO
VARCATURO QUALIANO

GIUGLIANO – I carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Giugliano, nel Napoletano, sono intervenuti a Varcaturo per una rapina in un distributore di carburanti a via Comunale Domitiana.

Due uomini, di cui uno armato di fucile, arrivati a bordo di una Renault Captur, si erano fatti consegnare dal dipendente un centinaio di euro. Poco dopo i militari dell’Arma sono intervenuti a Qualiano dove, presumibilmente gli stessi rapinatori hanno tentato una rapina a un distributore di via Santa Maria a Cubito.

La rapina in questo caso non è andata a segno perché il dipendente è fuggito. Nessun colpo è stato esploso, nessun ferito. Sono in corso le indagini.

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Tensione a Cardito tra tifosi di Boys Caivanese e Puteolana, intervengono le Forze dell’Ordine

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BOYS CAIVANESE PUTEOLANA
BOYS CAIVANESE PUTEOLANA

CARDITO – Doveva essere una domenica pomeriggio di sport allo stadio Comunale di Cardito (Napoli) invece l’incontro tra Boys Caivanese e Puteolana si è trasformata nell’ennesima brutta pagina di calcio campano.

A metà del secondo tempo i tifosi di casa avrebbero iniziato a lanciare bottiglie e quant’altro contro i tifosi arrivati da Pozzuoli. I due settori sono entrambi in tribuna e divisi da una recinzione non invalicabile.

La tensione è schizzata immediatamente alle stelle, le famiglie presenti nel settore ospiti hanno trovato riparo nel parcheggio dello stadio. Mentre un manipoli di ultras arrivati da Pozzuoli ha continuato le schermaglie con quelli di Caivano.

In pochi minuti sono arrivati diversi equipaggi dei Carabinieri e della Polizia di Stato per riportare l’ordine pubblico sotto controllo. Intanto però la brutta pagina di calcio locale resta, indelebile.

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Paolo suicida a 15 anni, la mamma denuncia: “Vittima da sempre di bullismo e la scuola non è mai intervenuta”

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Paolo Suicida 15 anni
Paolo Suicida 15 anni

LATINA – “Nostro figlio è stato un perseguitato, abbiamo sempre denunciato tutto alla scuola. Ma siamo rimasti inascoltati. Era un bravo studente ma ultimamente diceva che la scuola non gli piaceva più“.

A dirlo in una intervista a ‘La Repubblica’ è Simonetta La Marra, mamma di Paolo, il ragazzo di 15 anni che lo scorso giovedì mattina è stato ritrovato senza vita all’interno della cameretta dell’abitazione dove viveva con i suoi genitori a Santi Cosma e Damiano, nel sud della provincia di Latina.

Alle elementari sono arrivate le aggressioni dei compagni e lo scherno delle maestre, alle medie il bullismo dei professori. Poi sono arrivati gli apprezzamenti al primo anno dell’istituto informatico Pacinotti. Altro bullismo, altra sofferenza. Quante volte l’ho visto piangere“, continua.

Paolo amava portare i suoi capelli biondi molto lunghi. Dopo i primi quattro giorni di scuola superiore hanno cominciato a chiamarlo ‘Paoletta’, ‘femminuccia’, ‘Nino D’Angelo’. Lo aspettavano in bagno. Prima era uno, poi sono diventati di più. Ci siamo rivolti subito alla scuola, ci hanno assicurato che l’avrebbero aiutato. Ma tutto è finito solo dopo che Paolo ha deciso di tagliarsi tutti i capelli. L’altra frase per prenderlo in giro era ‘Piccolo Principe’ perché mio figlio ogni mattina non usciva di casa se non aveva fatto la doccia“.

La prima denuncia è stata presentata in quinta elementare. “Ci siamo rivolti ai carabinieri perché un compagno ha puntato contro nostro figlio un cacciavite in plastica, diceva che lo doveva ammazzare. E la maestra non è intervenuta. Noi eravamo genitori molto presenti nella vita scolastica di nostro figlio e questo dava fastidio. Tutte le altre sono state denunce scritte e verbali agli istituti, ma non facevano niente“.

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Rapper Frezza mima colpi di pistola in un video, sindaco dell’avellinese annulla concerto. Il cantante: “Alla violenza istigate voi, noi cantiamo”

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È stato annullato il concerto del rapper Frezza in programma il prossimo 27 settembre a Montefredane, in provincia di Avellino. La decisione è stata presa dalla struttura che avrebbe dovuto ospitare l’evento, dopo che il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, aveva minacciato l’emanazione di un’apposita ordinanza per impedire lo svolgimento del concerto del rapper.

A scatenare le polemiche sul concerto era stato il videomessaggio con il quale il rapper annunciava la sua presenza a Montefredane il prossimo 27 settembre, nel quale Frezza mimava l’esplosione di colpi di pistola.

Il rapper, 21enne di Napoli, ha commentato la vicenda su Instagram: “Viviamo in una società che abbandona i deboli e poi si sorprende quando diventano mostri. Nel 2025 mi annullano ancora i live perchè Frezza istiga alla violenza, i film di mafia o camorra che fanno? È la seconda volta che mi succede e mi chiedo: perchè non fate le cose che dovreste fare? Io canto, racconto la mia vecchia vita dimostrando che chi vuole veramente può farcela e può uscire da brutti contesti. Alla violenza istigate voi, noi cantiamo e non penso sia mai stata reato la libertà di parola. L’unica cosa che è riuscita a salvarmi dalla vita difficile che vivevo è stata la musica, voi che fate? Mi impedite di farla. Questa è l’Italia”.

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Napoli, sospese 2300 patenti per uso smartphone alla guida da gennaio: i dati della Prefettura, oltre 4000 i provvedimenti da inizio anno

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Oltre 4mila patenti sospese dall’inizio dell’anno, 2.320 delle quali per utilizzo dello smartphone alla guida.

Sono i risultati dell’attività dell’Ufficio Patenti della Prefettura di Napoli resi noti dal prefetto di Napoli, Michele di Bari. Dallo scorso mese di gennaio, a seguito anche delle nuove disposizioni del Codice della Strada, l’Ufficio Patenti della Prefettura di Napoli ha adottato: 4.046 provvedimenti di sospensione della patente di guida, di cui 2.320 per guida con uso improprio di determinati dispositivi, nonché 1.726 sospensioni per altre violazioni del Codice della Strada; 385 provvedimenti di revoca della patente per guida con patente sospesa o guida con veicolo già sottoposto a sequestro.

Sono stati inoltre istruiti 116 procedimenti riguardanti le misure cautelari del sequestro e del fermo amministrativo dei veicoli, applicate in caso di violazioni come la circolazione con veicoli privi di assicurazione o senza la carta di circolazione.

Particolare attenzione è stata poi riservata alla verifica dei requisiti soggettivi per ottenere il rilascio della patente di guida.

Al riguardo gli uffici prefettizi hanno: esaminato 1.379 posizioni di candidati agli esami di guida ed ha espresso 325 pareri vincolanti di diniego al conseguimento del titolo di guida, per mancanza dei requisiti soggettivi; adottato 56 provvedimenti di revoca per perdita dei requisiti soggettivi, verificatasi successivamente al rilascio del titolo di guida; adottato 19 provvedimenti di ritiro della patente di guida in esecuzione di sentenze di condanna dell’autorità giudiziaria; avviato 25 procedimenti per la revoca della patente; inoltrato 9 richieste di informazioni alle Forze dell’ordine per procedimenti riguardanti la verifica dei requisiti per il possesso di titoli di guida.

Inoltre la Prefettura ha in corso le istruttorie relative ai procedimenti finalizzati alla sospensione dei titoli di guida, ritirati per l’accertamento di fattispecie penalmente rilevanti: 64 per guida in stato di ebbrezza; 54 per guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope; 12 per omissione di fermo o soccorso; 70 per incidenti stradali.

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Cristina Pagliarulo morta al Ruggi dopo 40 ore di attesa: l’autopsia parla di errore medico, indagati sette fra medici e paramedici

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SALERNO – Emergono dettagli drammatici sul caso di Cristina Pagliarulo, la 41enne morta il 6 marzo scorso al pronto soccorso dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno dopo quaranta ore di attesa. Nel referto dell’autopsia – mostrato in esclusiva dal programma “Fuori dal Coro” su Retequattro – vengono messe nero su bianco gravi responsabilità a carico dei sanitari in servizio.

Secondo quanto riportato nel documento, se la paziente fosse stata operata entro sei ore dall’insorgenza dei sintomi, l’ischemia intestinale e la conseguente necrosi si sarebbero potute evitare. Invece, Cristina è stata portata in sala operatoria soltanto alle 17.30 del 4 marzo, quando ormai la situazione era compromessa.

Il referto parla chiaro: «Il ritardo nel trattamento chirurgico è stato tale da superare il margine di errore accettabile, configurando una condotta colposa […] Il nesso causale tra il mancato intervento e il decesso è scientificamente fondato».

Al momento sette tra medici e paramedici risultano indagati. Toccherà alla magistratura stabilire eventuali colpe, mentre i legali degli operatori si preparano a presentare le proprie difese.

La madre della vittima, Giovanna, ha raccontato le ultime ore della figlia: «Cristina piangeva e chiedeva aiuto, lamentava dolori fortissimi, ma nessuno capì cosa stesse accadendo».

Qualche giorno fa, la donna ha anche contestato pubblicamente il presidente uscente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, durante una sua visita al Ruggi. «Ha dribblato le mie domande senza darmi né risposte né conforto», ha denunciato la madre della 41enne.

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Napoli, le madri delle vittime chiedono il Garante contro la violenza: dolore e memoria nel ricordo di Francesco Pio Maimone, strappato alla vita a soli 18 anni

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È stato chiesto a gran voce l’istituzione della figura del garante delle vittime di violenza, ieri, durante la partita di calcio dispitata ieri a Pianura in occasione del 21esimo compleanno di Francesco Pio Maimone, il pizzaiolo 18enne ucciso a Mergellina il 20 marzo del 2023 al culmine di una lite, a cui era estraneo, scoppiata tra gruppi di giovani malavitosi rivali per un paio di scarpe sporcate.

L’istanza giunge da parte di Natasha Lipari, madre di Simone Frascogna, ucciso a 19 anni in una lite Casalnuovo, in provincia di Napoli. Sulle maglie dei calciatori i nomi di 14 vittime innocenti, giovani e giovanissimi come, appunto, Francesco Pio Maimone, Santo Romano, Giovan Battista Cutolo e Gelsomina Verde: si intitola “Un assist per la vita”.

A indossare la maglia con il nome di Francesco Pio Maimone è stato Carlo, l’amico che era con lui quella tragica sera, quando il baby boss Francesco Pio Valda, sparò ad altezza d’uomo raggiungendo al petto il povero Maimone, che spirò tra le sue braccia forse senza neppure avere compreso di essere stato raggiunto da un colpo di pistola al petto.

Alla partita – che ha riservato momenti di grande commozione – hanno preso parte tutti i genitori delle giovani vittime, l’attore Angelo Di Gennaro e, per le istituzioni, solo il deputato Francesco Emilio Borrelli, e il garante campano dei detenuti, Samuale Ciambriello.

“Ieri sera, per la prima volta. – ha commentato l’avvocato Sergio Pisani – erano presenti genitori e parenti di tutte le vittime più recenti della criminalità, alcuni anche di vittime della strada. L’assenza delle istituzioni – ha voluto sottolineare il legale della famiglia Maimone – è stato un segnale sconcertante, erano presenti solo Samuele Ciabriello e Francesco Emilio Borrelli. La madre di Simone Frascogna ha chiesto ad alta voce l’istituzione del Garante delle vittime della violenza e credo abbia individuato un vuoto che va immediatamente colmato”.

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Dieci persone intossicate dopo aver mangiato in un ristorante a Licola, locale sequestrato dai Carabinieri di Pozzuoli

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A Licola (NAPOLI) i carabinieri della compagnia di Pozzuoli sono intervenuti ieri in un ristorante per diverse segnalazioni di intossicazione alimentare. Secondo la ricostruzione degli stessi militari, dieci clienti sono andati in ospedale e uno è ancora ricoverato in osservazione, ma non in pericolo di vita.

Sul posto anche i carabinieri del Nas e il personale della Asl.

Indagini sono in corso da parte dei carabinieri. Il proprietario dell’attività è stato denunciato per gravi carenze igienico sanitarie e il locale è stato sequestrato.

Questa mattina gli accertamenti continueranno.

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Notte violenta in provincia di Napoli: a Sant’Antimo 17enne ferito da colpi d’arma da fuoco, a Marigliano coltellate ad un minorenne al braccio

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Notte di violenza tra Napoli e provincia che ha visto coinvolti altri due giovani dopo gli spari al 22enne nei Quartieri Spagnoli:

Sant’Antimo: 17enne ferito da colpo da arma da fuoco nella notte

Nella notte appena trascorsa, la Polizia di Stato è intervenuta al Pronto Soccorso dell’ospedale di Aversa (Caserta) per un ragazzo non ancora maggiorenne, classe 2007, ferito da colpi d’arma da fuoco.

Dalla immediata ricostruzione di fatti è emerso che la vittima sarebbe stata colpito in circostanze ancora da accertare a Sant’Antimo (Napoli), centro che confina con Aversa dove il giovane è stato portato in ospedale.

Sono in corso le indagini della Squadra mobile di Napoli e del Commissariato di Frattamaggiore per ricostruire la dinamica di quanto accaduto.

Marigliano: 17enne aggredito da coetano e accoltellato

Ieri sera a via Giannone a Marigliano, comune in provincia di Napoli, un ragazzo di 17 anni e’ stato aggredito da un suo coetaneo con un’arma da taglio.

Ferito al braccio sinistro, e’ stato trasferito nell’ospedale di Nola per poi essere dimesso con una prognosi di 10 giorni.

Sono in corso indagini da parte dei carabinieri della stazione di Marigliano impegnati nel ricostruire l’esatta dinamica della vicenda e individuare il responsabile.

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Napoli: 22enne ferito da colpo di pistola all’addome, è in pericolo di vita. La sua auto ha fori alla carrozzeria

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Intorno alle 4:30 di questa mattina i carabinieri del nucleo radiomobile di NAPOLI sono intervenuti al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini dove un 22enne napoletano è stato trasferito d’urgenza in codice rosso per un intervento chirurgico perché colpito da un colpo d’arma da fuco all’addome.

I militari hanno trovato l’auto del ragazzo nei pressi di via San Mattia, una Smart FourFour con alcuni fori alla carrozzeria e tracce di sangue al suo interno. Il giovane è in prognosi riserva e in pericolo di vita.

Al momento non si conosce la matrice dell’evento né l’esatta dinamica della vicenda.

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