martedì, Maggio 12, 2026
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Afragola: capelli nelle mani di Martina Carbonaro

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MARTINA CARBONARO
MARTINA CARBONARO

Dei capelli trovati tra l’indice e il pollice della mano di Martina Carbonaro. La Procura di Napoli Nord ha disposto una serie di accertamenti nell’ambito delle indagini sull’omicidio sulla 14enne uccisa ad Afragola dall’ex fidanzato, Alessio Tucci, 19 anni.

I Ris eseguiranno le analisi anche sulla pietra che è stata usata dal 19enne per colpire Martina. Accertamenti che saranno eseguiti anche sulla scarpe indossate dal ragazzo. Martina è stata uccisa dall’ex fidanzato il 27 maggio scorso all’interno di un edificio abbandonato dello Stadio Moccia di Afragola.

Colpita 4 volte alla testa con una pietra che Tucci aveva trovato a terra dopo che la giovane, intenzionata a interrompere la relazione che durava da due anni, le avrebbe negato un abbraccio. Dopo averla colpita con la pietra, il 19enne tentò di nasconderla dietro un cumulo di rifiuti e un armadio. Il suo telefono, invece, fu spento e nascosto in una intercapedine.

Il 19enne per due giorni, fino al ritrovamento del corpo e alla sua confessione, partecipò alle ricerche della ragazza insieme ai genitori.

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Omicidio Giulia Tramontano, la difesa di Impagnatiello: “Non è crudele, voleva solo uccidere il feto”

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L’omicidio di Giulia Tramontano non fu un “agguato” ma un “susseguirsi di errori” senza la “minima pianificazione” commessi da un uomo con una relazione parallela che in “cuor suo avrebbe voluto interrompere la gravidanza” della compagna e non ce l’ha fatta perché la sua “personalità narcisistica” gli ha impedito di rovinare “l’immagine perfetta che ha sempre voluto dare di sé”.

Con queste parole la difesa di Alessandro Impagnatiello, il 32enne condannato all’ergastolo per il delitto di Senago del 27 maggio 2023, chiede alla Corte d’appello di Milano di riformare la sentenza emessa in primo grado il 25 novembre 2024.

Mercoledì mattina parte il processo d’appello all’ex barista dell’Armani Café che, tra le 19.05 e le 19.30 di quel sabato pomeriggio, ha colpito nella casa di via Novella la fidanzata incinta al settimo mese del piccolo Thiago con 37 coltellate, ne ha incendiato il cadavere con alcol e benzina e per 96 ore lo ha spostato tra il box, la cantina e l’auto prima di abbandonarlo in un’intercapedine nel piccolo comune del milanese.

La giovane aveva appena scoperto della sua storia parallela con una collega di lavoro. In aula l’accusa sarà sostenuta dalla sostituta procuratrice generale Maria Pia Gualtieri.

L’avvocata di Impagnatiello, Giulia Geradini, chiede alla corte popolare di escludere dalla sentenza le aggravanti della premeditazione – che non fu riconosciuta nelle prime ore di indagine dal gip Angela Laura Minerva in fase di convalida del fermo -, della crudeltà e di riconoscere inoltre le circostanze attenuanti generiche. Una difesa che, se accolta, potrebbe in astratto ridurre a 30 anni la pena per Impagnatiello.

Per la legale non vi è prova di un omicidio “pianificato” ma anzi la dinamica “grossolana e maldestra” del “tentativo di disfarsi del corpo” e di nascondere le “tracce del delitto” simulando la scomparsa della 29enne, dimostrerebbe “con certezza” esattamente il contrario. Nei propri motivi d’appello vengono contestate una serie di affermazioni della sentenza.

A cominciare dalla “copertura del divano” e lo “spostamento del tappeto” in casa, che sarebbero avvenuti prima che Tramontano rientrasse in casa preparando il delitto, su cui non sono state trovate tracce di sangue. Non vi è prova – sostiene l’avvocata – e non è mai stato trovato un “telo” per le coperture.

“L’acquisto della benzina” per bruciare il corpo è avvenuto la “sera dopo” l’omicidio e “non prima”. Il “cadavere è stato spostato più volte” in “orari serali o mattutini con il rischio di essere scoperti dai condomini” con una “condotta sicuramente poco incline ad un’accurata premeditazione”.

“Le ricerche internet” per tentare di programmare i messaggi whatsapp dal cellulare della donna sono state effettuate “dopo”, così come quelle sulla pulizia delle macchie: “Rimuovere macchie erba, candeggina, ruggine, sangue, olio sudore”. Infine la difesa si concentra sulle ricerche web di veleno per topi iniziate dopo la scoperta della gravidanza a dicembre 2022 e la somministrazione del bromadiolone (ammessa da Impagnatiello, due volte nel maggio 2023) che aveva fatto ipotizzare alla Procura di Milano che l’idea di uccidere la compagna fosse nata e si fosse radicata ben 6 mesi prima.

“Se si osservano attentamente le ricerche effettuate, si comprende come le stesse si concentrino sempre ed esclusivamente sul feto”, scrive la legale. Lo “scopo” di Impagnatiello era “provocare l’aborto” non causare “la morte” della donna.

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Femmicidio di Martina Carbonaro: nuovi accertamenti sul sasso insanguinato e altri reperti

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Nuovi sviluppi nelle indagini sull’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola brutalmente uccisa lo scorso 17 giugno. La Procura di Napoli Nord, che coordina l’inchiesta, ha disposto ulteriori accertamenti tecnici su alcuni reperti chiave, tra cui un grosso frammento di cemento sporco di sangue, ritenuto l’arma del delitto.

Il manufatto, ritrovato durante il primo sopralluogo sul luogo del crimine insieme agli occhiali della vittima, sarebbe stato utilizzato da Alessio Tucci, 18 anni, ex fidanzato della giovane e reo confesso del femminicidio. Le analisi saranno condotte dai carabinieri del Ris di Roma, incaricati ufficialmente dalla Procura.

Gli esami sul sasso insanguinato si svolgeranno il prossimo 26 giugno nella Capitale. In quella stessa occasione verranno analizzati anche altri reperti cruciali: alcuni peli o capelli rinvenuti tra l’indice e il pollice della mano di Martina, e un paio di sneakers sequestrate a Tucci al momento del fermo.

L’obiettivo degli inquirenti è ottenere conferme decisive sugli elementi già emersi e ricostruire con maggiore precisione la dinamica dell’aggressione. Il caso ha scosso profondamente la comunità locale e continua a suscitare indignazione e dolore in tutto il Paese.

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Caserta: Enrico Brignano inaugura la rassegna “Un’Estate da Belvedere”

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ENRICO BRIGNANO
ENRICO BRIGNANO

Enrico Brignano inaugura la decima edizione di Un’Estate da Belvedere. Venerdì 27 giugno alle ore 21 presenta “Bello di Mamma” – Tour Estate 2025″ al Belvedere di San Leucio.

Il comico, showman e attore romano porta in scena il suo nuovo spettacolo, in esclusiva per la Campania, al festival prodotto e organizzato da Lwr S.r.l. di Massimo Vecchione, con il patrocinio del Comune di Caserta.

Una rassegna trasversale di teatro e musica, con grandi artisti italiani e internazionali, che per tutta la stagione estiva animerà i siti Unesco del Belvedere di San Leucio e della Reggia di Caserta.

In totale saranno 18 appuntamenti suddivisi tra la Belvedere Session a giugno e luglio (realizzata in collaborazione con Ventidieci) e la Reggia Session nel mese di settembre (con la collaborazione di Friends & Partners, Magellano Concerti e Vivo Concerti), con un programma che si rivolge a un pubblico eterogeneo.

Tra gli ospiti attesi quest’anno, star internazionali come Anastacia e Marcus Miller, la rivelazione dell’ultimo festival di Sanremo, Lucio Corsi, i cantautori Cristiano De André e Diodato. Ma anche protagonisti del teatro e del cinema come Vincenzo Salemme, Edoardo Leo, Enrico Brignano, Massimiliano Gallo e Maurizio Battista.

E i grandi big della musica italiana: Francesco de Gregori, Giorgia, Gianna Nannini, Rocco Hunt e Tananai. Main event fuori cartellone, Luciano Ligabue atteso alla Reggia di Caserta il 6 settembre con “La notte di certe notti”. Un cast ampio e variegato, con eventi distribuiti nell’arco di tutta la stagione estiva, che porteranno a Caserta spettatori da tutta la Campania e anche da fuori regione.

Questi tempi sono complicati, pieni di contraddizioni. Ogni giorno – dice Brignano – dobbiamo prendere decisioni importanti, cruciali, mentre vorremmo solo tornare bambini, lontani dalle responsabilità. Vorremmo sentirci al riparo dal mondo, accarezzati sull’anima da quel ‘bello di mamma’ di una volta, che ci riecheggia nella memoria, quando una tazza di cioccolato, i cartoni animati, una coperta a scaldare gambe e cuore e la voce carezzevole di nostra madre avevano il potere di far passare tutto, di chiudere fuori dalla porta di casa tutte le preoccupazioni del mondo. Sempre se a farla grossa non eravamo stati noi, perché in quel caso ‘bello di mamma’ suonava molto meno rassicurante. Oggi la vita ci porta continuamente davanti non solo a sfide personali, alle quali bene o male l’età ci aiuta man mano a fare fronte, ma anche a provocazioni e minacce a cui non siamo abituati e che ci vedono impotenti.

Le notizie dal mondo ci intimidiscono, l’intelligenza artificiale ci confonde, la realtà è sempre più contraddittoria: si comprano armi per garantire la pace, si inneggia all’inclusione e si alzano barriere, si costruiscono auto elettriche per non inquinare ma usando materiali rari ottenuti devastando alcune zone del mondo, si canta cercando di arrivare al cuore ma usando l’autotune. Ebbene, in un mondo così ambiguo e incongruente, non avremmo tutti bisogno di sentirci protetti, coccolati e rassicurati da un abbraccio materno?“.

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(VIDEO) Sant’Antimo: ragazzina aggredita in strada e filmato pubblicato sui social

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SANT'ANTIMO RAGAZZINA AGGREDITA
SANT'ANTIMO RAGAZZINA AGGREDITA

È virale in rete un video relativo ad un’aggressione subita da una ragazzina da parte di un’altra giovane, la quale avrebbe poi pubblicato il filmato sul suo profilo Instagram, vantandosene.

I fatti sarebbero accaduti nel comune di Sant’Antimo, nel Napoletano. La madre della minorenne ha presentato denuncia ai Carabinieri della tenenza di Sant’Antimo, che stanno indagando sull’episodio.

In un comunicato del deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che pubblica il video su Fb dopo che il fatto gli è stato riferito da alcuni residenti, si legge che l’aggressione è avvenuta in seguito a una discussione degenerata: una ragazza ha prima spintonato una coetanea, poi l’ha presa a ceffoni e infine l’ha trascinata per i capelli a terra. A fermare il pestaggio è stato l’intervento di un giovane.

La scena è stata ripresa dai cellulari dei presenti e, come riferito a Borrelli, pubblicata sul profilo Instagram della stessa aggressora, con una didascalia che recita: “‘Nu pacchero e sta ‘nderr'” (uno schiaffo e va a terra), seguita da un’emoji di una risata. “Un vero e proprio vanto, un trofeo digitale. Siamo di fronte a un’aberrazione sociale e culturale, in cui quello della violenza è diventato un linguaggio accettato”, afferma il deputato.

Questi episodi non possono essere archiviati come ‘ragazzate’. C’è una cultura della violenza che viene alimentata e sdoganata ogni giorno sui social, nei contesti familiari e purtroppo anche nella latitanza educativa di alcune scuole. È urgente un piano straordinario di educazione civica, legalità e rispetto nelle scuole e nei territori più esposti a queste dinamiche. Ma serve anche una presa di coscienza collettiva: non possiamo più restare spettatori passivi”.

Segnalerò l’accaduto alle forze dell’ordine per accertare eventuali responsabilità e promuovere un intervento immediato da parte delle autorità competenti. Queste ragazze e ragazzi vanno aiutati, sì, ma anche fermati. Perché la violenza non è mai un’opinione e non può mai essere uno show“, conclude Borrelli.

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Scomparsa di Angela Celentano: indagini sulla pista turca, si va verso l’esame del DNA

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ANGELA CELENTANO
ANGELA CELENTANO

Prevede anche l’esame del Dna l’elenco degli accertamenti che il gip di Napoli, Colucci, ha disposto nell’ambito della “pista turca”, relativa alla ricerche di Angela Celentano, la bimba di cui si sono perse le tracce il 10 agosto 1996 sul Monte Faito.

Il giudice chiede tra l’altro che vengano sentiti i presunti testimoni turchi, in particolare, un avvocato, per identificare la ragazza ritratta in una foto estrapolata da un video depositato dalla blogger Trentinella che, per il Ros, sarebbe somigliante alla ricostruzione del viso di Angela.

A chiedere l’esame Dna sono stati gli avvocati Luigi Ferrandino ed Enrica Visconti.

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Lutto a Parete per la morte dell’imprenditore Luciano Zitiello

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LUCIANO ZITIELLO PARETE
LUCIANO ZITIELLO PARETE

Lutto a Parete (Caserta) per la morte dell’imprenditore Luciano Zitiello, dopo diversi giorni d’agonia dopo un gravissimo incidente stradale.

L’uomo, 60 anni, si è spento dopo due settimane di agonia in ospedale a seguito di un grave incidente stradale avvenuto il 9 giugno scorso nei pressi della Cooperativa agricola Sole, lungo via della Repubblica, al confine con Giugliano.

Secondo le prime ricostruzioni, Zitiello era alla guida del proprio SUV quando, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo del mezzo che si è ribaltato terminando la corsa contro un cancello.

Subito soccorso e trasportato in ospedale in condizioni critiche, l’imprenditore ha lottato strenuamente per due settimane, ma le ferite riportate si sono rivelate fatali.

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Campi Flegrei: da gennaio 2024 a oggi suolo si è sollevato di 29 centimetri

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Nella settimana compresa tra il 16 e il 22 giugno, nell’area dei Campi Flegrei sono stati localizzati 58 terremoti con magnitudo massima 3.2, 18 di magnitudo superiore a 1.

Uno sciame sismico, iniziato alle 23 del 20 giugno, ha fatto registrare complessivamente 28 eventi sismici nell’area di Pozzuoli.

È quanto riporta il bollettino settimanale pubblicato oggi dall’Osservatorio vesuviano dell’Ingv. Dagli inizi di aprile 2025 continua a registrarsi un sollevamento del suolo, con un valore medio mensile di circa 15 millimetri al mese. Il sollevamento totale registrato dal 20 gennaio 2024 a oggi è di circa 29 centimetri.

In particolare, i dati successivi allo sciame sismico del 15-19 febbraio 2025 hanno evidenziato un aumento della velocità di sollevamento del suolo, con un valore medio mensile di circa 30 millimetri al mese fino alla fine di marzo. Dagli inizi di aprile, invece, si continua a registrare un valore medio di circa 15 millimetri al mese.

Rispetto ai parametri geochimici monitorati, nell’ultima settimana l’Ingv non segnala “variazioni significative” rispetto ai trend di aumento dei flussi e di riscaldamento del sistema idrotermale. Il sensore di temperatura installato in una emissione fumarolica a 5 metri dalla fumarola principale di Pisciarelli nell’ultima settimana ha mostrato un valore medio di 94 gradi centigradi, temperatura prossima alla condensazione del fluido fumarolico. Sulla base dell’attuale quadro dell’attività vulcanica, l’Osservatorio vesuviano non evidenzia “elementi tali da suggerire significative evoluzioni a breve termine”.

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Afragola: Tar sospende ordinanza che chiudeva i distributori automatici negli orari serali

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AFRAGOLA DISTRIBUTORI AUTOMATICI
AFRAGOLA DISTRIBUTORI AUTOMATICI

Il Tar ha sospeso l’ordinanza con cui il Comune di Afragola aveva disposto la chiusura dei distributori automatici presenti in città dalle 20 alle 7 fino al 30 settembre.

Il Tribunale Amministrativo vuole vederci chiaro e, su richiesta di uno degli esercenti, ha deciso di sospendere un’ordinanza che era, nei fatti, una resa e l’ammissione di essere incapace di gestire la sicurezza in città al di là delle chiacchiere e dei proclami. Scrivi il consigliere comunale d’opposizione Antonio Iazzetta. 

È giusto pensare a una regolamentazione ma non puoi trasformare dall’oggi al domani gli H24 in H13, senza motivare adeguatamente la scelta. Vedremo se l’Amministrazione comunale saprà difendere la sua scelta, con motivazioni valide, nel corso dell’udienza fissata per fine luglio. Conclude il consigliere nel suo post.

Fino al 22.07.2025, data in cui è stata fissata la camera di consiglio, l’ordinanza del sindaco Pannone è da considerarsi sospesa.

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Morte costumista Luca Canfora a Capri: si valuta anche l’ipotesi dell’aggressione sfociata in omicidio

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Luca Canfora
Luca Canfora

La Procura di Napoli sta valutando anche l’ipotesi di un’aggressione culminata in omicidio nell’ambito delle indagini sulla morte di Luca Canfora, costumista del film Parthenope, deceduto a Capri due anni fa durante le riprese del film diretto da Paolo Sorrentino.

Questa pista investigativa è emersa in seguito ai risultati della seconda autopsia condotta sui resti del costumista, figura stimata nell’ambiente cinematografico. Il sostituto procuratore Silvio Pavia, titolare del fascicolo, ha deciso di prorogare ulteriormente le indagini. L’ipotesi dell’omicidio viene ora valutata parallelamente a quelle già ipotizzate: suicidio o incidente.

Il corpo di Canfora venne ritrovato il 1° settembre 2023, nelle acque sottostanti i Giardini di Augusto. Proprio lì, il giorno prima, erano state girate le scene del suicidio del fratello della protagonista del film. Già durante la prima autopsia erano emerse fratture considerate dalla famiglia difficilmente compatibili con una semplice caduta da grande altezza. Questo elemento portò alla presentazione di un esposto che ha condotto alla riesumazione della salma per ulteriori accertamenti.

Le immagini dei sistemi di videosorveglianza mostrano Canfora entrare nei Giardini il giorno delle riprese, ma non ne documentano l’uscita. Il suo cadavere venne rinvenuto il giorno successivo da un canoista.

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