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Donna travolta da due auto ad Angri: muore insegnante 45enne

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ANGRI emiliana natale
ANGRI emiliana natale

ANGRI (SALERNO) – Una tragedia sconvolgente ha colpito la comunità di Angri. Emiliana Natale, 45 anni, insegnante, è deceduta ieri pomeriggio in ospedale a causa delle gravissime ferite riportate in un drammatico incidente avvenuto martedì sera lungo via Nazionale.

Secondo una prima ricostruzione, la donna stava attraversando la strada quando è stata investita da una prima vettura. Pochi istanti dopo, una seconda auto sopraggiunta l’ha travolta nuovamente, trascinandola per diversi metri senza che il conducente si accorgesse immediatamente della presenza del corpo sotto il veicolo. Il tragitto si è concluso all’altezza dell’incrocio tra via Nazionale e il cavalcavia delle Fontane, dove l’automobilista si sarebbe finalmente reso conto dell’accaduto.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i soccorsi e i vigili del fuoco, che hanno lavorato per liberare la donna rimasta incastrata sotto l’auto.

Emiliana Natale è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Nocera Inferiore e successivamente trasferita al Cardarelli di Napoli. Le sue condizioni sono apparse subito disperate: aveva riportato una frattura del bacino, la rottura della vena iliaca, una frattura del diaframma e gravi lesioni interne. Nonostante gli sforzi dei medici e la speranza dei familiari, il suo cuore ha smesso di battere nel primo pomeriggio di ieri.

La polizia municipale di Angri, coordinata dal maggiore Anna Galasso, sta lavorando per chiarire ogni dettaglio della dinamica. Sono state acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo tutto il tratto interessato, dal punto dell’impatto fino al cavalcavia.

Il conducente della prima auto, un giovane operaio di Angri, avrebbe riferito di essersi fermato subito dopo l’investimento, rendendosi conto però che la donna era stata trascinata via dalla seconda vettura sopraggiunta.

La notizia della morte di Emiliana, sposata e madre di due bambini, ha scosso profondamente la città. L’insegnante lavorava in una scuola privata non distante dal luogo dell’incidente e in molti, tra colleghi e residenti, la ricordano con affetto e incredulità per quanto accaduto.

Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità e ricostruire con precisione ogni fase del tragico episodio.

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Iniziati i lavori di riqualificazione del Parco Virgiliano a Posillipo

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PARCO VIRGILIANO LAVORI
PARCO VIRGILIANO LAVORI

NAPOLI – Iniziati oggi i lavori di riqualificazione del Parco Virgiliano, finanziati dal Piano Strategico della Città Metropolitana di Napoli per un importo complessivo di 921.342,12 euro. L’intervento prevede una riqualificazione complessiva del parco, con particolare attenzione al potenziamento dell’impianto botanico attraverso l’inserimento di nuovi filari alberati e specie arbustive tipiche della macchia mediterranea.

L’obiettivo dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi è “rafforzare il ruolo del parco come infrastruttura verde strategica, valorizzandone la funzione ambientale per la tutela del peculiare e prezioso ecosistema costiero della collina di Posillipo”. Sul piano edilizio, i lavori riguarderanno la rifunzionalizzazione delle aree gioco, il recupero dei servizi igienici presenti sul pianoro e il restauro della cavea, spazio di aggregazione culturale che potrà tornare ad essere pienamente fruibile dalla cittadinanza. Il progetto prevede inoltre l’installazione di nuovi arredi urbani e la realizzazione di uno spazio panoramico attrezzato e accessibile presso il belvedere di Ischia.

L’intervento di riqualificazione appena avviato si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione del parco e si affianca ai lavori già in corso per il restauro e valorizzazione del Parco Virgiliano, finanziati nell’ambito del Piano Sostegno Obiettivi Pnrr Grandi Città, che hanno interessato i piloni monumentali del portale, il rifacimento del piazzale di ingresso e la riqualificazione dei servizi della cavea. Ulteriori interventi, finanziati con fondi di gestione del Servizio di Gestione e Progettazione Grandi Parchi Urbani e ormai in fase di completamento, hanno riguardato la messa in sicurezza, il censimento e le analisi del patrimonio arboreo, oltre al ripristino dei servizi igienici situati nell’area della Valle dei Re.

“L’avvio di questi lavori rappresenta un ulteriore passo concreto verso la restituzione del Parco Virgiliano alla città, quale luogo simbolo di Napoli con uno straordinario valore paesaggistico e ambientale, e si inserisce nel più ampio programma di riqualificazione della collina di Posillipo, che vede l’Amministrazione Manfredi impegnata su più fronti con numerosi cantieri finalizzati a restituire decoro agli assi viari principali del quartiere”, dichiara l’assessore al Verde del Comune di Napoli Vincenzo Santagada.

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Boom di casi di epatite A, la Campania rafforza le attività di controllo: “Serve massima attenzione”

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Boom di casi epatite A in Campania. La Regione ha disposto un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi e delle azioni di prevenzione, alla luce dell’andamento dei casi registrati dall’inizio dell’anno.

Alla data del 18 marzo risultano infatti 133 casi complessivi, con “un incremento che richiede la massima attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, della sorveglianza epidemiologica e dell’informazione ai cittadini”.

L’intervento regionale coinvolge i Dipartimenti di prevenzione delle ASL, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica attivata dalla Direzione generale per la Tutela della salute – settore Prevenzione collettiva e sanità pubblica e veterinaria.

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus Hav. Come spiega una nota della Regione si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso ingestione di acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta.

Il contagio può avvenire anche prima che compaiano i sintomi, perché il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell’esordio clinico; il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni.

I sintomi più frequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero; nei bambini l’infezione può anche decorrere senza sintomi evidenti.

Nella trasmissione alimentare, un ruolo importante può essere svolto da alcuni cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti, in particolare i molluschi bivalvi, ma anche acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco.

I molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, possono accumulare particelle virali durante la filtrazione di acque contaminate; per questo il consumo crudo o poco cotto rappresenta un rischio che va evitato.

Per proteggersi, la misura più importante è semplice: evitare il consumo di molluschi crudi o appena scottati. Per cozze, vongole e altri molluschi bivalvi, la sola apertura delle valve non deve essere considerata una garanzia sufficiente di sicurezza: la cottura deve proseguire fino a quando il prodotto risulta ben cotto in modo uniforme.

In altre parole, non vanno consumati molluschi “appena aperti”, tiepidi o solo parzialmente cotti. È inoltre fondamentale acquistare soltanto da rivenditori autorizzati, verificando etichettatura, provenienza e corrette modalità di conservazione, ed evitare in modo assoluto prodotti di dubbia provenienza o venduti fuori dai canali ufficiali.

Per i frutti di bosco occorre distinguere tra freschi e surgelati: quelli freschi vanno lavati accuratamente sotto acqua corrente potabile subito prima del consumo, quelli congelati o surgelati, invece, devono essere consumati solo dopo cottura (la raccomandazione riportata dall’Istituto Superiore di Sanità è di portarli a ebollizione a 100° C per almeno 2 minuti. Non devono quindi essere usati crudi per guarnire dolci, yogurt, semifreddi o macedonie).

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Terrore a Casoria: rapina in casa, intera famiglia immobilizzata con le lenzuola. Preso denaro contante

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Rapina in casa in provincia di Napoli, a Casoria, dove una intera famiglia è stata immobilizzata con le lenzuola per consentire il furto e poi la fuga ai banditi.

Questa notte dopo le 3, i Carabinieri della sezione radiomobile e della stazione di Casoria sono intervenuti in via Fonseca per una rapina in abitazione.

Alcune persone ancora non identificate, col volto coperto, avrebbero forzato la porta d’ingresso di un appartamento e immobilizzato con le lenzuola padre (62), madre (59) e figlio (28). Rubato denaro contante. Indagini in corso per ricostruire dinamica e identificare responsabili.

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Don Peppe Diana, la Diocesi di Aversa avvia l’iter per il percorso verso la beatificazione

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Il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, ha annunciato l’avvio del cammino che porterà all’apertura dell’inchiesta diocesana per il riconoscimento del martirio di don Peppe Diana, ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994 a Casal di Principe (Caserta) all’età di 35 anni.

L’annuncio è stato dato questa mattina durante la solenne celebrazione eucaristica tenuta nella parrocchia di San Nicola di Bari a Casal di Principe, in occasione del 32esimo anniversario dell’omicidio del sacerdote.

L’obiettivo dell’iter canonico è il riconoscimento del martirio in odium fidei. Come sottolineato durante l’annuncio, “la figura di don Peppe Diana non deve essere relegata esclusivamente a quella di ‘eroe sociale’.

Il suo impegno, la sua consapevolezza del pericolo e la sua ferma opposizione alla prevaricazione della camorra sono stati la diretta espressione della sua profonda vocazione sacerdotale.

Don Diana è stato protagonista del riscatto del suo territorio proprio in virtù del suo essere ministro di Dio, compiendo un autentico atto di fede che lo ha portato fino al sacrificio supremo: una visione del martirio in piena sintonia con il magistero di Papa Francesco”.

A differenza dei passati tentativi, che si erano limitati a raccogliere materiale attraverso una commissione storica, l’attuale inchiesta diocesana rappresenta un vero e proprio atto pubblico e ufficiale della Chiesa.

L’avvio di questo cammino, infatti, si articola in alcuni passaggi precisi: lo scorso settembre, la Conferenza Episcopale Campana ha concesso il parere favorevole (Nulla Osta) sull’opportunità di avviare l’inchiesta sul martirio e sulla fama di martirio del sacerdote.

In seguito, la Diocesi ha inoltrato formale richiesta al Dicastero delle Cause dei Santi. Si resta ora in attesa del via libera definitivo da Roma prima della pubblicazione dell’Editto ufficiale.

Verrà poi nominato un tribunale che – accompagnato dal Postulatore della causa, Paolo Vilotta – procederà ad ascoltare le testimonianze viventi e ad acquisire le fonti documentali sulle virtù, la vita e il percorso di fede di don Peppe. Attori della causa sono congiuntamente la Diocesi di Aversa e l’Associazione dei familiari e amici di don Peppe Diana.

“Questo percorso – sottolinea la Diocesi di Averesa – risponde a un’esigenza profonda dell’intera comunità, che da anni assiste a una continua crescita della “fama di santità” di don Peppe e che chiede a gran voce che questo iter giunga a compimento. Un legame speciale confermato anche dal Vescovo Spinillo, che proprio sulla tomba di don Diana volle recarsi all’inizio del suo mandato episcopale ad Aversa. Oggi, quel seme caduto nella terra continua a germogliare, tracciando una via luminosa di fede, legalità e speranza”.

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Modifiche alla cartella clinica di Domenico Caliendo, due medici indagati per falso

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Medici Indagati Domenico Caliendo
Medici Indagati Domenico Caliendo

NAPOLI – Avrebbero modificato la cartella clinica di Domenico Caliendo, il bimbo morto in seguito al trapianto di cuore: la procura di Napoli contesta una nuova accusa – il reato di falso – a due dei sette medici dell’ospedale Monaldi già indagati per la morte del piccolo.

Si tratta del cardiochirurgo Guido Oppido, il medico che ha eseguito il trapianto, e della seconda operatrice Emma Bergonzoni: per entrambi è stata chiesta al Gip una misura interdittiva ed entrambi, secondo quanto si è appreso, verranno ascoltati a fine mese.

Secondo gli inquirenti (pm Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci) riguarderebbero in particolare modifiche agli orari di arrivo del cuore da Bolzano a Napoli. Ai due medici viene già contestato il reato di omicidio colposo in concorso.

In particolare, secondo gli inquirenti, ci sarebbero delle inesattezze riguardanti gli orari dell’arrivo del cuore da Bolzano a Napoli, e dell’inizio dell’espianto dell’organo malato dal petto del piccolo Domenico.

Il cardiochirurgo Guido Oppido è difeso dagli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, mentre la dottoressa Bergonzoni da Vincenzo Maiello. Le criticità emerse dall’analisi della cartella clinica riguardano soprattutto l’orario dell’arrivo del cuore in sala operatoria coincidente con le fasi propedeutiche al trapianto: questi orari non sarebbero stati confermati da alcuni sanitari ascoltati come persone informate dei fatti.

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La manager dell’Ospedale Monaldi: “Tradita da Oppido, non devo dimettermi”

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MANAGER OSPEDALE MONALDI
MANAGER OSPEDALE MONALDI

Dice di essersi sentita “tradita” dal primario Guido Oppido, il cardiochirurgo che al Monaldi eseguì l’espianto del cuore del piccolo Domenico, poi deceduto perché l’organo che gli era stato trapiantato era danneggiato.

Anna Iervolino, manager dell’Azienda dei Colli, intervistata da la Repubblica Napoli, Il Mattino e il Corriere del Mezzogiorno, ripercorre quel periodo drammatico sottolineando di essere stata “umanamente segnata come donna e come madre” dalla vicenda.

I suoi ‘sospetti’ incominciò a maturarli il 29 dicembre (l’intervento era stato effettuato il 23 dicembre) “quando seppi che il dottor Giuseppe Limongelli, responsabile della parte cardiologica del trapianto, si era dimesso. Qualcosa non tornava e cercai di capire cosa e chiesi le relazioni a Oppido e a Farina“, che aveva effettuato l’espianto a Bolzano.

Ho convocato – aggiunge nella sua ricostruzione – la prima riunione urgente il 30 dicembre. Il giorno dopo ho chiesto al primario Guido Oppido una relazione completa anche della ricostruzione dell’equipe che era stata a Bolzano per l’espianto. Ci è arrivata, protocollata, l’8 gennaio. In quel documento, per la prima volta, si parla nero su bianco non di un generico problema con il ghiaccio, ma di cuore congelato“.

Ricorre al termine tradimento “anche perché – spiega – è preciso dovere deontologico di un medico informare correttamente i familiari dei pazienti. Da quel che è emerso finora, questo dovere non è stato adempiuto e anche per questo è stata disposta la sospensione“.

Iervolino evidenzia di aver informato la Regione di tutto quanto stava accadendo non appena le fu comunicato. “Ho detto ciò che sapevo, non devo dimettermi“, ribadisce la manager confermando la sua piena collaborazione con chi indaga.

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Nordio a Napoli nel 209esimo anniversario della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria

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NORDIO A NAPOLI
NORDIO A NAPOLI

Nel simbolo della giustizia ci sono la bilancia e la spada. La bilancia è il simbolo dell’equilibrio, la spada è l’equilibrio temperato dalla forza. La giustizia senza la forza, senza la spada, sarebbe impotente, ma la spada senza giustizia sarebbe violenza e arbitrio. Voi rappresentate la spada, perché una giustizia senza sanzione è una giustizia inutile e soprattutto un’ingiustizia che genera la violenza. Ma è una spada sena impugnatura, che ferisce anche chi la impugna“.

Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, nel suo intervento alla cerimonia per il 209esimo anniversario della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria, in piazza del Plebiscito a Napoli.

La spada – ha aggiunto Nordio – rappresenta la reazione dello Stato nei confronti di chi ha violato una legge e voi rappresentate questo momento fondamentale. Ma ricordiamo sempre che la spada della giustizia è una spada senza impugnatura che ferisce anche chi la impugna, perché ogni reato è in realtà un sanguinare da parte dello Stato, è un piccolo fallimento dello Stato il cui compito sarebbe prevenire e impedire il delitto, più che ancora reprimerlo“.

Nordio ha sottolineato che “questa spada senza impugnatura, che fa sanguinare tutti, voi e anche i detenuti, è una forza che dev’essere mitigata da alcuni elementi. Il primo è quello costituzionale che vuole la pena non soltanto non contraria al senso dell’umanità, ma anche orientata alla rieducazione del detenuto. Non è solo l’imperativo della legge positiva, della norma costituzionale che deve orientare il vostro lavoro, è un’etica cristiana e anche laica che deve vedere in ogni persona, anche la più debole, anche quella che ha sbagliato, anche quella che ha commesso un crimine, il riflesso della nostra debolezza, della nostra imperfezione. Qiundi è l’umanità che deve temperare la forza, che talvolta voi dovete usare quando dovete controllare la vita di chi ha sbagliato e sta pagando il suo debito verso la giustizia“.

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Torre Annunziata: Scoperta fabbrica di denaro falso, sequestrati quasi 3milioni di euro contraffatti

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TORRE ANNUNZIATA SOLDI FALSI
TORRE ANNUNZIATA SOLDI FALSI

TORRE ANNUNZIATA – Una vera e propria fabbrica del falso, organizzata nei minimi dettagli e capace di riprodurre banconote quasi indistinguibili da quelle autentiche. I falsari avevano persino studiato un sistema per “invecchiare” i biglietti appena stampati, così da renderli più credibili una volta immessi sul mercato. Nel locale utilizzato come stamperia clandestina erano pronti all’uso oltre 12mila ologrammi contraffatti, destinati a essere applicati su banconote da 50 e 100 euro.

È quanto hanno scoperto i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, intervenuti in un appartamento di Torre Annunziata trasformato in laboratorio illegale. Il proprietario dell’immobile, un cittadino italiano, è stato arrestato.

All’interno della stamperia i finanzieri hanno rinvenuto banconote false per un valore nominale di 2 milioni e 800mila euro. Sul mercato nero, dove vengono vendute a circa un decimo del loro valore, avrebbero fruttato quasi 300mila euro.

Il laboratorio era dotato di stampanti di ultima generazione, inchiostri speciali e telai utilizzati per la finitura manuale dei biglietti, a conferma dell’elevato livello di sofisticazione dell’attività illecita.

Ma la produzione di denaro falso non era l’unico traffico gestito all’interno dell’appartamento. Ben nascosti, i finanzieri hanno trovato anche 2,2 chili di sostanze stupefacenti, tra marijuana e hashish, pronti per essere confezionati e immessi sul mercato.

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”Pino Daniele – Il tempo resterà” in onda giovedì sera su Rai5

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Pino Daniele - Il tempo resterà
Pino Daniele - Il tempo resterà

NAPOLI – In occasione dell’anniversario della nascita di Pino Daniele (19 marzo 1955), il docu-film diretto da Giorgio Verdelli ”Pino Daniele – Il tempo resterà”, in onda giovedì 19 marzo alle 21.20 su Rai 5, ricorda le interpretazioni più celebri di Pino Daniele e il suo percorso artistico dagli anni ’70 agli ultimi concerti attraverso le immagini, le testimonianze di amici e artisti e tanta musica.

È un ritratto del musicista che mette in luce il rapporto intimo e profondo con la città di Napoli e la capacità di essere anche un artista apprezzato a livello internazionale. Le canzoni e le frasi di Pino Daniele sono il filo conduttore del film che, grazie anche all’apporto di suo figlio, Alessandro Daniele, trova nel cantautore stesso la voce narrante, supportato da Claudio Amendola.

Molte le testimonianze e i contributi di musicisti e personaggi del mondo dello spettacolo, tra cui Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Giorgia, Fiorella Mannoia, Lina Sastri, Enzo Decaro, Maurizio De Giovanni, Vasco Rossi, Sandro Ruotolo, Giuliano Sangiorgi, Lina Sastri, Alessandro Siani, Massimo Troisi e molti altri.

“Pino Daniele – Il Tempo Resterà” è un vero e proprio viaggio che attraversa i luoghi di Napoli per raccontare l’idea di Pino Daniele di musica in movimento perenne, come la società di quegli anni che lui ha interpretato con un linguaggio inimitabile e aperto a tutti.

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