martedì, Giugno 9, 2026
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La SSC Napoli e AIL insieme per un nuovo progetto di responsabilità sociale

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SSC Napoli e AIL
SSC Napoli e AIL

La SSC Napoli annuncia una nuova iniziativa di responsabilità sociale con AIL, Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma – ETS.

Il Club è il primo in ambito calcistico a sviluppare un accordo diretto con AIL Nazionale, con un progetto che prevede diverse iniziative in città per sensibilizzare la comunità sui temi legati alle malattie del sangue e al valore della ricerca.

La collaborazione è tesa a promuovere l’impegno di AIL nella lotta contro leucemie, linfomi e mieloma e nell’assistenza ai pazienti ematologici e alle loro famiglie. Attraverso le attività che saranno sviluppate insieme, SSC Napoli e AIL intendono far crescere l’attenzione sull’importanza della ricerca scientifica e dell’assistenza ai pazienti. Con questa partnership, SSC Napoli prosegue il proprio lavoro nel campo della responsabilità sociale, mettendo il calcio al servizio di iniziative legate alla comunità e al territorio.

Gaetano Biallo, Direttore Generale di AIL: “Desidero esprimere un sincero ringraziamento alla SSC Napoli per aver scelto di intraprendere insieme ad AIL un percorso di grande valore. Il calcio è molto più di uno sport: è un linguaggio universale capace di unire le persone e creare legami profondi. Attraverso questa collaborazione vogliamo trasformare le emozioni del campo in gesti concreti di solidarietà, portando supporto, speranza e vicinanza a chi affronta una malattia ematologica”.

Tommaso Bianchini, Direttore Generale – Area Business di SSC Napoli: “Questo accordo ha un significato importante per SSC Napoli. Essere il primo Club a collaborare direttamente con AIL Nazionale ci dà una responsabilità in più: portare attenzione su un tema che riguarda tante persone e tante famiglie, accanto a chi lavora ogni giorno per la ricerca e per l’assistenza ai pazienti”.

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Il progetto dell’Istituto Pascale di Napoli: “Nuove terapie contro il cancro, capire per chi funzionano davvero”

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ISTITUTO PASCALE NAPOLI
ISTITUTO PASCALE NAPOLI

NAPOLI – Prima sono arrivati i farmaci intelligenti, capaci di colpire il tumore con una precisione mai vista. Ora arriva la domanda più difficile: funzionano davvero per tutte? È qui che si gioca la nuova partita nella lotta al tumore al seno.

E la risposta potrebbe trovarsi in una doppia indagine innovativa: dentro il tumore, grazie alle mappe genomiche, e nel sangue, seguendo minuscoli messaggeri rilasciati dalle cellule malate.

Negli ultimi anni, infatti, le terapie oncologiche hanno compiuto un salto decisivo. Tra queste, i coniugati anticorpo-farmaco (Adc), che agiscono come un cavallo di Troia portando la chemioterapia direttamente nelle cellule tumorali, stanno cambiando la pratica clinica anche nelle forme più difficili e resistenti. In molti casi hanno ampliato le possibilità di cura e aperto scenari impensabili fino a poco tempo fa. Eppure, proprio mentre queste armi diventano disponibili, emerge un problema cruciale: non tutte le pazienti rispondono allo stesso modo. Alcune ottengono benefici duraturi, altre sviluppano rapidamente resistenza. La vera rivoluzione, oggi, non è solo avere nuove terapie, ma capire per chi funzionano davvero.

Da questa esigenza nasce un progetto di ricerca del Pascale, finanziato dal ministero della Salute, che punta a decifrare in anticipo la risposta alle cure nelle pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale trattate con terapie innovative, inclusa l’immunoterapia. Il primo strumento è la trascrittomica spaziale: una tecnologia che permette di osservare l’attività dei geni mantenendo la loro posizione all’interno del tessuto tumorale. In pratica, una “mappa” dettagliata che mostra non solo quali segnali biologici sono attivi, ma anche dove si accendono e come interagiscono nel microambiente del tumore.

Il secondo è rappresentato dagli esosomi, minuscole vescicole che si staccano dalle cellule, incluse quelle tumorali, e viaggiano nel sangue trasportando informazioni preziose. Veri e propri “messaggeri” della malattia, che possono essere intercettati con un semplice prelievo, con quella che viene definita biopsia liquida.

Analizzando questi due livelli, il tumore e il sangue, i ricercatori cercheranno di seguire l’evoluzione della malattia nel tempo. I campioni verranno infatti raccolti prima dell’inizio delle terapie e al momento dell’intervento chirurgico, per capire come il tumore si trasforma sotto la pressione dei trattamenti.

L’obiettivo dello studio – spiega Michelino De Laurentiis, principal investigator del progetto e direttore del dipartimento di Oncologia senologica e toraco – polmonare dell’Irccs Fondazione Pascale – è duplice: identificare biomarcatori predittivi di risposta alle terapie innovative, inclusa l’immunoterapia, e caratterizzare i meccanismi molecolari precoci di resistenza. La trascrittomica spaziale ci consente di mappare con precisione l’attività genica nel microambiente tumorale preservandone l’organizzazione spaziale, mentre l’analisi degli esosomi circolanti rende possibile un monitoraggio dinamico, non invasivo, dell’evoluzione della malattia sotto pressione terapeutica. È un cambio di paradigma: dalla risposta osservata a posteriori alla risposta predetta a priori. Questo è ciò che la medicina di precisione deve diventare per avere un impatto reale sull’esito clinico delle nostre pazienti“.

Questi temi, dalla rivoluzione dei farmaci mirati alla sfida della selezione delle pazienti, saranno al centro della prima edizione della “Gulf of Naples Breast Cancer Conference”, congresso internazionale in programma a Ravello oggi e domani presso l’Auditorium Oscar Niemeyer. Il congresso è presieduto da Grazia Arpino (Università Federico II di Napoli), Antonio Giordano (Dana-Farber Cancer Institute / Harvard Medical School, Boston) e Michelino De Laurentiis (IRCCS Fondazione Pascale di Napoli), con Sabino De Placido come Honorary Chair, e si svolge con il patrocinio dell’IRCCS Fondazione Pascale, dell’Università Federico II e del Comune di Ravello. L’evento porta a Ravello una delegazione significativa di esperti del Dana-Farber Cancer Institute — uno dei principali centri mondiali per la ricerca sul tumore al seno afferente alla prestigiosissima Università di Harvard — insieme ad altri esperti Statunitensi di primo piano e ai più importanti gruppi italiani ed europei attivi nel campo, per due giornate di confronto su evidenze recenti e questioni ancora aperte.

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Bacoli: Primi quattro ricoveri nel nuovo Ospedale di Comunità dell’Asl Napoli 2 Nord

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BACOLI OSPEDALE DI COMUNITÀ
BACOLI OSPEDALE DI COMUNITÀ

BACOLI – Primi quattro ricoveri alla nuova struttura di via Gaetano de Rosa di Bacoli, l’Ospedale di Comunità dell’Asl Napoli 2 Nord chiamato a gestire pazienti cronici che necessitano di essere monitorati dopo una fase acuta trattata al presidio di Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli.

Sono tutti pazienti over65 con patologie come bronchite in fase di riacutizzazione, insufficienza renale o sepsi urinaria già risolta in urgenza ma che necessita ancora di monitoraggio. L’Ospedale di Comunità di Bacoli è uno dei tre già attivi dell’Asl Napoli 2 Nord insieme a quello di Arzano e Caivano. La responsabile sanitaria è la direttrice del distretto 35 (competente anche per Pozzuoli e Monte di Procida) Loredana Pacelli.

L’infrastruttura, una volta a regime, sarà dotata di 18 posti letto, otto dei quali già attivi. Al suo interno una strumentazione diagnostica adeguata a gestire pazienti a bassa complessità assistenziale e un punto prelievi (con gli esami processati al laboratorio di Santa Maria delle Grazie e referti online consultabili da remoto).

«È un ulteriore segnale di attenzione ai cittadini – spiega la direttrice generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Monica Vanni – che possono contare ora anche su una struttura intermedia, non per le acuzie, come invece lo è l’ospedale di Pozzuoli, ma deputata ad ospitare, con il coordinamento della Centrale Operativa Territoriale (Cot), tutti quei pazienti che dopo la fase critica necessitano comunque di un passaggio in una struttura sanitaria prima di tornare a casa per una definitiva stabilizzazione e un corretto inquadramento clinico. Si tratta di pazienti con patologie croniche (diabetici, cardiopatici, ipertesi) costretti a ricorrere alle cure dell’ospedale per il riacutizzarsi della malattia. In questo caso, i quattro pazienti di Bacoli sono stati presi in carico da oltre una settimana e uno di loro è già stato dimesso in queste ore sempre in una condizione protetta, che passa per i servizi territoriali del distretto e, laddove necessario, anche per un’interlocuzione con i servizi sociali del Comune. Tutto il protocollo è stato messo a punto con la collaborazione dei tanti e diversi attori della Asl e ogni struttura è allineata nel fornire la migliore assistenza possibile ai cittadini, in un’ottica di appropriatezza delle cure, efficienza amministrativa e anche riduzione dei costi, con un freno importante al ricorso all’ospedalizzazione impropria».

Prevista per domani, martedì 5 maggio, alle 10:30 la visita alla struttura della direzione strategica dell’Asl Napoli 2 Nord con il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Regione e le istituzioni locali.

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Capaccio, tragedia nel fiume: uomo annega dopo essersi incastrato nel kayak

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CAPACCIO KAYAK
CAPACCIO KAYAK

CAPACCIO – Un uomo di 71 anni è stato trovato morto all’interno di un kayak, ribaltato nelle acque del torrente Capodifiume, in località Licinella, a Capaccio Paestum, in provincia di Salerno.

Sul posto, in via Pertini, dopo una segnalazione dei Carabinieri, sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Agropoli. Le operazioni di recupero della salma sono state effettuate dalla squadra fluviale, già operativa sul posto al momento del ritrovamento.
Sono in corso gli accertamenti per stabilire le dinamiche dell’incidente. Probabilmente l’uomo si è ribaltato con il kayak ed è rimasto incastrato.

La vittima è un uomo di 71 anni tedesco, si trovava in vacanza con la moglie, era uscito nel pomeriggio di ieri a bordo di un kayak per raggiungere il mare, senza fare rientro.
L’allarme è stato lanciato in serata dalla moglie. Le ricerche, andate avanti per tutta la notte, si sono concluse all’alba con il ritrovamento dell’imbarcazione ribaltata e del corpo, che presenta ferite al volto.

Sul posto vigili del fuoco, con il distaccamento di Agropoli e la squadra fluviale, carabinieri e polizia municipale. La Procura di Salerno ha disposto l’esame esterno della salma per accertare le cause della morte, non escludendo l’ipotesi di un malore o di un incidente.

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Morte del Piccolo Domenico Caliendo, altri casi di organi ‘congelati’ e rovinati per le basse temperature

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Oltre a quello del piccolo Domenico Caliendo, si sono verificati altri casi in cui l’organo da trapiantare è giunto a destinazione rovinato dalle temperature troppo basse che ha raggiunto durante il trasporto.

A renderlo noto è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bimbo, che lo scorso 28 aprile ha preso parte a Roma, a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, all’incontro “Il dono della vita nel sistema trapiantologico” organizzato dall’Aido e promosso su iniziativa della senatrice Elena Murelli e del senatore Filippo Melchiorre con il patrocinio del Senato della Repubblica.

La notizia (appresa solo oggi) è emersa durante l’intervento, nel corso del convegno, di rappresentanti della compagnia aerea Avionord con basi a Milano, Bergamo e Roma, che si occupa, tra l’altro, anche del trasporto di organi.

In particolare, durante l’intervento dei vertici della compagnia aerea, è stata mostrata, tra i casi definiti “nefasti”, la foto di un organo, un rene, ‘ghiacciato’ a causa dell’uso di ghiaccio a -40 gradi. L’incontro è servito anche a fare il punto sulle normative riguardanti le modalità di trasporto degli organi e le tipologie di contenitori: dalla scatole di polistirolo (come quelli per le mozzarelle) ai figoriferi da campeggio, fino a queli di ultima generazione, che rispettano le indicazioni di legge, come le macchine da perfusione trasportabili che, è stato spiegato, oltre al trasporto trattano l’organo (o anche più di un organo) per farlo arrivare al trapianto nelle migliori condizioni.

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Napoli, Turista britannico reagisce ad una rapina e fa arrestare due uomini nel centro storico

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Napoli, Turista britannico reagisce ad una rapina e fa arrestare due uomini nel centro storico
Napoli, Turista britannico reagisce ad una rapina e fa arrestare due uomini nel centro storico

NAPOLI – Un tentativo di rapina nel centro storico della città si è concluso con l’arresto di due persone grazie al tempestivo intervento della Polizia di Stato e alla reazione della vittima.

L’episodio si è verificato in vico dei Carbonari, dove un turista di nazionalità britannica è stato avvicinato da due individui che gli hanno sottratto con forza l’orologio dal polso, cercando poi di dileguarsi tra le strade affollate della zona.

L’uomo, tuttavia, ha reagito immediatamente all’aggressione, affrontando i due e dando vita a una colluttazione. Al termine dello scontro è riuscito a rientrare in possesso dell’oggetto sottratto.

Sul luogo sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile, in particolare l’unità operativa dei “Falchi”, che hanno avviato le ricerche dei responsabili. Grazie agli accertamenti svolti in tempi rapidi, i due sospettati sono stati individuati, fermati e successivamente arrestati.

Entrambi sono stati trasferiti in carcere con l’accusa di rapina impropria e rimangono a disposizione dell’autorità giudiziaria per le fasi successive del procedimento.

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napoli rapina

Castel Volturno: Trappole sonore per uccelli scoperte dalla Polizia Provinciale e dal WWF

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CASTEL VOLTURNO POLIZIA PROVINCIALE
CASTEL VOLTURNO POLIZIA PROVINCIALE

CASTEL VOLTURNO – Prosegue l’attività di controllo e repressione del fenomeno del bracconaggio sul territorio della Provincia di Caserta.

Nel corso di un’operazione congiunta condotta dalla Polizia Provinciale di Caserta, diretta dal colonnello Biagio Chiariello e dalle Guardie WWF guidate dal coordinatore regionale da Alessandro Gatto, a Castel Volturno sono stati sequestrati richiami elettroacustici illegali utilizzati per attirare volatili.

Ad attirare l’attenzione degli operatori è stato un suono anomalo proveniente da un terreno del territorio di Castel Volturno. Sul posto è stato rinvenuto un sistema composto da radio, penna USB, morsetti, casse acustiche e timer, programmato per riprodurre il verso della quaglia.

Si tratta di dispositivi vietati dalla normativa vigente sulla caccia, utilizzati dai bracconieri per attirare in modo artificioso alcune specie di uccelli, che diventano così facile preda. Tali strumenti arrecano inoltre un grave disturbo alla fauna selvatica, soprattutto in un periodo particolarmente delicato come quello riproduttivo.

Il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e nei confronti di ignoti è stata inoltrata denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

L’intervento rientra nelle attività di controllo e vigilanza finalizzate al contrasto del bracconaggio e alla tutela della fauna selvatica, svolte nell’ambito delle funzioni di protezione e soccorso della fauna.

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Omicidio Francesco Sessa a Ibiza, convalidato l’arresto del sospettato: il 45enne Annibale Damiano resta in carcere

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Omicidio Francesco Sessa a Ibiza, convalidato l’arresto del sospettato il 45enne Annibale Damiano resta in carcere
Omicidio Francesco Sessa a Ibiza, convalidato l’arresto del sospettato il 45enne Annibale Damiano resta in carcere

Resterà in carcere senza possibilità di cauzione Annibale Damiano, il 45enne italiano fermato per l’omicidio a Ibiza di Francesco Sessa. Lo ha deciso il tribunale di Ibiza al termine dell’udienza di convalida, durata circa sei ore, nel corso della quale l’uomo si è dichiarato innocente, mantenendo un atteggiamento tranquillo davanti alla giudice.

Damiano è attualmente l’unico sospettato per la morte del pizzaiolo 35enne originario di Pagani, ucciso nel pomeriggio del 29 aprile nella zona di Platja d’en Bossa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Sessa sarebbe stato colpito mortalmente al torace con un’arma da taglio al culmine di una lite avvenuta intorno alle 16:30, in un’area particolarmente frequentata dell’isola.

A prendere parte alla discussione, sfociata poi nell’aggressione, sarebbero state almeno tre persone. Il presunto responsabile è stato bloccato dalla Guardia Civil poche ore dopo i fatti.

Tra i due uomini, entrambi residenti da tempo a Ibiza, vi erano rapporti di conoscenza e contatti recenti: avrebbero anche viaggiato insieme poco prima dell’episodio. Un elemento che potrebbe rivelarsi rilevante per chiarire il contesto in cui è maturata la violenza.

Sul fronte investigativo restano aperte diverse piste. Tra queste, quella di un possibile movente economico legato a un debito non saldato. Al tempo stesso, alcune persone vicine al sospettato sostengono che Damiano disponga di un alibi: al momento dell’omicidio si troverebbe con un cliente per un noleggio di un’automobile. Circostanza ora al vaglio degli inquirenti.

Nel frattempo, la famiglia di Francesco Sessa ha raggiunto l’isola spagnola per seguire le procedure necessarie al rimpatrio della salma. I funerali si terranno a Pagani nei prossimi giorni, anche se la data non è stata ancora ufficializzata.

Evirato dalla moglie dopo la scoperta del tradimento ad Angri, il legale: “Violenza inaudita, lo difenderò gratis”

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Lo annuncia l’ avvocato Angelo Pisani, fondatore del progetto “1523.it – Potere ai Diritti”, che così interviene sul gravissimo episodio avvenuto ad Angri, in provincia di Salerno, dove un uomo è stato brutalmente mutilato dalla propria moglie.

“Si tratta di un fatto di una violenza inaudita che impone una riflessione seria, equilibrata e finalmente libera da ideologie. Il nostro intervento sarà a tutela della vittima, ma anche di tutti coloro che subiscono violenze troppo spesso ignorate o minimizzate”.

“L’episodio di Angri – sottolinea Pisani, che fa sapere di essere disposto a difendere gratis l’ uomo evirato – rappresenta una scena che scuote le coscienze e richiama le istituzioni a un intervento concreto e responsabile”.

Pisani annuncia anche che il movimento si costituìrà parte civile nel procedimento penale: “la violenza va condannata sempre, in ogni forma e indipendentemente da chi la commette”, conclude il professionista.

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Napoli: La mobilitazione degli artisti di strada contro il Comune dopo la decisione di istituire divieti e multe di 500 euro

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NAPOLI PROTESTA ARTISTI DI STRADA
NAPOLI PROTESTA ARTISTI DI STRADA

NAPOLI – Musica, arte e rivendicazioni sfilano tra le vie di Napoli insieme agli artisti di strada, scesi questo pomeriggio in piazza con un corteo partito da piazza San Domenico Maggiore e giunto fino a piazza Dante.

Lo hanno ribattezzato “il corteo funebre degli artisti di strada”, portando tra la folla non solo bellezza e folklore, ma anche la rabbia per le restrizioni imposte dal regolamento comunale. “Veniamo multati per l’utilizzo di piccoli amplificatori e tamburelli. Sanzioni che arrivano anche a 250 o 500 euro”, denunciano i manifestanti.

“Siamo artisti e musicisti, chitarre e tamburi non sono armi – spiegano – Se si chiude la strada agli artisti, ai musicisti e ai bar, la si riapre alla delinquenza. Noi non lucriamo: portiamo un piatto di pasta a tavola e teniamo vive le tradizioni”. Chiedono l’abolizione del comma 4 dell’articolo 12 del regolamento comunale, che vieta l’utilizzo di quelli che loro chiamano “gli attrezzi del mestiere”. “Noi non siamo contro le regole – precisano -, ma bisogna trovare un equilibrio senza criminalizzare la cultura”.

A sostenere la protesta c’era anche l’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: “Quando venni eletto, risolta l’emergenza rifiuti, dovevamo riempire di energia, talento e cultura questa città. Liberalizzai gli artisti di strada perché ritenevo che la loro forza potesse alimentare il riscatto di Napoli. Oggi, invece, sono visti come un problema di ordine e sicurezza pubblica. È un paradosso: a Napoli si spara ogni sera e si sanzionano gli artisti. Servono regole su orari e decibel, ma bisogna dialogare”.

La vertenza si intreccia con il più ampio e teso dibattito sulla regolamentazione della movida. Il Comune è recentemente intervenuto con un’ordinanza specifica su piazza San Domenico Maggiore. Sul tavolo resta soprattutto la delibera sugli orari – particolarmente restrittiva, con stop all’asporto alle 22,30 e chiusure anticipate nel weekend – che il Consiglio comunale non ha approvato nell’ultima seduta a causa delle frizioni interne alla stessa maggioranza.

Per ‘il Capitano’, personaggio iconico del centro storico, la situazione è in stallo: “L’arte di strada non può essere confusa con la movida notturna. Il regolamento che ci riguarda è stato approvato a dicembre 2022. Come comitato degli artisti avevamo lavorato con alcuni consiglieri a una bozza che armonizzasse le diverse esigenze, ma il testo non è mai arrivato in aula. Ultimamente riscontriamo serie difficoltà di interlocuzione. L’arte di strada è un valore aggiunto per Napoli: non vogliamo essere anarchici, ma vogliamo un regolamento giusto scritto con chi questo mestiere lo vive ogni giorno”. Dopo aver attraversato i luoghi simbolo delle sanzioni, i manifestanti si sono riuniti a piazza Dante per un flash mob. L’iniziativa si è presto trasformata in un grande concerto all’aperto.

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