martedì, Maggio 12, 2026
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Regione Campania, firmato a Bacoli il primo Patto di Legalità per la lotta alla corruzione nel settore degli appalti pubblici

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Regione Campania, firmato a Bacoli il primo Patto di Legalità per la lotta alla corruzione nel settore degli appalti pubblici

Presidenza della II Commissione Speciale Anticamorra e Beni Confiscati con G.F. Service: dialogo con forze dell’ordine, formazione, ascolto per imprenditori.

Promuovere l’etica della responsabilità, estendendo e rendendo vincolanti il dovere di denuncia per il proprio management e le maestranze che subiscono estorsioni. Corsi di formazione sui temi della sicurezza e della legalità, regole per la selezione qualificata dei partner commerciali, subappaltatori e fornitori, procedure volte a rafforzare i livelli di sicurezza sul lavoro e sulla regolarità contributiva. Sono i punti fondamentali del primo Patto di Legalità firmato a Bacoli, tra la Presidenza della II Commissione Speciale Anticamorra e Beni Confiscati della Regione Campania e l’impresa privata G.F. Service. Il Patto di Legalità si pone come lo strumento di azione della Presidenza della Commissione, per facilitare e orientare le imprese regionali, nei confronti delle istituzioni nazionali dedicate al tema della legalità.

«L’obiettivo – ha spiegato Carmela Rescigno, Presidente II Commissione Speciale Anticamorra e Beni Confiscati – è la prevenzione e la repressione del fenomeno corruttivo frutto di un cambiamento culturale, prima ancora che giuridico, e che riflette un approccio multi disciplinare, nel quale i tradizionali strumenti sanzionatori rappresentano solamente alcuni dei diversi fattori per la lotta alla corruzione e all’illegalità nell’azione amministrativa».

Sarà inoltre incentivato il dialogo con le Forze di Polizia e Prefettura e l’apertura di tavoli tecnici, saranno disposte audizioni degli imprenditori, su loro richiesta, laddove questi abbiano anche solo il sospetto di un rischio di infiltrazione criminale negli ambiti lavorativi, fornendo precise informazioni sulle misure da adottare.

«Dobbiamo scendere tutti in prima linea per combattere l’illegalità – ha detto Giovanni Fiore, CEO G.F. Service Srl – la corruzione, nella sua misura effettiva e in quella percepita da imprese e cittadini, è un enorme danno alla credibilità del Paese, perché disincentiva gli investimenti, anche stranieri, frenando, di conseguenza, lo sviluppo economico».

Firmando il Patto di legalità, le aziende assumono l’impegno di e l’obbligo di espulsione e/o di sospensione, in presenza di alcuni reati, oltre a impegnarsi ad acquisire tutti i dati concernenti le imprese contraenti e i loro assetti societari per la creazione della vendors’ list.

Dalla prevenzione all’azione: un impegno reciproco tra le Pubbliche amministrazioni e le aziende che partecipano a un appalto pubblico, volto ad assicurare che l’intera procedura e l’esecuzione del contratto siano svolte in modo legale e trasparente. Il Patto di legalità favorisce la collaborazione tra le Pubbliche Autorità e il settore privato, per garantire il rispetto della legalità.

«È stato un importante momento di confronto – ha commentato Josi della Ragione, Sindaco di Bacoli – in cui abbiamo raccontato quanto l’amministrazione comunale sta facendo sul territorio per promuovere la legalità come strumento per migliorare la vita dei cittadini e delle imprese».

Al tavolo moderato dalla giornalista Margherita Salemme, sono intervenuti anche Francesco Urraro, Vice Presidente Consiglio di Presidenza – Consiglio di Stato; Carmine Ruggiero, Docente di Diritto Bancario – Giudice Tributario; Rodolfo Scuotto – Responsabile Sezione Antifrode Ufficio Dogane Napoli 1; Rossana Ferraro – Docente Cooperazione Internazionale e Cybersicurezza FF. OO. e FF. AA.; Silvia Paparella – Direttore Generale RemTech Hub Tecnologico Ambientale

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Napoli: accesso a numero chiuso alle spiagge di Posillipo

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Accesso Numero Chiuso Spiagge Posillipo
Accesso Numero Chiuso Spiagge Posillipo

La Giunta comunale di Napoli ha approvato due delibere per regolamentare l’accesso alle spiagge libere di Posillipo, rispondendo alla richiesta del Prefetto di Napoli.

Quest’ultimo ha evidenziato come il sovraffollamento, già osservato durante le festività primaverili, possa generare problemi di ordine pubblico, sicurezza e degrado ambientale. La questione è stata discussa nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, portando la Prefettura a sollecitare provvedimenti per garantire la sicurezza dei bagnanti e prevenire rischi.

Dal 2021, l’accesso contingentato con prenotazione online ha mostrato risultati positivi in termini di sicurezza, sostenibilità e tutela ambientale. Pertanto, con le deliberazioni n. 250 e 251 del 5 giugno 2025, la Giunta comunale ha stabilito nuovi accordi di collaborazione con l’Autorità portuale, il Parco sommerso di Gaiola e alcuni concessionari privati per limitare il sovraffollamento nelle spiagge delle Monache, di Palazzo Donn’Anna e della Gaiola.

Gli accordi, operativi dal 6 giugno 2025, prevedono l’aumento dei posti disponibili: 480 ingressi giornalieri per il lido delle Monache e 70 per la spiaggia tra Palazzo Donn’Anna e il lido Ideal. Inoltre, la mancata presentazione entro le 13:00 comporta la cancellazione della prenotazione, e i posti vengono liberati non appena un utente lascia la spiaggia.

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Condannato all’ergastolo l’assassino di Anna Scala, la uccise con 17 coltellate

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ANNA SCALA FEMMINICIDIO
ANNA SCALA FEMMINICIDIO

La Corte di Assise di Napoli (prima sezione) ha condannato all’ergastolo Salvatore Ferraiuolo, l’uomo accusato di avere ucciso a coltellate la sua ex compagna, Anna Scala, a Piano di Sorrento, in provincia di Napoli, il 17 agosto 2023.

La procura di Torre Annunziata (con il pm Ugo Spagna) aveva chiesto la massima pena per l’imputato che durante il processo ha più volte modificato la sua versione dei fatti.
La vittima del femminicidio venne assassinata con almeno 17 coltellate da Ferraiuolo che poi ha nascosto il cadavere nell’automobile della donna.

Presente nell’aula 115 del Nuovo Palazzo di Giustizia quando è stato letto il dispositivo di sentenza, la figlia della vittima, Maria Svato, accompagnata dall’avvocato di parte civile Salvatore Esposito. Presente in aula anche l’imputato, che non ha battuto ciglio quando è stata letta la sentenza. Entro 90 giorni saranno rese note le motivazioni della sentenza.

Questa è la condanna della giustizia terrena, nulla mi potrà restituire mia madre ma lui ha avuto la condanna che merita ed è giusto che paghi“, ha detto tra le lacrime Maria Svato.
Il giudice ha riconosciuto sussistenti tutte le aggravanti contestate tra cui anche quella della crudeltà. “Se potessi – ha detto ancora Maria Svato – adesso vorrei solo riabbracciarla ancora una volta“.

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Favoreggiamento immigrazione clandestina: sgominata associazione a delinquere a Napoli, a capo c’erano tre avvocati

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FAVOREGGIAMENTO IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
FAVOREGGIAMENTO IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

Sgominata a Napoli una associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Sono 45 le misure cautelari eseguite questa mattina dalla polizia, nell’ambito di indagini coordinate e dirette dalla Direzione distrettuale Antimafia della procura di Napoli.

A capo dell’organizzazione – ha spiegato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri nel corso di una conferenza stampa – c’erano tre avvocati, che dirigevano tre Caf e chiedevano fino a 10mila euro per ogni immigrato che entrava in Italia, soprattutto dal Bangladesh“.

L’attività prevedeva assunzioni fittizie da parte di decine di imprenditori, alcuni dei quali ignari, l’utilizzo dello Spid di altri associati, tra cui un appartenente alle forze dell’ordine, e l’eventuale regolarizzazione con il meccanismo del cosiddetto click day. Sarebbero diverse migliaia le richieste di nulla osta, per una attività che avrebbe fruttato “milioni di euro“, ha detto Gratteri, evidenziando come uno dei tre avvocati “si è da poco comprato una fiammante Ferrari“.

Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina pluriaggravato, di estorsione aggravata dal metodo mafioso, falso ideologico e truffa. Sono finiti in carcere 11 indagati, sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari 23 soggetti, tra i quali molteplici collaboratori dei professionisti, e numerosi mediatori stranieri. Misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per undici datori di lavoro che avrebbero messo a disposizione le proprie realtà aziendali per false assunzioni di cittadini extra Ue. Infine, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni e rapporti assicurativi per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro.

Le attività illecite venivano svolte soprattutto nei Comuni di San Giuseppe Vesuviano e Ottaviano, in provincia di Napoli, area caratterizzata dalla presenza di una folta comunità di cittadini del Bangladesh, dove operavano i Caf su cui si sono concentrate le indagini.

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Bimba di 9 mesi in coma: sequestrata casa, interrogata mamma e compagno

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BAMBINA 9 MESI IN COMA
BAMBINA 9 MESI IN COMA

Le autorità hanno sequestrato l’abitazione in cui viveva la bambina di nove mesi attualmente in coma presso l’ospedale pediatrico Santobono di Napoli.

La madre e il suo compagno sono stati interrogati dai Carabinieri su disposizione della Procura della Repubblica di Lagonegro, che sta conducendo le indagini. L’inchiesta, ancora a carico di ignoti, mira a chiarire le cause delle gravi lesioni riportate dal piccolo, tra cui fratture multiple alla testa, femore, costole e collo.

Gli investigatori stanno cercando di stabilire se le ferite siano il risultato di un unico episodio o di eventi separati. Al momento, il riserbo sulle indagini è massimo.

La famiglia, composta dalla madre e dal suo attuale compagno, che non è il padre biologico del bambino, risiede a Villammare, nel villaggio Le Ginestre, in via del Mare, frazione marina di Vibonati, in provincia di Salerno.

Il tribunale per i Minorenni di Potenza ha sospeso temporaneamente la responsabilità genitoriale alla mamma del bimbo di 9 mesi ricoverato per lesioni al Santobono. Inoltre è stato anche disposto il divieto di avvicinamento anche al fratellino di 4 anni.

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Ancora problemi all’aeroporto di Capodichino: voli cancellati e riprogrammati

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AEROPORTO DI CAPODICHINO
AEROPORTO DI CAPODICHINO

Anche questa mattina si registrano problemi al traffico all’aeroporto di Capodichino, sono 28 i voli cancellati di cui 18 riprogrammati sullo scalo di Salerno e alcuni su Fiumicino.

L’Enav, ente nazionale di assistenza al volo, sta continuando a lavorare con i suoi tecnici per risolvere il guasto al sistema radar di avvicinamento allo scalo che garantisce dunque il flusso dei velivoli in atterraggio.

In particolare il problema riguarda il sistema meccanico che consente all’antenna di girare a 360 gradi.

Dall’Enav fanno sapere che il guasto potrebbe essere riparato nella giornata di oggi.

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Colli Aminei: tentativo di furto in un garage sventato dalla vigilanza

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ISTITUTO DI VIGILANZA PRESTIGE
ISTITUTO DI VIGILANZA PRESTIGE

La scorsa notte in viale Annibale Maria di Francia, nella zona dei Colli Aminei a Napoli, un vigilante dell’Istituto di Vigilanza Prestige ha sventato un furto all’interno di un garage.

Mentre era in pattugliamento ha sentito il rumore di un flex, una situazione inusuale alle 3.30 del mattino. Individuato il luogo da dove veniva il rumore ha visto tre soggetti a volto coperto. Alla vista della pattuglia dell’istituto di vigilanza i tre sono fuggiti a bordo di due scooter. Avvisato il proprietario del garage, una volta sul posto è stato appurato che i ladri non erano riusciti nel loro intento.

Attraverso Facebook l’associazione “Amici della Pineta” si è complimentata con l’Istituto di Vigilanza Prestige per aver sventato il furto.

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Tragedia a Varcaturo: Nicola Mirti ucciso a coltellate, il dolore della madre: «Era un bravo ragazzo, all’assassino l’ergastolo»

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«Nessuno potrà mai restituirmi Nicola». Così Luisa Caso, madre di Nicola Mirti, il 19enne accoltellato a morte domenica in un lido di Ischitella. Due fendenti al torace gli sono stati fatali. Il ragazzo è morto poco dopo l’arrivo all’ospedale di Pozzuoli.

La madre, nota sui social come tiktoker per passione, racconta a Il Mattino il suo dolore: «Mi ha chiamato mio figlio maggiore per dirmi che Nicola era in ospedale. Non sapevo nemmeno che fosse al mare. Sabato era stato dal barbiere, l’ho rivisto la domenica… ma lui non c’era più».

Sul presunto aggressore, un coetaneo, Luisa chiede una pena esemplare: «Ci vorrebbe l’ergastolo. Ma nessuna condanna potrà riportarlo indietro». Esclude che il figlio fosse coinvolto in ambienti criminali, sebbene fosse stato denunciato ad aprile per detenzione di droga: «Mi disse “mai più”. Era un ragazzo solare, lavorava come tappezziere e sognava di fare il barbiere».

«I giovani oggi vivono in una spirale di violenza – conclude – si armano facilmente e seguono modelli sbagliati. Ma Nicola non era così. Aveva solo voglia di vivere».

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Agguato mortale a Cardito: freddato in auto Antonio Vitale

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Mattinata di terrore a Cardito, dove un agguato di camorra ha scosso il centro cittadino. Antonio Vitale, 56 anni, pregiudicato residente a Caivano con numerosi precedenti penali, è stato ucciso in un vero e proprio assalto in stile esecuzione.

Secondo le prime ricostruzioni, i sicari — probabilmente giunti a bordo di una moto di grossa cilindrata — hanno affiancato l’auto della vittima mentre percorreva una delle arterie principali della città e hanno fatto fuoco almeno una decina di volte. I colpi, tutti di grosso calibro, non hanno lasciato scampo a Vitale, deceduto prima di poter essere trasportato in ospedale.

Sul luogo dell’agguato sono immediatamente giunti i carabinieri della compagnia di Caivano, coordinati dal capitano Antonio Cavallo, insieme agli agenti del commissariato di Frattamaggiore, che hanno avviato i primi rilievi e raccolto testimonianze utili.

Le indagini, ancora in corso, si concentrano sull’ipotesi di una faida interna alle nuove leve della criminalità organizzata dell’area nord di Napoli. Secondo gli investigatori, l’omicidio potrebbe essere legato alla riorganizzazione in atto nel sottobosco criminale locale, dove a dettare legge sarebbero ora bande di giovanissimi, non ancora inquadrate negli storici clan camorristici che per decenni hanno tenuto sotto scacco il territorio.

Antonio Vitale era considerato vicino ad ambienti mafiosi e il suo nome compariva in diverse inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia. L’agguato che ha posto fine alla sua vita appare dunque come un chiaro segnale di potere e controllo in una zona sempre più instabile e contesa.

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Affetta da demenza senile si allontana in auto da Torre Annunziata ritrovata ad Ascea grazie al GPS

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DEMENZA SENILE
DEMENZA SENILE

Una donna affetta da demenza è stata ritrovata all’alba a Catona, frazione del comune di Ascea (Salerno), dopo essere scomparsa nella serata di ieri da Torre Annunziata (Napoli), dove risiede.

La donna si era allontanata a bordo della propria auto, facendo perdere le sue tracce.
Immediate erano scattate le ricerche, concluse con esito positivo grazie al dispositivo Gps che la donna portava con sé: il segnale è stato intercettato nelle prime ore del mattino. La donna, in evidente stato confusionale, è stata soccorsa e trasportata presso l’ospedale di Vallo della Lucania per gli accertamenti del caso.

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