martedì, Maggio 12, 2026
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Napoli, sgominata una rete di intestazioni fittizie: cancellate 77 auto dal PRA, evasione da oltre 150mila euro

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Un’operazione condotta dalla Polizia Metropolitana di Napoli ha portato allo smantellamento di una rete criminale specializzata nelle intestazioni fittizie di veicoli. A seguito delle indagini, ben 77 automobili sono state cancellate d’ufficio dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA). L’inchiesta ha fatto emergere un’evasione fiscale superiore ai 150mila euro tra tributi provinciali e regionali non versati.

L’indagine è nata da un controllo di routine effettuato alla fine del 2024 nei pressi della Stazione Centrale di Napoli, dove una Audi A4 di grossa cilindrata, guidata da un cittadino marocchino, ha attirato l’attenzione degli agenti. L’approfondimento investigativo ha condotto all’individuazione di un sistema fraudolento riconducibile a un cittadino residente a Casoria, risultato irreperibile dal 2023. Quest’ultimo fungeva da “prestanome” per l’immatricolazione di decine di veicoli intestati a suo nome ma di fatto ceduti a soggetti terzi.

Molti dei mezzi risultavano privi di copertura assicurativa ed erano utilizzati da cittadini stranieri e nullatenenti, configurando una frode ai danni dello Stato e degli enti locali. L’uomo, considerato il perno del sistema, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Napoli per truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico. Nei suoi confronti è stato disposto un blocco anagrafico al PRA e alla Motorizzazione Civile, impedendogli qualsiasi futura intestazione di veicoli.

Le indagini hanno inoltre portato alla luce una vera e propria organizzazione criminale che si celava dietro l’attività del prestanome. I veicoli intestati fittiziamente venivano impiegati da soggetti con precedenti penali per compiere reati legati al traffico di droga e contro il patrimonio su scala nazionale. Questo stratagemma rendeva estremamente difficile risalire ai responsabili e ostacolava le attività di contrasto alle attività illecite.

L’operazione rappresenta un colpo significativo contro il fenomeno delle intestazioni fittizie, spesso utilizzate come strumento per l’impunità da parte della criminalità organizzata.

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Portici, 16enne aggredito per un saluto a una ragazza: denunciato l’ex fidanzatino 14enne

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È stato identificato e denunciato a piede libero il responsabile dell’aggressione ai danni di un ragazzo di 16 anni, originario di Ercolano, brutalmente picchiato al Porto del Granatello di Portici, in provincia di Napoli. L’aggressore, secondo quanto ricostruito dalla Polizia Locale, è un 14enne, ex fidanzato della ragazza salutata dalla vittima poco prima dell’attacco.

Il giovane avrebbe agito per motivi personali, accecato dalla gelosia. Non avrebbe tollerato il semplice gesto di saluto rivolto alla sua ex da parte del 16enne, e lo avrebbe colpito con violenza al volto, provocandogli gravi ferite. L’aggressione è avvenuta in pieno giorno, in un’area frequentata da molti giovani.

La vittima ha riportato una profonda lesione sotto l’arcata oculare, suturata con dieci punti, e numerose fratture maxillo-facciali. Le sue condizioni sono serie: è attualmente ricoverato all’ospedale Maresca di Torre del Greco, ma potrebbe essere trasferito al Cardarelli o all’Ospedale del Mare di Napoli per un delicato intervento chirurgico.

L’autorità giudiziaria ha disposto la denuncia del 14enne per lesioni personali. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto e per verificare eventuali ulteriori responsabilità.

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Napoli, immigrazione clandestina in Italia: in corso blitz della Polizia, 45 misure cautelari

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La Polizia di Stato sta eseguendo 45 misure cautelari, in diverse località della provincia di Napoli ed in altre province, nell’ambito di una vasta operazione coordinata dalla DDA di Napoli per il contrasto all’immigrazione clandestina.

I dettagli verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la Procura della Repubblica di Napoli alle ore 10.30.

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Referendum: vittoria schiacciante del Si sui temi del lavoro, sulla cittadinanza il dato è sorprendente

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RISULTATO REFERENDUM
RISULTATO REFERENDUM

Quando siamo arrivati a metà delle sezioni scrutinate (40mila su 61mila) il dato che emerge è chiaro è fa riflettere.

Appurato che il quorum è lontanissimo quindi il referendum è fallito, il dato di come sono andati i voti sui cinque quesiti è interessante. Sui quattro temi del lavoro il Si è plebiscitario con percentuali che oscillano tra 88 e 87 %. Ma non serviva un referendum per capire che in Italia le condizioni dei lavoratori sono più che problematiche, senza diritti, senza tutele e con stipendi da fame.

La situazione cambia radicalmente per il quinto quesito, quello di ridurre i tempi per ottenere la cittadinanza. In questo caso la forbice è molto meno ampia. Il SI è attestato (al momento) intorno al 64% e i NO sul 35%. Un dato che deve far riflettere, soprattutto i partiti di centro sinistra. Perché è evidente che anche all’interno dell’elettorato di PD, Verdi e Sinistra e M5S, in tanti sono preoccupati dalla gestione degli immigrati in Italia.

1 – Reintegro licenziamenti illegittimi SI 89,06 % – NO 10,94 %

2 – Licenziamenti e limite indennità SI 87,60 % – NO 12,40 %

3 – Tutela contratti a termine SI 89,04 % – NO 10,96 %

4 – Responsabilità infortuni sul lavoro SI 87,35 % – NO 12,65 %

5 – Cittadinanza italiana SI 65,49 % – NO 34,51 %

SEZIONI SCRUTINATE –  61.591 su 61.591

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Ladri in casa di Kvaratskhelia a Cannes: vacanza rovinata

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Furto Kvaratskhelia
Furto Kvaratskhelia

Vacanza rovinata per Khvicha Kvaratskhelia la casa affittata a Cannes è stata ripulita dai ladri che hanno portato via oggetti per centinaia di migliaia di euro.

Kvaratskhelia si trova in costa azzurra con la famiglia e un compagno di nazionale. Quando le due famiglie sono uscite per visitare la magnifica località della Costa Azzurra, i ladri sono entrati in casa ed hanno portato via di tutto: orologi, gioielli, borse e qualsiasi altro oggetto di valore. Il bottino non è stato quantificato ma si parla di centinaia di migliaia di euro.

Una brutta sorpresa per Kvaratskhelia dopo un 2025 da incorniciare con la vittoria dello scudetto da parte del Napoli e la vittoria della Champions League con il PSG nella seconda parte di stagione dopo il trasferimento di gennaio.

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Napoli: Carmine Puccinelli morto a 14 anni per tumore non diagnosticato in tempo, famiglia presenta ricorso a Corte Europea dei Diritti Umani

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E’ stato inviato oggi alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, tramite corriere espresso, il ricorso presentato dalla famiglia di Carmine Puccinelli, il 14enne di Napoli deceduto per un tumore non diagnosticato in tempo.

Il ricorso, che supera le 4.000 pagine tra atti e allegati, è stato redatto dallo Studio Associati Maior, rappresentato dagli avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalan e Filippo Castaldo, con il supporto tecnico del medico legale Dott. Marcello Lorello.

I familiari citano in giudizio lo Stato italiano per “la grave archiviazione delle indagini sui sanitari che ebbero in cura il giovane, dei quali solo uno è stato ritenuto responsabile, nonostante le evidenti omissioni diagnostiche e terapeutiche da parte di più professionisti”.

La famiglia -sostiene che vi sia stata una responsabilità medica collettiva nell’omessa diagnosi tempestiva e nella mancata asportazione del tumore. Il ricorso denuncia la violazione degli articoli 2, 6 e 13 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, in relazione al diritto alla vita, al diritto a un processo equo e al diritto a un ricorso effettivo.

“Particolarmente grave la circostanza che il giudice che ha disposto l’archiviazione non fosse territorialmente competente, in violazione del principio del giudice naturale precostituito per legge – si legge in una nota -. L’archiviazione, inoltre, si e’ basata su valutazioni non equilibrate, privilegiando le perizie disposte dal pubblico ministero, senza possibilita’ di ricorso in Cassazione, anche a fronte di reati gravissimi”.

Lo Studio Maior ha quindi richiesto alla Corte di condannare lo Stato italiano, stabilendo un equo risarcimento per la mancata tutela giurisdizionale e l’adozione di misure individuali e generali, inclusa la possibile riapertura del procedimento penale. “La morte di Carmine non puo’ restare senza giustizia – hanno commentato i legali -. Se in Italia non e’ stato possibile ottenere un processo equo, sara’ Strasburgo a doverlo garantire.”

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Volla: aggredisce la compagna con un coltello da cucina, arrestato

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VOLLA
VOLLA

Una lite con il compagno è sfociata in una violenta aggressione. A intervenire i Carabinieri della tenenza di Cercola, allertati da alcuni passanti.

All’arrivo della pattuglia, la donna, di origini moldave, era in stato di shock, con lividi e tagli su tutto il corpo. Accanto a lei c’era il compagno, evidentemente agitato. L’uomo ha spintonato i Carabinieri e ha tentato di scappare ma, dopo un lungo inseguimento a piedi, è stato raggiunto e arrestato.

Con se, l’uomo aveva ancora un coltello da cucina sporco di sangue. Una perquisizione nella sua casa, ha permesso di trovare e sequestrare un altro coltello e una mannaia. La donna è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Del Mare di Napoli; non è in pericolo di vita, ma ha riportato diverse ferite.

Ai Carabinieri ha raccontato hanno di abusi anche sessuali e vessazioni. L’uomo, 59 anni, di origini ghanesi, dovrà rispondere di violenza sessuale, maltrattamenti, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di armi e presenza irregolare sul territorio nazionale. Ora si trova nel carcere di Napoli-Poggioreale.

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Castel Volturno: Antonio morto mentre installava la fibra ottica, lascia la moglie e una figlia piccola

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ANTONIO D'AVELLA
ANTONIO D'AVELLA

Ennesimo incidente sul lavoro in Campania, la vittima è Antonio D’Avella, 38enne di Avella (Avellino), è deceduto a Castel Volturno (Caserta).

Il 38enne lavorava all’installazione della fibra ottica, si sarebbe sentito male mentre stava lavorando. Nonostante i tentativi di tenerlo in vita da parte dei suoi colleghi e poi da parti dei sanitari del 118, il 38enne è deceduto.

Antonio lascia la moglie e una bambina piccola. Era volontario nel Nucleo Comunale di Protezione Civile di Avella.

Con profonda tristezza apprendiamo della prematura e tragica scomparsa di Antonio, giovane e generoso cittadino, per anni volontario del Nucleo Comunale di Protezione Civile. In questo momento di dolore, l’amministrazione comunale si stringe con affetto e vicinanza alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene, ricordandolo per il suo impegno silenzioso e concreto al servizio della collettività“. Queste le parole del Sindaco del comune irpino.

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Torre del Greco: Giovanni Cardone morto per evitare pedone in autostrada

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GIOVANNI CARDONE TORRE DEL GRECO
GIOVANNI CARDONE TORRE DEL GRECO

Giovanni Cardone, 27enne di Torre del Greco (Napoli), è deceduto la scorsa notte sull’Autostrada A3 in un incidente stradale.

Secondo una prima ricostruzione, il 27enne era alla guida della sua moto sull’A3, nel tratto compreso tra San Giorgio a Cremano e Ponticelli, quando si sarebbe imbattuto in un pedone che stava attraversando a piedi l’autostrada per motivi non chiari. Si tratterebbe di un cittadino di origine straniera. Non è chiaro perché si trovasse a piedi in autostrada. Il giovane motociclista, secondo quanto ricostruito finora, avrebbe cercato di scansare il pedone per evitare l’impatto, ma nella manovra avrebbe perso il controllo del mezzo, cadendo rovinosamente a terra e poi venendo travolto da un’auto che sopraggiungeva alle spalle. Il conducente della vettura non sarebbe, infatti, riuscito ad evitarlo.

Immediato l’intervento del 118 e il trasporto in codice rosso di Cardone all’Ospedale del Mare. Intorno alle 2.30 il 27enne è deceduto. Anche lo straniero che ha attraversato l’autostrada è ferito. Mentre l’automobilista è sotto shock.

Le indagini sono affidate alla Polizia Stradale.

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Violenza tra adolescenti a Portici: 16enne aggredito al Porto del Granatello per un saluto a una ragazza

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Portici (Napoli) – Ancora un grave episodio di violenza tra giovanissimi scuote il territorio campano. Un ragazzo di 16 anni è stato brutalmente aggredito sabato sera al Porto del Granatello di Portici. La notizia è stata diffusa tramite un post su Facebook dal deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli.

Secondo quanto ricostruito, la vittima si trovava in compagnia di alcuni amici, in quella che doveva essere una tranquilla serata d’inizio estate. Un semplice cenno di saluto rivolto a una ragazza sarebbe bastato a scatenare l’ira dell’ex fidanzato della giovane, un coetaneo del ragazzo, che lo ha inseguito insieme a un gruppo di amici, colpendolo violentemente al volto.

Durante l’aggressione – si legge nel post pubblicato da Borrelli – gli altri membri del “branco” avrebbero bloccato gli amici della vittima, impedendo loro di intervenire. Il 16enne ha riportato una grave lesione sotto l’arcata oculare, per la quale sono stati necessari dieci punti di sutura, oltre a fratture maxillo-facciali che richiederanno un intervento chirurgico. Attualmente è ricoverato presso l’ospedale Maresca di Torre del Greco, ma si valuta il trasferimento al Cardarelli o all’Ospedale del Mare per l’operazione.

“Un ragazzo esce con gli amici e rischia di non tornare più a casa, oppure ci torna massacrato. Ma in che razza di mondo viviamo?”, si chiede la zia del giovane, Ciro, in un accorato sfogo rivolto al deputato Borrelli. “Non possiamo più assistere impotenti a questa deriva violenta.”

Dura la condanna dell’accaduto da parte dello stesso Borrelli e del consigliere comunale di Europa Verde di Portici, Aldo Agnello: “Non c’è più tempo. Ogni giorno che passa senza misure efficaci contro la violenza giovanile è un giorno in più in cui rischiamo di piangere un’altra vittima. Il Governo continua a parlare di inasprimento delle pene, ma solo a parole. Intanto le forze dell’ordine restano in numero insufficiente, e mancano interventi rieducativi concreti per ragazzi ormai immersi in una pericolosa cultura della violenza e della sopraffazione.”

L’episodio riapre il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di aggregazione giovanile e sull’urgenza di politiche educative che vadano oltre il solo approccio repressivo, mirando alla prevenzione e alla costruzione di modelli alternativi alla violenza.

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