mercoledì, Maggio 13, 2026
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Omicido Martina Carbonaro: Alessio la uccise, ‘poi fece doccia, mangiò e uscì’. Oggi la convalida del fermo

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La loro figlia era morta. Loro non lo sapevano. E non sapevano di condividere i concitati momenti della ricerca della loro ragazza scomparsa proprio con l’uomo che l’aveva uccisa. Ora i genitori di Martina Carbonaro, la 14enne ammazzata a colpi di pietra, rivivono come in un film all’incontrario le parole e i gesti dell’ex fidanzato reo confesso, Alessio Tucci, 19 anni.

Ha cancellato le chat dal cellulare di Martina Carbonaro, dopo averla uccisa con un sasso, e ne ha nascosto il cellulare. Poi è uscito dal retro della casa abbandonata del custode dello stadio di Afragola, ha gettato la sua t-shirt bianca – probabilmente sporca di sangue – in un cassonetto e si è diretto a casa. Qui ha chiesto alla madre di lavare i suoi pantaloni, si è sciacquato rapidamente sotto la doccia, ha mangiato qualcosa per cena ed è uscito tranquillamente con gli amici. È questa la prima versione fornita agli inquirenti da Alessio Tucci, il quasi 19enne accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere e ora in carcere a Poggioreale.

Un’accusa a cui nelle ultime ore il PM di Napoli Nord, Alberto Della Valle, ha aggiunto l’aggravante di crudeltà. Secondo la procura, Tucci avrebbe colpito la 14enne «con forza micidiale» con un sasso di grosse dimensioni anche quando lei era ormai a terra, inerme. Poi, il giovane muratore avrebbe nascosto sotto un armadio e una montagna di rifiuti il corpo della ragazza mentre lei, forse, ancora respirava.

“Lui – dice Marcello Carbonaro, il papà – ci ha aiutato con le ricerche. Io avevo l’assassino di mia figlia in macchina e non lo sapevo. Quando l’ho chiamato mi ha detto ‘ha fatto la sua strada e io la mia’. Alessio mi ha detto che stava andando a fare la doccia, si è buttato la zappa sui piedi: dopo l’omicidio, lui è tornato a casa, si è andato a fare la doccia, ha mangiato ed è uscito”. Non si dà pace neanche la mamma di Martina, Enza Cossentino, che ieri ha chiesto l’ergastolo per Tucci aggiungendo “chi le ha fatto del male pagherà”.

“Si è fatto una doccia, cioè si è tolto i panni sporchi del delitto e non si sa dove siano andati a finire”, riflette ora. “Alessio veniva a fare le ricerche con noi e ora sto metabolizzando che l’arresto è avvenuto a casa mia. Ora che non ho più mia figlia, non so chi mi stia dando questa forza, forse i miei angeli: mia madre, mio padre e mia figlia”, aggiunge.

Ora che Martina non c’è più i dettagli prendono altre forme. Scavando a ritroso, a Enza viene un sospetto: “Tre settimane fa ho saputo che Alessio diede uno schiaffo a mia figlia, io avevo una cena a casa e non abbiamo potuto parlare, poi in camera mia figlia ha detto di aver sopportato tanto, pure uno schiaffo, e di aver sbagliato ad accettare queste cose. Mia figlia mi ha sempre parlato bene del fidanzato, ma oggi ho il dubbio che sia successo di più e che lei abbia taciuto”. E le ritorna alla mente anche un colloquio avuto con la mamma di Alessio. “Mia figlia tramite social ha conosciuto un ragazzo con cui si sfogava, Alessio pensava l’avesse tradita. E sua mamma, non mi ha minacciato, ma mi ha detto ‘stai attenta ai social, qualcuno può violentare e uccidere’. Ora come ora posso dire che dovevo stare attenta al figlio. Non so se era un avvertimento, che lei forse aveva capito qualcosa e non me l’ha voluto dire”.

Sul fronte dell’indagine si terrà oggi, nel carcere di Poggioreale di Napoli, l’udienza di convalida del fermo per omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere notificato ieri a Tucci (difeso dall’ avvocato Mario Mangazzo), reo confesso dell’ omicidio della ex fidanzata Martina (i cui genitori sono difesi dall’ avvocato Sergio Pisani). La Procura di Napoli Nord, inoltre, ha fissato per il prossimo 3 giugno il conferimento dell’incarico al perito per l’autopsia che dovrebbe tenersi lo stesso giorno.

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Napoli torna protagonista dell’estate con ‘Live festival’

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“NAPOLI ha da sempre avuto un legame strettissimo con la musica. Oggi la città è terreno fertile per i giovani artisti che raccontano il nostro tempo, la nostra storia e la nostra cultura con approccio contemporaneo, ma è anche una continua conferma da parte dei grandi nomi della musica che la scelgono per regalare e, allo stesso tempo vivere, l’emozione di esibirsi di fronte al pubblico partenopeo. La seconda edizione di NAPOLI Città della Musica Live Festival vuole ribadire questa vocazione: un connubio saldo tra la città e la musica, rafforzato dalla capacità di saper ospitare eventi di grande rilievo. Accanto a quelli che sono riconosciuti ormai come luoghi simbolo dei live in città, stiamo investendo nella realizzazione di nuovi spazi, come il palazzetto che sorgerà al Centro Direzionale, destinato a diventare un polo strategico per la musica, lo sport e i grandi eventi internazionali”.

Lo ha detto il sindaco di NAPOLI, Gaetano Manfredi, a proposito della seconda edizione di “NAPOLI Città della Musica Live Festival”, in programma nei mesi di giugno, luglio e settembre. L’iniziativa, voluta proprio dal primo cittadino, spiegano dal Comune, “si colloca in un ampio progetto di valorizzazione culturale e artistica del territorio, a dimostrazione di quanto la città sia sempre più attrattiva per eventi di spettacolo di altissimo livello e di come rivesta ormai un ruolo sempre più centrale nella scena musicale nazionale e internazionale.

Dopo il grande successo dello scorso anno, l’edizione 2025 si rinnova con un cartellone ricco di concerti imperdibili che avranno luogo nelle location più iconiche della città: dallo Stadio Diego Armando Maradona all’Ippodromo di Agnano, dall’Arena Flegrea a Piazza del Plebiscito”. “NAPOLI Città della Musica Live Festival – sottolinea Ferdinando Tozzi, consigliere delegato del sindaco di NAPOLI per l’industria della musica e dell’audiovisivo – è una delle rappresentazioni concrete di una politica di industria culturale che coniuga intrattenimento, business, valorizzazione del territorio, internazionalizzazione.

NAPOLI in questi tre anni si è assestata fra le principali Music City nazionali e internazionali raggiungendo numerosi e importanti traguardi e man mano adempiendo ai vari requisiti previsti perché possa essere, sempre di più, una vera città della musica secondo gli standard internazionali. Ancora tanto c’è da fare, ma siamo sulla strada giusta”.

Questi i concerti live di giugno con le rispettive location: Gigi D’Alessio (stadio Maradona); Luchè (stadio Maradona); Sfera Ebbasta (stadio Maradona); Marracash (stadio Maradona); Elodie (stadio Maradona); Vasco Rossi (stadio Maradona); Imagine Dragons (stadio Maradona); Cesare Cremonini (stadio Maradona); Marco Mengoni (stadio Maradona); Pinguini Tattici Nucleari (stadio Maradona); Gianni Fiorellino (Arena Flegrea); Massive Attack (Arena Flegrea); The music Of Hans Zimmer (Arena Flegrea); Andrea Sannino (Arena Flegrea); The magical music of Harry Potter (Arena Flegrea); The Lord of the rings (Arena Flegrea).

A luglio: Thirty seconds to mars (Arena Flegrea); Eduardo De Crescenzo (Arena Flegrea); Natale Galletta (Arena Flegrea); Fabio Concato (Arena Flegrea); Afterhours (Arena Flegrea); Geolier (Ippodromo di Agnano). A settembre in piazza del Plebiscito: Sal Da Vinci, Fred Again, Nino D’Angelo, Pino É – Omaggio A Pino Daniele, Gigi D’Alessio, Riccardo Cocciante, Una Nessuna E Centomila. All’Arena Flegrea, invece, Europe e Almamegretta.

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A Napoli 253 bus elettrici entro giugno 2026, diversi in strada già da domani

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ANM NUOVI BUS PER NAPOLI
ANM NUOVI BUS PER NAPOLI

Entro giugno 2026 il parco bus della città di Napoli sarà dotato di 253 bus completamente elettrici.

I primi 22 bus elettrici entreranno in esercizio domani 31 maggio di cui 8 assegnati alle linee di piazza Carlo III e via delle Puglie, 6 alle linee che stazionano al deposito di Cavalleggeri d’Aosta. Quattro le linee che saranno servite esclusivamente da bus elettrici: C78, 654, C65 e 3M.

I restanti bus andranno a rafforzare altre linee insieme ai tradizionali autobus alimentati a gasolio o a metano ovvero: C16, C63, C42, 132, 618, 194, 182 e 15. I mezzi elettrici sono sia ‘pollicini’ per una capienza di 31 passeggeri che bus ‘tradizionali’ per una capienza di 86 passeggeri.

Gli autobus full electric hanno batterie al litio con ricarica in deposito (ricarica overnight) e sono equipaggiati con idonee attrezzature per l’accesso e il trasporto di persone a mobilità ridotta; conta passeggeri; dispositivi Its per la localizzazione e il collegamento alla centrale operativa di Anm; videosorveglianza; impianto di climatizzazione; i più moderni dispositivi di sicurezza per la guida e per i passeggeri quali dispositivi omologati per la visione indiretta basati su telecamere e monitor in sostituzione degli specchi retrovisori esterni tradizionali; dispositivo omologato per la visione 360° con la ricostruzione della visione del veicolo dall’alto; dispositivo di assistenza alla manovra in retromarcia per il rilevamento ostacoli a mezzo di sensori.

Ed ancora sistema di telecamera per il rilevamento in retromarcia da parte del conducente dell’area di prossimità posteriore al veicolo; sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici; sistema avanzato capace di rilevare la presenza di pedoni e ciclisti situati in prossimità della parte anteriore del veicolo e sul lato destro (Mois);sistema di monitoraggio degli angoli morti in grado di emettere un segnale di allerta acustico e visivo (Bsis); sistema di avviso di disattenzione e stanchezza del conducente; interfaccia di installazione di dispositivi di tipo alcolock.

“Nello stile del sindaco Manfredi – ha detto l’assessore ai Trasporti, Edoardo Cosenza – si presentano senza vetrine ma quando entrano in esercizio. Ci sono state molte settimane di prove, ognuno dei bus ha un punto di ricarica associato. Entriamo in una nuova era del sistema di trasporto completamente sostenibile e green”.

I bus elettrici hanno mediamente un’autonomia di 300 km e la ricarica viene effettuata presso i depositi durante il rimessaggio in un massimo di quattro ore. Gli autobus sono sia di fabbricazione europea che di fabbricazione cinese, realizzati da primarie case costruttrici specializzate in autobus elettrici.

“È un salto di qualità tecnologico – ha sottolineato il direttore generale di Anm, Francesco Favo – che darà grandi risultati. Noi abbiamo flotta di 500 bus e stiamo provando ad arrivare a quota 300 bus elettrici che rappresentano circa i due terzi dell’intero parco”. L’intervento che punta alla transizione energetica è stato realizzato con risorse Pnrr a favore dell’amministrazione comunale pari a circa 180 milioni di euro, di cui circa 145 milioni per l’acquisto dei bus e 35 milioni per la realizzazione delle necessarie infrastrutture di ricarica. Per giugno 2026, dunque, Il parco bus di Anm sarà completato da una quota residuale di circa 100 veicoli diesel e 80 a metano.

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Napoli, De Laurentiis dopo la conferma di Conte ai giornalisti: “Antonio è una garanzia, lo asseconderò in tutto”

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“Abbiamo ottenuto un risultato importante che dobbiamo continuare a onorare e per farlo chi meglio di Antonio Conte, che è una garanzia. Io lo asseconderò in tutto quello che lui avrà voglia di fare per aumentare sempre di più la forza del NAPOLI e per dare migliori risultati possibili”.

Parole del presidente del NAPOLI, Aurelio De Laurentiis, che nella tarda serata di ieri ha incontrato i giornalisti assieme all’allenatore Antonio Conte al termine della cena che aveva seguito il summit da cui era arrivata la fumata bianca per la prosecuzione dell’avventura in azzurro del tecnico salentino.

“Credo che la cosa importante – spiega il patron dei neo campioni d’Italia – sia quella a fine stagione non solo di valutare quello che è stato, fare un consuntivo, ma anche quale saranno gli obiettivi futuri perché si va in Champions, quindi ci saranno 4 grosse manifestazioni da onorare: la Coppa Italia, dove entreremo agli ottavi, non come l’altro anno, la Supercoppa, e una Champions che per la prima volta assaporeremo da quando è stata cambiata e con queste partite anche in più saremo tutti molto interessati al sorteggio per capire con chi dovremo giocare. Sarà un anno di grande importanza”, afferma De Laurentiis prima di essere interrotto per un attimo da Conte che ricorda come tra gli obiettivi ci sia quello di proteggere il tricolore appena conquistato.

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Napoli: arrestato imprenditore latitante, tradito da un controllo medico

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E’ stato arrestato un imprenditore campano – importante latitante – il quale da circa due mesi, si era sottratto all’esecuzione del provvedimento restrittivo. L’arresto e’ stato eseguito dalla Polizia di Stato di Genova unitamente a quella di Napoli, nell’ambito del progetto Wanted, promosso dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e finalizzato alla cattura dei latitanti di spessore rilevante.

L’indagine svolta dai poliziotti della squadra mobile, volta al suo rintraccio e diretta dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Genova, e’ stata avviata a seguito della condanna definitiva a sette anni di reclusione per svariati reati, inerenti per lo piu’ l’illecito smaltimento di rifiuti ed alcuni aggravati dal metodo mafioso, commessi in esecuzione di lavori di ripristino a seguito della mareggiata di Rapallo del 2018.

L’attivita’ investigativa ha consentito di appurare come l’imprenditore abbia adottato accorgimenti per sfuggire al suo arresto, cambiando settimanalmente cellulare e schede telefoniche, tutte intestate a prestanome di nazionalita’ straniera, utilizzando false identita’ e tagliando drasticamente i contatti con la propria cerchia familiare.

A tradire il latitante e’ stato un controllo medico al quale lo stesso si e’ sottoposto e che ha consentito di localizzarlo presso una clinica di Pompei (Na) ove i poliziotti di Genova e Napoli lo hanno sorpreso in possesso anche di una carta di identita’ elettronica e di una patente che ritraevano la sua effige con generalita’ fittizie.

In considerazione del fatto che uno dei documenti era anche valido per l’espatrio lo stesso e’ stato tratto in arresto anche ai sensi dell’art. 497 bis del codice penale e condotto presso il carcere di Secondigliano.

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Santa Maria di Castellabate (Salerno) ospita la XIV edizione della “Festa del Pescato di Paranza”

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FESTA PESCATO DI PARANZA SANTA MARIA DI CASTELLABATE
FESTA PESCATO DI PARANZA SANTA MARIA DI CASTELLABATE

Torna uno degli appuntamenti più amati del Cilento: Da venerdì 30 maggio a domenica 1 giugno, Santa Maria di Castellabate (Salerno) ospita la XIV edizione della “Festa del Pescato di Paranza”, evento simbolo della tradizione locale. Organizzata dall’Associazione Punta Tresino con il supporto di Oleificio Zucchi, la manifestazione si svolgerà per il terzo anno consecutivo nella vasta area verde di Villa Matarazzo, nel cuore del paese, trasformata per l’occasione in un villaggio del gusto e dell’artigianato.

L’iniziativa gode del patrocinio morale della Regione Campania, della Provincia di Salerno, del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e del Comune di Castellabate, e si conferma come una delle rassegne gastronomiche più partecipate a livello nazionale. Protagonista assoluta sarà ancora una volta la frittura di paranza, realizzata grazie alla padella gigante di 26 metri messa a disposizione dalla Pro Loco di Camogli: oltre 25 quintali di pesce fresco – tra triglie, gamberi, occhialoni e totani – verranno fritti e serviti all’interno dell’area-evento.

Il menu, oltre alla classica frittura di paranza, offre una varietà di piatti: gli spaghetti con la colatura di alici di Cetara, la pizza fritta cilentana, le trofie al pesto genovese, il panuozzo classico e con il polpo (anche senza glutine), l’acquasale con mozzarella di bufala o con alici, ‘O pere e o’ musso di polpo, e dolci cilentani preparati dall’Associazione Anziani Castellabate.

“Questa 14ma edizione rappresenta per noi un traguardo importante, frutto di anni di lavoro, passione e amore per il nostro territorio. La Festa del Pescato di Paranza è diventata un simbolo dell’identità marinara di Castellabate e un punto di riferimento per chi ama la tradizione, il buon cibo e l’accoglienza cilentana. – sottolinea Giovanni Pisciottano, responsabile organizzativo dell’Associazione Punta Tresino – Abbiamo voluto arricchire il programma con novità e collaborazioni di valore, mantenendo però intatto lo spirito autentico dell’evento.

Siamo pronti ad accogliere migliaia di visitatori in un clima di festa, condivisione e rispetto per l’ambiente”. La festa del Pescato di Paranza, rimarca il sindaco Marco Rizzo, “è diventata, nel corso degli anni, un appuntamento di grande richiamo collettivo. Un momento di condivisione che esalta il legame tra Castellabate, il mare e le sue tradizioni. Un successo assicurato che valorizza il pescato locale e accoglie con calore visitatori da ogni angolo d’Italia”.

La cerimonia di apertura si terrà, quindi, domaninella zona di Punta dell’Inferno alle 18:00 con il rientro delle paranze e la benedizione del pesce, a cura dei parroci don Roberto Guida e don Pasquale Gargione, alla presenza di Autorità civili e militari, a cui seguirà l’apertura degli stand gastronomici, dei mercatini e dei laboratori artigianali.

La festa del Pescato di Paranza, rimarca il sindaco Marco Rizzo, “è diventata, nel corso degli anni, un appuntamento di grande richiamo collettivo. Un momento di condivisione che esalta il legame tra Castellabate, il mare e le sue tradizioni. Un successo assicurato che valorizza il pescato locale e accoglie con calore visitatori da ogni angolo d’Italia”.

La cerimonia di apertura si terrà, quindi, domaninella zona di Punta dell’Inferno alle 18:00 con il rientro delle paranze e la benedizione del pesce, a cura dei parroci don Roberto Guida e don Pasquale Gargione, alla presenza di Autorità civili e militari, a cui seguirà l’apertura degli stand gastronomici, dei mercatini e dei laboratori artigianali.

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A Napoli serata in ricordo di Gaetano Di Vaio

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GAETANO DI VAIO
GAETANO DI VAIO

Ad un anno dalla scomparsa di Gaetano Di Vaio la famiglia, gli amici e l’intera comunità lo ricordano in un evento dal titolo Non mi avrete mai in programma domani a NAPOLI ai Quartieri Spagnoli, dalle 19 alle 23 da Foqus (via Portacarrese a Montecalvario, 69).

Produttore, regista, sceneggiatore di film e documentari, Di Vaio è stato anche attore e partner produttivo della serie Gomorra. Vittima di un incidente stradale il 16 maggio del 2024, Di Vaio è morto dopo qualche giorno dal ricovero, il 22 maggio, all’età di 56 anni.

“Non mi avrete mai” è una frase che per il produttore e regista ha avuto un’importanza straordinaria e che racchiude un modo di stare al mondo. E così dopo la sua morte ‘Non mi avrete mai’ è diventato il nome di un collettivo, lo stesso che ha fortemente sentito l’esigenza di ricordare chi era Gaetano Di Vaio e di quanto abbia inciso nelle vite di tanti. Nella sua storia c’è davvero tanto: è stato un sopravvissuto, un esempio, un uomo che ha fatto del riscatto sociale non solo il suo obiettivo ma quello di un’intera comunità che ha sostenuto senza mai voltarsi dall’altra parte, anche dopo aver raggiunto la popolarità.

E ‘Non mi avrete mai’ è anche il nome del romanzo scritto a quattro mani con Guido Lombardi in cui Di Vaio, già produttore di film e documentari, si racconta. Prima come un bambino cresciuto nella periferia e poi come giovane detenuto.

Nato a NAPOLI nel 1968 nel quartiere di Piscinola in una famiglia indigente, figlio di un custode di una scuola della periferia cittadina, a causa delle condizioni economiche familiari a 7 anni viene messo in collegio dove subisce soprusi e violenze e vive un passaggio in un centro di igiene mentale. Uscito dal collegio incontra la tossicodipendenza e la delinquenza, senza mai affiliarsi alla camorra. Dapprima in riformatorio, poi nelle comunità per minori a rischio e per tossicodipendenti. Riconosciuto colpevole di rapina e spaccio di stupefacenti finisce nel carcere di Poggioreale per tornare libero nel 1998, diventando prima operatore culturale. Nel 2001 entra nella Compagnia I ragazzi del Bronx napoletano creata da Peppe Lanzetta e poi, nel 2003, fonda l’associazione culturale Figli del Bronx che diventerà la casa di produzione cinematografica Bronx film a cui si deve la produzione di diversi lavori, talvolta vere e proprie imprese cinematografiche, e che vanta premi e riconoscimenti importanti. Di Vaio ha avuto il coraggio e la caparbietà di dare spazio a tematiche scomode e ad autori fuori dal coro, è stato punto di riferimento per autori e produttori.

Oggi la famiglia e gli amici sentono forte questa esigenza di riflettere sul percorso di Gaetano e di ricordarlo alla città di NAPOLI. Da quando ha aperto la baracca nel campo rom, di quando montava le antenne satellitari o di quando ha iniziato a fare arte con il teatro e poi a produrre cinema. Tratto distintivo l’energia che metteva quando andava nelle scuole a presentare le sue opere o quando interveniva nelle trasmissioni televisive per accadimenti spesso legati alla cronaca, sempre dalla parte dei ragazzi e delle ragazze, senza mai puntare il dito ma offrendo loro sempre un punto di vista lucido e di sostegno. Tante persone incrociate durante questi pezzi di vita sono poi diventati rete e uno ad uno hanno fatto parte della vita di Gaetano che aveva una capacità innata di creare ponti e connessioni, sempre in movimento tra i tanti progetti che sarebbero stati dei veri e propri atti rivoluzionari, luoghi e momenti di incrocio per alcuni, veri e propri punti di partenza per altri.

Dopo aver piantato lo scorso mercoledì 21 maggio al Centro territoriale Mammut in piazza Giovanni Paolo II a Scampia un albero in suo onore, la serata di domani a cui prenderanno parte amici, artisti e musicisti si annuncia tutta dedicata a Gaetano, con il cuore colmo di lui. Perché, come ricordano i promotori, nessuno muore davvero finché vive nel cuore di chi resta.

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L’Immacolata Concezione torna a Capodimonte, fu trafugata nel 1978

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IMMACOLATA CONCEZIONE CAPODIMONTE
IMMACOLATA CONCEZIONE CAPODIMONTE

L’Immacolata Concezione torna a Capodimonte: restituito al Museo e Real Bosco dal Comando carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il pregiato dipinto settecentesco della scuola di Francesco Solimena, trafugato dalla Chiesa di San Gennaro nel Real Bosco nel 1978.

Il quadro sarà esposto al pubblico da domani al secondo piano della Reggia (sala 63). Dopo il restauro, già programmato, l’opera tornerà poi nel suo contesto originario. “Sono arrivati anche i fondi per completare il restauro della Chiesa di San Gennaro – ha annunciato Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, aprendo la cerimonia di riconsegna nel salone da ballo dove il quadro è stato esposto per la giornata odierna – era importante intanto che l’opera potesse essere vista subito dai visitatori della domenica gratuita e della Festa della Repubblica”.

Alla cerimonia sono intervenuti Giovanni Conzo, Procuratore aggiunto presso la Procura di Roma; il Colonnello Paolo Befera, Comandante del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale; Cinzia Celentano della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli – Ufficio Furti; monsignor Francesco Beneduce, vescovo ausiliare di Napoli; Vincenzo Stanziola, Curatore dipinti e sculture del XVIII secolo del museo. Olio su tela, (132×97 cm), l’Immacolata Concezione proveniente dalla sagrestia della chiesa di San Gennaro a Capodimonte presenta i tipici caratteri della scuola solimenesca ed è presumibilmente da datarsi agli anni Quaranta del Settecento, gli stessi del completamento dell’edificio di Ferdinando Sanfelice.

L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, è stata sviluppata dai carabinieri della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo Tpc che hanno individuato l’opera pittorica nell’ambito di controlli mirati alla vigilanza e al rispetto della normativa sulla circolazione dei beni antiquariali e d’arte presso le attività commerciali di settore. Nel dicembre 2024 il dipinto venne localizzato mentre era esposto per la vendita nella vetrina esterna di un antiquario nel centro storico di Roma.

Il recupero è frutto di un attento e mirato accertamento effettuato attraverso lo studio e la consultazione approfondita dei cataloghi di arte rubata e alla comparazione con le opere presenti nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando Tpc, il più grande database del mondo con oltre 6 milioni di beni culturali censiti.

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«Riscopriamo il bello della vita, sfruttando anche il dolore per migliorarci»

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avvocato Michele Bisceglia
avvocato Michele Bisceglia

L’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli pieno in ogni ordine di posto. Una giornata molto intensa per l’avvocato Michele Bisceglia, autore del libro “Sulle mie spalle, dentro il mio cuore. Rinascere lungo il Cammino per Santiago” presentato sabato scorso a Napoli.

Uno splendido dibattito moderato dal dottor Procolo Ascolese, Giudice onorario penale presso il Tribunale di Torre Annunziata, e dialogando con il dottor Antonio Gialanella, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Napoli e presidente della Fondazione per i diritti fondamentali. Monica Assante di Tatisso, attrice e cantante, alla lettura di alcune pagine del libro accompagnata dalle note del Maestro Ciro Vinci. Un pomeriggio dedicato a sviscerare un racconto attraverso ostacoli e dolori che la vita può portare durante il suo percorso, rileggendo il tutto e cercando di canalizzare lo stesso dolore per migliorare se stessi e guardare il mondo con altri occhi. Con più forza ed equilibrio, affrontando il presente da un punto di vista diverso da quello di partenza, compromesso dai dettami della società moderna sfrenata e competitiva. Alla base del racconto c’è la teoria “Mindfulness”: la vita è qui e ora. Il passato non esiste più, il futuro è lontano. Allora ecco un’analisi su come godere il presente attraverso un procedimento mentale che possa spalancare orizzonti di serenità.

«Vedere l’Auditorium colmo di persone e interesse per la presentazione del libro – spiega l’avvocato Bisceglia – è stata una grande soddisfazione. Un volume che ruota attorno all’elaborazione del dolore, come canalizzarlo al fine di iniziare un percorso personale di miglioramento. E’ un racconto, ma trattasi anche di un manuale motivazionale». Gestire il dolore e sfruttarlo come risorsa per un miglioramento personale, come godersi la vita in ogni piccola sfumatura guardandola da un punto di vista diverso: «Viviamo in una società altamente competitiva, che si manifesta troppo e in tutti i campi. Dal lavoro allo sport, in tutti i settori. Questo volume cerca di dare un’educazione al contrario».

L’obiettivo è smetterla di competere con gli altri, ma se proprio bisogna farlo, meglio competere solo con se stessi: «Siamo programmati da questa società – spiega l’avvocato Bisceglia – per emergere, a qualunque costo e in tutti i campi. Tutto ciò comporta uno stress enorme, allora dobbiamo iniziare a tornare un po’ bambini, senza quelle sovrastrutture societarie che portano gli adulti a sgomitare sempre. I bambini si divertono, nel gioco e nella leggerezza. Bisogna tornare semplicemente a divertirsi. Nel libro c’è un passaggio su dei bambini che giocano a calcio in strada, facendo rumore, ridendo, manifestando la loro personalità. Ad un certo punto una madre strattona suo figlio e lo riporta a casa affinché faccia i compiti, si asciughi il sudore, sia composto e disciplinato. Ecco quella madre rappresenta la società moderna che ci educa in un certo modo, andando contro quella che era la vera personalità che stava venendo fuori nel gioco».

“Sulle mie spalle, dentro il mio cuore. Rinascere lungo il Cammino per Santiago” si propone di rivedere il braccio di ferro tra la nostra essenza più pura e quella che la società vuole imporci a tutti i costi: «Mi viene in mente la canzone “Another Brick in the Wall” dei Pink Floyd. La società – conclude l’avvocato Bisceglia – ci vuole standardizzati, disciplinati, controllati e controllabili, ma in questo modo si violenta la nostra vera natura. Allora è giusto riscoprirla, come bambini che giocano e si divertono per affrontare le sfide quotidiane e la vita con occhi diversi. Sfruttando anche il dolore per migliorarci».

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Napoli, la medicina incontra cinema e cibo per il benessere globale: appuntamento il 4 e 5 giugno all’Università Parthenope

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Sound Light & Medicine
Sound Light & Medicine

Napoli, la medicina incontra cinema e cibo per il benessere globale: appuntamento il 4 e 5 giugno all’Università Parthenope

Quinta edizione dell’evento annuale “Sound, Light & Medicine” ideato dal dottor Fabio Perricone sui temi della fertilità e sessualità maschile e femminile, quest’anno declinato come “Food and Movie Edition”

L’arte e la medicina si arricchiscono a vicenda creando un ciclo virtuoso di conoscenza, cura e miglioramento della qualità della vita. Mercoledì 4 e giovedì 5 giugno all’Università degli Studi di Napoli Parthenope nel Palazzo Pacanowski (via Generale Parisi, 13), si terrà il meeting “Sound, Light & Medicine: Food and Movie Edition”, ideato dal dottor Fabio Perricone, caratterizzato da un approccio scientifico multidisciplinare e innovativo.

L’evento, giunto alla quinta edizione, nasce con l’intento di promuovere un approccio integrato alla prevenzione e alla cura delle patologie riproduttive, sessuali ed endocrine, valorizzando la collaborazione tra differenti professionalità sanitarie. La riflessione scientifica sarà accompagnata da un’originale integrazione con il linguaggio artistico – musica, cinema, fotografia e alimentazione – come strumenti per migliorare il benessere psicofisico, secondo quanto indicato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con la guida scientifica di Carlo Alviggi, Andrea Garolla, Fabio Perricone, Rosario Pivonello.

«Il nostro obiettivo – spiega Perricone, esperto in medicina della riproduzione presso il centro Genera Napoli, e presidente delle associazioni Infofertili e MedinArt – è coniugare rigore scientifico e contaminazione culturale, offrendo un’esperienza formativa unica nel suo genere. L’evento rappresenta un’occasione per rafforzare la rete tra accademia, professionisti sanitari e studenti, ponendo al centro la persona e il suo benessere globale, mettere a fuoco l’aspetto umano del paziente, operare come curatori delle loro anime».

Durante le due giornate di lavori, esperti provenienti da tutta Italia affronteranno temi clinici e scientifici di grande attualità, con sessioni dedicate a medicina di genere, nuovi approcci terapeutici e prevenzione, con un’attenzione trasversale al ruolo dell’ambiente, dell’alimentazione e degli stili di vita.

«Arte e medicina sono connessi bidirezionalmente a più livelli. L’arte in tutte le sue forme può essere uno strumento di comunicazione efficace per migliorare l’interazione medico-paziente, la comprensione dei concetti medici e la sensibilizzazione alla prevenzione. Inoltre può rappresentare uno strumento di cura, riducendo lo stress ed il disagio emotivo dei pazienti, migliorando il loro benessere. Infine, può contribuire a creare un ambiente più accogliente e umano in contesti ospedalieri», ha aggiunto Rosario Pivonello, professore ordinario di endocrinologia dipartimento Medicina Clinica e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli.

«Nell’epoca della medicina di precisione, il professionista è sempre più chiamato a una rigorosa applicazione delle evidenze scientifiche. Il rischio è che aspetti quali l’empatia e l’umanizzazione possano passare in secondo piano rispetto a una componente tecnica dominante. Coltivare l’arte significa nutrire la propria creatività e affinare la sensibilità, elementi fondamentali che ci aiutano a essere medici migliori» così Carlo Alviggi, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli, presidente Eletto Società Italiana Fertilità e Sterilità e presidente dell’associazione culturale Muse fatta di artisti non professionisti che si esibiscono in attività benefiche.

«In pieno fil rouge con il potere comunicativo dell’arte trattato durante il meeting sarà il tema della prevenzione», come sottolinea la dottoressa Cristina de Angelis. Si parlerà anche dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel futuro della Procreazione Medicalmente Assistita con la dottoressa Elisabetta Trabucco.

Particolare attenzione è anche rivolta al coinvolgimento degli studenti universitari (valido come Corso di aggiornamento ECM in Andrologia, Endocrinologia e Ginecologia), che interverranno in maniera attiva durante l’evento, con l’obiettivo di favorire un dialogo generazionale aperto e arricchente.

“Sound, Light & Medicine: Food and Movie Edition” gode del patrocinio di AGEO – Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri, Ordine Medici, Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia, Ordine Psicologi Regione Campania, SIAMS – Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità, SIE – Società Italiana di Endocrinologia, Società Italiana di fertilità e Sterilità. Partner dell’iniziativa è CinemaFiction, factory napoletana di produzione e formazione. Coordinatori scientifici Cristina de Angelis (Ricercatore in endocrinologia “Federico II”), Elisabetta Trabucco (Ginecologa specialista in PMA).

Presidenti onorari Giuseppe Bifulco (Professore di ginecologia e ostetricia “Federico II”), Annamaria Colao (Professore ordinario di endocrinologia “Federico II”), Titta Fiore (giornalista e presidente Film Commission Regione Campania), Carlo Foresta (già Ordinario di Endocrinologia dell’Università di Padova).

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