giovedì, Maggio 14, 2026
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Picasso: oltre i dipinti, il suo mondo creativo in mostra a Napoli

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PICASSO MOSTRA NAPOLI
PICASSO MOSTRA NAPOLI

“Una mostra polivalente che ruota su due grandi assi. Il primo basato sulla tipologia artistica che Pablo Picasso ha utilizzato nella sua lunga vita con lavori su carta, su ceramica e con le incisioni.

Il secondo racconta i rapporti di amicizia che ha avuto con diversi artisti, come Angel Fernandez de Soto, del quale è esposta un’opera interessantissima, e i gli amici fotografi dell’ultimo periodo della sua vita, come Edward Quinn e Andrè Villers, che l’hanno accompagnato in diversi posti in Costa azzurra in Francia, dove Picasso ha realizzato alcune grandi opere prima di morire nell’aprile del 1973”.

Così lo spagnolo Joan Abellò, curatore della mostra insieme a Stefano Oliviero, ha illustrato i contenuti della mostra “Picasso. Il linguaggio delle idee”, dedicata al genio artistico dello spagnolo Pablo Picasso, in programma da sabato 10 maggio alla Basilica di Santa Maria alla Pietrasanta di Napoli – Lapis Museum.

L’esposizione presenta un’ampia panoramica sull’arte e sulla vita dell’artista andaluso celebrando il talento e la creatività del rivoluzionario pittore, scultore e incisore nato a Malaga, abbracciando 50 anni della sua lunga vita, conclusasi nel 1973, a 92 anni. L’esposizione intende raccontare l’artista e l’uomo Picasso, la sua evoluzione artistica, le influenze, le collaborazioni, le amicizie e lo stile, i temi ricorrenti e i simbolismi, in un lungo percorso ricco di sperimentazioni e rivoluzioni.

La rassegna, prodotta da Navigare srl, patrocinata da Regione Campania, Città di Napoli, Consolato di Spagna a Napoli, Instituto Cervantes Napoli e CIU Unionquadri, si compone di 8 sezioni, con un totale di 103 opere di collezioni private: Picasso, Arlecchino e i saltimbanchi; Le Tricorne; Le incisioni; Le ceramiche; Paloma; Manifesti; L’Amico vagabondo divertente; Le fotografie, con alcune opere originali uniche e delle riproduzioni realizzate in gran parte dopo le opere di Pablo Picasso ed Edition Madoura ceramiche.

La mostra riporta Picasso a Napoli, città che seppe conquistarlo e in cui soggiornò nel 1917, in occasione della messa in scena di Parade dei Balletti russi per i quali disegnò costumi e allestimento. A Napoli, e in genere durante i suoi viaggi in Italia, Picasso subì la fascinazione della commedia dell’arte e delle maschere tradizionali, come Pulcinella, che divenne, con i costumi di Picasso, un’opera dei Balletti russi, che portarono in scena anche Le Tricorne (1920) con le musiche di Manuel de Falla. Anche di questo celebre balletto, Picasso fu autore dei costumi per i personaggi popolari protagonisti del racconto ispirato al folklore andaluso. In mostra sono presenti 33 stampe di disegni realizzati dall’artista.

Collegato all’interesse di Picasso per le maschere popolari e anche per il mondo del circo, a inizio ‘900 forma artistica e di intrattenimento molto in voga, la mostra dedica un piccolo ma significativo spazio anche alla figura di Arlecchino e ai saltimbanchi, molto amati da Picasso che, nel suo “Periodo blu”, li rappresenta spesso, esaltandone l’anima malinconica e delicata. In mostra sono presenti 2 after work: l’acquaforte e acquatinta Les Saltimbanques (The Acrobats) au chien 1905 e la collotipia a colori Arlequin et sa compagne (Les Deux Saltimbanques) 1901.

Altra parte importante della mostra è la sezione dedicata alla ceramica. Picasso fu il primo a sdoganare l’artigianalità della ceramica al mondo dell’arte, plasmando e decorando numerosi oggetti. In mostra ne sono presenti 10 esemplari, realizzati negli anni ’50 a Vallauris, in Francia. Di quel periodo sono anche le fotografie della apposita sezione, con 15 scatti rappresentativi dell’amicizia e della stima che legò l’artista ai fotografi Edward Quinn e a André Villers che immortalavano Picasso in diverse occasioni private. In esposizione si possono osservare momenti di vita quotidiana e familiare di Picasso, nella villa “La Californie” a Cannes, con la famiglia e la celebre capra Esmeralda, e a Vallauris. In particolare, spicca la famosa e ironica fotografia di Villers con Picasso in posa come Braccio di ferro (1957).

Tra le altre opere esposte, come i 10 manifesti realizzati da Picasso per le sue stesse mostre degli anni ’60, e le 10 acquetinte della serie Sable mouvante, va segnalata, infine, la presenza dell’unico dipinto ad olio in mostra: l’inedito Paesaggio lussureggiante (1930), un recente ritrovamento attribuito a Àngel Fernández de Soto, amico di Picasso che, nel 1903, lo ritrasse nel dipinto Il bevitore d’assenzio. La mostra sarà visitabile sino al 28 settembre. Apertura 9:30 -19:30 (lunedì-venerdì) e 9:30 – 20:30 (sabato, domenica e festivi). Info su www.navigaresrl.com.

“A favore degli ultimi” Don Aniello Manganiello e Antonella Leardi a Piana di Monte Verna

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A FAVORE DEGLI ULTIMI (PIANA DI MONTE VERNA)
A FAVORE DEGLI ULTIMI (PIANA DI MONTE VERNA)

Sabato 10 Maggio alle ore 17:00, presso la Villetta Comunale di Piana di Monte Verna, si terrà un convegno aperto al pubblico volto a disquisire sul valore dell’impegno sociale e civile. Focus dell’incontro sarà la dispersione giovanile, problema complesso che conduce a conseguenze negative sia per l’individuo che per la società.

Il convegno, organizzato dall’associazione Osservatorio Socio-Culturale, intende mettere in luce le cause principali di questo problematico fenomeno sociale, tra cui le difficoltà economiche- oltre che sociali- e il contesto territoriale svantaggiato.

L’Osservatorio Socio-Culturale presenta l’evento insieme a due illustri ospiti che porteranno la loro testimonianza: Don Aniello Manganiello e Antonella Leardi. Don Aniello Manganiello, sacerdote e attivista sociale, è noto per il suo impegno nella lotta alla camorra e nella promozione della legalità: si è distinto per il coraggioso contrasto alla criminalità organizzata opponendosi fermamente alle attività dei clan locali e promuovendo iniziative a favore dei giovani. Ha fondato l’associazione “Ultimi. Associazione di Legalità. ODV” con l’obiettivo di diffondere i valori della legalità e della solidarietà, offrendo alternative concrete ai giovani a rischio di coinvolgimento in attività criminali.

Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, ha trasformato il suo dolore in impegno sociale e civile diventando uno dei simboli di speranza, legalità e lotta alla violenza. Ha fondato l’associazione “Ciro Vive”, il cui impegno è dedito alla promozione della cultura della non violenza– in particolare tra i giovani. Dialogherà con gli ospiti Angelo Campochiaro, Presidente dell’associazione Osservatorio Socio-Culturale.

OSSERVATORIO SOCIO-CULTURALE
L’Osservatorio Socio-Culturale è un’associazione senza scopo di lucro che nasce in una realtà di periferia, quale il paese di Piana di Monte Verna, per iniziativa di un gruppo di adulti che mira a far diventare la citata cittadina centro di riferimento culturale. L’Osservatorio ha in programma eventi culturali e sociali in collaborazione con illustri personaggi che si occupano di cultura antimafia nelle scuole e che in prima persona lottano contro le associazioni di stampo camorristico. L’associazione è fiera di essere riuscita a dialogare con personaggi che si occupano di dispersione scolastica e sociale in ambienti molto difficili: ambienti dove il periodo dell’adolescenza sembra quasi non esistere in quanto le difficoltà della vita portano una persona dall’essere un bambino
all’essere direttamente un adulto. L’Osservatorio ha come obiettivo quello di dialogare con il mondo dello sport, con rappresentanti di istituzioni religiose per un dialogo tra cultura e credo religioso.

Per informazioni scrivere a:
osservatorioscpianese@gmail.com
osservatorioscpianese@pec.it

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Sorrento: al via la Tre Golfi Sailing Week 2025

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LA TRE GOLFI SAILING WEEK 2025
LA TRE GOLFI SAILING WEEK 2025

Si è aperta oggi con sole e vento leggero la Tre Golfi Sailing Week 2025, con lo svolgimento della prima prova dell’ORC Mediterranean Championship valido anche come Campionato Nazionale del Medio e Basso Tirreno, evento inaugurale della manifestazione organizzata dal Circolo del Remo e della Vela Italia, con la collaborazione del Reale Yacht Club Canottieri Savoia, dello Yacht Club Italiano, IMA, ORC, FIV e UVAI e con il supporto di Rolex Official Timepiece, Loro Piana e North Sails, oltre ad altri illustri partner tecnici e istituzionali.

Sotto un cielo limpido e con una brezza da ovest tra i 7 e gli 8 nodi, in progressivo calo durante la regata fino a stabilizzarsi intorno ai 5 nodi, la flotta composta da 30 imbarcazioni provenienti da sei nazioni ha preso il via regolarmente davanti alla costa sorrentina.

A guidare la flotta nella fase iniziale è stato il wallyrocket51 Team Django, con Vasco Vascotto alla tattica, seguito a distanza ravvicinata dall’equipaggio turco di Arkas Sailing Team. Il duello tra i due scafi ha animato la regata fin dalla prima bolina: Team Django ha imposto un ritmo elevato nella fase iniziale, ma tra la seconda bolina e l’ultima poppa Arkas Sailing Team è riuscito a ricucire il distacco, superando gli avversari e tagliando per primo il traguardo.

In tempo compensato, valido per la classifica del Campionato Nazionale del Medio e Basso Tirreno, si confermano le posizioni dei primi due con Arkas Sailing Team al comando davanti a Team Django, mentre Mascalzone Latino, il Farr40 di Vincenzo Onorato, completa il podio provvisorio grazie a un’ottima prova nella brezza leggera.

Per quanto riguarda invece la classifica del Campionato del Mediterraneo ORC, riservata alle imbarcazioni iscritte anche alla 70ª Regata dei Tre Golfi in programma il 16 maggio, e alla quale Team Django non prenderà parte, Mascalzone Latino è al secondo posto, mentre in terza posizione troviamo l’Italia Yachts To Be, di Stefano Rusconi.

Batu Zingal, drizzista di Arkas Sailing Team, ha commentato: “Abbiamo vinto la prima regata, le sensazioni sono buone. È stata una prova difficile per noi perché il vento continuava a girare e a diminuire, ma siamo riusciti a gestirla perfettamente. La chiave della vittoria di oggi è stata la comunicazione e il restare sempre concentrati, proprio perché il vento era oscillante. Per domani dobbiamo essere positivi, lo siamo già grazie a questa prima vittoria, ma dobbiamo rimanere concentrati, dobbiamo lavorare sodo. Stiamo pianificando di andare in acqua prima della regata per provare qualcosa e prepararci in questo modo”.

Venerdì 9 maggio, la partenza è fissata per le ore 11:00. Le previsioni annunciano un vento più sostenuto, che potrebbe regalare condizioni ideali per lo svolgimento di altre due prove.

L’evento è organizzato dal CRV Italia in collaborazione con lo Yacht Club Italiano di Genova, il Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli, l’IMA, l’ORC, la FIV, l’UVAI, e con il sostegno di North Sails, Wally Yachts, Banca Patrimoni Sella, Ferrarelle, Ottogas, Deloitte, Italia Yachts, Le Axidie, Caffè Borbone, Schenker e Consorzio Prosecco DOC.

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Cardito: mercoledì 14 maggio le chiavi della città al difensore del Napoli Alessandro Buongiorno

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La città di Cardito (Napoli) si prepara a celebrare un evento speciale: mercoledì 14 maggio alle 18.30, nell’aula consiliare ‘Francesco Narciso’ del comune di Cardito, nello storico Palazzo Mastrilli, il sindaco Giuseppe Cirillo consegnerà le chiavi della città ad Alessandro Buongiorno, difensore del Napoli.

L’iniziativa nasce dal forte legame tra il calciatore e la comunità carditese: in una recente intervista, Alessandro Buongiorno ha infatti ricordato con affetto le sue origini, rivelando che i suoi nonni sono di Cardito.

“Consegneremo le chiavi della città ad Alessandro – dichiara il sindaco Cirillo – un gesto simbolico, ma carico d’amore e gratitudine per chi, con impegno e passione, onora le proprie origini anche sotto i riflettori del grande calcio. Le sue radici carditesi sono motivo di vanto per tutti noi, e il suo arrivo sarà una vera festa popolare, un momento indimenticabile per tutta la nostra comunità”.

La cerimonia sarà aperta al pubblico e vedrà la partecipazione delle autorità locali, associazioni del territorio, cittadini e tifosi.

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Frattamaggiore: due indagati per la morte di Stefano Alborino

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STEFANO ALBORINO OPERAIO INDAGATI
STEFANO ALBORINO OPERAIO INDAGATI

Due persone sono indagate per la morte di Stefano Alborino, l’operaio 47enne di Orta di Atella (Caserta), morto lunedì scorso dopo una tragica caduta in un cantiere in via Padre Mario Vergara a Frattamaggiore.

La Procura di Napoli Nord ha notificato due avvisi di garanzia al titolare della ditta e all’ingegnere responsabile della sicurezza dello stesso cantiere, messo in piedi per la ristrutturazione di un edificio.

Dalle indagini sarebbero emerse alcune criticità circa la struttura del ponteggio sul quale non sarebbero risultate fissate alcune pedane. Proprio il cedimento di una di quest’ultime avrebbe causato la morte di Stefano Alborino che lascia la moglie e due figli.

Nonostante i soccorsi rapidi degli operatori del 118, il 47enne di Orta di Atella è deceduto durante il trasporto in pronto soccorso all’Ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore.

Nelle prossime ore la Procura esaminerà i rilievi dell’Asl che avrebbe già verificato l’assunzione ” a nero” di Stefano Alborino. Elementi significativi per le indagini potrebbero arrivare anche dall’autopsia disposta sul corpo della vittima.

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Il Giro d’Italia torna a Napoli, carovana al Parco Verde di Caivano

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È partito il conto alla rovescia per la sesta tappa del Giro d’Italia che per il quarto anno consecutivo porterà le stelle del ciclismo a Napoli.

La frazione è quella del 15 maggio con partenza da Potenza e arrivo sul lungomare partenopeo. La tappa è stata presentata oggi all’Accademia di Belle Arti a Napoli: rispetto al passato la frazione darà più spazio ai comuni dell’area metropolitana, tra cui Pomigliano e Caivano, mostrando luoghi diversi da quelli della cartolina partenopea, e destinando un occhio anche al sociale oltre che al carico di storia, arte, cultura, ambiente e paesaggio di cui l’hinterland è ricco.

La tappa della Corsa rosa, dopo aver preso il via da Potenza, attraverserà la Lucania e l’Irpinia per entrare nell’area metropolitana di Napoli all’altezza di Nola, città del sindaco di Napoli Manfredi, per poi inoltrarsi nell’area nord fino al lungomare di Napoli, per un arrivo che si preannuncia in volata sullo sfondo di Castel dell’Ovo.

La tappa, voluta dalla Città Metropolitana di Napoli per promuovere il patrimonio del territorio, regalerà ai 750 milioni di telespettatori di audience potenziale collegati da 200 Paesi e 5 continenti la possibilità di ammirare diversi luoghi: “Siamo davvero contenti – ha affermato il sindaco della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi – di ospitare il Giro d’Italia per la quarta volta consecutiva, è una cosa impensabile nel ciclismo di oggi.

Se Napoli e la sua area metropolitana sono oggi tra le mete più ambite del turismo internazionale è anche grazie al lavoro che stiamo facendo col Giro. E per questo è stata fatta la scelta di toccare anche due punti molto simbolici che sono la Stellantis di Pomigliano, quindi il lavoro, e il Parco Verde di Caivano, con il tema dell’inclusione sociale e del recupero delle tante periferie”.

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Napoli, scortarono auto in cui fu uccisa Gelsomina Verde: condannati a 30 anni

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Scortarono l’auto in cui fu uccisa l’innocente Gelsomina Verde: condannati a 30 anni di carcere Luigi De Lucia e Pasquale Rinaldi. Il processo di primo grado si è chiuso poco fa dinanzi al gup del tribunale di Napoli Valentina Giovanniello, che ha accolto le richieste dei pm Maurizio De Marco e Stefania Di Dona.

La 21enne fu coinvolta suo malgrado nella prima sanguinosa faida di camorra di Scampia e ammazzata in maniera efferata il 21 novembre 2004 durante lo scontro armato tra il clan Di Lauro e gli scissionisti degli Amato-Pagano. De Lucia e Rinaldi, alias ‘o Vichingo, erano accusati di aver scortato l’auto di GELSOMINA con a bordo – lato passeggero – un terzo uomo armato.

La ragazza fu sequestrata, interrogata per ore, infine uccisa dai killer del clan Di Lauro perché non rivelò il volto del boss rivale Gennaro Notturno, detto ‘o Sarracino, che lei non era in grado di riconoscere.

Secondo la ricostruzione, dopo l’interrogatorio, Ugo De Lucia (già condannato all’ergastolo), cugino di Luigi, decise di uccidere GELSOMINA VERDE e, insieme ai complici, diede fuoco all’auto con il cadavere della ragazza per eliminare le tracce. GELSOMINA VERDE frequentava casa della famiglia Notturno per motivi di lavoro e, secondo i killer, era l’unica a conoscere il vero volto del boss, che era stato scarcerato dopo una lunga detenzione ed era finito nel mirino dei Di Lauro.

In realtà, la giovane non conosceva il volto del boss, ma non fu creduta e venne uccisa. La ricostruzione degli investigatori è stata possibile grazie alle rivelazioni dei pentiti di camorra Pietro Esposito, Gennaro Puzella, Rosario Guarino, Carlo Capasso e Salvatore Tamburrino, l’ex vivandiere della primula rossa Marco Di Lauro, che ha avviato la sua collaborazione dopo aver ucciso la sua compagna Norina Matuozzo.

In aula erano presenti il fratello Francesco VERDE e mamma Anna Lucarelli, assistiti dall’avvocato Liana Nesta. Parti civili anche la Fondazione Polis (avvocato Gianmario Siani) e il Comune di Napoli.

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Daniela Di Maggio: “chiudere i profili social dei minori arrestati”

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Daniela Di Maggio chiudere i profili social dei minori arrestati
Daniela Di Maggio chiudere i profili social dei minori arrestati

Quando viene arrestato un minore, che poi finisce in carcere, nel fascicolo il giudice deve disporre che vengano chiusi i suoi profili social. È una proposta che ho portato all’ultimo Comitato per la sicurezza convocato dal Prefetto di Napoli, riscuotendo tanto interesse”.

Lo riferisce all’Adnkronos Daniela Di Maggio, la mamma di Giovanbattista Cutolo, conosciuto come Giogiò, giovane musicista ucciso in piazza Municipio a Napoli la notte del 31 agosto 2023 da un ragazzino di 16 anni. Il 24enne intervenne per difendere un amico sottoposto a un’aggressione da un gruppetto di giovani per il parcheggio di un motorino.

C’è un lavoro da fare su questa vicenda, è una questione di giustizia, penso che il giudice possa disporre una cosa del genere, è gente che vive in base all’approvazione sui social. Non voglio vedere in giro il viso del killer di mio figlio sino a quando non termina la pena che deve scontare”, ha aggiunto la mamma di Giogiò, che nella stessa sede ha anche proposto l’istituzione di un Garante per le vittime.

Sottolineo la discriminazione che tuttora esiste tra carnefice e vittime, voglio diventare il presidente del Garante delle vittime in Italia, uno strumento che possa essere utile per un sostegno psicologico, informativo, con fondi stanziati per i parenti delle vittime, molti genitori non sanno neppure a chi appellarsi, non conoscendo i loro diritti”.

Inoltre, la mamma del giovane musicista chiede anche che sia istituito il reato di ”apologia mafiosa”: ”Sono stata a stretto contatto con lo staff del ministro della Giustizia Nordio e del sottosegretario Ostellari, quando ci fu la sentenza sul killer di mio figlio, il padre del ragazzo fece il gesto della pistola verso gli amici di Giogiò. Era un reato di apologia mafiosa che però non esiste. Sui social poi vediamo ragazzi con pacchi di soldi, gioielli, cocaina, armi, che fanno da modelli per esempi sbagliati. Vorrei che si chiamasse Legge Giogiò”.

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In Italia 7 donne su 10 hanno paura di camminare in strada la sera per tornare a casa

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Donne Paura Strada
Donne Paura Strada

Tornare a casa la sera, uscire e andare in giro, per strada. Ma con il timore costante possa accadere qualcosa di grave. Secondo il primo Rapporto Univ-Censis “La sicurezza fuori casa” presentato a Roma, sono quasi 7 su 10 (il 67,3%) le donne che hanno paura quando devono rientrare nella propria abitazione.

A conferma di questo numero, per l’81,8% delle intervistate, negli ultimi 5 anni girare per strada è diventato, infatti, più pericoloso. Dato che tra gli italiani è al 75,8%. La preoccupazione possa accadere qualcosa di grave fuori casa arriva, dunque, a condizionare anche le scelte, in generale, dei cittadini, senza distinzione di sesso: quasi 4 su 10 hanno rinunciato a uscire per paura potesse capitare loro qualcosa.

Percentuale che sale 52,1% tra i giovani, nonostante siano quei cittadini con più occasioni per stare fuori casa. Quanto ai reati denunciati, se in Italia nel 2024 sono stati oltre 2,3 milioni, ce ne sono poi alcuni che vengono declinati prevalentemente al femminile e che sono in crescita. Tra questi, le violenze sessuali, che nel 2024 sono state 6.587, + 34,9% negli ultimi cinque anni. Il 25,6% delle donne intervistate dichiara, inoltre, di aver subito almeno una molestia sessuale, il 23,1% uno scippo o un borseggio e il 29,5% è stata seguita da uno sconosciuto.

Tra le città, Roma guida la classifica delle province e città metropolitane con 271.033 reati denunciati, in generale, nel 2024, l’11,3% del totale Italia. Mentre in tutta l’area, in cinque anni, si registra un incremento del 23,2% di reati commessi. Aumentano in particolare: le rapine in pubblica via, che nel 2024 sono state 2.014, +51,3% rispetto al 2019 e i borseggi, che sono stati 33.455, + 68%.

A seguire, al secondo posto per reati denunciati nel 2024, ci sono Milano con 226.230, Napoli, con 132.809 e Torino, con 128.919. Se si considera, invece, l’incidenza dei reati sulla popolazione, la provincia che presenta il valore più alto, comunque, è il capoluogo lombardo, dove nel 2024 si sono consumati 69,7 reati ogni mille abitanti, mentre il territorio dove i reati sono cresciuti di più nell’ultimo anno è Monza Brianza (+ 12,4% dal 2023 al 2024). E proprio a fronte di questi di dati, crescono tra i cittadini il bisogno e la richiesta di sicurezza.

Secondo lo studio, infatti, il 94,2% degli italiani quando si trova fuori casa vorrebbe sentirsi tranquillo e l’89,3% davanti alla crisi permanente e ai grandi rischi che incombono sulle nostre vite almeno vuole sentirsi al riparo dalla criminalità. Ma per il 65,1% degli intervistati lo Stato da solo non ce la può fare a presidiare tutte le aree e i luoghi essenziali e riconoscono così il ruolo e il valore sociale della sicurezza privata. Per il 74,4% della popolazione, dunque, gli operatori della sicurezza sono una presenza indispensabile per assicurare la sicurezza del territorio e il 73,5% dichiara di aver fiducia in loro.

Sono circa 12 milioni gli italiani che hanno chiesto almeno una volta assistenza o informazioni agli operatori della sicurezza privata e quasi 8 milioni, il 15,4% del totale, hanno fatto ricorso a loro in una situazione di pericolo.

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Napoli: uomo aggredito nei pressi del Plebiscito. Borrelli: la violenza peggiora

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VIOLENZA STRADA NAPOLI BORRELLI
VIOLENZA STRADA NAPOLI BORRELLI

La scena ripresa col telefonino, e pubblicata dal deputato di Avs Francesco Borrelli sui propri canali social, mostra il branco che si accanisce su un ragazzo a colpi di casco. Il tutto si svolge a via Cesario Console, a Napoli. Il giovane viene inseguito, accerchiato e brutalmente colpito da almeno una decina di persone.

La vittima – si spiega nella nota del deputato – non ha potuto fare altro che indietreggiare e tentare la fuga anche rifugiandosi al Circolo Ufficiali della Marina, dove, però, ha trovato l’ingresso sbarrato e nessuno gli ha aperto secondo i testimoni che hanno anche ripreso la scena e segnalato l’episodio al deputato“.

Il tutto – prosegue la nota – è avvenuto sotto gli occhi di passanti e presenti che non hanno mosso un dito per fermare l’aggressione o prestare aiuto alla vittima“.

Siamo davanti a una vergogna inaccettabile – sottolinea Borrelli – La violenza è il rifugio dei falliti, e purtroppo una parte dei nostri giovani sembra ormai completamente scollegata da ogni senso civico e morale. A Napoli stiamo assistendo a una deriva di brutalità gratuita, tra ‘challenge’ pericolose, aggressioni e inciviltà diffusa. Non possiamo più permettere che tutto questo venga ignorato“.

Da Borrelli un appello diretto alle forze dell’ordine e alle istituzioni: “Serve una risposta dura, ferma e immediata. Chiediamo più controlli, più presenza dello Stato, tolleranza zero verso chi infanga la nostra città e mette a rischio la sicurezza dei cittadini per noia o per scommessa. Ogni angolo lasciato all’incuria è un terreno fertile per la delinquenza“.

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