lunedì, Luglio 6, 2026
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Borrelli sull’aumento dei prezzi nei distributori di carburanti: “Speculazioni inaccettabili, il Parlamento deve intervenire”

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CARO BENZINA
CARO BENZINA

I prezzi dei carburanti continuano a salire in modo allarmante. In modalità self service, la benzina ha raggiunto 1,748 euro/litro, mentre il diesel si attesta a 1,670 euro/litro. Ancora più alti i prezzi del servito: 1,886 euro per la benzina e 1,806 euro per il diesel. Ma è sulla rete autostradale che si registrano i rincari più drammatici: secondo i monitoraggi del Codacons, la verde in modalità servito ha sfondato quota 2,3 euro/litro, mentre anche il self si avvicina pericolosamente alla soglia dei 2 euro in diversi tratti. Scrive così in una nota il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

Le associazioni dei consumatori parlano di speculazione, aggravata dalla situazione geopolitica internazionale, come il conflitto in Iran e la crisi (MAI AVVENUTA ndr.) nello Stretto di Hormuz. Secondo uno studio di Assoutenti e del Centro ricerche consumi, i rincari non sarebbero direttamente legati a blocchi effettivi della produzione ma rappresenterebbero un effetto speculativo in assenza di ostacoli reali. Una condizione che potrebbe aggravarsi nei prossimi mesi.

Assopetroli, da parte sua, nega ogni dinamica speculativa, invitando invece a “promuovere una cultura della mobilità consapevole”, ma il Ministero delle Imprese non resta a guardare: il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha convocato per mercoledì la Commissione di allerta rapida, alla luce dei poteri rafforzati dal recente decreto Trasparenza.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco è il grido d’allarme dei gestori (come riportato da Dagospia)i, che si sentono vittime di una narrazione distorta: “Ogni aumento viene imputato a noi, ma sono le compagnie petrolifere a incassare i margini maggiori. Noi paghiamo il carburante in anticipo, subiamo furti e rapine, e siamo i primi a rimetterci quando i prezzi salgono”, denuncia in una lettera aperta un operatore del settore.
Sulla vicenda interviene con forza Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra:

Quello che sta accadendo è indegno. I cittadini vengono colpiti in un momento già economicamente difficile da aumenti che non trovano giustificazioni tecniche credibili. Porterò la questione in Parlamento per chiedere misure concrete contro la speculazione, maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi alla pompa e il controllo puntuale dei margini di guadagno lungo tutta la filiera. Occorre tutelare i consumatori, ma anche quei gestori onesti che lavorano giorno e notte e che oggi vengono ingiustamente additati come responsabili. Presenterò un’interrogazione parlamentare e chiederò l’intervento diretto del Governo per prevenire ulteriori rincari speculativi in vista dell’estate”.

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Rai, procedimento disciplinare contro Sigfrido Ranucci: bufera sul servizio pubblico

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PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE SIGFRIDO RANUCCI
PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE SIGFRIDO RANUCCI

La Rai ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti di Sigfrido Ranucci, giornalista e volto storico della trasmissione d’inchiesta Report. A renderlo noto è l’eurodeputato e responsabile informazione del Partito Democratico, Sandro Ruotolo, che ha denunciato l’episodio come un atto di intimidazione nei confronti del conduttore.

Secondo quanto riportato da Ruotolo in una nota diffusa in anteprima da Fanpage, la lettera — firmata dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi e dal direttore delle risorse umane Felice Ventura — contesta a Ranucci la partecipazione a trasmissioni televisive su La7, come Otto e mezzo e Piazza Pulita, senza la necessaria autorizzazione. Tuttavia, lo stesso Ranucci avrebbe ricevuto il via libera dal direttore Paolo Corsini. Altri richiami riguardano la promozione del suo libro, incentrato sulla libertà di stampa, e alcune dichiarazioni pubbliche ritenute controverse.

Uno schiaffo all’articolo 21 della Costituzione”, ha commentato Ruotolo, che ha definito la lettera “una forma di intimidazione” e un segnale preoccupante a poche settimane dall’entrata in vigore del Media Freedom Act, che impone all’Italia una riforma della governance Rai per garantirne l’indipendenza dalla politica.

Il caso si inserisce in un clima già teso attorno a Report, che nella prossima stagione subirà il taglio di quattro puntate nonostante gli ottimi ascolti. Una decisione che coinvolge anche altri programmi di approfondimento come Presadiretta, Lo Stato delle Cose, Farwest e Agorà Weekend, alimentando il dibattito sul futuro dell’informazione pubblica e pluralista in Italia.

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Guai giudiziari per “Original Marines Spa” accuse di falso in bilancio e frode fiscale

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Original Marines
Original Marines

Otto persone, tra componenti il consiglio di amministrazione e del collegio sindacale della “Original Marines Spa”, società con 600 punti vendita tra l’Italia e l’estero, sono indagati dalla Procura di Nola per i reati di falso in bilancio, indebita percezione di erogazioni pubbliche, esercizio abusivo di attività finanziaria e utilizzo in dichiarazione di fatture false.

A ciascuno degli indagati il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha notificato un’ordinanza con la quale il gip di Nola, su richiesta degli inquirenti, ha disposto l’interdizione dall’esercizio dell’attività d’impresa per la durata di un anno.

Oltre alle misure cautelari personali, è stato disposto un sequestro preventivo di beni fino a concorrenza di 37,2 milioni di euro, pari al profitto dei reati accertati.

Secondo quanto emerso dalle indagini, a partire dal 2017, la società è stata al centro di un processo di riorganizzazione che ha determinato un aumento dei punti vendita diretti e una riduzione dei negozi gestiti in franchising.

Contestualmente, però, è emerso dagli accertamenti, gli indagati hanno falsificato i bilanci degli esercizi dal 2018 al 2021 occultando le perdite derivanti dal mancato incasso di crediti commerciali nei confronti degli esercizi affiliati.

Tutto questo ha consentito alla “Original Marines Spa” di ottenere due finanziamenti garantiti dallo Stato, attraverso la SACE, per complessivi 31,5 milioni di euro. Inoltre, avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti emesse dagli imprenditori appartenenti alla rete distributiva, la società ha beneficiato di una indebita detrazione di Iva per quasi 6 milioni di euro.

Secondo gli inquirenti, la “Original Marines Spa” ha imposto acquisti di merce ai negozi gestiti in franchising costringendoli in una grave situazione di crisi finanziaria, superata solo grazie a finanziamenti dalla stessa concessi in assenza delle autorizzazioni previste dal Testo Unico Bancario.

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“Lavaggio dell’Iva” da Varese a Palermo passando per i clan Nuvoletta e Di Lauro: arresti e perquisizioni

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LAVAGGIO IVA
LAVAGGIO IVA

Militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Varese, insieme ad agenti del Servizio Centrale Operativo, della Sisco e della Squadra Mobile di Palermo, hanno dato esecuzione a un provvedimento che dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti di 11 indagati, emesso dal di Milano su richiesta degli uffici di Milano e Palermo della Procura Europea (Eppo).

Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere a carattere transnazionale dedita al cosiddetto lavaggio dell’Iva intracomunitaria, al riciclaggio, al reimpiego e all’autoriciclaggio dei relativi proventi, con l’aggravante del metodo e della finalità di agevolazione dell’associazione camorristica. L’inchiesta costituisce un approfondimento di una indagine che il 14 novembre 2024 si è chiusa con l’arresto di 47 indagati nell’ambito dell’operazione Moby Dick, disarticolando una organizzazione transnazionale che operava in Italia, Spagna e altri paesi dell’Unione Europea, nonché in Svizzera, Singapore ed Emirati Arabi Uniti, e il sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore superiore ai 650 milioni di euro.

In quella circostanza si era reso irreperibile un cittadino belga ritenuto al vertice dell’organizzazione criminale, arrestato dopo sei mesi di latitanza lo scorso 26 maggio all’aeroporto di Milano Malpensa, arrivato con un volo proveniente dall’Albania. Dalle ammissioni e rivelazioni di uno degli indagati e dall’analisi del materiale documentale e dei dispositivi elettronici e informatici sequestrati a novembre scorso sono emersi elementi per l’emissione di un nuovo provvedimento cautelare restrittivo.

Gli 11 indagati sono per gli inquirenti legati ai clan Nuvoletta di Marano, nel Napoletano, e Di Lauro, con roccaforte nel quartiere di Napoli Secondigliano. Tra i destinatari della misura, nove sono stati rintracciati tra Napoli e Roma, mentre per due, che si trovano negli Emirati Arabi Uniti nella capitale Dubai, è stato emesso un mandato di arresto europeo. Sono tuttora in corso delle perquisizioni nelle province di Napoli e Roma, operate da personale della Guardia di Finanza e della polizia.

 

Caserta: turista americana perde borsello con 800euro, ritrovato e consegnato ai Carabinieri da un automobilista

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Borsello Turista Americana
Borsello Turista Americana

Quando la 37enne statunitense nel pomeriggio di ieri è stata contattata dai carabinieri della Compagnia di Aversa per informarla che il borsello smarrito poche ore prima nei pressi del casello autostradale di Caserta Sud era stato ritrovato ha esternato con un grido di gioia tutta la sua gratitudine.

La donna, in viaggio in Italia con il suo compagno, dopo una breve sosta a Caserta aveva quasi raggiunto Sorrento quando i militari dell’Arma, grazie ai documenti contenuti nel borsello, sono riusciti a contattarla.

Il rinvenimento del borsello – risultato contenere oltre alla somma in contanti pari a 837 euro, documenti di viaggio, effetti personali e alcuni dispositivi elettronici – è avvenuto grazie a un 25enne leccese in transito a bordo della propria auto sul tratto autostradale dove la donna, in un momento di distrazione, lo aveva lasciato cadere. Il giovane, resosi subito conto del contenuto, non ha esitato a raggiungere la Compagnia Carabinieri di Aversa dove ha consegnato quanto rinvenuto. Poco dopo le 18 di ieri la turista americana e il suo compagno sono giunti al comando dell’Arma dove hanno ringraziato personalmente il 25enne e i carabinieri per la celerità dimostrata, vista anche l’importanza dei documenti di viaggio e di identità recuperati, fondamentali per proseguire il suo viaggio di piacere in Italia.

Il giovane, resosi subito conto del contenuto, non ha esitato a raggiungere la Compagnia Carabinieri di Aversa dove ha consegnato quanto rinvenuto. Poco dopo le 18.00 di ieri la turista americana e il suo compagno sono giunti presso il comando dell’Arma dove hanno ringraziato personalmente il 25enne e i Carabinieri per la celerità dimostrata, vista anche l’importanza dei documenti di viaggio e di identità recuperati, fondamentali per proseguire il suo viaggio di piacere in Italia.

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Napoli: tenta di accoltellare infermiere e di rapinare pizzeria, arrestato 56enne

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Tenta accoltellare infermiere
Tenta accoltellare infermiere

Tentato omicidio, rapina aggravata e danneggiamento aggravato. Tre reati, tre episodi diversi, un unico protagonista.

Accade a Napoli, dove un uomo di 56 anni napoletano è stato arrestato dai Carabinieri. Nel quartiere di Chiaiano, in via Camillo Guerra, l’uomo, senza motivi apparenti, ha impugnato un coltello da macellaio e tentato di colpire all’addome l’autista di un’ambulanza impegnato in un intervento di soccorso; l’infermiere è riuscito a schivare il fendente e l’uomo è fuggito.

Con la stessa arma in pugno, però, ha tentato di rapinare i clienti e poi il titolare di una pizzeria. L’imprenditore non si è lasciato intimidire e lo ha disarmato, ma l’uomo, prima di andare via, è riuscito a rubare una birra.

Una volta in strada, l’uomo ha incrociato l’ambulanza della quale aveva aggredito il conducente mentre andava via, ha preso la mira e lanciato la bottiglia di birra, prendendo in pieno il parabrezza del veicolo lesionandolo.

Il 112 intanto era stato allertato e i Carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli hanno intercettato il 56enne ancora in strada, in via Guerra ed è stato arrestato.

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Pompei, nuovi scavi alla Villa dei Misteri: riemerge l’ingresso principale e il quartiere servile

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VILLA DEI MISTERI POMPEI
VILLA DEI MISTERI POMPEI

Pompei — Tornano le attività di scavo nella celebre Villa dei Misteri, uno degli edifici più iconici del sito Unesco vesuviano. Situata appena fuori le mura della città antica, in direzione di Ercolano, la villa è di nuovo al centro dell’attenzione grazie a una campagna archeologica avviata nel settore nord, da tempo rimasto inesplorato.

L’intervento è stato reso possibile dopo l’abbattimento, nel 2023, di un edificio abusivo costruito sopra la villa stessa. L’operazione è il frutto di un protocollo d’intesa tra la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso, e il Parco Archeologico di Pompei, diretto da Gabriel Zuchtriegel. I due hanno presentato alla stampa i primi risultati della nuova campagna di scavo, che si propone di completare l’opera avviata quasi un secolo fa da Amedeo Maiuri.

Il direttore Zuchtriegel spiega: «L’obiettivo è duplice: documentare gli scavi clandestini per supportare le indagini della Procura e portare finalmente alla luce l’intera estensione della villa. I primi dati sono promettenti: nonostante i saccheggi, stanno emergendo strutture intatte del piano superiore».

La Villa dei Misteri è celebre in tutto il mondo per il grande fregio pittorico che decora uno degli ambienti principali, interpretabile come rappresentazione di riti dionisiaci. Sebbene recentemente sia stata scoperta una raffigurazione simile nella cosiddetta “Casa del Tiaso”, il fregio della villa resta un unicum iconografico e artistico.

La zona attualmente in corso di scavo comprende l’antico ingresso monumentale, un tratto della via Superior prospiciente l’entrata, e parte del quartiere servile. Sono emersi, inoltre, il muro di contenimento del terrapieno orientale e una cisterna voltata a botte. La porzione nord-occidentale, fino ad ora inaccessibile a causa della presenza dell’edificio abusivo, rappresenta uno dei tasselli mancanti dell’intero complesso.

Le attività si inseriscono in un più ampio progetto di tutela e valorizzazione, che prevede anche l’abbattimento di manufatti abusivi edificati in aree soggette a vincoli archeologici. In base al protocollo firmato nel 2023, il Parco Archeologico finanzia le demolizioni e acquisisce le aree al demanio.

«La collaborazione tra Procura e Parco è un modello vincente — ha dichiarato il procuratore Fragliasso — che ci ha consentito, tra le altre cose, di procedere anche alla demolizione di una struttura abusiva adibita a ristorazione nei pressi della villa. Difendere il patrimonio significa anche ristabilire la legalità nei luoghi della cultura».

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Shock al Carcere minorile di Nisida: agente di Polizia Penitenziaria ai domiciliare per sesso con giovane detenuto

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Un agente Scelto di Polizia penitenziaria, in servizio presso l’Istituto penale per i minorenni di Nisida è indagato per atti sessuali con minorenne, commessi nel giugno 2025 ai danni di un giovane detenuto nell’Ipm.

“Si rappresenta che, a seguito dell’attività investigativa compiuta dalla Polizia penitenziaria all’interno del carcere, dal Nucleo investigativo centrale e dal Nucleo investigativo regionale di Napoli, l’Agente è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari” fa sapere in una nota il Ministero della Giustizia.

“Ho trasmesso notizia di reato al Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, investendolo degli accertamenti necessari e formulando richiesta di adozione di misure rigorose; si tratta infatti di un’ipotesi investigativa di inaudita gravità. Il Dipartimento, come sempre, ha fatto quello che doveva, seguendo la linea dell’immediata denuncia per ogni notizia di reato si palesi nel comparto di propria pertinenza, chiunque l’abbia commesso” afferma il Capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità, Antonio Sangermano.

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Sorpresa nel mare di Bacoli, recuperata architrave di 2000 anni fa in fondali di Miseno

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Un’importante operazione di recupero archeologico è stata condotta nei fondali marini antistanti il porto di Miseno a Bacoli, vicino a Napoli, in particolare nei pressi dell’imboccatura del porto romano dell’antica colonia di Misenum, base navale della Classis Misenensis, la più importante flotta dell’impero Romano nel Mar Tirreno, portando alla luce reperti ritenuti di “eccezionale valore storico e culturale”, risalenti all’epoca imperiale.

Ha rivisto la luce dai fondali un’architrave di 2000 anni fa. L’intervento s’inserisce all’interno di un più ampio progetto di tutela e valorizzazione del patrimonio sommerso dei Campi Flegrei, uno dei poli archeologici subacquei più rilevanti del Mediterraneo.

Si tratta di un contesto archeologico di materiali eterogenei, che si estende per circa 90 metri di lunghezza nel tratto di mare che va da Punta Terone a Punta Pennata, largo mediamente 22-23 metri, alto circa 2, e che si trova ad una profondità variabile da 5 a 9 metri sotto il livello del mare.

Ad esso si riferiscono, a partire dagli inizi degli anni ’80 del secolo scorso, numerosi quanto sorprendenti rinvenimenti occasionali, mentre uno scavo sistematico condotto nel 1996, portò alla luce una messe di reperti di pregio e dati storico-archeologici di grande rilevanza (statue, basi iscritte, frammenti di architravi, basi di colonne), ora conservati nel Museo archeologico dei Campi Flegrei.

Si tratta evidentemente, spiega la Sovrintendenza, di elementi scultorei e decorativi appartenenti agli edifici pubblici della colonia romana che costellavano l’insenatura, prima che il bradisismo li sommergesse.

Il cumulo archeologico, che costituisce dunque un bacino inestimabile di informazioni e dati storici, rappresenta un intervento post-antico, creato non dal sovrapporsi di strutture crollate, ma da un accumulo intenzionale di materiali edilizi, probabilmente con lo scopo di ottenere una barriera di protezione soffolta, alla stessa stregua della funzione esercitata dalla moderna diga foranea, contro le ingressioni marine generate in particolare dai venti di scirocco.

I reperti recuperati saranno sottoposti ad un accurato lavoro di restauro e conservazione dopo le operazioni di desalinizzazione in vasche, predisposte presso il Parco Borbonico del Fusaro, con l’obiettivo di essere a breve esposti al pubblico, nelle sale del Palazzo dell’Ostrichina, voluto da Ferdinando IV di Borbone, messe a disposizione dal Comune di Bacoli, in una mostra permanente.

A suggerire l’interpretazione è lo stato di conservazione dei reperti, che mostrano la faccia inferiore corrosa dai litodomi, sebbene non sia a diretto contatto con l’ambiente marino, e alcuni segni di percolazioni che conservano in superficie alcuni architravi, come se fossero stati a lungo esposti agli agenti atmosferici, e quindi accantonati dopo il crollo o lo smontaggio intenzionale, per essere poi utilizzati come materiali di reimpiego.

Sono stati pertanto eseguiti un rilievo completo dell’intero cumulo, comprensivo di caratterizzazione 3D, foto di dettaglio, rilievi iperspettrali delle sezioni più rappresentative del cumulo e del fondale marino su cui esso s’imposta, che hanno consentito di individuare alcuni reperti notevoli giudicati idonei al recupero e all’acquisizione al patrimonio dello Stato, mediante una delicata operazione di recupero, con l’utilizzo di palloni di sollevamento, con carico sommerso sospeso, e trasportati via mare con l’ausilio della motovedetta dei carabinieri Subacquei.

I reperti recuperati saranno sottoposti ad un accurato lavoro di restauro e conservazione dopo le operazioni di desalinizzazione in vasche, predisposte presso il Parco Borbonico del Fusaro, con l’obiettivo di essere a breve esposti al pubblico, nelle sale del Palazzo dell’Ostrichina, voluto da Ferdinando IV di Borbone, messe a disposizione dal Comune di Bacoli, in una mostra permanente.

“Il recupero di questi reperti rappresenta un risultato di straordinaria rilevanza storica e scientifica – ha sottolineato il soprintendente Mariano Nuzzo. – I frammenti marmorei rinvenuti testimoniano la ricchezza e l’importanza anche simbolica di complessi pubblici che caratterizzavano l’intera colonia. Si tratta di elementi architettonici che con ogni probabilità appartenevano ad edifici rappresentativi del potere imperiale, strettamente connessi alla Classis Misenensis. Questi reperti non solo arricchiscono le nostre conoscenze del paesaggio urbano dell’epoca, ma ci restituiscono anche un’immagine viva e tangibile della dimensione politica, sociale e culturale di Miseno nel contesto del Mediterraneo antico”.

“È una giornata storica per Bacoli e i Campi Flegrei. Recuperare meraviglie d’epoca romana dal nostro fondale – ha detto il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione – significa ridare luce a tesori che arricchiranno l’offerta turistica della città. E qualifica il mare flegreo come scrigno di tesori ancora da scoprire. Accade anche questo in un angolo di mondo che convive da millenni con il bradisismo”.

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Annullato arresto per 16enne che accoltellò madre nel Casertano: padre presenta denuncia, potrebbe essere stato avvelenato

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La corte di Cassazione ha annullato – con rinvio al Tribunale per i minorenni di NAPOLI – la misura cautelare in carcere per il minorenne pakistano che lo scorso 26 marzo fu arrestato nel Casertano per tentato omicidio nei confronti della madre.

A seguito di indagini difensive eseguite dal legale del giovane, l’avvocato Luigi Ferrandino, spunta ora l’ipotesi che il ragazzo, e forse anche i suoi fratelli, possa essere stato avvelenato con un mix di droghe mentre si trovava nella casa famiglia dove è avvenuto l’accoltellamento.

Il giovane, che ha 16 anni, assieme ai due fratelli e alla sorellina ha accusato la madre di abusi sessuali nei loro confronti. La donna si è difesa presentando a sua volta una denuncia nei confronti del marito, sempre per abusi sessuali, ma ai suoi danni, in cui sostiene che l’uomo avrebbe manipolato i figli per convincerli a denunciare false violenze sessuali.

In sostanza sostiene di essere vittima del marito e della sua famiglia di origine. Questi fatti hanno indotto il Tribunale per i minorenni di NAPOLI a sottrarre i ragazzi alla potestà di entrambi i genitori e a collocarli nella stessa casa per la protezione di donne maltrattate in cui però si era rifugiata la madre, lo stesso luogo dove poi a marzo si è verificato l’accoltellamento.

L’avvocato Luigi Ferrandino che assieme al collega Domenico Cesaro difende il minore, attraverso indagini difensive ha scoperto dagli esami eseguiti all’atto dell’arresto nell’Istituto penale minorile di Nisida dove il giovane è stato portato, che nel periodo precedente al tentato omicidio della madre, gli erano state somministrati ecstasy, oppiacei, metadone e barbiturici in una misura altamente velenosa.

“Il sospetto è che la madre possa avere tentato di avvelenare il figlio per impedirgli di testimoniare contro di lei per il reato di abusi sessuali – sostiene il legale – e non essendoci riuscita potrebbe avere tentato di accoltellare il figlio il quale però, dopo avere sottratto il coltello alla madre, si è difeso colpendola”.

Ieri il padre dei quattro minori ha presentato una denuncia chiedendo che vengano eseguiti accertamenti anche sui tre ragazzi ancora ospiti della casa di accoglienza, per verificare se il tentativo di avvelenamento fosse stato compiuto anche nei loro confronti.

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