venerdì, Aprile 24, 2026
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La Polizia Provinciale ha sequestrato un’azienda a Pignataro Maggiore per violazioni ambientali

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PIGNATARO MAGGIORE
PIGNATARO MAGGIORE

PIGNATARO MAGGIORE – La Polizia Provinciale di Caserta ha sequestrato un’azienda di circa 4mila metri quadrati nel territorio di Pignataro Maggiore, al termine di un’operazione di controllo che ha portato alla scoperta di violazioni ambientali e di lavoratori impiegati in nero.

Gli agenti, coordinati dal colonnello Biagio Chiariello, hanno effettuato un accesso ispettivo all’interno di un capannone adibito ad attività di gestione dei rifiuti, riscontrando diverse difformità rispetto al titolo autorizzativo in materia ambientale e accertando il superamento dei quantitativi di rifiuti consentiti.

Durante i controlli sono stati individuati anche alcuni lavoratori impiegati senza regolare contratto. Alla vista degli agenti, alcuni hanno tentato di allontanarsi, ma sono stati prontamente fermati e identificati.

L’operazione si è conclusa con sanzioni amministrative per circa 10mila euro, il controllo di 12 veicoli e l’identificazione complessiva di 52 persone. Una persona è stata denunciata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per violazioni della normativa ambientale. A seguito delle irregolarità riscontrate sarà inoltre avviato il procedimento per la sospensione del titolo abilitativo dell’azienda.

L’intervento rientra nel quadro delle attività di controllo e contrasto agli illeciti ambientali che la Provincia di Caserta sta intensificando sul territorio, in attuazione degli indirizzi e delle disposizioni impartite dal presidente della Provincia, Anacleto Colombiano.

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Il clan Mazzarella dietro le truffe online, 16 arresti a Napoli

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CLAN MAZZARELLA TRUFFE ONLINE
CLAN MAZZARELLA TRUFFE ONLINE

NAPOLI – Dalle prime luci dell’alba i Carabinieri del comando provinciale di Napoli stanno eseguendo una misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea, a carico di 16 persone ritenute vicine al clan Mazzarella.

Gli indagati sono gravemente indiziate di associazione per delinquere, frode informatica e accesso abusivo a sistemi informativi, detenzione abusiva di armi. Reati aggravati dalle finalità mafiose.

Documentate truffe mediante attività di phishing, vishing e la clonazione di siti di istituti di credito. Alle 10.30 il Procuratore Capo di Napoli, Nicola Gratteri ha fornito i dettagli dell’operazione alla stampa.

Le indagini, sviluppate tra il 2022 e il 2024, hanno consentito di rilevare il modus operandi del sodalizio criminale che compiva azioni fraudolente in Italia ma anche in alcuni casi in Spagna, truffando le vittime mediante attività di phishing (e-mail contraffatte) e vishing (telefonate fraudolente), e attraverso le tecniche di caller ID spoofing (modificando il numero del chiamante in modo da far figurare quello dell’istituto di credito di appartenenza), inducendo così in errore la vittima, che ritenendo di parlare con un operatore della propria banca rivelava dati sensibili, anche attraverso l’inoltro di successivi link che conducevano a siti “clone”.

Accertato, inoltre, che gli autori dell’azione criminale, qualificandosi quali operatori antifrode/agenti della polizia postale o militari dell’Arma dei Carabinieri, convincevano le vittime a disporre bonifici in loro favore, per scongiurare supposte operazioni illecite sui relativi conti correnti. Sequestrato, in via preventiva, quasi un milione di euro.

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Napoli: chirurgia e medicina estetica senza autorizzazioni, scoperti otto medici abusivi

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MEDICI ESTETICI ABUSIVI
MEDICI ESTETICI ABUSIVI

NAPOLI – Eseguivano interventi di chirurgia e medicina estetica, senza autorizzazioni: otto medici abusivi, che pubblicizzavano su profili social trattamenti invasivi, sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza di Napoli.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti dei finanzieri del Gruppo Giugliano in Campania, del primo Nucleo Operativo Metropolitano Napoli e della Compagnia Casalnuovo di Napoli, praticavano principalmente iniezioni sottocutanee di botulino e acido ialuronico che, per legge, devono essere effettuati da un medico chirurgo specializzato.

I clienti venivano in locali o abitazioni private dotati di lettini, luci e attrezzature professionali dove però sono state riscontrate condizioni igieniche sanitarie precarie e dove i dispositivi medici non erano idonei ad affrontare eventuali complicazioni emerse nel corso dei trattamenti. Alcuni dei falsi medici estetici percepivano anche il reddito di cittadinanza o l’ assegno di inclusione. I servizi venivano offerti a prezzi economicamente più vantaggiosi rispetto a quelli di mercato, in quanto evadevano le imposte.

Al termine dei controlli, sotto il costante coordinamento delle Procure della Repubblica competenti territorialmente di Napoli, Napoli Nord e Nola, le Fiamme Gialle hanno denunciato gli 8 responsabili per esercizio abusivo della professione medica e sequestrato 3 locali commerciali nella loro disponibilità, circa 3.000 euro in contanti, le attrezzature e le sostanze pericolose utilizzate, tra cui 130 fiale iniettabili di botulino, decine di confezioni di filler dermico e rimodellante iniettabile, oltre 160 siringhe di acido ialuronico, etichette di medicinale già somministrato, nonché oltre 3.000 tra aghi, siringhe sterili, provette, flaconi e tubetti di pomata anestetica.

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Giornata Mondiale del Rene, ampia partecipazione agli screening gratuiti di NefroCenter

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GIORNATA MONDIALE DEL RENE
GIORNATA MONDIALE DEL RENE

Ampia partecipazione di cittadini agli screening gratuiti promossi dal Gruppo sanitario NefroCenter, in occasione della Giornata Mondiale del Rene,

L’iniziativa, organizzata su tutto il territorio nazionale, ha coinvolto i centri dialisi del gruppo in Campania, Lazio e Liguria, le cliniche NefroCenter e uno stand informativo allestito nel centro di Frattamaggiore coinvolgedo oltre 300 cittadini che hanno effettuato uno screening nefrologico gratuito.

I controlli hanno previsto visita specialistica, esame delle urine e misurazione della pressione arteriosa. Una iniziativa che ha coinvolto le strutture sanitarie del gruppo — Casa di Salute Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano, Casa di Cura Ospedale Internazionale di Napoli, Casa di Cura Villa dei Fiori di Mugnano di Napoli, Rome American Hospital e Casa di Cura Villa Anna Maria di Roma — dove lo screening ha previsto anche consulenze nutrizionali e valutazioni della composizione corporea (BIA), nell’ambito di un approccio multidisciplinare alla prevenzione delle patologie renali.

“La prevenzione rappresenta il primo e più efficace strumento per contrastare l’insorgenza e la progressione delle malattie renali – dicono gli specialisti di Nefrocenter – in quanto molte patologie nefrologiche possono svilupparsi senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali, promuovere controlli semplici, accessibili e periodici significa offrire alle persone la possibilità di individuare precocemente eventuali problemi e intervenire tempestivamente”.
Le malattie renali croniche sono infatti spesso correlate a fattori di rischio diffusi come diabete, ipertensione arteriosa, obesità e patologie cardiovascolari. La diagnosi precoce consente di intervenire tempestivamente e ridurre il rischio di complicanze più gravi.
“È su questo principio – spiega il managament del gruppo Nefrocenter – che si fonda il nostro impegno nel diffondere la cultura della prevenzione, favorire la diagnosi precoce e contribuire concretamente alla tutela della salute renale dei cittadini”.

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Avvocato Petruzzi: “Patrizia è addolorata, il sit in di oggi una pagliacciata”

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Francesco Petruzzi avvocato famiglia Domenico Caliendo
Francesco Petruzzi avvocato famiglia Domenico Caliendo

NAPOLI – “Patrizia è addolorata e non ha la forza di intervenire su questa cosa, ma vedere delle mamme – mamme che torneranno fortunatamente stasera dai loro figli – manifestare davanti al Monaldi per supportare un indagato per omicidio, sospeso dallo stesso Monaldi, quando nessuna di loro è venuta a manifestare il suo cordoglio per la morte di Domenico è doloroso“.

Così Francesco Petruzzi, l’avvocato della famiglia di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e quattro mesi morto lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre 2025, commenta il sit-in di stamattina, dinnanzi all’ospedale Monaldi di Napoli, a cui ha preso parte un folto gruppo di genitori di bimbi cardiopatici sottoposti a intervento da parte del primario Giudo Oppido.

E da avvocato – sottolinea Petruzzi – aggiungo che questa pagliacciata stride con la compostezza di Patrizia e di questa difesa, che non solo non ha mai avuto una parola fuori posto per la sanità tutta, ma neanche mai si è sognata di manifestare fuori a un ospedale pubblico“.

Essere un ottimo cardiochirurgo – conclude l’avvocato – non vuol dire non essere un pessimo trapiantologo, purtroppo“.

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“Oppido non si tocca”: all’ Ospedale Monaldi sit-in in difesa del cardiochirurgo

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SIT IN OSPEDALE MONALDI GUIDO OPPIDO
SIT IN OSPEDALE MONALDI GUIDO OPPIDO

NAPOLI – Centinaia di persone si sono radunate questa mattina davanti all’ospedale Monaldi di Napoli per manifestare solidarietà al cardiochirurgo Guido Oppido, primario del reparto di trapianti pediatrici e oggi indagato, insieme ad altri sei operatori sanitari, nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico, il bimbo di 2 anni e 4 mesi deceduto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto di cuore.

A scendere in strada sono state soprattutto le famiglie dei bambini trapiantati, molte delle quali hanno indossato una maglietta bianca con un cuore rosso. Su uno degli striscioni più visibili campeggiava la frase diventata il simbolo della giornata: “Oppido non si tocca”.

La manifestazione è stata organizzata dall’associazione Battiti, che riunisce i genitori dei piccoli pazienti trapiantati. Oltre al sostegno al medico, i partecipanti hanno voluto esprimere vicinanza anche alla famiglia del piccolo Domenico, in particolare alla madre, Patrizia, che in queste settimane ha chiesto chiarezza sulla vicenda.

Nei giorni scorsi era circolata anche una lettera firmata da 186 trapiantati, che hanno voluto ribadire la loro fiducia nel chirurgo, ricordando come Oppido abbia “salvato le loro vite”. Durante il sit‑in, il medico è stato raggiunto telefonicamente dai manifestanti e ha ringraziato per l’affetto ricevuto.

“Ha salvato i nostri figli”, hanno ripetuto più volte i presenti, sottolineando anche l’importanza del Monaldi come struttura di eccellenza che ogni anno assiste migliaia di pazienti con patologie cardiache complesse.

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Violenza a Pomigliano d’Arco: lite a colpi di coltellate e bottiglie, feriti un 18enne e una 19enne

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Lite a coltellate e colpi di bottiglia a Pomigliano d’Arco, in provincia di NAPOLI: due giovanissimi feriti.

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Castello di Cisterna sono intervenuti presso un locale in via dell’Aeronautica per un 19enne e una 18enne feriti.

Il primo è stato colpito alla testa con una bottiglia di vetro. È ricoverato in prognosi riservata all’ospedale del Mare di NAPOLI.Non è in pericolo di vita.

La giovane, invece, è ricoverata presso l’ospedale di Nola per una ferita da arma da taglio alla natica sinistra. Non è in pericolo di vita. Indagini in corso per chiarire dinamica e individuare i responsabili.

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Tragedia a Pozzuoli: Una donna è morta nell’incendio che ha coinvolto la sua abitazione

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incendio via Cuma Licola
incendio via Cuma Licola

POZZUOLI – Dramma sul litorale flegreo, dove una donna di 65 anni ha perso la vita in un incendio divampato all’interno della sua abitazione in via Cuma Licola, nel territorio di Pozzuoli.

A dare l’allarme è stato il marito, che ha notato del fumo uscire dalla villetta e ha immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco con un’autobotte, impegnati a domare le fiamme e a impedire che il rogo potesse estendersi alle abitazioni vicine. Presenti anche gli agenti della Polizia di Stato, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Per la donna, purtroppo, non c’è stato nulla da fare: quando i soccorritori sono riusciti a raggiungerla, la situazione era già compromessa. Le cause dell’incendio restano al momento da chiarire, ma tra le ipotesi al vaglio degli investigatori prende corpo quella di un tragico incidente domestico.

Le indagini proseguono per definire ogni dettaglio della vicenda.

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Tentato rapimento a Marano di Napoli, indagini in corso: paura per una bambina

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MARANO DI NAPOLI TENTATIVO DI RAPIMENTO
MARANO DI NAPOLI TENTATIVO DI RAPIMENTO

Momenti di forte tensione nella serata di ieri a Marano di Napoli, dove si sarebbe verificato un presunto tentativo di rapimento ai danni di una bambina. L’episodio, avvenuto in via Barco, è ora al centro degli accertamenti dei Carabinieri della compagnia locale.

Secondo una prima ricostruzione — ancora da confermare — un’auto si sarebbe avvicinata alla minore mentre si trovava in strada. Uno degli occupanti avrebbe aperto una portiera, gesto che ha fatto temere un possibile tentativo di trascinare la bambina all’interno del veicolo. Qualcosa, però, avrebbe fatto saltare il piano: il presunto aggressore non sarebbe riuscito nel suo intento e la piccola non è stata portata via.

Non è ancora chiara l’età esatta della bambina coinvolta. Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi, tra cui anche quella di un possibile tentativo di furto del cellulare. Tuttavia, allo stato attuale, la pista del tentato rapimento risulta essere credibile.

Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio della vicenda e individuare i responsabili.

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Auto in un dirupo in Cilento: Michele Pirozzi e Maria Magliocco le vittime dell’incidente

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Michele Pirozzi e Maria Magliocco
Michele Pirozzi e Maria Magliocco

Due fidanzati hanno perso la vita in un incidente stradale avvenuto nella tarda serata di ieri in località Ripe Rosse, nel territorio di Montecorice, nel Salernitano.

Le vittime erano entrambi giovani ed erano di Capaccio: lui aveva 29 anni mentre lei 24.
Viaggiavano a bordo di un’auto che, dopo l’impatto con un altro mezzo, ha sfondato il guardrail precipitando in una scarpata a picco sul mare per circa 200 metri.

Le vittime si chiamano Michele Pirozzi e Maria Magliocco, rispettivamente di 29 e 24 anni, entrambi residenti a Capaccio Paestum.

I due viaggiavano a bordo di una Volkswagen che, a seguito dell’impatto con un furgone, ha sfondato il guardrail di protezione ed è precipitata in un dirupo per circa 200 metri, fermandosi sugli scogli, a pelo d’acqua. I due corpi, purtroppo senza vita, sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo e recuperati dopo diverse ore di ricerche sugli scogli dai soccorritori.

Lievemente ferito, invece, il conducente del secondo mezzo coinvolto nell’incidente: l’uomo, originario del posto, è stato medicato dai sanitari del 118. Sottoposto all’alcol e droga test, avrebbe dato risultato negativo.

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