sabato, Giugno 20, 2026
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Melito di Napoli: i Carabinieri arrestato ladro d’auto appena 16enne

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MELITO DI NAPOLI
MELITO DI NAPOLI

I Carabinieri della tenenza di Melito sono intervenuti in via delle Palme per una segnalazione al 112 per un furto in atto. Ignoti stavano tentando di rubare una Lancia Y in sosta.

I Carabinieri sono arrivati sul posto e hanno bloccato il ladro, un 16enne del posto. Un complice, alla guida di un’altra auto è fuggito danneggiando l’auto dei Carabinieri e la Lancia Y. Altri due complici sono scappati a piedi.

Il 16enne è stato arrestato per tentato furto e su disposizione della Procura per i minorenni di Napoli è stato trasferito nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. Sono in corso le ricerche dei 3 complici che sono riusciti, al momento, a fuggire.

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Napoli apre gli eventi per i suoi 2500 anni nel nome di Eduardo: al San Carlo la proiezione di “Napoli Milionaria”

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La città di Napoli ha dato ufficialmente il via alle celebrazioni per i 2500 anni dalla sua fondazione con la proiezione del film ‘Napoli Milionaria’ al Teatro San Carlo. Il Comune, con la Fondazione De Filippo, ha voluto così ancora una volta omaggiare il grande drammaturgo del Novecento che ha saputo raccontare Napoli come nessun altro.

Un evento, gratuito, che ha registrato il tutto esaurito in poche ore, confermando il grande interesse e l’entusiasmo per il programma di eventi di ‘Napoli 2500’. Un omaggio a Eduardo in una data non casuale: il 25 marzo di 80 anni fa andava in scena al Massimo partenopeo la commedia ‘Napoli Milionaria’.

In sala, accanto al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, la famiglia De Filippo, ma anche esponenti del mondo del teatro e del cinema che proprio con Eduardo mossero i primi passi.

Tra loro, Lina Sastri e Marina Confalone. Prima dell’inizio della proiezione, Manfredi ha consegnato a Tommaso De Filippo, nipote di Eduardo e figlio di Luca, una targa celebrativa del Comune di Napoli in segno di gratitudine e riconoscenza nei confronti di Eduardo. Oltre alla proiezione del film, l’evento è stato arricchito da contributi esclusivi: un testo di Mario Martone e dei video messaggi di Roberto Andò, Vincenzo Salemme, Isa Danieli, Toni Laudadio, Ruggero Cappuccio e Massimiliano Gallo che hanno offerto una testimonianza sulla figura di Eduardo e sul contesto storico e culturale della sua opera.

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Incidente stradale a Baiano: morta una donna di 60 anni

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INCIDENTE BAIANO
INCIDENTE BAIANO

Una donna di 60 anni è morta in un incidente stradale verificatosi ad un incrocio tra via Nazionale delle Puglie 7bis e via Malta nel territorio di Baiano, in provincia di Avellino.

La vittima, residente nel vicino comune di Avella, alla guida della sua auto si è scontrata con un’altra auto ed è morta sul colpo. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Baiano e il personale del 118. Inutili i soccorsi per la donna, che è deceduta immediatamente dopo l’incidente.

Sono in corso accertamenti da parte dei Carabinieri per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro mortale.

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Napoli: uomo picchiato in un locale senza motivo, denunciati due 16enni

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Sono stati identificati i due presunti autori dell’aggressione ai danni di un 34enne avvenuta nella notte del 22 marzo a Napoli. Si tratta di due 16enni, denunciati dai Carabinieri per lesioni personali in concorso.

Il 34enne, originario della Russia ma residente a Napoli, è stato aggredito intorno all’1.30 dello scorso 22 marzo, mentre beveva una birra nei pressi di un locale in piazza Muzii, nel quartiere Arenella.

I due giovani senza alcun apparente motivo e con la verosimile scusa di assaggiare quella birra, lo hanno aggredito con calci e pugni per poi fuggire.

Le indagini svolte dai Carabinieri del nucleo operativo Vomero e della stazione Arenella hanno permesso di identificare e denunciare i due 16enni.

Non sono state fornite motivazioni del gesto.

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Napoli, violenza a Piazza Vanvitelli: baby gang aggredisce e pesta tassista

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“Siamo in una città assediata dal traffico e per un dissidio nato per problemi di viabilità anche futile si potrebbe tramutare in una tragedia: non conosciamo le motivazioni dell’ aggressione avvenuta a Piazza Vanvitelli ma gli operatori del settore taxi sono stanchi di ribadire alle istituzioni competenti comunali che la nostra città esige sicurezza”.

Così, in una nota, l’associazione Tassasti di Base commenta l’aggressione da parte di alcuni giovani in scooter subita nel quartiere Vomero di Napoli da un tassista.

Alle 11,45 di ieri mattina, alcuni giovani hanno aggredito violentemente e malmenato un tassista a Piazza Vanvitelli, colpevole a loro dire di una manovra errata senza che nessuno riusciva a fermarli.

“Questa è una delle motivazioni per cui chiediamo l’intervento istituzionale, – viene ricordato – la gente è stressata da strade piene di cantieri, strade chiuse, stress alle stelle e si rivoltano contro chi lavora in questa città. Questo è uno dei motivi per i quali gli operatori taxi si ritrovano nella criticità giornaliera”.

“Chiediamo, agli assessori alla Legalità De Iesu e ai trasporti Cosenza, un intervento a tutela della categoria taxi e di tutti gli operatori della mobilità cittadina”, conclude l’associazione Tassasti di Base che esprime solidarietà al collega aggredito.

Franco Ricciardi torna al Teatro Cilea di Napoli con il tour “Je a teatro”

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Franco Ricciardi
Franco Ricciardi

A un anno dal suo ultimo concerto al Teatro Cilea di Napoli, Franco Ricciardi torna a esibirsi sul palco del prestigioso teatro vomerese in occasione del suo tour “Je a teatro”.

L’appuntamento, in data unica il 29 Marzo con inizio alle ore 21, promette – ancora una volta – di regalare al pubblico un’esperienza indimenticabile, tra musica, ricordi e profonde emozioni.

Pochi i biglietti ancora disponibili in prevendita: 40 euro per il settore A, 35 euro per il settore B e 30 euro per la galleria.

Il Teatro Cilea, ormai punto di riferimento per la musica dal vivo, ospiterà uno spettacolo che va oltre il semplice concerto. “Je”, titolo dell’ultimo album di Ricciardi, non è solo una raccolta di brani, ma un viaggio intimo nel mondo dell’artista. “Je”, che significa “Io”, rappresenta l’intera carriera e il vissuto di Franco: dal ragazzo di Secondigliano che raggiungeva a piedi lo Stadio di Fuorigrotta per far ascoltare le sue canzoni, all’uomo consapevole del proprio talento, capace di riempire lo Stadio Maradona.

Lo spettacolo, della durata di due ore, racconta la vita di Franco Ricciardi, che si mette a nudo davanti al pubblico, condividendo affetti, ricordi e passioni. Un intreccio di ricordi ed esibizioni canore, tra cui spicca l’esecuzione del primo brano che Franco abbia mai cantato: “‘O Tren do sole” di Mario Merola. “Ricantarlo davanti al pubblico è un’emozione fortissima” – confessa l’artista.

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Mimmo Borrelli porta in scena la solitudine della creazione con Il gelo dall’opera di Eduardo De Filippo, al Teatro Civico 14 di Caserta

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MIMMO BORRELLI TEATRO CIVICO 14 CASERTA
MIMMO BORRELLI TEATRO CIVICO 14 CASERTA

Il Teatro Civico 14 di Caserta ospiterà, sabato 29 marzo, ore 20.00, e domenica 30 marzo, ore 18.00 e ore 20.00, lo spettacolo Il gelo, reading teatrale tratto dall’opera di Eduardo De Filippo.

La produzione, firmata dalla Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, vedrà in scena Mimmo Borrelli, con le musiche a cura di Antonio Della Ragione. La pièce è un’intensa riflessione sulla solitudine dell’artista, sul tormento della creazione e sull’incessante ricerca dell’ispirazione, elementi centrali nell’universo poetico ed esistenziale di Eduardo.

Il gelo nasce da un percorso artistico e umano che affonda le radici nell’esperienza di Mimmo Borrelli con Opera Pezzentella, un progetto teatrale che, nel 2013, ha riportato in vita la memoria popolare e spirituale della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. Quel viaggio, fatto di ricerca antropologica, incontri e laboratori, ha segnato un momento di svolta per l’attore e drammaturgo, rilanciando non solo il sito museale ma anche il suo personale percorso artistico. Oggi, con Il gelo, Borrelli torna a immergersi nelle atmosfere evocative di un teatro che si fa rito e memoria, ripercorrendo le inquietudini di Eduardo nel suo solitario processo creativo. Lo spettacolo si articola in una serie di frammenti poetici e drammaturgici che esplorano la condizione dell’autore davanti alla pagina bianca, al tormento dell’ispirazione che si nega e all’incessante tensione tra la necessità di scrivere e il gelo della solitudine creativa. Attraverso tre figure emblematiche – Padre Cicogna, De Pretore Vincenzo e Baccalà – si dipana un racconto fatto di voci e suoni che restituiscono l’anima di un Purgatorio terreno, in cui la miseria si intreccia con la speranza, e la parola, come una piccola candela nella notte, illumina il buio dell’esistenza. Un omaggio vibrante alla poesia e al teatro di Eduardo, ma anche una riflessione profonda sulla condizione dell’artista e sulla fragile grandezza della creazione.

«L’autore è sempre solo di fronte al lenzuolo bianco della morte in pagina, solo e infreddolito dalle idee mancanti di gesso, gelide di marmo, solo poiché la creatività non esiste. Va preparata dalle sofferenze, nutrita dalle mancanze, concimata dalle responsabilità, “attrita” dalle aspettative, nel suo meraviglioso e tragico privilegio: la libertà di creare da solo» si legge nelle note di regia: «Eduardo amava comporre poesie durante le pause che di rado gli concedeva l’attività teatrale, tra preoccupazioni ed insonnia, tra geloni e l’artrite alle nocche delle mani e del pensiero. Dunque me lo sono immaginato tra le quattro mura del suo camerino, intento a fissare su carta i suoi tormenti e a ripeterli e provarli magari a bassa voce come è solito fare chi scrive. Poiché la timidezza del primo fiato alla parola è come un neonato da cullare. Fa commuovere prima chi legge, nell’epifania della scoperta, nella caverna dell’eventuale creazione della bellezza, soggetta al giudizio della morte. Bisogna avere soffio, calore, cura e delicatezza. La prima parola data è innocente e fragile».

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Sabato 29 marzo in seconda serata su Rai 1 “CIAO 2025 – Rassegna Lucio Dalla”

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RASSEGNA LUCIO DALLA
RASSEGNA LUCIO DALLA

Sabato 29 marzo in SECONDA SERATA SU RAI1 andrà in onda “CIAO 2025 – Rassegna Lucio Dalla”, uno speciale tv realizzato in occasione della 3ª edizione di “CIAO – RASSEGNA LUCIO DALLA, per le forme innovative di musica e creatività”, l’evento presentato da Drusilla Foer che si è tenuto il 4 marzo al Teatro Arena del Sole di Bologna, in occasione dell’anniversario della nascita dell’artista bolognese cui l’evento è dedicato.

Durante la trasmissione televisiva alle performance dei vincitori delle varie categorie del Premio “BALLERINO DALLA” si alterneranno le interviste registrate all’interno della Casa Lucio di Dalla, un luogo intriso di storia e arte legate all’artista.

Il premio “Ballerino Dalla” è stato conferito a talenti e opere che hanno apportato innovazione alla scena musicale italiana, rappresentando e reinterpretando lo spirito visionario, sperimentale e al tempo stesso pop che ha caratterizzato la carriera di Lucio Dalla.

Questi gli artisti, le opere e i progetti vincitori del premio BALLERINO DALLA:

– PAOLO BENVEGNÙ per la categoria artista, omaggiato da Luca Roccia Baldini con “I Paolo Benvegnù”, Irene Grandi e Brunori SAS, premio consegnato da Daniele Del Pozzo, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna;

– “Il Morso Di Tyson” di BRUNORI SAS per la categoria canzone, ha ricevuto il “Ballerino Dalla” da Alberto Ferrari, Direttore Generale di Banca di Bologna;

– DARDUST per la categoria producer/talent scout, premio ritirato dal manager di DARDUST Pietro Camonchia e consegnato dallo storico produttore Maurizio Biancani;

– “Gloria!” di MARGHERITA VICARIO e DAVIDE PAVANELLO per la categoria colonna sonora, premio consegnato dal manager discografico Stefano Patara;

– UNA NESSUNA CENTOMILA per la categoria progetto, hanno ritirato il premio NOEMI e GIULIA MINOLI, premio consegnato da Stella Caracchi per Fondazione Lucio Dalla. Noemi ha ricevuto anche il Premio Nuovo Imaie, consegnato dall’Avvocato Andrea Marco Ricci, consigliere d’amministrazione del settore musica;
– FULMINACCI: per la categoria percorso artistico, premio consegnato da Massimo Bonelli, direttore artistico di “CIAO Rassegna Lucio Dalla”.

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Giornata Mondiale del Teatro alla Stazione Dohrn di Napoli “Il Teatro della Natura – lo Guarracino: teatro, musica ed estinzione della specie

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Stazione Dohrn di Napoli
Stazione Dohrn di Napoli

Il 27 marzo, in occasione della Giornata mondiale del teatro, la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli ospita l’evento speciale “Il Teatro della Natura – Lo Guarracino: teatro, musica ed estinzione delle specie”, promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito del progetto “Teatro, che classe!”, dedicato agli studenti delle scuole della città.

Il programma ideato e realizzato dall’Associazione Primo Aiuto in collaborazione con la Fondazione Dohrn, l’Associazione Liberaimago e l’Associazione Korakora, ha offerto ai partecipanti un’esperienza immersiva tra teatro, biologia marina ed economia ecologica, con l’obiettivo di avvicinare i giovani alle arti sceniche e alle tematiche ambientali.

Il Teatro della Natura, un progetto scritto da Francesco Domenico D’Auria nato da un’idea di Alessandro D’Auria, si propone di tessere arte e scienza in un dialogo creativo e trasformativo unendo conoscenza ed emozione.

Dopo l’anteprima avvenuta il mese scorso con il talk dal titolo “Biodiversità marine ed estinzione delle specie: sensibilizzazione e protezione dell’ecosistema”, l’appuntamento clou è con la visita museale teatralizzata in programma dalle ore 15.30 alle 17.00 negli spazi del Museo della Stazione Zoologica.

Prenota il tuo posto: clicca su Eventbrite

L’evento verte su quattro tematiche rivolte alla Generazione Z: educazione scientifica, valorizzazione culturale, sensibilizzazione ambientale e pratica teatrale e musicale.
Gli studenti degli istituti comprensivi di Napoli Pertini-Don Guanella e Sauro-Errico-Pascoli metteranno in scena la celebre canzone napoletana Lo Guarracino, interpretando personaggi e storie ispirati alla fauna marina.

Attraverso recitazione, musica e danza, i giovani trasformeranno il museo in un palcoscenico vivente, esplorando il legame tra cultura, biodiversità e tradizione popolare. Questo impegnativo momento artistico permetterà ai partecipanti di mettere in luce le competenze teatrali e le conoscenze eco-ambientali acquisite durante un percorso formativo e performativo unico.

Lo Guarracino, brano della tradizione napoletana portato alla ribalta dalla Nuova Compagnia di Canto popolare, assumerà un ruolo centrale nell’evento, anche come strumento didattico e culturale. Celebrato da studiosi come Benedetto Croce e Gino Doria per la sua vivacità e freschezza, il canto offre numerosi spunti per riflettere sulla biodiversità e sulla necessità di proteggere gli ecosistemi marini. Elencando quasi 100 organismi marini, il testo della canzone può essere infatti considerato un vero e proprio inventario della fauna marina che popolava le acque del golfo di Napoli al tempo della sua composizione.

L’iniziativa ha l’intento di rappresentare un ponte tra passato e presente, tra arte e scienza, valorizzando il patrimonio culturale e ambientale napoletano. Attraverso il teatro, i giovani svilupperanno una maggiore consapevolezza ecologica e un senso di responsabilità verso la natura, vivendo un’esperienza formativa e coinvolgente nella suggestiva cornice del Museo Darwin-Dohrn. Situato nella Villa Comunale di Napoli e fondato nel 1872 dal biologo Anton Dohrn, il museo è un punto di riferimento per la ricerca e la divulgazione delle scienze marine, con acquari, esposizioni e laboratori che offrono un’immersione nel mondo marino del Mediterraneo.

Il progetto è sostenuto da due importanti partnership. Velia Ambiente di Scafati, con la sua consolidata esperienza nella gestione sostenibile dei rifiuti e nell’innovazione ambientale, condivide e rafforza la missione dell’iniziativa di sensibilizzare il pubblico alla bellezza e alla tutela del mondo naturale. L’Autoscuola del Sole di Napoli è l’altro partner che contribuisce attivamente al successo del progetto, consolidando il legame con il territorio e la comunità.

Monica Sarnelli protagonista a teatro in “Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci”

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Monica Sarnelli
Monica Sarnelli

Straordinario successo di pubblico al debutto per Monica Sarnelli, protagonista di “Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci”, un recital anti misogino scritto da Federico Vacalebre, con la regia di Carlo Cerciello.

Con Monica Sarnelli, e con Cinzia Cordella.

Arrangiamenti musicali di Pino Tafuto e Salvio Vassallo. Disegno luci Andrea Iacopino. Aiuto regia, realizzazione video Fabiana Fazio.

In scena fino al 29 marzo al teatro Troisi di Napoli e poi in tour.

Testo, canzoni e videoproiezioni, con la presenza virtuale di Enzo Gragnaniello, Peppe Lanzetta, Fuliggine, raccontano la città al femminile e le sue donne: femmene, malafemmene, mamme, puttane, figlie, trans, sirene, un filo narrativo ironico, ma serio, in cui si riflette su un mondo, quello della musica, non solo partenopea, ancora sin troppo maschilista.

La protagonista, Monica Sarnelli, si muove in una scenografia con tanti simboli e abiti: da sciantosa, da bammenella, da primadonna postmoderna, da brava ragazza, tra canzoni, aneddoti e racconti. Al suo fianco un’attrice/ballerina (Cinzia Cordella), una pianista (Cristina Massaro) e un quartetto d’archi (Anna Rita Di Pace, Isabella Parmiciano, Tiziana Traverso, Monia Massa).

Gli arrangiamenti moderni sanno di tradizione, ma anche di electroswing, di rap, di tango digitale, che portano ai giovani il repertorio e le storie di Gilda Mignonette, Ria Rosa, Angela Luce, Gloria Christian, Mirna Doris, Lina Sastri, Teresa De Sio, Giulietta Sacco e altre ancora. Anche di loro la Sarnelli parla e canta tra momenti duri, sentimentali, femministi, altri sensuali, ironici: il sorriso, la rabbia, la pancia, il sesso, il ritmo, la melodia saranno chiavi di volta di uno spettacolo che usa le radici per imparare a volare.

Un viaggio al termine della melodia perduta e patriarcale che ci porta da “Era de maggio” a Pino Daniele, da “Passione” a “Ipocrisia”, da “Preferisco il Novecento” a “Liù”, tra amare verità e dolci bugie. Con una sorpresa finale, la traduzione in napoletano di «Marea» di Madame, inno all’orgasmo femminile che diventa «Parea».

Una ripresa artistica, ma anche politica, per rivendicare un argomento ancora troppo attuale.

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