sabato, Aprile 25, 2026
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Caso Domenico Caliendo: Testimonianza infermiere Bolzano affossa equipe del Monaldi di Napoli

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Domenico Caliendo
Domenico Caliendo

Sono stato io a versare il ghiaccio nel box dove era contenuto il cuore, ma abbiamo solo eseguito le direttive dell’equipe di Napoli“.

È quanto ha messo a verbale l’operatore sanitario dell’ospedale di Bolzano davanti agli inquirenti, come riporta il quotidiano Alto Adige. Secondo l’operatore – dopo l’espianto – la chirurga “si è rivolta a me chiedendomi: ‘mi serve un contenitore di plastica’, intendeva un contenitore per il cuore. Io le ho risposto che non ne avevamo. Poi le ho fatto vedere i barattoli di istologia, dove mettiamo i pezzi anatomici“. Si tratta di contenitori in plastica non sterili. “Ha detto che andava bene, così gliel’ho dato“, ha affermato l’infermiere.

Poi sarebbe arrivata la richiesta del ghiaccio. “Ad un certo punto – dice l’oss – sono stato avvisato in sala che il ghiaccio era pronto. Sono uscito in presala operatoria, ho preso la scatola di polistirolo col ghiaccio, sono rientrato, l’ho mostrato alla chirurga di Napoli, e le ho detto ‘questo abbiamo’. Le ho chiesto se andasse bene e lei ha detto di sì“, riporta ancora il giornale Alto Adige.

L’equipe di Napoli – sempre secondo l’oss – aveva un contenitore per il trasporto dell’organo “come quelli per il campeggio“. Dentro il ghiaccio al suo interno era semi sciolto. “Nella mia esperienza ci sono stati casi – ha detto l’infermiere bolzanino agli inquirenti – in cui l’intervento chirurgico veniva fermato o si posticipava se non si ha tutta l’attrezzatura pronta o le condizioni ottimali, anche per interventi programmati“. Nel frattempo, riporta il giornale, il coordinatore dell’officina sarebbe stato spostato a un altro incarico all’interno dell’ospedale di Bolzano.

Sul quotidiano “Repubblica” viene invece ricostruito cosa avvenne nella sala operatoria dell’Ospedale Monaldi di Napoli lo scorso 23 Dicembre, quando il cuore arrivò da Bolzano.

‘Una manciata di minuti alle tre di pomeriggio del 23 dicembre. Il cuore arriva in sala operatoria alle 14.30. Sono tutti “in trepidante attesa“. C’è chi ha il cellulare in mano per girare un video. Ma aperto il box, qualcosa non va. Virginia Terracciano, tecnico di fisiopatologia circolatoria, da 19 anni nel reparto, sentita come teste il 24 febbraio, ricorda una collega che le dice: “È tutto congelato” e lei che risponde: “È meglio che si tiene il cuore suo“.

Ma la collega scuote il capo: “Virgì, l’ha già tolto“. Per scongelarlo servono venti minuti. Gli operatori “si bruciano i polpastrelli“. Il primario tenta con un’enorme siringa, “lo chiamiamo schizzettone“. Ma è tutto inutile’.

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Pozzuoli, Carla Ribeiro trovata morta in casa: un’amica indagata mentre si attende l’autopsia

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A Pozzuoli proseguono le indagini sulla morte di Carla Ribeiro, rinvenuta senza vita nella propria abitazione. Gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati una 52enne di origine peruviana, ritenuta l’ultima persona ad aver visto la donna in vita.

Il decesso, avvenuto presumibilmente nella notte tra sabato e domenica, è stato scoperto dal marito della vittima nella mattinata del 22 febbraio. I soccorsi si sono rivelati inutili. In assenza di segni evidenti di violenza sul corpo, la Procura ha disposto accertamenti medico-legali per chiarire con precisione le cause della morte.

Il fascicolo aperto dalla Procura di Napoli, coordinato dal sostituto procuratore Roberta Simeone, ipotizza il reato di morte come conseguenza di altro reato. Tra le piste al vaglio vi è la possibilità che la vittima e l’indagata abbiano assunto sostanze che potrebbero aver provocato l’arresto cardiocircolatorio.

L’incarico per l’autopsia e gli esami tossicologici verrà conferito nelle prossime ore. Gli esiti saranno determinanti per stabilire dinamica e responsabilità.

Secondo quanto riferito dal legale della 52enne, Emanuele Coppola, la donna si dichiara estranea a qualsiasi condotta illecita e sarebbe pronta a fornire la propria versione dei fatti agli inquirenti.

La vicenda, riportata anche da Fanpage.it in un articolo firmato da Nico Falco, resta ora nelle mani degli investigatori, in attesa dei risultati scientifici che potrebbero chiarire definitivamente le circostanze del decesso.

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Choco Italia: il tour 2026 parte da Caserta, dal 26 febbraio al 1° marzo

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CHOCO ITALIA CASERTA
CHOCO ITALIA CASERTA

Nel cuore di Caserta, dove storia borbonica e creatività contemporanea si incontrano, prende il via la prima tappa di quest’anno di Choco Italia.

La fiera del cioccolato artigianale e delle dolcezze italiane si svolgerà da giovedì 26 a domenica 1° marzo tra Piazza Gramsci e Viale Douhet, a pochi passi dalla monumentale Reggia di Caserta.

Un’occasione unica per visitare il gioiello borbonico in occasione dell’iniziativa nazionale “Domenica al Museo” del Ministero della Cultura, che prevede l’accesso gratuito ai musei e ai parchi archeologici statali ogni prima domenica del mese.

Choco Italia proporrà mercatini, degustazioni e spettacoli per un evento itinerante adatto a tutta la famiglia. Ad ingresso libero e gratuito, è prevista un’apertura ininterrotta dalle ore 10 a mezzanotte.

L’iniziativa, che dal 2021 ha toccato centinaia di città del centro sud Italia e innumerevoli località turistiche, è organizzata dall’Associazione Italia Eventi, gode del patrocinio del Comune di Caserta, dell’UNOE Unione Nazionale Organizzatori di Eventi e dell’Associazione The Chocolate Way.

“Riprendiamo con il nostro tour più goloso e lo facciamo da una città che ci ha ospitato con successo innumerevoli volte. Crediamo molto nel turismo che incontra la gastronomia, quale miglior posto per parlare di eccellenze e di dolcezze italiane se non accanto all’ingresso per la magnifica reggia vanvitelliana”, sottolinea il presidente dell’Associazione Italia Eventi, Giuseppe Lupo.

A rafforzare la bontà degli obiettivi dell’iniziativa l’adesione dell’associazione Italia Eventi a The Chocolate Way: una rete internazionale che celebra la cultura, la tradizione e la storia del cioccolato in Europa, mettendo in collegamento i distretti storici.

Il programma di Choco Italia a Caserta

Dolcezze e tipicità, ma soprattutto prodotti a base di cacao, elemento essenziale da cui nascono tutti i prodotti al cioccolato. Sono loro i protagonisti di un mercatino ricco e vivace, attorno a cui si sviluppano diverse iniziative adatte a grandi e piccini, come la Fabbrica culturale europea del cioccolato itinerante, attiva tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 20. Gestita dai maestri perugini del cioccolato, l’attività laboratoriale “La storia, le origini e le fasi di lavorazione del cacao” è molto attesa dai bambini e dai ragazzi delle scuole primarie e secondarie del territorio, disponibile anche per tutti i visitatori della fiera nell’arco dell’intera giornata.

“Diventa cioccolatiere per un giorno” rappresenta, invece, un’esperienza unica attraverso le fasi della lavorazione del cacao fino alla realizzazione di una tavoletta personalizzata, mentre “Nonni e nipotini: un mondo di cioccolato”, attività disponibile in tre orari differenti (ore 17, ore 18 ed ore 19), è l’appuntamento dolcissimo dedicato ai nonni ed alla relazione con il cioccolato e i loro nipotini.

Immancabili gli spettacoli live: sabato 28 febbraio – alle ore 20:30 – arriverà la musica popolare itinerante de “I Trincanote”, mentre domenica primo marzo – alle ore 20:30 – libero canto a squarciagola con Vascoma (Vasco Rossi Tribute Band).

La Sana Merenda: mangiar bene e far del bene

L’iniziativa “La Sana Merenda” rappresenta l’impegno di Choco Italia con il mondo della solidarietà ed alla divulgazione di una sana e corretta alimentazione. Attraverso la degustazione di pane fresco locale accompagnato da una crema spalmabile artigianale realizzata con la nocciola di Giffoni IGP sarà possibile sostenere le associazioni locali ed i loro progetti più importanti.

I prodotti e le eccellenze di Choco Italia

Saranno 4 le regioni italiane protagoniste del mercatino di Choco Italia a Caserta. Dalla grande tradizione umbra un’azienda perugina proporrà dolci sfere al fondente, al pistacchio, ai frutti rossi e le praline in vari gusti. Campani i dolci della tradizione, tante tipologie di frutta disidratata e di cioccolatini, tra cui quelli realizzati con il vino e con un antico liquore campano denominato “Vernaccio”. Immancabili la nocciola di Giffoni IGP ed il croccante preparato al momento, noci e mandorle, anche caramellate. Golosissimi i cremini colorati, i cioccolatini cremosi con ripieni diversi, tra cui alla Strega di Benevento e alla mela Annurca, ed il cioccolato grezzo senza zuccheri aggiunti. Tante le varietà di miele proveniente da apicoltura biologica. Dall’Agro nocerino sarnese un’antica dolceria proporrà biscotti, torroni, cioccolato e mostaccioli morbidi e ripieni. Dalla tradizione calabra l’inimitabile liquirizia, mentre siciliani i cannoli e i dolci realizzati con pasta di mandorla.

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Al Teatro Augusteo di Napoli: Euridice Axen, Giulio Corso e Gianluca Ferrato in scena con “A qualcuno piace caldo”

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A QUALCUNO PIACE CALDO TEATRO AUGUSTEO
A QUALCUNO PIACE CALDO TEATRO AUGUSTEO

Con adattamento teatrale di Mario Moretti e regia di Geppy Gleijeses, liberamente tratto dal film “Some like it hot”, sarà in scena al teatro Augusteo di Napoli, in Piazza duca d’Aosta 263, da venerdì 6 a domenica 15 marzo, la commedia “A qualcuno piace caldo”, con protagonisti Euridice Axen, Giulio Corso e Gianluca Ferrato, e con Maria Rosaria Carli, Stefania Barca, Salvatore Esposito, Antonio Tallura, Francesco Laruffa, Teo Guarini, Davide Montalbano, Michele Demaria.

Costumi di Chiara Donato. Scene di Roberto Crea. Musiche di Matteo D’Amico

Nota regia di Geppy Gleijeses: allestire per il Teatro un titolo così unico e inimitabile è certo un’impresa da far tremare le vene ai polsi. Fortunatamente, aver portato al successo una commedia della stessa levatura come “Arsenico e vecchi merletti” con Giulia Lazzarini e Annamaria Guarnieri, mi conforta non poco. Ma mentre “Arsenico” si svolge tutto nella gotica villa delle ziette, qui ci troviamo di fronte a decine di ambienti diversi, compresi spiagge e yacht di gran lusso. Con pochi oggetti e soprattutto con l’aiuto di tecnologia e videoproiezioni l’impresa non mi sembra impossibile. Per la scenografia sono moderatamente tranquillo (ma ci sarà da lavorare, naturalmente) e ho la fortuna di disporre di un cast eccezionale: Euridice Axen, attrice duttilissima e donna bellissima nei panni che furono di Marilyn Monroe, Giulio Corso giovane attore tra i migliori in Italia che ho già diretto in “Testimone d’accusa” (guarda caso un dramma giudiziario già adattato cinematograficamente da Billy Wilder) nel ruolo che fu di Tony Curtis e Gianluca Ferrato, attore da me prediletto, tra i pochi che eccelle nel comico e nel drammatico, che si cimenterà con il ricordo di Jack Lemmon. E con loro un nutrito gruppo di caratteriste/i.

La commedia che mettiamo in scena, libero adattamento della trama del film, fu scritta nel 1987 da Mario Moretti, indimenticato autore italiano e grande organizzatore culturale.

Vi rivelerò una chicca: più di 50 anni fa (ero un ragazzino) ebbi la fortuna di fare la comparsa nel film “Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?”. Il regista era Billy Wilder e il protagonista maschile Jack Lemmon! Ovvero i due regali più grandi che il cinema americano ci abbia fatto da quando i fratelli Lumière inventarono il cinematografo. Eravamo in aliscafo tra Napoli e Ischia e naturalmente si giravano delle scene. I due geni erano di una semplicità disarmante (vallo a dire a tanti cialtroni di oggi), chiacchieravano nelle pause amabilmente con tutti e traspariva dai loro comportamenti un affetto e una serenità senza pari.

A un certo punto della traversata si sedettero nella fila di poltrone davanti a me a chiacchierare animatamente. Chiesi, ero molto curioso, al direttore di produzione di cosa stessero parlando, immaginando un dialogo sui massimi sistemi filmici, egli candidamente mi rispose: “Stanno decidendo dove andare a mangiare il coniglio all’ischitana…”. Credo sia questo il segreto di un genio: “l’impresa eccezionale è essere normale” (Lucio Dalla).

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Il cantautore Mazzariello vince la decima edizione del PREMIO ENZO JANNACCI durante la 76ª edizione del Festival di Sanremo

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MAZZARIELLO
MAZZARIELLO

Il cantautore MAZZARIELLO vince la decima edizione del PREMIO ENZO JANNACCI durante la 76ª edizione del Festival di Sanremo (24–28 febbraio 2026) per il brano “Manifestazione d’amore”, riconoscimento istituito nel 2017 dal NUOVO IMAIE insieme alla famiglia del grande cantautore milanese Enzo Jannacci.

Questa la motivazione:

Artista gentile, inconsueto e sincero, con il suo brano ha saputo coniugare, in maniera originale, la ricerca musicale con riferimenti storici importanti, a una storia d’amore legata a immagini critiche del tessuto sociale.

«Ricevere il Premio Enzo Jannacci qui a Sanremo è qualcosa che mi emoziona profondamente – afferma Mazzariello – Jannacci è stato un artista libero, capace di raccontare la fragilità e l’ironia della vita con uno sguardo unico, umano, mai scontato. Sapere che la mia musica viene riconosciuta in nome suo è un onore enorme e una responsabilità ancora più grande. Ringrazio il NUOVO IMAIE per questo premio, per il sostegno concreto agli artisti e per credere nella forza delle canzoni. Questo riconoscimento lo condivido con chi lavora con me ogni giorno e con chi ascolta, perché senza ascolto non esiste musica».

«Custodire e rilanciare l’identità artistica di Enzo Jannacci, interprete libero capace di raccontare con ironia, poesia e straordinaria sensibilità le contraddizioni del nostro tempo, è il desiderio profondo che ci ha spinto dieci anni fa a istituire questo Premio. Insieme alla famiglia del cantautore abbiamo voluto dare vita, infatti, a un riconoscimento che non è soltanto un omaggio alla memoria, ma uno sguardo rivolto al futuro. Possiamo definirlo un ponte tra generazioni di interpreti unite da un linguaggio autentico, coraggioso e innovativo – dichiara Andrea Miccichè, Presidente del NUOVO IMAIE – È il nostro modo per tenere viva la lezione di un artista che ha fatto della contaminazione tra Teatro, canzone e narrazione una cifra stilistica inconfondibile».

La consegna del Premio è avvenuta oggi, giovedì 26 febbraio, alle ore 15.00 nella Sala Stampa del Teatro Ariston in un incontro moderato da Alvaro Moretti, vicedirettore de Il Messaggero, a cui sono intervenuti Dodi Battaglia, Paolo Jannacci e il Presidente del NUOVO IMAIE Andrea Miccichè.

La giuria, composta da Dodi Battaglia, portavoce NUOVO IMAIE del settore Musica, Paolo Jannacci, figlio del cantautore milanese e Settembre, vincitore della scorsa edizione, ha avuto il compito di valutare i pezzi e le esibizioni in gara di Angelica Bove, Blind, El Ma e Soniko, Mazzariello, Nicolò Filippucci per individuare lo stile, gli accenti e l’acume che più si avvicinano all’indimenticabile Enzo Jannacci a cui il NUOVO IMAIE ha deciso di intitolare questo premio rivolto ai giovani talenti.

Per l’artista, oltre alla statuetta raffigurante Enzo Jannacci, realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, una somma in denaro da parte del NUOVO IMAIE affinché possa investirla nel prosieguo della propria formazione professionale.

Il Premio viene conferito ogni anno a una delle Nuove Proposte in gara al Festival di Sanremo, selezionata tra i cantanti vincitori di Sanremo Giovani e gli artisti scelti da Area Sanremo.

Nel corso degli anni il Premio Enzo Jannacci ha valorizzato numerosi giovani talenti della scena musicale italiana. I vincitori delle precedenti edizioni sono stati Maldestro (2017), Mirkoeilcane (2018), Mahmood (2019), Tecla (2020), Davide Shorty (2021), Yuman (2022), Colla Zio (2023), Clara (2024) e Settembre (2025).

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Separazione delle carriere e referendum sulla Giustizia: le ragioni del NO secondo l’avv. Maurizio Bianco

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Intervista a Maurizio Bianco, già Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli

Una parte dell’avvocatura si è schierata a favore della separazione delle carriere. Voi avete costituito un comitato per supportare le ragioni del NO. Quali sono?

In primo luogo, va spiegato ai cittadini che questa riforma costituzionale non incide e non corregge le gravi disfunzioni che rendono inaccettabili i tempi dei processi, minando nel profondo la fiducia che tutti noi vorremmo e dovremmo avere in una Giustizia davvero giusta.
Con questa riforma, invece, si vuole cambiare la Costituzione cercando di rafforzare la Politica, che si mostra sempre più insofferente rispetto alle verifiche di legalità del suo operato. Ma i bisogni dei Cittadini sono completamente ignorati.

Cosa pensa di questa Riforma costituzionale della Giustizia, oggetto del Referendum?

Gli avvocati, da sempre, rappresentano e tutelano i diritti inviolabili delle persone, sanciti nella Costituzione, nei confronti di chiunque tenti di violarli.
Certo ci sono sensibilità e opinioni diverse ma mi sembra smascherata una mistificazione della realtà offerta, inizialmente, dai rappresentanti delle istituzioni forensi, che mirava a far intendere che gli avvocati fossero tutti, unanimemente, d’accordo con questa riforma quando ciò non è mai stato vero.
Ed, infatti, i tanti avvocati che intendono difendere la Costituzione e gli equilibri tra poteri che tanto difficilmente in essa sono sanciti, sono scesi in campo per dire che questa riforma è pericolosa per la democrazia oltre che inutile e dannosa per i cittadini.

Come finirà il Referendum?

Io ho soltanto la sensazione che molti non andranno a votare perché indifferenti alla richiesta della casta politica di ricevere “pieni poteri”.
Ma ritengo sia un errore non esprimere un’opinione in quanto, in un referendum senza quorum come questo, anche un solo voto può fare la differenza.
Non faccio previsioni ma sento una forte e crescente diffidenza verso questa operazione di potere rappresentata dalla Riforma, che mi fa fiduciosamente sperare nella vittoria del NO.

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Incidente sul lavoro sulla diga di Campolattaro, morto operaio 58enne di Pompei

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Nicola Iezza INCIDENTE SUL LAVORO DIGA CAMPOLATTARO
Nicola Iezza INCIDENTE SUL LAVORO DIGA CAMPOLATTARO

CAMPOLATTARO – Ennesimo incidente sul lavoro in Campania, oggi sulla diga di Campolattaro, nel territorio del Comune di Casalduni, in provincia di Benevento, è morto un operaio.

Secondo le prime indiscrezioni, durante i lavori di realizzazione della galleria per il potabilizzatore della diga di Campolattaro, Nicola Iezza, operaio 58enne di Pompei (Napoli) è deceduto mentre stava lavorando.

Iezza, a quanto pare, lavorava per una ditta romana, e nel momento dell’incidente pare stesse operando su un mezzo usato per versare il cemento.

Nonostante i soccorsi e il trasporto presso l’Ospedale San Pio di Benevento, il 58enne è deceduto. Sull’accaduto è stata aperta un’inchiesta.

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Caserta: Scoperto centro massaggi hot con “happy ending”, sequestrato il locale e denunciata la titolare

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Caserta Centro massaggi hot
Caserta Centro massaggi hot

CASERTA – Un centro benessere del capoluogo di provincia è stato posto sotto sequestro nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. L’operazione, condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Caserta, ha portato alla scoperta di un presunto giro di prestazioni sessuali offerte all’interno della struttura oltre ai normali trattamenti terapeutici.

Durante l’accesso ispettivo, i militari hanno trovato una giovane insieme a un cliente in una delle stanze del centro. L’uomo, secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale, avrebbe dichiarato di aver ricevuto un massaggio seguito da una prestazione sessuale. Da questo episodio sono scattati ulteriori approfondimenti sulla posizione della responsabile dell’attività.

L’indagine, tuttora nella fase preliminare, si è conclusa con il sequestro dell’intero locale e con la denuncia della titolare per l’ipotesi di favoreggiamento della prostituzione. La Procura sammaritana ha disposto la misura cautelare reale, precisando che il procedimento è in corso e che la persona indagata deve essere considerata innocente fino a eventuale sentenza definitiva. La misura è stata adottata in assenza di contraddittorio e sarà il giudice, nelle successive fasi, a valutare eventuali responsabilità.

L’operazione si inserisce nel più ampio quadro dei controlli economico‑finanziari e delle attività di contrasto ai fenomeni illeciti sul territorio provinciale, con particolare attenzione alle realtà commerciali che, dietro un’apparente regolarità, potrebbero celare condotte contrarie alla legge. Le indagini proseguiranno per chiarire ogni aspetto della vicenda.

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Aggredisce e minaccia la compagna, i Carabinieri di Caivano arrestato un 46enne

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CAIVANO
CAIVANO

NAPOLI – Sarebbe responsabile di minacce di morte, e aggressioni fisiche e verbali nei confronti della compagna, anche alla presenza della figlia minorenne, un uomo di 46 anni, di origini campane, nei cui confronti i Carabinieri della compagnia di Gubbio, con la collaborazione dei militari della Compagnia di Caivano (Napoli), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Perugia, per maltrattamenti in famiglia.

In un episodio, avvenuto lo scorso febbraio, durante una discussione l’uomo – come riferisce l’Arma – avrebbe afferrato per il collo la compagna donna, spingendole la testa tra il sedile e lo sportello dell’auto nella quale i due si trovavano. In questa caso la donna sarebbe stata salvata dall’intervento di una sua parente.

Dall’attività investigativa, avviata a seguito della presentazione di una denuncia da parte della vittima, è emerso che l’indagato, da circa tre mesi avrebbe reiteratamente posto in essere condotte vessatorie nei confronti della donna, generando un clima di costante tensione, sofferenza psicologica e timore per la loro incolumità.

Nel corso delle indagini, sono stati documentati comportamenti “di particolare gravità” – sempre secondo quanto riferiscono i carabinieri – posti in essere durante periodi di permanenza nella sua regione di origine e in Umbria. L’uomo è stato rintracciato ed arrestato in un comune dell’area napoletana.

Su istanza della difesa, il Giudice per le indagini preliminari ha successivamente disposto la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari, condizionata dalla prestazione del consenso, da parte dell’indagato, all’applicazione del dispositivo elettronico di controllo.

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Inchiesta morte piccolo Domenico Caliendo, dalle testimonianze “sono emersi dettagli scioccanti” su cosa è avvenuto a Napoli

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Domenico Caliendo Ospedale Monaldi
Domenico Caliendo Ospedale Monaldi

NAPOLI – Il cuore malato del piccolo Domenico Caliendo è stato espiantato prima dell’arrivo del cuore prelevato a Bolzano, precisamente alle 14,18 mentre il via libera dell’arrivo dell’ organo è giunto solo alle 14,22.

Emerge dalle testimonianze rese dai sanitari ascoltati dalla Procura di Napoli che indagano sul trapianto di cuore fallito che ha poi determinato il decesso del piccolo Domenico. Dalle testimonianze emergerebbero anche momenti di forte tensione, il 10 febbraio scorso, nel corso di una riunione a cui ha partecipato anche il cardiochirurgo Guido Oppido, che ha impiantato il cuore danneggiato. Al centro della disputa la tempistica dell’espianto del cuore relativamente all’arrivo dell’organo prelevato a Bolzano. Si sarebbe trattato di una riunione particolarmente accesa durante la quale Oppido ha anche sferrato un calcio a un termosifone.

Dalle testimonianze acquisite della Procura di Napoli, “sono emersi dettagli scioccanti”. “Ora dobbiamo studiare i documenti ma quello che è successo in sala operatoria a Napoli, è qualcosa quasi, purtroppo, di cinematografico“. Lo dice l’avvocato Francesco Petruzzi, riferendosi alla documentazione acquisita per conto della famiglia di Domenico Caliendo.

Il legale della famiglia del bambino deceduto il 21 febbraio, fa riferimento a dichiarazioni relative all’attesa in sala operatoria dopo aver espiantato il cuore malato di Domenico, prima che arrivasse il box con l’organo del donatore in sala operatoria.

In sala operatoria ci sarebbero stati momenti di tensioni, come riportano oggi alcuni quotidiani, come Corriere della Sera, Repubblica e Alto Adige. Indiscrezioni che sono state confermate all’ANSA.

Come già comunicato nei giorni scorsi dal Dipartimento prevenzione sanitaria e salute di Bolzano agli inquirenti a Napoli, durante l’intervento sono emerse significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli. Non avrebbero aiutato in questo momento difficoltà di comunicazione tra l’equipe napoletana e quella di Innsbruck, che si sarebbero infatti svolte in inglese. Gli inquirenti dovranno anche chiarire se i medici, intervenuti a Bolzano, avevano poi effettivamente informato i colleghi a Napoli, che dovevano effettuare il trapianto sul piccolo Domenico, sulle criticità emersa in sala a Bolzano con il drenaggio insufficiente durante la fase di perfusione e l’intervento correttivo da parte del team di Innsbruck.

L’analisi dei telefonini sequestrati solo in parte potrebbe dare una risposta. Resta, infine, la questione del ghiaccio aggiunto a Bolzano, e il rispetto dei protocolli e dei controlli previsti. Punto sul quale gli inquirenti mantengono massimo riserbo.

LE PAROLE DEL PAPÀ DI DOMENICO

Io ho capito che le cose erano andate male perché dopo Capodanno i medici sparirono tutti, nessuno ci venne a dire più niente, era finita ma noi ancora non lo sapevamo“. Così Antonio Caliendo, il papà del piccolo Domenico morto sabato scorso dopo aver ricevuto un cuore risultato danneggiato, intervistato dal Corriere della Sera.

Poco prima che morisse “gli ho detto: figlio mio mi mancherai, ma io sono come te, un combattente. E avrai giustizia“.

Domenico soffriva di una forma di cardiomiopatia dilatativa. “Io speravo che lui avesse una vita serena, in salute, senza problemi e invece… Ma noi genitori portavamo lo stesso tanta speranza nel cuore e così ci affidammo completamente ai medici del Monaldi. Attenzione, però: non sono tutti cattivi, in quell’ospedale, c’è anche tanta gente brava, tanti dottori in gamba che sono venuti poi ad abbracciarci, anche le infermiere sono state sempre vicine a Domenico, non l’hanno mai abbandonato, nemmeno per un momento. Il professor Oppido, però, adesso non lo voglio vedere manco da lontano. Sarà la magistratura a fare chiarezza, certo, ma preferisco non incontrarlo“, conclude.

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