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Napoli, manifesti contro Ministro Valditara: “Servono progetti e prevenzione, non militarizzazione di piazze e scuole”

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NAPOLI MANIFESTI CONTRO MINISTRO VALDITARA
NAPOLI MANIFESTI CONTRO MINISTRO VALDITARA

NAPOLI – Manifesti con la foto del ministro dell’istruzione Valditara e con slogan contro l’utilizzo dei metal detector nelle scuole.

È avvenuto oggi a Napoli, dove il ministro era stato invitato a un convegno al Liceo Boccioni: i manifesti sono stati appesi questa notte in via Vecchia Agnano.

La protesta degli studenti riguarda l’utilizzo dei metal detector fuori gli istituti italiani, che dovrebbero prevenire episodi di violenza all’interno delle classi. “Metal detector – dicono in una nota gli organizzatori della protesta – sono un sistema reazionario e non preventivo, il ministro si interroghi sul perché delle violenze giovanili. Ci vogliono progetti e prevenzione, non metal detector e militarizzazione di piazze e scuole“.

Le grafiche esposte parodizzando l’uso dei metal detector che, a loro dire, “aiutano a tenere la scuola sicura per politiche securitarie e repressive, militarizzano la scuola, non pensando nemmeno un attimo di incidere sui territori, sulla povertà e sulle disuguaglianze che portano gli studenti ad avere un coltellino. Il 14 febbraio noi studenti saremo in piazza anche contro la militarizzazione di piazze e scuole oltre che a difesa dei Centri Sociali come Officina 99 e il Laboratorio Insurgencia. Luoghi di vera controcultura e che aiutano molto di più dei Metal Detector proposti e portati avanti da Valditara“.

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Serena Rossi ospite su Rai Radio 1 del programma “Prima Fila” per parlare di “SereNata a Napoli”

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SERENA ROSSI
SERENA ROSSI

Volto tra i più popolari del piccolo schermo, Serena Rossi ha pubblicato ‘SereNata a Napoli’, primo album tutto di classici napoletani che porta sul palcoscenico.

L’attrice ne parla con Miriam Mauti nel servizio di apertura di ‘Prima Fila – Tutto quanto fa cultura e spettacolo’, il settimanale condotto da Baba Richerme in onda sabato 7 febbraio alle 12.25 su Radio 1.

Francesca Cosentino intervista, invece, Federica Luna Vincenti, che interpreta ‘Sissi, l’imperatrice’, regina di bellezza e simbolo d’indipendenza femminile, nella rivisitazione teatrale scritta e diretta da Roberto Cavosi. Obiettivo, inoltre, su ‘Fabbrica’, il vivaio di giovani artisti della scena lirica del Teatro dell’Opera di Roma. Un’opportunità di studio e formazione per giovani di ogni parte del mondo, che raccontano la loro esperienza a Paola D’Angelo.

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Rosario Coppola ucciso in strada ad Arzano, pista dello scambio di persona al vaglio dell’Antimafia

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Potrebbe essere stato un tragico errore di identità a costare la vita a Rosario Coppola, il 51enne ucciso con cinque colpi di pistola nella serata di mercoledì 4 febbraio ad Arzano, in provincia di Napoli. È una delle principali ipotesi investigative su cui stanno lavorando gli inquirenti, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

L’agguato è avvenuto in via Sette Re. Secondo le prime ricostruzioni, Coppola si trovava a bordo della propria auto insieme ad Antonio Persico, 25 anni, quando un commando armato si sarebbe affiancato al veicolo aprendo il fuoco. Il 51enne è stato colpito mortalmente ed è deceduto sul posto; il giovane che era con lui è rimasto ferito a un braccio ed è stato trasportato all’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove è stato medicato. Le sue condizioni non sono gravi.

Le modalità dell’azione, rapida e violenta, hanno fatto ipotizzare fin da subito un agguato di stampo camorristico. Tuttavia, dagli accertamenti finora svolti, non emergerebbero legami diretti della vittima con ambienti della criminalità organizzata. Coppola lavorava come imbianchino ed era conosciuto nella zona per la sua attività professionale.

Gli investigatori stanno valutando la possibilità che l’uomo sia stato scambiato per un esponente di spicco della criminalità locale, a causa di una forte somiglianza fisica con un presunto reggente di un gruppo camorristico attivo nell’area, recentemente tornato in libertà. Restano comunque aperte anche altre piste investigative, tra cui quella di un tentativo di rapina degenerato.

Secondo quanto emerso, al momento della sparatoria Coppola indossava ancora gli abiti da lavoro. L’incontro con Persico sarebbe avvenuto per discutere di lavori di ristrutturazione legati all’attività del giovane, titolare di un salone da barbiere.

Sul luogo del delitto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, insieme ai militari della compagnia di Casoria e della tenenza di Arzano. Sono state acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e raccolte numerose testimonianze.

La salma della vittima è stata sequestrata e trasferita presso l’ospedale di Giugliano, dove verrà eseguita l’autopsia. Rosario Coppola lascia un figlio di 15 anni e la compagna.

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Pozzuoli, segue la moglie fino alla caserma e sfida i carabinieri: arrestato 58enne per stalking

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POZZUOLI ARRESTATO STALKER
POZZUOLI ARRESTATO STALKER

POZZUOLI – Un uomo di 58 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di atti persecutori al termine di una lunga escalation di comportamenti ossessivi e intimidatori nei confronti della moglie.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli – IV Sezione Fasce Deboli (procuratore aggiunto Raffaello Falcone), hanno ricostruito una condotta reiterata fatta di appostamenti, pedinamenti e continui tentativi di contatto. Una pressione costante che aveva ormai gettato la vittima in uno stato di ansia e paura, spingendola a chiedere nuovamente aiuto alle Forze dell’Ordine e a rifugiarsi nella vicina Stazione dei Carabinieri di Monterusciello.

Proprio lì si è consumato l’episodio più grave: l’uomo, con atteggiamento spavaldo e incurante delle conseguenze, ha continuato a perseguitare la donna presentandosi davanti al cancello pedonale della caserma, sfidando apertamente la presenza dei militari.

Constatata la flagranza del reato e la pervicacia della condotta, i Carabinieri sono intervenuti immediatamente, bloccando il 58enne e procedendo al suo arresto. Considerata la gravità dei fatti e il concreto rischio di reiterazione, l’autorità giudiziaria ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere.

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Ylenia Musella uccisa a Ponticelli, per la Procura è omicidio volontario: lite scatenata dal cagnolino

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Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte di Ylenia Musella, la 22enne uccisa nel rione Conocal, a Ponticelli. Per la Procura di Napoli non ci sono dubbi: si tratta di omicidio volontario. Nella mattinata odierna è previsto l’interrogatorio davanti al gip per la convalida del fermo del fratello della vittima, Giuseppe Musella, 28 anni.

Nelle stesse ore verrà disposta l’autopsia sul corpo della giovane, passaggio ritenuto fondamentale per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e la natura delle ferite riportate.

Gli investigatori stanno conducendo accertamenti su più fronti. Oltre agli esami medico-legali, sono in corso verifiche anche sul cane di famiglia: l’indagato avrebbe indicato un presunto maltrattamento dell’animale come elemento scatenante della lite sfociata nell’omicidio.

Secondo quanto ricostruito finora, Ylenia Musella è stata colpita da una coltellata alla schiena nei pressi della propria abitazione. Dopo l’aggressione, il fratello si sarebbe dato alla fuga per alcune ore, prima di essere rintracciato. In sede di interrogatorio avrebbe ammesso il gesto, sostenendo però di non aver avuto l’intenzione di uccidere la sorella. L’uomo ha dichiarato di aver lanciato un coltello da cucina da diversi metri di distanza.

Una versione che gli inquirenti stanno verificando con attenzione. Gli accertamenti puntano a stabilire se le lesioni siano compatibili con un lancio oppure con un colpo inferto a distanza ravvicinata.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli, prosegue per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e accertare eventuali responsabilità penali. Il caso ha suscitato forte attenzione nel quartiere, dove le indagini proseguono anche attraverso testimonianze e rilievi tecnici.

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Salerno: grossa frana a Cetara per le abbondanti piogge, chiusa SS Amalfitana. Regione attiva Genio Civile

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Una frana di grandi dimensioni è caduta nella notte sulla strada statale 163 Amalfitana, nel tratto compreso tra i comuni di Vietri sul Mare e Cetara. Le abbondanti precipitazioni delle ultime ore hanno determinato il crollo di pietre e detriti sulla carreggiata, in località Fuenti, rendendo necessaria la chiusura della strada in entrambe le direzioni.

Sul posto il sindaco di Cetara e presidente della Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi che sta coordinando le operazioni. In mattinata è previsto un sopralluogo anche da parte della protezione civile regionale.

“Ho provveduto a disporre la chiusura delle scuole e dopo aver verificato personalmente la situazione, a chiedere un intervento delle autorità preposte come Genio Civile e Protezione Civile. Con gli uffici del comune attiveremo tutte le procedure necessarie a predisporre un intervento di somma urgenza. Dobbiamo eseguire al più presto, compatibilmente con le condizioni meteo, i rilievi utili a definire l’entità del movimento franoso e disporre tutti provvedimenti necessari alla messa in sicurezza”, ha detto il sindaco Della Monica.

La pioggia, intanto, ha provocato disagi anche nel comune di Cetara: in via Carcarella si è verificato il cedimento di un tratto di strada. Tecnici al lavoro per capire come fronteggiare la situazione di emergenza.

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Diffusione di informazioni relative alla vita privata si Sangiuliano: rischio processo per Maria Grazia Boccia e del giornalista Carlo Tarallo

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Rischiano il processo l’imprenditrice di Pompei Maria Rosaria Boccia e del giornalista Carlo Tarallo, indagati dalla Procura di Roma per diffusione o rivelazione di informazioni relative alla vita privata dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie.

a Procura, ha chiuso le indagini e contesta a entrambi di avere reso noti dei frammenti di una conversazione nella quale l’ex ministro confessava di avere una relazione con Boccia. Interlocuzione che l’imprenditrice, sostengono gli inquirenti, ha avuto minacciando di rivelare la loro presunta relazione sui siti web d’informazione e social.

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Tentata rapina armata a un distributore di carburante: paura nella notte ad Arzano, interviene la vigilanza

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Paura nella tarda serata di ieri ad Arzano, dove una tentata rapina a mano armata ai danni di un distributore di carburante in via Limitone è stata sventata grazie al tempestivo intervento della vigilanza privata.

L’episodio si è verificato intorno alle 23:22, quando una segnalazione ha attivato immediatamente una pattuglia dell’Istituto di Vigilanza Prestige Srl, impegnata nel servizio notturno di controllo zonale. Il personale di vigilanza è giunto sul posto in pochi minuti, trovando alcuni operai presenti nella struttura, ancora scossi per l’accaduto.

Secondo le prime ricostruzioni, ignoti avrebbero tentato di portare a termine una rapina utilizzando armi, ma l’azione criminosa non è andata a buon fine. L’intervento rapido della vigilanza ha contribuito a evitare conseguenze più gravi e a mettere in sicurezza l’area.

Poco dopo, intorno alle 23:35, sono intervenute anche le forze dell’ordine, che hanno avviato gli accertamenti del caso e raccolto le testimonianze necessarie per chiarire la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabili.

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Orrore in un asilo di Benevento: bambini tra i 10 mesi e 3 anni picchiati e insultati, divieto di dimora per 5 maestre

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“Alcuni bambini avevano sviluppato l’istinto di coprirsi il volto con le mani appena si accorgevano che un’insegnante si stava avvicinando, con atteggiamento istintivamente difensivo”.

È quanto emerso nel corso delle indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura di BENEVENTO, che ieri hanno portato all’esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip del tribunale sannita e che prevede la misura cautelare del divieto di dimora nei confronti di 5 insegnanti, sia laiche che religiose, accusate di concorso in maltrattamenti aggravati ai danni di minori.

Le violenze ai danni di alcuni bambini di età compresa tra i 10 mesi e i 3 anni, alcuni dei quali non ancora in grado di camminare, sarebbero avvenute in un asilo nido di BENEVENTO e sono state riprese dalle telecamere installate all’interno delle classi.

Secondo la ricostruzione, sarebbero emersi una serie di abusi ai danni degli alunni, con i piccoli che venivano immobilizzati alle sedie con i propri indumenti o bloccati per lungo tempo nei passeggini, insultati sul modo di vestire, sulla corporatura o sul nome, costretti a subire violenza fisica con schiaffi alla nuca, strattonamenti per i capelli, spintonamenti a terra anche nei confronti di bambini ancora in fase di gattonamento, e ancora punizioni improprie e utilizzo della forza per costringere i piccoli a mangiare e dormire.

L’indagine è partita grazie alla denuncia presentata dal rappresentante di una cooperativa impegnata in attività socio-educative.

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«Papà è morto per salvarmi»: il dolore senza fine della figlia di Gaetano Russo, salumiere ucciso a Sarno

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SARNO – «È morto davanti ai miei occhi mentre lo supplicavo di fermarsi». La voce spezzata di Cristina Russo ha attraversato le case degli italiani durante l’edizione serale del Tg1, portando con sé tutto l’orrore di una tragedia che ha sconvolto Sarno e l’intera provincia di Salerno. Suo padre, Gaetano Russo, storico salumiere del paese, è stato ucciso all’interno della sua attività nel tentativo disperato di proteggere la figlia e la moglie.

Nel racconto della giovane emergono attimi di violenza cieca e paura assoluta. L’aggressore, secondo quanto riferito, avrebbe cercato di colpire anche lei e la madre. «Voleva uccidere anche noi», ha detto Cristina tra le lacrime. È in quel momento che Gaetano Russo si sarebbe frapposto, coprendo la figlia con il proprio corpo. «Con gli occhi mi ha detto di andare via. Mi ha protetta fino all’ultimo respiro».

Parole che pesano come macigni, cariche di un dolore che non trova consolazione. «Io ho bisogno di un padre. Me l’hanno portato via. Mi hanno tolto tutto», ha aggiunto la ragazza, ricordando l’uomo che descrive come «un padre meraviglioso».

Nel servizio del Tg1 è intervenuto anche il legale della famiglia, che ha parlato di un delitto maturato per futili motivi, frutto di un gesto improvviso e brutale. L’uomo accusato dell’omicidio, descritto come tossicodipendente, è attualmente detenuto in carcere.

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