giovedì, Maggio 7, 2026
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Proiettile a Padre Maurizio Patriciello: confermato l’arresto di Vittorio De Luca

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VITTORIO DE LUCA CAIVANO
VITTORIO DE LUCA CAIVANO

Questa mattina al Tribunale di Napoli Nord, si è tenuta l’udienza di convalida di fermo di Vittorio De Luca, classe 1950, tratto in arresto dai carabinieri della Compagnia di Caivano per aver consegnato, nella chiesa del Parco Verde, un proiettile a Don Maurizio Patriciello.

A darne notizia, in una nota, l’Arma che spiega: “l’arresto è stato convalidato, misura cautelare in carcere confermata”.

La Procura ha ritenuto gravi gli indizi di colpevolezza e concreto il pericolo di reiterazione del reato. Le indagini proseguono per chiarire il contesto e i motivi che hanno spinto De Luca a compiere il gesto, ritenuto dagli inquirenti un segnale grave e preoccupante.

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Strage Paupisi, su Fb il dolore dei compagni di Cosimo: “Non ci sono parole per una vita spezzata così”

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COSIMO OCONE PAUPISI
COSIMO OCONE PAUPISI

PAUPISI – “Non ci sono parole per una vita spezzata così. Ciao Cosimo, troppo presto. Ti giunga lassù l’abbraccio forte di tutta la comunità scolastica dell’Iti Lucarelli”.

I docenti, gli studenti, i compagni di classe di Cosimo Ocone, il ragazzo di 15 anni ucciso dal padre dopo che l’uomo aveva ucciso anche la madre, affidano ad un post su Facebook il loro dolore. Tanti, tantissimi i messaggi dedicati al ragazzino ucciso.

“Il nostro tempo insieme è stato breve, ma sufficiente a lasciarmi il ricordo della tua dolcezza e sensibilità. Nei tuoi occhi ho percepito la tua sofferenza, e nel mio cuore resta il desiderio di averti potuto donare conforto. Che il mio affetto ti accompagni. Riposa in pace”, scrive Pina.

“Il nostro dolore è immenso, la scuola dove insegno piange tutta. Piccolo Angelo creatura di Dio“, aggiunge Antonio. Ed ancora, “riposa in pace piccolo. Una tragedia nella tragedia“, scrive Ilaria.

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Settembre da record per il turismo a Napoli: quasi 2 milioni di visitatori

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NAPOLI TURISMO
NAPOLI TURISMO

Settembre si chiude con un nuovo risultato straordinario per la città di Napoli, che ha registrato oltre 1 milione e 830 mila presenze turistiche.

I dati superano ogni aspettativa, confermando la crescita costante del settore turistico in città. Affluenza record soprattutto nel weekend lungo di San Gennaro: da giovedì 19 a domenica 22 settembre si sono contate oltre 580.000 presenze, di cui più di 400.000 concentrate tra venerdì e domenica.

Sapevamo che il trend era positivo, ma i risultati di settembre – e in particolare del weekend di San Gennaro – ci hanno davvero sorpreso“, commenta Teresa Armato, assessora al Turismo del Comune di Napoli.

Il lavoro quotidiano di promozione e valorizzazione dell’identità culturale napoletana sta dando frutti concreti, anche grazie alle iniziative legate al Giubileo. Napoli è ormai una tappa imprescindibile per chi viaggia in Italia e in Europa, sia per il turismo culturale che per quello religioso“.

Secondo le proiezioni aggiornate dell’Osservatorio del Turismo, la città si avvia a superare i 20 milioni di turisti entro la fine del 2025.

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Duplice omicidio a Paupisi, il racconto agli investigatori di Salvatore Ocone: “Mia moglie era autoritaria e aggressiva”. Il PM: “Anche i ragazzi colpiti in casa”

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“Mia moglie era aggressiva e autoritaria”.

É quando ha detto Salvatore Ocone a inquirenti e investigatori quando gli è stato chiesto perché ieri mattina avesse ucciso la moglie Elisa Polcino e aggredito anche i suoi due figli – uno dei quali è morto – nell’abitazione di Paupisi, nel beneventano.

Lo hanno spiegato il procuratore di Benevento Gianfranco Scarfò e gli investigatori in una conferenza stampa.

Quanto ai problemi di salute dell’uomo, gli inquirenti hanno confermato che Ocone era stato curato per una psicosi cronica e nel 2011 era stato sottoposto ad un Tso. “Dopo questo episodio non ce ne sono stati altri” hanno detto.

++ Strage nel Sannio: pm, ‘anche i ragazzi colpiti in casa’ ++

Salvatore Ocone ha ucciso la moglie Elisa Polcino con una grossa pietra e ha colpito i figli in casa, poi li trascinati fino all’auto ed è fuggito. Così il procuratore di Benevento Gianfranco Scarfò ha ricostruito la strage avvenuta a Paupisi, nel beneventano, ieri mattina. I carabinieri hanno trovato nell’abitazione della famiglia e vicino al punto dove era parcheggiata l’auto dell’uomo tracce di sangue.

“Ci siamo resi conto subito che i ragazzi erano stati colpiti in casa – ha detto il comandante dei Carabinieri di Benevento, il colonnello Calandro – Di qui la fretta di trovare l’auto nel tentativo di salvare i figli”.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’omicidio di Elisa Polcino è avvenuto tra le 5 e le 6 di martedì mattina: Salvatore Ocone ha colpito la moglie con una grossa pietra e poi si è accanito sui figli, colpendoli con lo stesso oggetto e poi trascinando i corpi nell’auto con la quale è scappato.

L’auto dell’uomo è stata poi individuata dall’elicottero dei carabinieri nella campagna di Ferrazzano, nascosta in un uliveto. Quando i carabinieri si sono avvicinati, Ocone non ha opposto resistenza e i militari hanno trovato il 15enne che era già morto e la figlia 16enne in fin di vita.

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Caivano, visita a sorpresa ieri del Prefetto Di Bari: “Don Maurizio Patriciello non è solo”

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CAIVANO – Ieri sera “durante la catechesi per adulti, abbiamo avuto la gradita sorpresa della visita del prefetto di Napoli, Michele di Bari. Lo ringraziamo. La sua vicinanza alla nostra parrocchia e al nostro paese ci dona più forza e coraggio”.

Lo scrive sui social padre Maurizio Patriciello. Nei giorni scorsi sono avvenuti due episodi – la ‘stesa’ le lungo le strade ed il proiettile recapito in parrocchia al sacerdote nel corso della messa domenicale – che hanno turbato la popolazione.

“Sono venuto con gioia perché essere vicini a don Maurizio arricchisce dentro”, ha detto il prefetto ricordando che non solo le istituzioni nazionali si sono mobilitate per il parroco del Parco Verde ma anche tutta la comunità di Caivano.

“Vedere la chiesa stracolma di persone ed un sacerdote deve avere la solidarietà e la vicinanza della sua comunità”, ha continuato “ed il sostegno della gente sta a dimostrare che il germe di speranza sta dando i buoni frutti”. Una vicinanza, ha rimarcato ancora una volta di Bari “che gli indica una direzione: è quella di andare avanti. E’ sulla strada giusta”.

Rivolgendosi ai tanti fedeli presenti in chiesa il prefetto li ha esortati sempre “a separare la zizzania dal bene” e tutto ciò che “è avvenuto non deve farci rassegnare” e don Maurizio “non è solo perché ci siete tutti voi, non è solo perché le istituzioni sono qui”.

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Duplice Omicidio a Paupisi, la 17enne trovata in fin di vita nell’auto del padre operata nella notte: è monitorata in Terapia Intensiva

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La 17enne figlia di Elisabetta Polcino, aggredita e colpita alla testa dal padre che ha ucciso la madre e il fratello 15enne, è stata “operata nella notte a seguito di un grave trauma cranico. Ora è monitorata h24 nel reparto di terapia intensiva. La prognosi è riservata”.

Lo apprende la Dire dalla struttura in cui la minore è ricoverata, l’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia).

La fuga di Salvatore Ocone, iniziata da Paupisi, in provincia di Benevento, era terminata ieri nel tardo pomeriggio nei pressi di Ferrazzano (Campobasso): l’uomo è stato portato nel carcere di Campobasso, gli vengono contestati i reati di duplice omicidio pluriaggravato, tentato omicidio pluriaggravato e sequestro di persona.

L’ipotesi che si fa strada è che l’uomo possa aver aggredito i figli subito dopo aver ucciso la moglie per poi portarli con sé nella sua fuga.

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Napoli, occupate le università Federico II e l’Orientale in sostegno della Global Sumud Flotilla

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Le Università L’Orientale e Federico II di NAPOLI sono state occupate in sostegno della Global Sumud Flotilla.

Gli studenti del Collettivo autorganizzato universitario di NAPOLI hanno occupato le sedi di Palazzo Giusso e, insieme agli studenti di Ecologia politica NAPOLI, anche quella di Porta di Massa, rispettivamente dell’Università l’Orientale e dell’Università Federico II di NAPOLI.

“Di fronte alla situazione delle ultime ore -spiegano gli studenti – è vergognoso che il governo Meloni e i nostri atenei non si siano ancora espressi contro il genocidio del popolo palestinese e, anzi, continuano a essere complici dei crimini israeliani, intrattenendo legami economici, diplomatici e militari con il governo sionista. Tutte le mezze misure proposte dal governo puntavano sostanzialmente a far abbandonare alla flotta la rotta per Gaza, sono degli stratagemmi il cui fine ultimo era depotenziare il portato politico della missione della Global Sumud Flotilla e di conseguenza la mobilitazione – ampia, popolare – che esiste in solidarietà con la Palestina, contro il genocidio”.

La Global Sumud Flotilla, aggiungono, “ha avuto un impatto fortissimo e non sarebbe stato così se la missione non fosse andata avanti, il più possibile. Ha fatto in modo che venisse a galla l’inconsistenza dell’opposizione, delle sigle sindacali confederali che da tempo hanno smesso di fare gli interessi dei lavoratori di questo paese, di Meloni e il suo entourage che, messi con le spalle al muro negli ultimi giorni non hanno saputo fare altro che andare ad atteggiarsi a vittime in televisione. Siamo l’equipaggio di terra, accorso in supporto dell’equipaggio di mare. Il nostro compito è fare ciò che loro al momento non possono: fare in modo che il riflettore sulla Palestina non si spegna, continuare a organizzarci per interrompere il sostegno – materiale, diplomatico, militare – dei governi occidentali a Israele, per fermare il genocidio”.

“Vogliamo – sottolineano – che il nostro governo si attivi immediatamente affinché la missione possa raggiungere le coste di gaza in sicurezza e la condanna del genocidio in Palestina e dell’occupazione illegale dei Territori Palestinesi da parte delle istituzioni accademiche. Pretendiamo l’apertura immediata di corridoi umanitari verso Gaza e l’interruzione di ogni collaborazione con università, enti e istituzioni israeliane complici del genocidio. Vogliamo che la Crui (Conferenza Rettori delle Università Italiane) si esponga, che chieda al governo italiano l’embargo militare verso Israele fino alla fine del genocidio e dell’occupazione. L’università deve essere luogo di sviluppo di sapere libero e di libera ricerca. Continuare a collaborare con istituzioni complici di genocidio e crimini internazionali significa tradire questa missione etica e civile”.

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Treno circumvesuviana sovraffollato intervengono le Forze dell’Ordine

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CIRCUMVESUVIANA
CIRCUMVESUVIANA

La Circumvesuviana è sovraffollata e le forze dell’ordine sono state costrette ad intervenire per disordini tra i passeggeri.

Inizio di giornata caotico per gli utenti che si servono dei treni della Circumvesuviana per effettuare i loro spostamenti. Questa mattina, da ciò che comunica l’Ente Autonomo Volturno, il treno delle 6:17 da Napoli per Sorrento, “causa attesa forze dell’ordine, è ripartito da Meta con 25 minuti di ritardo“.

Da ciò che si apprende, l’intervento dei tutori della sicurezza si è reso necessario a seguito di alcuni disordini a bordo, che sarebbero legati in particolare alla massiccia presenza di viaggiatori sul convoglio, tra turisti, pendolari diretti a lavoro e studenti. La situazione, dopo le iniziali tensioni, sarebbe ritornata normale, consentendo al treno – pur se con notevole ritardo, pari appunto a 25 minuti – di riprendere la propria marcia verso Sorrento.

La pagina Facebook “Circumvesuviana. Guida alle soppressioni e ai misteri irrisolti” ha raccontato (come sempre accade) come si sarebbero svolti i fatti, allegando anche una foto di come le persone sono state costrette a viaggiare. Confermando anche che improvvisamente, per causa ancora da chiarire, un signore avrebbe tirato uno schiaffo ad un ragazzo. A quel punto in un treno sovraffollato e con tafferugli era impossibile continuare e si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

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Rapina e aggressione a Torre Annunziata, 19enne ferito al fianco: è in prognosi riservata

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Questa notte un 19enne di Torre Annunziata, già noto alle forze dell’ordine, sarebbe stato rapinato e ferito in via Passanti Flocco. Secondo quanto ricostruito, il giovane sarebbe stato colpito al fianco sinistro con un corpo contundente mentre si trovava in auto.

Il malvivente avrebbe poi preso alcuni effetti personali della vittima e si sarebbe dato alla fuga.Il 19enne è stato trasportato in ambulanza all’ospedale San Leonardo di Castellammare, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per un polmone collassato.

Successivamente è stato trasferito all’Ospedale del Mare, in prognosi riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita. Le indagini sono condotte dai carabinieri della stazione di Boscoreale e dal Nucleo Investigativo di Torre Annunziata per chiarire dinamica e matrice dell’aggressione.

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Salvatore Ocone ha confessato: “Ho ucciso mia moglie e mio figlio”. La fuga di 70 km, l’uomo era fermo con l’auto in un campo

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Salvatore Ocone, 58 anni, ha confessato nella notte di aver ucciso la moglie e colpito due dei tre figli, uno dei quali è morto e l’altro versa in condizioni disperate. L’uomo è stato fermato dai carabinieri nelle campagne di Ferrazzano, in provincia di Campobasso, dove si era rifugiato dopo l’aggressione.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Ocone avrebbe colpito la consorte, Elisabetta Polcino, 49 anni, mentre dormiva nella loro abitazione di Paupisi, utilizzando una pietra.

Subito dopo si sarebbe scagliato contro i due figli minori, di 15 e 16 anni. Il ragazzo è stato trovato senza vita in auto, mentre la sorella, in condizioni gravissime, è stata trasportata d’urgenza al Neuromed di Pozzilli (Isernia), dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. La prognosi resta riservata.

L’aggressione, secondo le prime indagini, non sarebbe avvenuta durante la fuga, ma subito dopo l’omicidio della donna. Per colpire i ragazzi, l’uomo avrebbe usato non solo pietre, ma anche una bottiglia di vetro.

La cattura e l’interrogatorio

Quando i militari lo hanno raggiunto, Ocone era fermo con l’auto in un campo a Ferrazzano. Sul sedile, il corpo senza vita del figlio e la figlia agonizzante. Portato in caserma, ha confessato davanti al procuratore di Benevento, Gianfranco Scarfò, che lo ha interrogato per circa un’ora e mezza.

Al termine, è stato trasferito nel carcere di Campobasso con le accuse di duplice omicidio aggravato, tentato omicidio e sequestro di persona.

«Sui fatti ha reso confessione – ha spiegato il procuratore –. È il momento degli approfondimenti, dobbiamo indagare sulle motivazioni. Un ringraziamento va ai carabinieri di Benevento e Campobasso, ma il pensiero è soprattutto per la giovane che ora lotta in ospedale».

Le indagini

La salma di Elisabetta Polcino sarà trasferita all’ospedale di Benevento per l’autopsia, disposta dalla Procura. I primi rilievi medico-legali collocano il decesso della donna intorno alle 8 del mattino di martedì.

Intanto, sul luogo della tragedia è arrivato anche il terzo figlio della coppia, maggiorenne e residente fuori dal paese, accompagnato dai carabinieri visibilmente scosso dal dramma familiare.

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