NAPOLI – “Dalle cronache di queste ore, da testimonianze raccolte sul campo e dai video che stanno circolando sui social, emerge un quadro gravissimo e inaccettabile di violenza durante lo sciopero dei taxi a Napoli. Le notizie riportano tensioni al passaggio degli Ncc e il lancio di uova contro un agente della polizia locale, nel contesto di una protesta dei tassisti contro abusivismo, Ncc irregolari e piattaforme. Ci sono stati lanci di uova e bottiglie, aggressioni verbali, operatori Ncc fermati da gruppi di tassisti e costretti a far scendere turisti spaventati. Episodi che rappresentano una violenza e un’arroganza indegne di un Paese civile“.
Così, in una nota, Francesco Artusa e Amedeo Conte, rispettivamente presidente nazionale e della Regione Campania di Sistema Trasporti, associazione per il trasporto privato di Ncc e bus turistici.
“Il diritto di sciopero resta sacrosanto. Il diritto alla violenza, all’intimidazione e all’impunità, invece, non esiste in uno Stato di diritto. Non è tollerabile che una protesta degeneri in azioni squadriste contro lavoratori, cittadini, turisti e perfino appartenenti alla polizia locale. Non è tollerabile che qualcuno pensi di potersi sostituire alle istituzioni, fermare veicoli, terrorizzare passeggeri o imporre con la forza il proprio punto di vista“, aggiungono.
“Chiediamo che tutti i responsabili di eventuali atti di violenza, minaccia o coazione vengano immediatamente identificati e sanzionati. Chiediamo inoltre al Comune di Napoli e alle autorità competenti di chiarire senza ambiguità da che parte stanno: dalla parte della legalità oppure dalla parte dell’impunità. Perché, se di fronte a fatti tanto gravi non seguiranno provvedimenti rapidi e concreti, il Comune finirà inevitabilmente per assumersi una responsabilità politica e istituzionale pesantissima: quella di avere tollerato la violenza oggi e di concorrere a renderla ancora più probabile domani – continuano – La legalità non può essere a geometria variabile“.
Artusa e Conte spiegano poi: “Non si può invocarla contro alcuni e sospenderla quando a violarla sono gruppi organizzati capaci di fare pressione in piazza. Napoli ha bisogno di regole, controlli e rispetto. Non di squadriglie. Non di intimidazioni. Non di giustizia privata“.
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