martedì, Settembre 8, 2026
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Caserta, Polizia Provinciale scopre officina abusiva tra pezzi rubati e rifiuti tossici

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CASERTA OFFICINA ABUSIVA
CASERTA OFFICINA ABUSIVA

CASERTA – Un’officina meccanica e meccatronica completamente fantasma, usata come deposito di ricambi d’auto rubati e come sito per lo sversamento illecito di rifiuti speciali.

È quanto hanno scoperto gli agenti della Polizia Provinciale di Caserta durante un blitz scattato nell’ambito dei controlli straordinari contro i reati ambientali nella “Terra dei Fuochi”.

​L’intervento ha portato al sequestro preventivo di un locale di circa 100 metri quadrati, del tutto privo delle autorizzazioni previste dalla legge. Al suo interno, oltre alle attrezzature da lavoro — anch’esse apposte sotto vincolo ai fini della confisca —, gli investigatori hanno rinvenuto diversi componenti e pezzi di ricambio di provenienza illecita.

​Nei guai è finito il responsabile dell’attività, volto già noto agli agenti per via di precedenti controlli diretti dal Colonnello Biagio Chiariello. L’uomo è stato deferito a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale: le accuse a suo carico vanno dalla ricettazione all’inquinamento ambientale.

Oltre ai risvolti penali, sono scattate pesantissime sanzioni amministrative. Al gestore sono state contestate violazioni per un ammontare superiore ai 10 mila euro per l’esercizio abusivo dell’attività di autoriparazione, svolta in totale assenza di iscrizione al Registro delle imprese artigiane.

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Napoli: controlli antidroga a Secondigliano e Scampia, sequestrate 252 dosi trovate in secchi immondizia

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Alto impatto dei carabinieri della compagnia di Napoli Stella che passano al setaccio tutte le vie, edifici e aree comuni dei quartieri di SECONDIGLIANO e Scampia.

È proprio nell’area comune, nel complesso di edilizia popolare Case dei Puffi, che i militari tra secchi dell’immondizia e dentro alcuni vani dei contatori elettrici, trovano 50 dosi di crack, 110 dosi di cobert, 78 dosi di eroina e 14 dosi di cocaina.

Denunciata anche una 26enne trovata mentre stava per lasciare il suo appartamento. La donna era sottoposta agli arresti domiciliari.

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Esodo d’agosto, milioni di italiani verso le vacanze: ferie sempre più corte. Giovani e il Sud ricorrono alle rate

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Esodo d’agosto, milioni di italiani verso le vacanze ferie sempre più corte. Giovani e il Sud ricorrono alle rate
Esodo d’agosto, milioni di italiani verso le vacanze ferie sempre più corte. Giovani e il Sud ricorrono alle rate

L’Italia delle ferie si è messa in movimento. Il fine settimana iniziato venerdì 7 agosto e proseguito con la giornata da bollino nero di sabato 8 rappresenta uno dei momenti più intensi dell’esodo estivo 2026. Famiglie, giovani e lavoratori in ferie hanno lasciato soprattutto le grandi città in direzione delle località di mare, montagna e delle principali destinazioni turistiche.

Secondo l’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas, tra venerdì 7 e domenica 9 agosto sono previsti oltre 25 milioni di spostamenti di autoveicoli sulla rete stradale e autostradale. Il momento più critico è stato individuato nella mattinata di sabato 8 agosto, mentre traffico molto intenso è previsto anche domenica.

Un dato che, però, va letto correttamente: 25 milioni non sono le persone partite per le vacanze, ma gli spostamenti complessivi dei veicoli stimati nel corso dell’intero weekend. Al momento non esiste un dato ufficiale che permetta di quantificare esclusivamente quanti italiani abbiano iniziato le ferie nella sola giornata di sabato 8 agosto.

Ad agosto circa 17 milioni di italiani in vacanza

Per avere una fotografia del numero effettivo di vacanzieri bisogna quindi guardare alle indagini sul turismo. Secondo il Centro studi di Confcooperative, nel corso di agosto saranno 17 milioni gli italiani che si muoveranno per trascorrere un periodo di vacanza, di cui 10,6 milioni adulti e 6,4 milioni tra bambini e adolescenti. Federalberghi, utilizzando una rilevazione differente, stima invece 17,5 milioni di italiani in vacanza nel mese di agosto.

Considerando l’intera estate, da giugno a settembre, Federalberghi e Tecnè stimano 36,2 milioni di italiani in viaggio, con una preferenza nettissima per le destinazioni nazionali: l’87,6% trascorrerà infatti la vacanza principale in Italia.

Il mare resta la destinazione regina, ma il caldo sta spingendo sempre più persone verso la montagna. Secondo Confcooperative, tra chi rimarrà in Italia il 62% sceglierà località balneari mentre la montagna raggiunge il 28%, sei punti percentuali in più rispetto allo scorso anno.

Le vacanze si accorciano: nel 2026 meno di dieci giorni

A cambiare non è soltanto il periodo scelto per partire. Gli italiani stanno progressivamente accorciando la vacanza principale.

Nel 2026 il soggiorno estivo principale durerà mediamente 9,8 giorni. Chi riuscirà a concedersi una seconda o una terza partenza farà invece vacanze decisamente più brevi, della durata media di 4,2 giorni.

Il confronto con gli ultimi anni mostra chiaramente la tendenza. Nel 2025 la vacanza principale durava mediamente 10 giorni, mentre le ferie aggiuntive arrivavano a 4,4 giorni. Nel 2024 la durata media era invece di 10,3 giorni.

In appena due estati, dunque, la vacanza principale è passata da 10,3 a 9,8 giorni. Il calo può sembrare minimo osservando il singolo dato, ma conferma un cambiamento più profondo: invece della tradizionale villeggiatura di due o tre settimane, sempre più italiani preferiscono — o sono costretti — a suddividere le ferie in soggiorni più brevi.

Anche Ipsos rileva questa trasformazione: soltanto il 39% dei viaggiatori prevede soggiorni compresi tra quattro e tredici notti, contro il 45% del 2024, mentre appena il 14% trascorrerà oltre due settimane in vacanza.

Vacanze più corte, ma più costose

Ridurre i giorni non significa necessariamente spendere poco. Federalberghi calcola per la vacanza principale del 2026 una spesa media di 917 euro a persona, considerando viaggio, pernottamento, pasti e divertimenti, pari a circa 94 euro al giorno.

Il peso sul bilancio familiare diventa molto più evidente durante la settimana di Ferragosto. Secondo Confcooperative una famiglia che trascorre una settimana di vacanza ad agosto affronta una spesa media di circa 2.750 euro per pernottamento e colazione, il 15% in più rispetto al 2025. Per una famiglia di quattro persone nella settimana di Ferragosto la spesa complessiva può arrivare fino a 6.820 euro, il 5% in più rispetto allo scorso anno.

Ed è proprio il costo delle ferie a spiegare un altro fenomeno: la vacanza finanziata a rate.

Per partire c’è chi chiede oltre 5mila euro in prestito

Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati erogati in Italia circa 170 milioni di euro di prestiti personali destinati a viaggi e vacanze. Il valore è in diminuzione rispetto agli oltre 200 milioni registrati nello stesso periodo del 2025, ma il fenomeno continua a interessare soprattutto una fascia relativamente giovane della popolazione.

L’importo medio richiesto è di circa 5.400 euro, con un piano di restituzione medio composto da 50 rate da 132 euro al mese. Tradotto: una vacanza consumata nell’arco di pochi giorni può continuare a essere pagata per più di quattro anni.

Anche l’identikit del richiedente è significativo. L’età media di chi chiede denaro per finanziare un viaggio è di 38 anni, contro i 46 anni del richiedente medio di un prestito personale. Più del 20% delle domande proviene dalla fascia compresa tra i 25 e i 30 anni.

Non si tratta ancora di un fenomeno di massa: i finanziamenti per le ferie rappresentano poco più dell’1% delle richieste complessive di prestiti personali. Tuttavia, rispetto al 2019, le richieste per questa finalità risultano cresciute del 42%.

Quasi un italiano adulto su due resterà a casa

L’altra faccia dell’estate è rappresentata da chi alle vacanze deve rinunciare completamente. Secondo Federalberghi, il 48,5% della popolazione adulta non farà alcuna vacanza tra giugno e settembre: circa 24,2 milioni di persone trascorreranno il periodo estivo senza lasciare la propria città o abitazione.

La ragione principale è economica. Il 52,8% di chi rimarrà a casa indica infatti nella mancanza di liquidità il motivo principale della rinuncia. Seguono problemi familiari, motivi di salute, aumento dei prezzi e impegni lavorativi.

Si delinea così un’estate italiana a due velocità. Da una parte le autostrade affollate e milioni di persone dirette verso le località turistiche; dall’altra famiglie che accorciano il soggiorno, scelgono periodi meno costosi oppure rinunciano completamente alla partenza.

Il dato forse più significativo è proprio quello della durata: 9,8 giorni nel 2026, contro 10 nel 2025 e 10,3 nel 2024. Le ferie non spariscono, ma diventano progressivamente più corte e frammentate. E per una parte degli italiani anche quei pochi giorni di vacanza rischiano di trasformarsi in una rata da pagare per anni.

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Ischia, aggredisce moglie e accoltella il figlio: arrestato un 48enne per maltrettamenti in famiglia

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Ischia, aggredisce moglie e accoltella il figlio arrestato un 48enne per maltrettamenti in famiglia
Ischia, aggredisce moglie e accoltella il figlio arrestato un 48enne per maltrettamenti in famiglia

Ieri sera i poliziotti ad Ischia hanno arrestato un 48enne già noto alle forze dell’ordine per maltrattamenti in famiglia. A richiedere l’intervento degli agenti la moglie dell’uomo, presentatasi in Commissariato a Ischia in evidente stato di agitazione.

È stata lei a raccontare di esser stata aggredita poco prima dal marito che, nella circostanza, aveva anche accoltellato il figlio. Inutile per l’uomo il tentativo di dileguarsi: raggiunto poco dopo, nascondeva ancora in casa due coltelli a serramanico, uno dei quali utilizzato per l’aggressione. Arrestato, è stato anche denunciato anche per lesioni personali aggravate.

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Rita De Crescenzo, il caso della scimmietta sui social: versioni contrastanti e divieti in Italia ed Egitto

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Rita De Crescenzo, il caso della scimmietta sui social versioni contrastanti e divieti in Italia ed Egitto
Rita De Crescenzo, il caso della scimmietta sui social versioni contrastanti e divieti in Italia ed Egitto

Una piccola scimmia tra le braccia, il biberon, una maglietta, il pannolino e una serie di video diventati in poche ore oggetto di polemiche e interrogativi. È quanto accaduto dopo la pubblicazione sui social di alcuni contenuti di Rita De Crescenzo, reduce da un viaggio in Egitto.

Al centro della vicenda non ci sono però soltanto le critiche legate alla scelta di mostrare un animale selvatico trattato come un animale da compagnia. A sollevare dubbi sono soprattutto la provenienza del primate, le modalità con cui sarebbe stato ottenuto e il luogo nel quale si troverebbe oggi.

Le diverse versioni raccontate nei video

È stata la stessa De Crescenzo a fornire nel corso dei filmati ricostruzioni non perfettamente sovrapponibili. In un primo momento ha raccontato di aver ricevuto la scimmietta durante il soggiorno in Egitto, sostenendo che le fosse stata consegnata già vestita e con il pannolino.

Successivamente ha parlato di due animali acquistati, uno rimasto con lei e un secondo affidato a un’altra persona. In un altro video, invece, ha spiegato di aver trovato la piccola scimmia all’interno di uno scatolone e di aver deciso di portarla via dalla strada.

Acquisto e ritrovamento rappresentano evidentemente due circostanze differenti. Al momento, sulla base dei soli contenuti pubblicamente disponibili, non è possibile accertare in maniera indipendente quale sia l’esatta provenienza dell’animale né risultano mostrati documenti relativi a un acquisto, alla provenienza, a un’autorizzazione o a un eventuale trasferimento internazionale.

C’è poi un altro elemento che impedisce di trarre conclusioni: non è possibile stabilire con certezza dai filmati se tutte le immagini siano state registrate in Egitto oppure se alcune siano state realizzate dopo un eventuale rientro in Italia.

Ed è proprio questo dettaglio a cambiare radicalmente il quadro giuridico.

Se la scimmia fosse in Italia: la detenzione privata è fortemente vietata

Nel caso in cui l’animale fosse stato effettivamente introdotto in Italia, la questione non riguarderebbe soltanto la disponibilità di un certificato CITES.

Il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 19 aprile 1996, emanato nell’ambito della legge 150/1992, individua infatti gli animali considerati pericolosi per la salute e l’incolumità pubblica e vieta la detenzione degli esemplari vivi appartenenti alle categorie indicate. Nell’Allegato A compare espressamente l’ordine dei Primates, con le famiglie comprendenti, tra gli altri, lemuri, uistitì, scimmie del Nuovo Mondo, scimmie del Vecchio Mondo, gibboni e grandi antropomorfe. Il decreto prevede specifiche deroghe per soggetti e strutture autorizzate, come determinate istituzioni scientifiche, ma non configura la normale detenzione domestica da parte di un privato.

A questo si aggiunge il decreto legislativo 135/2022, che disciplina anche l’introduzione e la detenzione di fauna selvatica ed esotica e pone ulteriori limiti, in particolare per gli esemplari prelevati dall’ambiente naturale.

CITES: tutti i primati sono sottoposti a controllo internazionale

C’è poi la Convenzione di Washington, la CITES. La tutela non riguarda soltanto alcune scimmie particolarmente rare: l’ordine dei primati è nel suo complesso ricompreso negli elenchi CITES. Le specie non inserite nell’Appendice I figurano generalmente nell’Appendice II, mentre quelle maggiormente minacciate sono sottoposte al regime ancora più severo dell’Appendice I.

Se un primate dovesse essere trasferito dall’Egitto all’Italia entrerebbero quindi in gioco anche le regole sul commercio internazionale e sull’importazione nell’Unione europea. Il Regolamento europeo 338/97 prevede, a seconda della classificazione della specie, permessi d’importazione e documentazione rilasciata dalle autorità competenti del Paese esportatore.

Di conseguenza, per capire se vi sia stata o meno una violazione sarebbe necessario conoscere almeno la specie esatta, la provenienza dell’esemplare e l’eventuale attraversamento della frontiera italiana.

Anche in Egitto le scimmie non sono comuni animali da compagnia

La questione cambia nei dettagli, ma non scompare, qualora i filmati siano stati registrati esclusivamente in Egitto e la scimmia non abbia mai lasciato il Paese.

L’Egitto dispone infatti di una normativa specifica particolarmente rilevante. La Legge n. 29 del 2023 sulla detenzione degli animali pericolosi e dei cani ha introdotto il divieto di possesso, gestione e allevamento privato di diverse categorie di animali considerati pericolosi. Nell’elenco figurano espressamente diversi primati, tra cui gorilla, scimpanzé, uistitì, cappuccini, macachi, babbuini e vervet. Sono previste possibilità di detenzione autorizzata per categorie particolari, come enti pubblici, istituzioni scientifiche, zoo e strutture specificamente abilitate, attraverso l’autorità veterinaria competente.

Non è dunque corretto considerare, in termini generali, l’Egitto come un Paese nel quale un turista possa semplicemente acquistare una scimmia e detenerla come un normale animale domestico.

Esiste inoltre la Legge ambientale egiziana n. 4 del 1994, il cui articolo 28 vieta, per le specie selvatiche individuate dalla normativa applicativa, attività quali cattura, possesso, trasporto, commercio e vendita. La legge prevede anche sanzioni e confisca degli animali in caso di violazione.

Anche l’Egitto è parte della CITES e dispone delle proprie autorità competenti per il rilascio della documentazione relativa al commercio internazionale di specie protette.

Il punto decisivo resta capire dove si trova l’animale

La vicenda, quindi, non può essere valutata giuridicamente sulla base dei soli video. Se la scimmia si trovasse ancora in Egitto, andrebbe verificato il rispetto delle norme egiziane sulla detenzione dei primati. Se invece fosse stata portata in Italia, entrerebbero in gioco sia il divieto italiano di detenzione privata previsto per numerosi primati sia le regole CITES e dell’Unione europea sull’importazione.

Servirebbero inoltre l’identificazione certa della specie e la documentazione relativa alla provenienza dell’esemplare.

Fino a quando questi elementi non saranno chiariti dalle autorità competenti, è quindi necessario distinguere le dichiarazioni pubblicate sui social dai fatti accertati. Le immagini mostrano una piccola scimmia insieme alla creator; non dimostrano, da sole, né dove si trovi attualmente l’animale né attraverso quali modalità sia entrato eventualmente in suo possesso.

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A Ferragosto aperte al pubblico quattro sedi delle Galleria d’Italia, anche quella di Napoli

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GALLERIA D'ITALIA NAPOLI APERTA FERRAGOSTO
GALLERIA D'ITALIA NAPOLI APERTA FERRAGOSTO

Le quattro sedi di Milano, Napoli, Torino e Vicenza delle Gallerie d’Italia, polo museale di Intesa Sanpaolo, saranno aperte gratuitamente al pubblico sabato 15 agosto in occasione di Ferragosto.

Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e Direttore Generale delle Gallerie d’Italia, afferma:

Rinnoviamo l’apertura straordinaria e gratuita a Ferragosto per sottolineare il valore sociale dell’impegno in arte e cultura di Intesa Sanpaolo. I progetti espositivi temporanei, la bellezza dei dipinti, delle sculture e delle fotografie in mostra, l’originalità e l’ampiezza dei temi affrontati sono motivazioni per scegliere le Gallerie d’Italia o per tornare a visitarle. I palazzi storici, le collezioni d’arte, le esposizioni e le partnership con i principali musei del mondo rendono Progetto Cultura uno dei più significativi programmi culturali conosciuti in Europa.”

Alle Gallerie d’Italia di Milano è aperta la mostra Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento, curata da Chiara Rabbi Bernard in collaborazione con Bozar – Centre for Fine Arts Brussels. Il percorso espositivo, costruito con rigore scientifico e attraverso opere prestigiose di grandi maestri come Botticelli, Michelangelo, Tiziano, Dürer, Cranach e altri importanti artisti, propone un confronto tra i protagonisti del Rinascimento italiano e nord-europeo, in particolare fiammingo, per indagare costanti e varianti del gusto e dello stile.

È inoltre visitabile la mostra Arnaldo Pomodoro. Una vita. Le grandi opere delle Collezioni Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro, curata da Luca Massimo Barbero e Federico Giani e dedicata a uno dei più importanti protagonisti dell’arte contemporanea italiana e internazionale del secondo Novecento, in occasione del centenario della sua nascita.

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A Ischia acqua ancora a singhiozzo, ritorno alla normalità entro stasera: serbatoio non ancora a livelli sufficienti

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A Ischia acqua ancora a singhiozzo, ritorno alla normalità entro stasera serbatoio non ancora a livelli sufficienti
A Ischia acqua ancora a singhiozzo, ritorno alla normalità entro stasera serbatoio non ancora a livelli sufficienti

Servirà ancora tutta la giornata di oggi per normalizzare completamente l’approvvigionamento idrico sull’isola d’Ischia dopo i problemi provocati dal blackout elettrico che ha interessato la centrale di sollevamento di Mugnano, in terraferma.

Nonostante il guasto elettrico sia stato risolto con alcune ore di anticipo dai tecnici di E-Distribuzione rispetto ai tempi inizialmente indicati, la distribuzione sulla maggiore delle isole del Golfo di Napoli resta ancora a macchia di leopardo.

Prima di poter alimentare regolarmente le utenze è infatti necessario riportare a livelli sufficienti i diversi serbatoi di stoccaggio presenti sul territorio: in caso contrario la pressione nella rete non consente un’erogazione completa e costante, soprattutto in un periodo di forte affluenza turistica come quello attuale.

La situazione è già regolare nei comuni di Casamicciola e Lacco Ameno.

Ad Ischia e Forio, i due centri più popolosi dell’isola, l’acqua arriva normalmente nelle zone basse mentre persistono carenze o problemi di pressione nelle aree più alte. Nel comune capoluogo le criticità vengono segnalate in particolare in via Michele Mazzella, via Morgioni, Sant’Antuono e Campagnano; a Forio problemi si registrano nella frazione di Panza. Erogazione ancora ridotta anche nel comune collinare di Barano.

A Serrara Fontana, invece, l’acqua è tornata già dalla serata di ieri sia nella parte alta del territorio, verso l’Epomeo, sia nella zona costiera di Sant’Angelo. Situazione ormai regolare anche a Procida, dove durante l’emergenza l’erogazione era stata razionalizzata attraverso l’utilizzo alternato dei diversi serbatoi, consentendo di limitare i disagi per residenti e turisti.

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Dissesto al Comune di Caivano, sanzioni per ex sindaco Antonio Falco e cinque ex assessori

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Dissesto al Comune di Caivano, sanzioni per ex sindaco Antonio Falco e cinque ex assessori
Dissesto al Comune di Caivano, sanzioni per ex sindaco Antonio Falco e cinque ex assessori

La sezione giurisdizionale regionale per la Campania della Corte dei conti (presidente Michele Oricchio) ha condannato sei ex amministratori nel secondo processo sul dissesto al Comune di Caivano: la magistratura contabile ha condannato l’ex sindaco Antonio Falco a pagare quasi 70mila euro all’ente.

Ammonta a poco più di 31mila euro ciascuno la somma che invece dovranno corrispondere cinque ex assessori dello stesso comune e cioè Francesco Casaburo, Bartolomeo Perna, Enzo Pinto, Vincenzo Semonella e Giulio Di NAPOLI.

L’inchiesta che ha portato alle condanne depositate ieri riguarda gli anni che vanno dal 2010 al 2014 ed è stata coordinata dai vice procuratori generali Davide Vitale e Licia Centro. La condanna comporta anche la possibilità che ai sei ex amministratori possano essere applicate sanzioni interdittive.

La sentenza, infatti, verrà trasmessa dal procuratore regionale Giacinto Dammicco agli organismi competenti. La condanna giunge al termine del processo bis, frutto dall’accoglimento di un ricorso presentato dagli inquirenti relativamente all’insussistenza della prescrizione delle responsabilità contestate.

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Napoli, mercato in ostaggio di Lukaku: senza la cessione di Big Rom restano congelati Badiashile e i nuovi colpi

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Napoli, mercato in ostaggio di Lukaku senza la cessione di Big Rom restano congelati Badiashile e i nuovi colpi
Napoli, mercato in ostaggio di Lukaku senza la cessione di Big Rom restano congelati Badiashile e i nuovi colpi

Il mercato del Napoli è entrato in una fase particolarmente delicata. Giovanni Manna continua a lavorare su più tavoli, ma prima di trasformare i contatti in operazioni concrete il club deve completare alcune uscite pesanti. E il nome attorno al quale, in questo momento, sembra ruotare buona parte delle strategie azzurre è quello di Romelu Lukaku.

La priorità è trovare una sistemazione al centravanti belga. La sua partenza consentirebbe al Napoli non soltanto di incassare dalla cessione del cartellino, ma soprattutto di liberarsi di uno degli stipendi più importanti dell’intera rosa, creando maggiore spazio per intervenire sul mercato.

Nelle ultime ore la situazione potrebbe essersi finalmente sbloccata: il Fenerbahçe è diventato una delle destinazioni più concrete per Big Rom. Secondo quanto riferito da Ciro Venerato alla Rai, l’entourage dell’attaccante avrebbe già raggiunto un’intesa verbale con il club turco, mentre resta da trovare l’accordo con il Napoli, che valuta il cartellino del belga circa 12 milioni di euro.

Badiashile aspetta, ma il Napoli deve prima liberarsi

L’uscita di Lukaku potrebbe produrre un effetto domino anche sulla difesa. Uno dei profili maggiormente seguiti dal Napoli è Benoît Badiashile, centrale francese del Chelsea.

I contatti con il club londinese sono in corso e l’operazione potrebbe essere costruita sulla base di un prestito con diritto di riscatto, eventualmente destinato a diventare obbligo al verificarsi di determinate condizioni. Il difensore rappresenta uno dei profili individuati per aumentare qualità, fisicità ed esperienza internazionale nel reparto arretrato.

Ma anche in questo caso il problema rimane lo stesso: prima di aggiungere nuovi costi alla rosa, il Napoli deve alleggerire quelli esistenti. Per questo Badiashile resta un obiettivo concreto, ma ancora subordinato alle uscite.

Gutiérrez sacrificato: 30 milioni dal Bayer Leverkusen

Una prima operazione importante in uscita è già stata completata. Miguel Gutiérrez ha lasciato ufficialmente il Napoli per trasferirsi al Bayer Leverkusen.

Il laterale spagnolo, arrivato appena un anno fa dal Girona, ha salutato Castel di Sangro e firmato con il club tedesco fino al 2031. L’operazione dovrebbe garantire al Napoli circa 30 milioni di euro più 2 milioni di bonus, generando anche una significativa plusvalenza rispetto all’investimento effettuato nell’estate 2025.

Una cessione importante dal punto di vista economico, che testimonia la necessità del club di produrre ricavi attraverso il mercato. Tuttavia, neppure il sacrificio di Gutiérrez sembra sufficiente da solo a garantire piena libertà di manovra: servono ulteriori partenze e soprattutto la definizione del futuro di Lukaku.

Gabriel Jesus, il grande sogno per l’attacco

È proprio dopo l’eventuale addio del belga che potrebbe aprirsi lo scenario più suggestivo: Gabriel Jesus.

Il Napoli ha manifestato interesse per il centravanti brasiliano dell’Arsenal e nelle ultime ore il suo nome è diventato sempre più insistente. Il giocatore avrebbe mostrato apertura nei confronti di una possibile esperienza in Serie A e gli azzurri stanno valutando la sostenibilità dell’operazione.

Il vero ostacolo è rappresentato dai costi. Gabriel Jesus percepisce all’Arsenal un ingaggio molto elevato, indicato intorno ai 9 milioni di euro netti a stagione, una cifra difficilmente compatibile con gli attuali parametri salariali del Napoli senza una sensibile riduzione delle pretese da parte del brasiliano.

C’è poi il nodo contrattuale. Jesus è legato all’Arsenal fino al 30 giugno 2027. Questo rende particolarmente complicata l’ipotesi di un semplice prestito: con appena un anno di contratto rimasto, i Gunners avrebbero interesse a monetizzare attraverso una cessione definitiva oppure dovrebbero eventualmente accompagnare un prestito con un rinnovo o con formule che garantiscano economicamente il club inglese.

Un mercato a incastri

Il quadro, dunque, è abbastanza chiaro: il Napoli ha individuato gli obiettivi, ma deve prima vendere.

Gutiérrez ha già portato liquidità e una plusvalenza importante. Ora però serve completare il secondo passaggio, quello probabilmente decisivo: la cessione di Lukaku. Solo allora Manna potrebbe avere margini sufficienti per accelerare sull’arrivo di un nuovo difensore e valutare concretamente un investimento importante per l’attacco.

Badiashile aspetta, Gabriel Jesus resta il sogno più affascinante e sullo sfondo continuano a essere monitorate altre opportunità. Ma, almeno per il momento, il mercato azzurro continua a funzionare secondo una regola precisa: prima le uscite, poi gli acquisti.

Il futuro di Lukaku è diventato così molto più di una semplice questione legata alla scelta del centravanti. Dalla sua partenza potrebbe dipendere l’intera seconda fase del mercato del Napoli.

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Secondigliano, spari durante la notte bianca: paura tra centinaia di persone al rione Berlingieri

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Secondigliano, spari durante la notte bianca paura tra centinaia di persone al rione Berlingieri
Secondigliano, spari durante la notte bianca paura tra centinaia di persone al rione Berlingieri

NAPOLI – Una raffica di colpi esplosi in strada mentre, a poca distanza, centinaia di persone partecipavano alla notte bianca organizzata dai commercianti. È quanto accaduto nella serata di ieri a Secondigliano, dove un raid armato ha fatto ripiombare il quartiere nella paura.

L’episodio si è verificato poco prima delle 21 nella zona del rione Berlingieri, lungo via Dolomiti. Secondo una prima ricostruzione, alcune persone avrebbero aperto il fuoco in strada per poi allontanarsi rapidamente. Gli spari sarebbero stati almeno una decina, anche se durante i rilievi gli agenti hanno recuperato tre bossoli calibro 9×21.

A rendere ancora più grave l’accaduto è stata la presenza di numerosi cittadini nelle immediate vicinanze. Sul corso principale era infatti in pieno svolgimento una manifestazione organizzata dagli esercenti della zona: diversi negozi erano ancora aperti e molte famiglie si trovavano in strada.

Subito dopo gli spari sono arrivate numerose telefonate al numero unico di emergenza. Sul posto sono intervenute le volanti dell’Ufficio prevenzione generale della Polizia di Stato e gli specialisti della Scientifica, che hanno effettuato i rilievi alla ricerca di elementi utili alle indagini.

Momenti di particolare apprensione sarebbero stati vissuti quando, secondo la testimonianza di una persona presente, uno dei proiettili avrebbe rischiato di raggiungere un bambino che si trovava nella zona.

Gli investigatori stanno adesso lavorando per identificare gli autori della “stesa” e chiarire il movente dell’azione dimostrativa. L’attenzione degli inquirenti sarebbe concentrata sulle tensioni tra gruppi criminali giovanili attivi nell’area di Secondigliano e del Berlingieri.

Tra le piste investigative viene valutata anche una possibile contrapposizione per il controllo delle attività illecite sul territorio, in particolare dello spaccio di sostanze stupefacenti e delle estorsioni ai danni delle attività commerciali. Eventuali collegamenti con clan presenti storicamente nell’area restano, allo stato, oggetto di accertamento investigativo.

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