lunedì, Giugno 8, 2026
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“Nel segno di D10s” a Caivano una giornata di beneficenza dedicata a Diego Armando Maradona

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CAIVANO CLUB NAPOLI
CAIVANO CLUB NAPOLI

CAIVANO – Una giornata speciale nel nome della solidarietà e del ricordo eterno di Diego Armando Maradona, l’ultimo vero re di Napoli.

Domenica 10 maggio, dalle ore 10 alle 23, a Caivano, in occasione della festa della Madonna di Campiglione, il Club Napoli di Corso Umberto ospiterà “Nel Segno di D10s”, un evento benefico dedicato al campione argentino che ha segnato per sempre la storia del calcio e il cuore dei napoletani. La data non è stata scelta a caso perché si tiene nel 39° anniversario del primo scudetto del Calcio Napoli, squadra che proprio quest’anno festeggia i 100 anni il 1° agosto.

Per tutta la giornata saranno esposti i preziosi cimeli appartenuti a Maradona, provenienti dal Museo Maradona della famiglia Vignati: maglie, oggetti personali e testimonianze uniche che permetteranno ai tifosi e agli appassionati di rivivere le emozioni legate al più grande numero 10 della storia azzurra.

L’iniziativa unirà memoria, passione e solidarietà, offrendo ai visitatori l’opportunità di ammirare da vicino autentici pezzi di storia sportiva, contribuendo allo stesso tempo a una causa benefica. La manifestazione è stata fortemente voluta dal Club Napoli Caivano, guidato dal presidente Pio Brianese, da sempre impegnato nel sostegno ad eventi sportivi, sociali e culturali legati al territorio.

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Ponticelli: Rubato un furgone dei Maestri di Strada del Centro Colonna, la solidarietà del Comune di Napoli

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PONTICELLI RUBATO PULMINO MAESTRI DI STRADA
PONTICELLI RUBATO PULMINO MAESTRI DI STRADA

PONTICELLI -Alle ore 22.41 del 5 maggio, tre persone giunte su una utilitaria di colore arancione hanno forzato il cancello del Centro Colonna, nel quartiere Ponticelli a Napoli, e hanno rubato uno dei due furgoni Ducato con i quali i Maestri di Strada accompagnano i ragazzi che partecipano ai loro laboratori pomeridiani.

“Questo fatto – commenta l’associazione – ci conferma che viviamo in un quartiere in cui il crimine spicciolo o organizzato impediscono una vita civile, creano le condizioni più difficili per la vita dei ragazzi e dei giovani.

Nei giorni prossimi porteremo per le strade del quartiere la testimonianza che ci siamo, che continuiamo ad operare per il bene dei ragazzi sperando che la popolazione almeno sancisca una condanna morale per gli autori di questo ignobile furto”.

La solidarietà dell’assessora del Comune di Napoli Marciani: “Saremo al fianco di chi semina legalità”

Esprimo la mia più ferma condanna e profonda amarezza per il furto del pulmino subito dall’associazione ‘Maestri di Strada’. Colpire una realtà che da anni rappresenta un pilastro educativo e sociale per i nostri giovani, specialmente nelle periferie e nei contesti più fragili della nostra città, significa colpire l’intera comunità napoletana.

Rubare un mezzo di trasporto utilizzato per sottrarre i ragazzi dalla strada non è solo un reato contro il patrimonio, ma un atto vile contro il futuro di Napoli. Chi compie simili gesti dimostra un totale disprezzo per il bene comune e per il lavoro instancabile di chi, ogni giorno, si batte per offrire alternative concrete alla marginalità.

Voglio esprimere la mia totale solidarietà a Cesare Moreno, a tutti gli operatori e, soprattutto, ai ragazzi che usufruiscono dei progetti di ‘Maestri di Strada’.

Napoli è molto meglio di chi compie questi atti e continueremo a lavorare insieme per proteggere e sostenere chi semina legalità e cultura nel nostro territorio“.

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Giro d’Italia a Napoli: Città Metropolitana investe 2,2milioni per le strade attraversate dalla tappa del 14 maggio

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GIRO D'ITALIA CITTA METROPOLITANA NAPOLI
GIRO D'ITALIA CITTA METROPOLITANA NAPOLI

Per il quinto anno consecutivo il Giro d’Italia mostrerà al mondo la bellezza di Napoli e della sua area metropolitana: anche quest’anno, infatti, la Corsa rosa farà tappa a Napoli, un record nel ciclismo moderno, nell’anno di Napoli capitale europea dello sport.

Il 14 maggio prossimo si svolgerà la tappa Paestum – Napoli, la sesta della 109esima edizione, frazione che porterà i campioni delle due ruote dai templi greci dell’antica Poseidonia, dopo 141 km, alla volata finale nell’abbraccio del colonnato della Basilica di San Francesco di Paola di piazza del Plebiscito, in quella che un tempo era la città di Neapolis.

La Corsa rosa unirà con un unico fil rouge, offrendoli così al mondo – circa 700 milioni di audience potenziale in 200 Paesi dei 5 continenti – millenni di storia, di arte, di bellezza e di cultura.

Oltre a sostenere l’arrivo del Giro a Napoli, la Città Metropolitana di Napoli anche quest’anno ha garantito la propria disponibilità nei confronti dei Comuni interessati al passaggio della Corsa a intervenire direttamente sui tratti stradali comunali che presentano criticità manutentive: l’Ente di piazza Matteotti ha, infatti, stanziato 2 milioni e 200mila euro affinché tutte le strade che i corridori della Corsa rosa percorreranno nei 27 Comuni, compreso il capoluogo, dell’area metropolitana partenopea, siano in perfette condizioni.

Di questi 141 km, circa 80 saranno percorsi all’interno della Città Metropolitana di Napoli, di cui 14 su strade di competenza ANAS, 18 su strade di competenza della Città Metropolitana di Napoli – già in buono stato manutentivo – e circa 48 Km su strade di competenza dei Comuni. Su queste ultime, dunque, la Città Metropolitana sta effettuando interventi di riqualificazione sulla base delle segnalazioni della società organizzatrice RCS Sport per il tramite del Compartimento della Polizia Stradale per la Campania e Basilicata.

Rifacimento della pavimentazione e della segnaletica, messa in sicurezza, messa a quota dei chiusini e tutto quanto necessario per il garantire le migliori condizioni per il transito degli atleti per un totale di 14 km, pari a circa 110mila metri quadri di interventi. Il 60% dei quali si è svolto – rispettando il cronoprogramma nonostante le turbolenze internazionali che hanno inciso sui materiali, in primis il petrolio, di cui l’asfalto è un derivato – e si svolgerà (il termine è previsto per venerdì) di notte, per non impattare sul traffico cittadino

Anche quest’anno la Corsa rosa entrerà nel cuore dell’area metropolitana, mostrandone la bellezza, a volte nota e a volte no: anzi, il percorso scelto tende proprio a evidenziare i luoghi meno conosciuti al grande pubblico ma non per questo di minor pregio. Entrati nell’area metropolitana all’altezza di Palma Campania, culla del carnevale con le sue Quadriglie, i corridori procederanno verso San Paolo Bel Sito e Nola, la città della Festa dei Gigli patrimonio UNESCO e patria di Giordano Bruno.

Da lì una sorta di anello a scoprire le meraviglie del Nolano: Casamarciano, Tufino, Comiziano, Cicciano, Camposano, Cimitile con le sue Basiliche paleocristiane, per poi fare rotta verso Pomigliano, Afragola, Cardito, Caivano, Frattamaggiore, Frattaminore, Casoria, Cercola e Volla, fino a Napoli, in cui si entra da San Pietro a Patierno, con la sua Masseria Luce, per terminare la tappa con i corridori che, dopo aver percorso via Marina con la Basilica del Carmine e aver reso omaggio ai bastioni del Maschio Angioino, si sfideranno sul pavè di Piazza del Plebiscito, 47 anni dopo la vittoria di Francesco Moser, che tagliò il traguardo sotto lo sguardo degli 8 re della facciata di Palazzo Reale.

Ma non sarà solo sport: l’evento darà luogo a tutta una serie di iniziative collaterali, dal GiroLand, il Villaggio del Giro che sarà allestito dalle ore 13 in piazza Municipio a Napoli, a tanti altri eventi che saranno messi in campo dai Comuni passaggio di tappa, da altre istituzioni e dalle associazioni che operano sul territorio.

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Napoli: Arrestato “Checco” figlio della tiktoker Rita De Crescenzo, è accusato di tentato omicidio e detenzione di armi

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ARRESTATO FIGLIO RITA DE CRESCENZO
ARRESTATO FIGLIO RITA DE CRESCENZO

NAPOLI – È finito in manette Francesco Pio Bianco, figlio della tiktoker napoletana Rita De Crescenzo, nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza i reati di tentato omicidio e detenzione di armi.

L’indagine, coordinata dalla Squadra Mobile guidata dal primo dirigente Mario Grassia, riguarda un agguato avvenuto nei primi mesi del 2026, maturato nel contesto di una contrapposizione tra gruppi giovanili dei Quartieri Spagnoli, in particolare tra le aree di Montecalvario e Pizzofalcone. Un episodio che conferma la crescente tensione criminale che attraversa i vicoli del centro cittadino.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sono quattro i giovani finiti in carcere. Tra loro anche Bianco, già noto al grande pubblico per essere il figlio della tiktoker diventata virale due anni fa per la vicenda delle carovane di turisti “mordi e fuggi” a Roccaraso.

La stessa Rita De Crescenzo, poche ore dopo la diffusione della notizia, ha pubblicato un post in cui conferma l’arresto del figlio e affida ai social il suo sfogo:
«Sono una madre disperata, ma chi sbaglia paga. Sono per lo Stato, la legge deve fare il suo percorso», ha scritto, auspicando per Francesco un cammino di recupero e responsabilità.

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Napoli: Due Ncc aggrediti in città durante lo sciopero dei taxisti

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SCIOPERO TAXI NAPOLI AGGRESSIONE NCC
SCIOPERO TAXI NAPOLI AGGRESSIONE NCC

NAPOLI – “Dalle cronache di queste ore, da testimonianze raccolte sul campo e dai video che stanno circolando sui social, emerge un quadro gravissimo e inaccettabile di violenza durante lo sciopero dei taxi a Napoli. Le notizie riportano tensioni al passaggio degli Ncc e il lancio di uova contro un agente della polizia locale, nel contesto di una protesta dei tassisti contro abusivismo, Ncc irregolari e piattaforme. Ci sono stati lanci di uova e bottiglie, aggressioni verbali, operatori Ncc fermati da gruppi di tassisti e costretti a far scendere turisti spaventati. Episodi che rappresentano una violenza e un’arroganza indegne di un Paese civile“.

Così, in una nota, Francesco Artusa e Amedeo Conte, rispettivamente presidente nazionale e della Regione Campania di Sistema Trasporti, associazione per il trasporto privato di Ncc e bus turistici.

Il diritto di sciopero resta sacrosanto. Il diritto alla violenza, all’intimidazione e all’impunità, invece, non esiste in uno Stato di diritto. Non è tollerabile che una protesta degeneri in azioni squadriste contro lavoratori, cittadini, turisti e perfino appartenenti alla polizia locale. Non è tollerabile che qualcuno pensi di potersi sostituire alle istituzioni, fermare veicoli, terrorizzare passeggeri o imporre con la forza il proprio punto di vista“, aggiungono.

Chiediamo che tutti i responsabili di eventuali atti di violenza, minaccia o coazione vengano immediatamente identificati e sanzionati. Chiediamo inoltre al Comune di Napoli e alle autorità competenti di chiarire senza ambiguità da che parte stanno: dalla parte della legalità oppure dalla parte dell’impunità. Perché, se di fronte a fatti tanto gravi non seguiranno provvedimenti rapidi e concreti, il Comune finirà inevitabilmente per assumersi una responsabilità politica e istituzionale pesantissima: quella di avere tollerato la violenza oggi e di concorrere a renderla ancora più probabile domani – continuano – La legalità non può essere a geometria variabile“.

Artusa e Conte spiegano poi: “Non si può invocarla contro alcuni e sospenderla quando a violarla sono gruppi organizzati capaci di fare pressione in piazza. Napoli ha bisogno di regole, controlli e rispetto. Non di squadriglie. Non di intimidazioni. Non di giustizia privata“.

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Mamma e figlia avvelenate con la ricina a Campobasso: il movente si nasconde tra gli attriti familiari. interrogata la cugina

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Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e di Sara Di Vita, mamma e figlia decedute dopo essere state avvelenate con la ricina durante le festività natalizie a Campobasso, entrano in una fase decisiva. Dopo il ritrovamento di quella che gli investigatori considerano l’arma del delitto, gli inquirenti ritengono di aver individuato sia il possibile movente sia l’ambito da cui sarebbe partito l’avvelenamento: il contesto familiare.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, sarebbero almeno cinque le persone finite sotto osservazione. Tutti i nomi attenzionati dagli investigatori appartengono alla cerchia dei parenti più stretti. Il veleno, ricavato artigianalmente dai semi della pianta del ricino, sarebbe stato preparato in modo rudimentale ma efficace.

Tra le figure al centro dell’inchiesta compare Laura Di Vita, cugina del marito di Antonella, Gianni. La donna, già ascoltata tre volte dagli investigatori, sarà convocata nuovamente per un quarto interrogatorio alla presenza della procuratrice Elvira Antonelli. Alcune sue dichiarazioni, infatti, non coinciderebbero con le testimonianze raccolte nelle ultime settimane, soprattutto riguardo alla ricostruzione delle giornate trascorse durante il Natale.

Gli investigatori starebbero approfondendo anche presunte omissioni relative a episodi considerati importanti per chiarire la dinamica dell’avvelenamento. Sentiti a lungo anche Antonio Di Vita, fratello di Gianni, e la moglie, arrivati dal Nord Italia per collaborare con gli inquirenti.

Nonostante gli accertamenti del centro antiveleni di Pavia abbiano confermato la presenza della ricina, una parte della famiglia continua a sostenere che possa essersi trattato di un tragico incidente domestico. Una posizione che gli investigatori guardano con cautela.

Più prudenti, invece, i parenti di Antonella, che preferiscono attendere gli sviluppi dell’inchiesta senza indicare responsabilità precise.

Determinanti potrebbero rivelarsi le analisi sui telefoni cellulari sequestrati a madre e figlia, oltre agli accertamenti sul dispositivo della figlia maggiore Alice. Gli specialisti del Servizio centrale operativo stanno passando al setaccio chat, cronologia web e collegamenti effettuati nei giorni precedenti alla tragedia. Sotto esame anche i router wifi dell’abitazione, dai quali potrebbero emergere accessi sospetti o ricerche online legate alla preparazione del veleno.

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Camorra: colpo a Sant’Antimo ai clan Verde e Ranucci per la gestione del narcotraffico, 26 arresti

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Camorra colpo a Sant'Antimo ai clan Verde e Ranucci per la gestione del narcotraffico, 26 arresti
Camorra colpo a Sant'Antimo ai clan Verde e Ranucci per la gestione del narcotraffico, 26 arresti

Vasto colpo al traffico di stupefacenti a Sant’Antimo per i clan Verde e Ranucci. Su delega del Procuratore Distrettuale di Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale partenopeo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 26 persone.

Il bilancio dell’operazione vede 18 indagati trasferiti in carcere e 8 sottoposti agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e cessione di droga, con l’aggravante del metodo mafioso o delle finalità mafiose.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha permesso di delineare l’operatività di due gruppi criminali egemoni nella gestione del narcotraffico nei territori di Sant’Antimo, Sant’Arpino e comuni limitrofi.

Secondo quanto emerso dalle indagini, le organizzazioni gestivano un imponente giro d’affari legato alla vendita di cocaina, marijuana e hashish. I due gruppi avrebbero agito in stretta sinergia con le principali consorterie camorristiche dell’area, in particolare i clan Verde e Ranucci, garantendo il rifornimento costante di numerose piazze di spaccio e assicurando alle organizzazioni mafiose ingenti proventi derivanti dalle attività illecite.

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Castellammare di Stabia: 14enne sulla in difficoltà psicologica chiede aiuto ai carabinieri, rassicurato e salvato

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Un 14enne che si trovava sulla scogliera di Castellammare di Stabia ha chiesto aiuto ai carabinieri che lo hanno rassicurato al telefono e tratto in salvo. ”Carabinieri Castellammare, prego”.

 

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”Buona sera, sono minorenne, non è un reato ma una cosa psicologica”.

Inizia così la telefonata tra il Vice Brigadiere della centrale operativa e un ragazzo di 14 anni. Siamo a Castellammare di Stabia, sono le 20:20 e nella centrale operativa della locale compagnia squilla il telefono.

Il militare risponde e dall’altro capo della cornetta c’è la voce di un ragazzo.

Ha 14 anni e un forte disagio depressivo lo sta tormentando.

Scuola, amicizie e la difficoltà – come spesso accade a quella età – di relazionarsi con i propri genitori.

Il Vice Brigadiere comprende fin da subito che si tratta di una richiesta di aiuto importante. Non è la minaccia di suicidarsi ma è un grido per farsi aiutare. Il ragazzo è sul lungomare, si trova sugli scogli e mentre parla al telefono.

Il militare intrattiene il ragazzo e parla con lui. Non c’è solo il disagio psicologico ma anche il pericolo di scivolare.

La conversazione continua mentre è già scattata la segnalazione alla gazzella della sezione radiomobile che sta correndo verso gli scogli.

Il Vice Brigadiere tranquillizza il ragazzo e lo convince ad avvicinarsi alla cassa armonica nella villa comunale.

Il dialogo tra i due è continuo e quei 7 minuti e 33 secondi sembrano essere interminabili. Il militare parla con il 14enne e non tenta di cambiare argomento; affronta la situazione e lo fa sfogare.

Gli dice che i genitori sono importanti e che solo loro possono davvero aiutarlo. Il carabiniere parla e racconta al ragazzo di essere padre, lo rassicura e lo ”accompagna” verso la pattuglia che attende il suo arrivo.

Il ragazzo arriva dai carabinieri, ringrazia per il supporto e solo allora il militare della centrale operativa – rassicurato dai colleghi sul posto – saluta il 14enne. Il giovane è stato affidato ai propri genitori.

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Trionfo di emozioni al Teatro Lendi: Il Gran Galà della Dance Art Academy

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Dance Art Academy Succivo
Dance Art Academy Succivo

SUCCIVO – Una serata di pura magia e talento quella andata in scena domenica 3 maggio presso il prestigioso Teatro Lendi di Sant’Arpino (Caserta), dove gli allievi della Dance Art Academy di Succivo hanno celebrato il saggio di fine anno.

La scuola, guidata con passione dalla Direttrice Artistica Cinzia Tessitore, si conferma ancora una volta un vero fiore all’occhiello per il territorio di Succivo e per i paesi limitrofi. Una realtà che non si limita alla sala danza, ma che vive il territorio, come dimostrato dalla costante partecipazione a manifestazioni locali di rilievo, tra cui “Scuola in Festa”.

Dalla Tradizione Classica al Ritmo K-pop
Il programma del saggio ha messo in luce la versatilità e l’alto livello tecnico raggiunto dagli allievi:

Danza Classica: Il pubblico è stato incantato dalle variazioni dello “Schiaccianoci”, dove grazia e rigore hanno reso omaggio al grande repertorio classico.

Danza Modern: Un’esplosione di energia con il quadro dedicato a “Napoli”, un tributo alle radici e alla dinamicità.

Contemporary & Urban: Ampio spazio è stato dato ai corsi di Modern-Hip Hop e alla novità del K-pop, discipline che vedono la collaborazione di insegnanti d’eccellenza dedicate sia ai corsi inferiori che ai livelli avanzati.

L’Eccellenza della Guida: Cinzia Tessitore
Il successo della scuola risiede nella solida formazione della sua direttrice. Nata a Napoli e cresciuta artisticamente tra spettacoli e concorsi, Cinzia Tessitore ha perfezionato il suo stile studiando con maestri di fama internazionale del calibro di Bill Goodson, Steve La Chance e Mauro Astolfi.

Specializzata nel metodo Vaganova presso la celebre Accademia di San Pietroburgo e attenta al benessere fisico con studi in Pilates e ginnastica posturale, la direttrice trasmette ogni giorno non solo tecnica, ma un profondo amore per l’arte e un forte senso di appartenenza a quella che è diventata, per molti, una seconda famiglia.

Con questo saggio, la Dance Art Academy chiude un anno straordinario, dando appuntamento a settembre per una nuova stagione di danza e successi.

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La Treccani festeggia i 75 anni di Massimo Ranieri con l’ingresso nell’enciclopedia della musica contemporanea

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TRECCANI MASSIMO RANIERI
TRECCANI MASSIMO RANIERI

L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani celebra i 75 anni di Massimo Ranieri (Napoli, 3 maggio 1951), tra i più amati interpreti della canzone italiana, cui è dedicata una voce nella nuova Enciclopedia della Musica Contemporanea.

Nato e cresciuto nella zona popolare del Pallonetto di Santa Lucia, Giovanni Calone – questo il suo nome all’anagrafe – rivela fin dall’infanzia un precoce talento per il canto e l’intrattenimento, esibendosi per i turisti in locali e bar della sua città.

Scoperto nel 1964 dal discografico Gianni Aterrano, incide i primi 45 giri con lo pseudonimo di Gianni Rock, ottenendo giovanissimo i primi successi e arrivando persino ad accompagnare Sergio Bruni in tournée negli Stati Uniti.

Il passaggio al nome d’arte Massimo Ranieri risale al 1966, quando viene scritturato dalla casa discografica CGD. L’anno successivo vince il Cantagiro come “giovane promessa” e nel 1968 partecipa al Festival di Sanremo con Da bambino, proposta anche dai Giganti. Il confronto tra le due versioni, osserva il musicologo Paolo Somigli, autore della voce, evidenzia uno stile lontano dalla corrente beat rivolta al pubblico giovanile e in continuità con la grande tradizione melodica e sentimentale italiana.

Una linea interpretativa cui Ranieri rimane fedele ancora oggi e che segna il successo di alcune tra le sue canzoni più note: Rose rosse (1968), con cui vince il Cantagiro nel 1969, e Se bruciasse la città, terza classificata a Canzonissima nello stesso anno. A queste si aggiungono L’amore è un attimo, presentata all’Eurovision Song Contest nel 1971 (tornerà nel 1973 con Chi sarà con te), e Perdere l’amore, con cui ottiene la definitiva consacrazione vincendo il Festival della canzone italiana nel 1988. Artista completo e versatile, intraprende anche la carriera cinematografica con Metello (1970) di Mauro Bolognini, che gli vale il David di Donatello; mentre nel 1972 è protagonista dello spettacolo Musica sì 2 diretto da Vittorio De Sica al Teatro Sistina, da cui viene tratto il disco dal vivo ‘O surdato ‘nnammurato, basato sui grandi successi della canzone napoletana.

L’attività teatrale prosegue con il debutto nel teatro di prosa al Festival dei Due Mondi di Spoleto (1976), cui seguono la collaborazione con Giorgio Strehler e il confronto con il teatro di Bertolt Brecht, fino al ruolo di Pulcinella nel 1987, maschera alla quale rimane profondamente legato. Negli anni successivi la sua attività continua lungo il doppio binario della recitazione e del canto, tra spettacoli, pubblicazioni autobiografiche e tournée celebrative di una carriera costantemente orientata alla riscoperta e alla valorizzazione della storia artistica di Napoli, di cui è considerato uno degli interpreti più autorevoli e consapevoli.

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