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Luci spente per un ora il 28 marzo per accendere una luce sulla crisi climatica: a Napoli Maschio Angioino al buio

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Spegnere la luce per un’ora per accendere l’attenzione sulla crisi climatica e il futuro del Pianeta. Sabato 28 marzo alle 20.30 torna Earth Hour – L’Ora della Terra, la mobilitazione globale per il clima e la natura promossa dal Wwf, giunta alla 20esima edizione.

Un momento simbolico che unisce persone, città, istituzioni e imprese. Come ricorda un comunicato, nata a Sydney nel 2007, Earth Hour è cresciuta fino a diventare un evento planetario che nel 2025 ha coinvolto quasi 200 Paesi, con lo spegnimento simbolico delle luci di monumenti, strade, piazze ed edifici pubblici e privati.

Anche quest’anno l’Italia parteciperà con spegnimenti e iniziative locali. A Roma si spegneranno le luci del Colosseo e di Fontana di Trevi, dove si terrà l’appuntamento centrale italiano. Anche la Santa Sede e lo Stato della Città del Vaticano aderiranno, spegnendo l’illuminazione della Cupola, della facciata e del colonnato della Basilica di San Pietro.

Si spegneranno, prosegue il comunicato, a Firenze le luci di Palazzo Vecchio e Torre Arnolfo, parte di Ponte Vecchio, il David a piazzale Michelangelo, Torri e Porte storiche. A Milano la Torre del Filarete del Castello sforzesco, a Venezia Piazza San Marco, a Pescara la Torre Civica, a Lecce Porta San Biagio. A Napoli luci spente per il Maschio Angioino, e parteciperà anche l’Arcidiocesi, che spegnerà le illuminazioni di alcune chiese particolarmente rappresentative della città, tra cui il Duomo, la Basilica dell’Incoronata – Madre del Buon Consiglio (Capodimonte) e la Basilica di San Giovanni Maggiore. Il 2025, ricorda il Wwf, è stato il terzo anno più caldo mai registrato, con una temperatura media globale aumentata di circa 1,5 gradi sopra i livelli preindustriali.

“Gli ultimi undici anni sono i più caldi di sempre, ma gli ultimi tre hanno registrato un aumento di temperatura fuori scala. Mari e oceani hanno assorbito quantità record di calore, alimentando poi l’intensità dei fenomeni estremi”.

A questi trend si aggiunge la crescita degli incendi: secondo il World resources institute, nel 2024 la superficie forestale bruciata è raddoppiata rispetto a vent’anni fa, con la perdita di un’area superiore a quella dell’Inghilterra.

“Le catastrofi climatiche hanno generato il 92% delle perdite economiche globali del 2025, mentre 17.200 persone hanno perso la vita in eventi meteorologici estremi”, prosegue il Wwf. Secondo l’ultimo Emissions gap report 2025-Unep Un environment programme, per limitare il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi e comunque ben al di sotto di 2 gradi, come previsto dagli accordi internazionali, servono ulteriori tagli alle emissioni entro il 2030, pena danni economici enormi e rischi crescenti come ondate di calore, inondazioni e instabilità globale.

“La comunità scientifica- si legge nel comunicato- avverte che le promesse attuali sono insufficienti, ma un’azione più rapida e coordinata potrebbe ancora ridurre significativamente gli impatti futuri. Inoltre, studi ancor più recenti avvertono che il riscaldamento globale ha subito una significativa accelerazione”. Spegnere le luci per un’ora, dunque, “è un gesto semplice che, moltiplicato per milioni di persone, diventa un messaggio potente a favore della Terra”.

Nell’anno in cui il Wwf Italia compie 60 anni, si legge nel comunicato, “l’organizzazione torna a ribadire che la lotta alla crisi climatica ha un ruolo fondamentale per la nostra vita e per fronteggiare i rischi che sta correndo la natura, e che ogni gesto che compiamo è un contributo enorme alla tutela del clima e della nostra sicurezza, oggi e nel futuro”.

Con questa iniziativa il Wwf Italia chiede a tutti “di compiere un gesto per il clima e il Pianeta, per 60 minuti: un gesto concreto che, insieme a quello di migliaia di persone nel mondo, darà un contributo importante per un futuro più sicuro e sostenibile per tutti. Ognuno può partecipare non solo spegnendo le luci, ma anche dedicando quell’ora ad attività a beneficio dell’ambiente: iniziative di volontariato, eventi comunitari, momenti educativi o riflessioni personali sui propri comportamenti quotidiani”.

Il Wwf Italia in questa occasione chiede alle municipalità di “impedire le pubblicità di combustibili fossili negli spazi pubblici, sul modello di quanto fatto in maniera pionieristica dalla città di Firenze o da alcune capitali europee come Amsterdam”. Inoltre “è sempre più urgente l’approvazione di una Legge nazionale sul Clima, fondamentale per avviare una trasformazione profonda e trasversale di tutti i settori. Firmando la petizione ‘Zero scuse sul clima’, ognuno potrà contribuire a rafforzare l’azione climatica nazionale”.

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Napoli: Due donne investite ed uccise in Corso Garibaldi, fermato automobilista ubriaco

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NAPOLI DONNE INVESTITE E UCCISE CORSO GARIBALDI
NAPOLI DONNE INVESTITE E UCCISE CORSO GARIBALDI

NAPOLI – Tragedia al Corso Garibaldi, dove intorno alle 19.30 si è verificato un gravissimo incidente stradale. Un’auto lanciata ad alta velocità ha travolto due donne che stavano attraversando la strada, uccidendole. La zona è stata immediatamente chiusa al traffico per consentire i soccorsi e i rilievi.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, il personale del 118 e la polizia municipale. Per una delle vittime, una cittadina ucraina di 57 anni, non c’è stato nulla da fare: è morta sul colpo. L’altra donna, anche lei ucraina e nata nel 1974, è stata trasportata d’urgenza all’Ospedale del Mare, dove è deceduta poco dopo a causa delle gravissime ferite riportate.

Secondo le prime informazioni, il conducente dell’auto sarebbe stato fermato dai militari. L’uomo, descritto come ubriaco, sarebbe risultato positivo al test. È stato sottoposto anche agli esami tossicologici, per verificare se abbia assunto anche stupefacenti. Si tratta di un 34enne, di nazionalità italiana e residente a Napoli, alla guida di una Mercedes. Dopo l’impatto con i pedoni, la corsa del veicolo è terminata contro tre autovetture regolarmente parcheggiate lungo la strada, causando ingenti danni ai mezzi coinvolti.

Sono in corso accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare il suo stato psicofisico al momento dell’impatto.

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È morto a 75 anni Salvatore Lauro, ex senatore, armatore e azionista della società Alilauro

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SALVATORE LAURO
SALVATORE LAURO

NAPOLI – È morto a 75 anni Salvatore Lauro, politico ed armatore italiano. Lauro, eletto al Senato nelle file di Forza Italia nel 1996 e poi rieletto senatore nel maggio 2001 con la Casa delle Libertà, è stato un armatore azionista della società italiana di famiglia Alilauro e membro del consiglio di Confitarma. Si è spento ad Ischia, dove era nato l’8 febbraio 1951.

Nato ad Ischia in una famiglia di origini marinare, Lauro ha dedicato gran parte della sua vita al mare e all’impegno sociale. Fin dalla giovane età si distinse per intraprendenza e determinazione, qualità che lo portarono a fondare la compagnia Lauro, diventata negli anni un punto di riferimento nel trasporto marittimo tra le isole del Golfo di Napoli e la terraferma. Sotto la sua guida, l’azienda conobbe una rapida espansione, contribuendo allo sviluppo economico e turistico della regione.

Uomo di poche parole, Lauro era noto per il suo carattere schivo e la sua riservatezza. Preferiva mantenere rapporti discreti e lontano dalle luci della ribalta, ritenendo che il successo dovesse essere accompagnato da una vita sobria. Tuttavia, la sua azione si manifestava anche attraverso iniziative benefiche e sostegni concreti alle fasce più deboli della popolazione isolana. La sua filosofia era chiara: «Chi ha ricevuto tanto dal mare, deve restituire almeno altrettanto alla propria terra».

Da tempo malato, Lauro aveva affrontato la malattia con dignità e discrezione, circondato dall’affetto della famiglia. La notizia della sua scomparsa ha suscitato immediatamente reazioni di cordoglio e riconoscenza tra colleghi, autorità locali e cittadini. Un collaboratore storico della compagnia lo ricorda come “un uomo difficile, ma giusto”, sottolineando il suo ruolo di esempio e di guida nel settore.

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Roma: Esplode bombola del gpl, crollata una palazzina

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ROMA ESPLOSIONE GPL
ROMA ESPLOSIONE GPL

ROMA – Una palazzina è crollata in seguito a un’esplosione avvenuta alle 12:50 di domenica 22 marzo nella zona di Ponte Galeria a Roma, nella periferia Ovest.

Sarebbe stata l’esplosione di una bombola di gpl a far crollare una palazzina in via Tavagnasco, in zona Piana del Sole a Roma. Lo rendono noto i vigili del fuoco. L’esplosione ha coinvolto tre villette, distruggendo tutte le pareti delle strutture e i detriti hanno danneggiato delle auto in sosta.

Al momento si registrano due feriti gravi e una settantina di persone in strada. Continuano le ricerche per individuare eventuali altre persone coinvolte. Sul posto agenti della Polizia di Stato, Vigili del fuoco ed operatori del 118.

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Napoli, tentato furto in una concessionaria di via Antigiana ad Agnano: ladri messi in fuga dalla Vigilanza

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Tentato furto nella notte tra il 21 e il 22 marzo in una concessionaria situata nella zona di via Antignana, nell’area di Agnano. L’allarme è scattato poco dopo le 23, quando la centrale operativa ha segnalato un’intrusione in corso all’interno della struttura.

Sul posto è intervenuta tempestivamente una pattuglia dell’istituto di vigilanza Prestige, che ha mantenuto il contatto costante con la centrale durante tutte le fasi dell’intervento. Secondo le prime informazioni, all’interno dell’area si trovavano tra i cinque e i sei individui, con il volto coperto, intenti a compiere il furto.

Alla vista della pattuglia, i malviventi si sono dati immediatamente alla fuga, riuscendo però ad allontanarsi portando con sé parte della refurtiva. Durante il sopralluogo sono giunte anche le forze dell’ordine, che hanno collaborato alle verifiche sul posto insieme al personale della struttura.

L’ispezione ha evidenziato chiari segni di effrazione, con danni a porte e finestre. All’interno degli uffici, inoltre, diverse postazioni risultavano rovistate e messe a soqquadro, confermando l’azione rapida ma violenta del gruppo.

Sono in corso accertamenti per quantificare il danno e risalire agli autori del colpo, anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza acquisiti dagli investigatori.

Epatite A, salgono a 53 i ricoverati al Cotugno ma i medici rassicurano: “Non è epidemia”

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EPATITE A NAPOLI
EPATITE A NAPOLI

NAPOLI – L’impennata di casi di epatite A, concentrata tra Napoli e provincia, continua a suscitare preoccupazione e, soprattutto, a raccomandare prevenzione. I ricoverati nell’ospedale Cotugno, presidio infettivologico di riferimento, sono saliti oggi a 53 rispetto ai 50 di ieri: tutti casi non gravi, ripetono i sanitari insistendo però sull’ esigenza di massima attenzione nel rispetto delle raccomandazioni.

Vaccinare i soggetti fragili, è il consiglio degli esperti, e soprattutto evitare assolutamente il consumo di frutti di mare crudi: le ordinanze di divieto nei pubblici esercizi si moltiplicano, da Napoli a Benevento ad Avellino.

Di pari passo sono crollati oggi gli acquisti nelle rivendite al dettaglio: la vendita di frutti di mare regolarmente tracciati non è vietata e il consumo del prodotto ben cotto è ritenuto sicuro, ma il virus della preoccupazione è più contagioso di ogni vibrione e quindi pescherie e grande distribuzione lamentano il brusco calo degli acquisti.

Di pari passo i carabinieri del Nas intensificano i controlli e i sequestri dei mitili di cui non è possibile stabilire la provenienza, proibiti in ogni circostanza ma ora ritenuti a maggior ragione pericolosi. Ai frutti di mare crudi, probabilmente consumati durante le feste natalizie considerando la lunga incubazione della malattia, sembra riferita la stragrande maggioranza dei contagi.

Tutti i pazienti che ho visitato hanno raccontato di averne mangiati“, spiega il dottor Raffaele Di Sarno, responsabile del pronto soccorso infettivologico del Cotugno. I ricoverati, ricorda, “hanno tra i 30 e i 40 anni e sono affetti da epatiti non complicate, che al momento non destano preoccupazione“.

L’Istituto zooprofilattico di Portici è in prima linea nei controlli. Sono stati effettuati 154 prelievi negli stabilimenti di mitilicoltura, con sette casi positivi; le verifiche sull’ortofrutta sono risultate tutte negative.

Si rafforza l’ipotesi che in periodi di intense precipitazioni gli impianti fognari si siano saturati inquinando temporaneamente tratti di mare usati per l’allevamento dei mitili. La Regione Campania dal canto suo, rafforza la filiera della prevenzione: indagini epidemiologiche e di laboratorio, campionamenti sui molluschi, monitoraggio ambientale. Disposto anche il potenziamento dell’offerta vaccinale gratuita anti-epatite A, per i soggetti più a rischio: personale sanitario e sociosanitario, operatori della filiera alimentare, pazienti fragili e popolazione pediatrica in relazione al rischio epidemiologico e di esposizione.

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Caserta: 19 cardellini accecati per aumentarne il canto, scatta il sequestro della Polizia Provinciale

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CASERTA SEQUESTRATI CARDELLINI
CASERTA SEQUESTRATI CARDELLINI

La Polizia Provinciale di Caserta, nell’ambito di un’attività di contrasto ai reati contro la fauna selvatica, ha condotto un’operazione che ha portato al sequestro di 19 esemplari di avifauna, tra cui numerosi cardellini, e alla denuncia di un uomo di 38 anni.

L’intervento è stato eseguito dagli agenti della Polizia Provinciale, coordinati dal Colonnello Biagio Chiariello, con il supporto degli attivisti esperti in fauna selvatica della LIPU di Napoli.

Le indagini hanno consentito di accertare una pratica particolarmente crudele: gli uccelli, una volta catturati e ritenuti non sufficientemente abili nel canto, venivano accecati mediante l’utilizzo di un ago infuocato, al fine – secondo una credenza diffusa negli ambienti illegali – di migliorarne le capacità canore.

Gli animali, tra cui anche canarini e altre specie protette, erano detenuti all’interno di un’abitazione situata tra Caserta e San Nicola la Strada. Il soggetto denunciato, incurante delle condizioni di benessere degli animali, li deteneva e commercializzava illegalmente, cedendoli a privati a prezzi elevati.

Nel corso dell’accesso, l’uomo ha tentato di disfarsi di uno degli esemplari lanciandolo dal balcone; tuttavia, l’animale è stato prontamente recuperato da un operatore posizionato all’esterno dell’abitazione. Oltre agli uccelli, sono stati sequestrati dispositivi di cattura, tra cui gabbie-trappola e richiami acustici.

Il responsabile, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia, è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Gli animali sequestrati sono stati affidati al C.R.A.S. – Centro di Recupero Animali Selvatici di Napoli, per le cure e la successiva reintroduzione in natura.

I reati contestati riguardano la violazione della normativa a tutela della fauna selvatica, oltre al maltrattamento di animali ai sensi dell’articolo 544 del Codice Penale. Dal Comando sottolineano come il cardellino sia una specie particolarmente protetta dalle direttive europee e oggetto di traffici illeciti, con esemplari che possono raggiungere sul mercato nero prezzi variabili tra i 100 e GLI 8.000 euro. L’operazione conferma l’impegno costante delle istituzioni nella tutela della biodiversità e nel contrasto a pratiche illegali e lesive del benessere animale.

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Castel Morrone: Scarichi di letame in fogna, la Polizia Provinciale di Caserta sequestra azienda agricola

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CASTEL MORRONE SEQUESTRATA AZIENDA AGRICOLA
CASTEL MORRONE SEQUESTRATA AZIENDA AGRICOLA

CASERTA – Nell’ambito delle attività di controllo e contrasto agli illeciti ambientali, che la Provincia di Caserta sta progressivamente intensificando su tutto il territorio in attuazione degli indirizzi impartiti dal presidente Anacleto Colombiano, la Polizia Provinciale di Caserta ha denunciato un imprenditore agricolo e posto sotto sequestro un’area di circa 1.500 metri quadrati nel Comune di Castel Morrone.

A insospettire gli agenti, coordinati dal colonnello Biagio Chiariello, è stata la presenza di liquami provenienti da una fognatura comunale, riconducibili a scarichi di letame animale.
Nel corso dell’intervento, effettuato anche con il supporto dei militari dell’Esercito Italiano, è emerso che l’intera struttura risultava abusivamente realizzata. All’interno erano ricoverati diversi animali, tra cui galline, conigli e vitelli.

Gli accertamenti svolti sul posto hanno inoltre portato alla scoperta di un pozzo abusivo utilizzato per l’approvvigionamento idrico e, in un’area adiacente, di un contatore idrico fermo nella lettura dal 2017, con conseguente utilizzo non tracciato dell’acqua per circa nove anni. Per tale motivo, il Comune provvederà all’addebito dei relativi canoni al responsabile.

È stata inoltre rilevata la presenza di una tettoia realizzata in cemento amianto, per la quale sarà necessaria la rimozione previa presentazione di un apposito piano di bonifica all’ASL competente.

A seguito delle violazioni accertate, si procederà all’emanazione di ordinanza di demolizione delle opere abusive. L’area e le condutture sono state poste sotto sequestro, mentre il responsabile, imprenditore del posto, è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

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Coppia di anarchici morti a Roma in un’esplosione, lui era di Nola

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Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone
Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone

ROMA – L’esplosione avvenuta probabilmente giovedì notte nel Parco degli Acquedotti a Roma ha causato la morte di due persone, una coppia. La deflagrazione ha causato il crollo di un casolare abbandonato, scoperto solo venerdì mattina. Una volta identificate le vittime, il quadro investigativo è completamente cambiato.

Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone sono due volti noti del panorama anarchico e secondo gli investigatori sarebbero morti durante la preparazione di un ordigno. Oggi a Roma è prevista una riunione del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Tanti gli aspetti ad chiarire, in particolare sul perché avevano scelto quel casale, e sull’eventuale filiera che ha fornito l’esplosivo.

Alessandro Marcogliano, 53enne di Nola, era stato processato per azioni a sfondo terroristico a Torino. Fu uno dei cinque condannati nel 2019 del maxi processo per terrorismo ad anarchici accusati di avere dato vita alle Fai-Fri, i gruppi che dal 2003 al 2016 si sarebbero resi autori di una quantità di ‘azioni dirette’ – dagli ordigni ai plichi esplosivi – contro politici, giornalisti, forze dell’ordine. I giudici della Corte d’Assise ad aprile di quell’anno lo condannò a 5 anni mentre ad Alfredo Cospito ne furono inflitti 20.

Sara Ardizzone, 36 anni, nata in Umbria vicino Foligno, era stata prosciolta lo scorso anno a Perugia nell’ambito dell’inchiesta Sibilla. In aula, in sede di udienza preliminare, aveva letto un lungo scritto: “Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato” aveva scandito con tono solenne davanti al giudice.

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Bimba di 2 mesi morta dopo essere stata dimessa dall’ospedale di Benevento, indagati 2 medici

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Sono due i medici indagati per la morte di una bimba di due mesi, avvenuta ieri mattina presso l’ospedale “San Pio” di Benevento.

L’avviso di garanzia è stato firmato dal sostituto della Procura della Repubblica di Benevento che, in seguito alla denuncia dei genitori alla polizia, ha aperto un fascicolo per far luce sulle cause del decesso.

La bimba, affetta da un lieve problema cardiologico e per il quale veniva seguita al “Monaldi” di Napoli, era stata ricoverata la sera di mercoledì per poi essere dimessa.

Nel giro di qualche ora – a detta dei genitori – la neonata però accusò problemi respiratori. Di qui una nuova corsa in ospedale dove dopo qualche ora il cuore della piccola cessava di battere. I genitori, ricorda il loro legale Antonio Leone, intendono far luce al più presto sulla vicenda. Lunedì pomeriggio intanto verrà effettuata l’autopsia sul corpicino della bimba.

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