mercoledì, Giugno 17, 2026
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Napoli, esercenti della Movida sul piede di guerra dopo l’ordinanza di Manfredi: “Miope e dannosa”

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“Que viva NAPOLI. Per una metropoli viva contro le ordinanze miopi e dannose, dalla parte dell’arte e della cultura”.

È quanto si legge su una locandina esposta da diversi esercenti del centro antico di NAPOLI in protesta contro l’ultima ordinanza sulla movida dal sindaco Gaetano Manfredi. In vigore fino al 24 agosto, il provvedimento dispone alcune limitazioni per i locali dell’area di piazza San Domenico Maggiore e delle zone limitrofe.

Un’ordinanza che gli esercenti aderenti alla protesta definiscono “miope e dannosa” e che “rischia di trasformare NAPOLI in un deserto. Noi vorremmo vedere NAPOLI viva e dinamica, come sa essere”. Una iniziativa di protesta è annunciata per giovedì 30 aprile, alle 17, in piazza San Domenico.

L’ordinanza dispone, dalla domenica al giovedì, la chiusura degli esercizi pubblici all’1 e, il venerdì e il sabato, alle 2.

L’orario di riapertura è fissato non prima delle 6. Stop alla vendita e alla somministrazione per asporto di bevande alcoliche e analcoliche dalle 22:30 alle 6. Limitazioni alla musica e agli eventi, con il divieto assoluto, dalle 22, di svolgere eventi occasionali, sia su strada che in piazza, che prevedano l’uso di strumenti musicali o sistemi di amplificazione.

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Avvocato Petruzzi: “Abbiamo acquisito ulteriori prove che Oppido abbia accettato il rischio che Domenico potesse morire”

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AVVOCATO PETRUZZI DOMENICO CALIENDO
AVVOCATO PETRUZZI DOMENICO CALIENDO

Abbiamo acquisito ulteriori prove che per il momento non posso rivelare le quali, a nostro avviso, confermano l’ipotesi che Guido Oppido ‘costi quel che costi’ abbia accettato il rischio che Domenico potesse morire, non facendo tutto ciò che era nelle sue possibilità per evitare il decesso“.

Così l’avvocato Francesco Petruzzi, legale di Alfonso Caliendo e Patrizia Marcolino, i genitori del piccolo Domenico deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli lo scorso 21 febbraio, a seguito delle conseguenze di un trapianto di cuore fallito, eseguito il 23 dicembre 2025.
Secondo quanto fa sapere il legale, nel comportamento adottato dal cardiochirurgo dopo il trapianto del cuore giunto da Bolzano, secondo quanto finora emerso inutilizzabile, “avrebbe escluso alcune decisioni praticando una medicina di tipo difensivo, non prendendo in considerazione terapie alternative. A questo si aggiungono nuovi elementi di prova di cui è a conoscenza anche il pubblico ministero Tittaferrante“.

Parlando con l’ANSA, l’avvocato Petruzzi ha richiamato alla memoria il caso delle acciaierie ThyssenKrupp: “la Procura, per le morti dei dipendenti causate da un incendio, contestò ai vertici dell’azienda il reato di omicidio volontario con dolo eventuale per non avere investito nella sicurezza. Credo che se per quel caso è stato contestato quel reato lo stesso valga anche per il caso di Domenico Caliendo“.

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Nicola Marrazzo candidato sindaco a Casandrino: “Voglio garantire alla mia città un salto di qualità”

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NICOLA MARRAZZO CASANDRINO
NICOLA MARRAZZO CASANDRINO

Per le elezioni amministrative al Comune di Casandrino scende ufficialmente in campo per la carica di sindaco Nicola Marrazzo, sostenuto dal movimento politico “Rinascita per Casandrino”.

Ecco le prime parole dell’ex consigliere regionale: “Mi candido a sindaco per tentare di garantire alla mia città di origine un salto di qualità dal punto di vista della vivibilità del territorio. Casandrino merita stabilità amministrativa, ovvero 5 anni di buon governo attraverso cui, insieme alla mia maggioranza, metterò in campo una vera e propria rigenerazione: ripartirò dal ripristino dei servizi essenziali come il decoro urbano, la viabilità, maggiore controllo del territorio, la riforma della pianta organica del Municipio, dialogo istituzioni con Città Metropolitana e Regione Campania.

In altre parole una visione a lungo termine capace di ricominciare dall’ordinaria amministrazione, elemento centrale senza il quale la nostra comunità non può uscire dall’isolamento istituzionale in cui è sprofondata“.

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Giovane travolto dalla sua auto: tragedia nel Beneventano, Guido Catilino muore a soli 18 anni

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Guido Catilino SAN MARTINO VALLE CAUDINA
Guido Catilino SAN MARTINO VALLE CAUDINA

BENEVENTO – Una tragedia improvvisa ha sconvolto questa mattina la comunità del Beneventano. Un ragazzo di 18 anni, Guido Catilino, originario di San Martino Valle Caudina, ha perso la vita in circostanze drammatiche dopo essere stato travolto dalla sua stessa auto. L’incidente è avvenuto in via Manzoni, nella frazione Perrillo di Sant’Angelo a Cupolo.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane era arrivato sul posto alla guida della sua Fiat 500L blu, insieme a due studentesse spagnole presenti nel Sannio per un progetto Erasmus. Ad attenderli c’era un’altra ragazza del posto, con la quale avrebbero dovuto proseguire probabilmente verso l’Università di Benevento.

Il 18enne avrebbe parcheggiato l’auto lungo una strada in salita, ma il freno a mano non sarebbe stato inserito. La vettura ha iniziato a muoversi all’indietro e, nel tentativo di fermarla, il ragazzo è stato travolto e schiacciato. L’impatto è stato fatale: nonostante l’intervento immediato dei sanitari del 118, per Guido non c’è stato nulla da fare.

A lanciare l’allarme sono state le due studentesse straniere, che hanno tentato di prestare i primi soccorsi in attesa dell’arrivo del personale medico. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri, che hanno effettuato i rilievi necessari per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.

La notizia ha scosso profondamente sia Sant’Angelo a Cupolo sia San Martino Valle Caudina, paese d’origine del giovane. Il sindaco di Sant’Angelo a Cupolo, Alessandro Pierro, si è recato sul luogo della tragedia, mentre il primo cittadino di San Martino Valle Caudina, Pasquale Pisano, ha espresso il proprio cordoglio per la prematura scomparsa del ragazzo.

L’intera comunità si è stretta attorno alla famiglia Catilino, colpita da un dolore inimmaginabile.

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Polemiche ad Afragola, Aias: “Concesso ad altri terreni negati ai bambini disabili”

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AFRAGOLA AIAS
AFRAGOLA AIAS

È paradossale che non si sia trovato spazio per i bambini disabili e poi, su quegli stessi terreni, si autorizzino interventi di altra natura che sono anche pericolosi per i nostri piccoli pazienti“.

A parlare è Ciro Salzano rappresentante dell’Aias di Afragola (Napoli): attraverso l’avvocato Sergio Pisani, l’ente ha presentato un’istanza di accesso agli atti per fare luce sulla assegnazione di alcuni terreni destinati all’esproprio da asservire allo stadio comunale adiacenti alla sede dell’associazione.

L’Aias. denuncia “una disparità di trattamento inaccettabile“. L’associazione, si legge nella nota, “aveva interesse a quegli spazi per garantire ai piccoli pazienti uno spazio ludico terapeutico ma il Comune diede parere negativo a qualsiasi tipo di autorizzazione facendo desistere l’Aias dall’acquisto. Quelle stesse aree sono state poi destinate ad impresa industriale in disprezzo della destinazione urbanistica terreno e della vicinanza della struttura sanitaria che ospita circa 700 bambini di cui circa 300 con spettro autistico“.

Salzano tramite il proprio difensore ha quindi diffidato il Comune di Afragola a trasmettere entro i termini di legge tutti i titoli edilizi e le autorizzazioni che hanno autorizzato tale concessione. L’obiettivo, si legge ancora nel comunicato, “è verificare la legittimità di scelte urbanistiche che sembrano ignorare i bisogni dei soggetti più fragili“.

Per Asia Maraucci, mamma e presidente dell’Associazione “La Battaglia di Andrea”, “una situazione del genere è inaccettabile. Non è possibile portare un figlio autistico in un centro di riabilitazione e non trovare neppure un posto per parcheggiare, ritrovandosi inoltre in un ambiente caratterizzato da rumori improvvisi, odori sgradevoli e un caos eccessivo, tutti elementi che possono creare forte disagio. Parliamo di condizioni totalmente incompatibili con un luogo che dovrebbe garantire accoglienza, serenità e supporto ad un bambino disabile. Questa mattina, ad esempio, non abbiamo nemmeno potuto parcheggiare nelle vicinanze: l’intera strada era interessata da divieti di sosta discutibili e siamo stati costretti a lasciare l’auto a centinaia di metri dal centro, affrontando ulteriori difficoltà“.

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Gratteri sul caso della grazia a Nicole Minetti: “Non commento i lavori degli altri”

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NICOLA GRATTERI CASO NICOLE MINETTI
NICOLA GRATTERI CASO NICOLE MINETTI

Io non ho mai commentato i lavori degli altri“. Così il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, a margine del convegno “Baby gang, disagio giovanile, nichilismo e responsabilità” all’Università Lumsa, a Roma, risponde ai cronisti che gli chiedono un commento sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti e di chi sia la responsabilità.

Non bisogna pensare a cose di domani o dopodomani, a ragionamenti di breve periodo. Bisogna fare ragionamenti di medio e lungo periodo, cosa che nessuno fa in Italia. È un esercizio che è finito con la prima Repubblica quando si facevano ragionamenti di progetti per l’Italia di medio e lungo periodo. Oggi non si fanno più, si discute oggi per domani, al massimo per una settimana. Noi dobbiamo avere il risultato perché dobbiamo uscire su Facebook, su Instagram e spiegare che il problema è risolto. Non funziona così“.

Così il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, al convegno “Baby gang, disagio giovanile, nichilismo e responsabilità” all’Università Lumsa, a Roma.

A furia di rincorrerci in questo modo passano gli anni e i problemi sono esattamente come quando abbiamo iniziato. Bisogna resettare tutto – aggiunge – sedersi con calma, ma con gente che ha lavorato nella vita. Quando si fanno delle riforme, e spesso si pensa che ci sia malafede e che sia qualcuno che è un imbroglione, non è così. Si tratta banalmente di incompetenze, di gente non addetta ai lavori che è messa lì per fare cose che non ha mai fatto nella vita, non ha mai studiato in teoria quel problema. Gratteri ribadisce che “bisogna incominciare a pensare nel lungo periodo, mettere i soldi nella scuola, in istruzione, per il terzo settore, per il volontariato, perché anche il volontariato costa“.

E osserva che “noi abbiamo ragazzi che non sanno leggere e scrivere in lingua italiana. Le carcere minorili sono piene di analfabeti, e lo dico con dolore con dispiacere. Questo è il dramma“.

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Casoria: Dedicato campo sportivo alla memoria di Santo Romano

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CASORIA SANTO ROMANO
CASORIA SANTO ROMANO

CASORIA – Questa mattina il Sindaco di Casoria, Raffaele Bene, insieme all’amministrazione comunale e la mamma di Santo Romano, vittima innocente della criminalità giovanile, hanno inaugurato un campo sportivo dedicato al giovane nel Parco Sportivo “Carlo Acutis” in via Duca d’Aosta.

“Gli occhi emozionati della mamma di Santo, la gioia di ragazze e ragazzi che fanno sport liberamente, la soddisfazione di chi ha sognato per anni un’area di aggregazione nel quartiere.

Sono queste le emozioni che ci ripagano di tutto il lavoro e dei sacrifici fatti per consegnare questa struttura alla città.

Il Parco dello Sport Carlo Acutis di via Duca d’Aosta è realtà, il Campo Sportivo Santo Romano è realtà. Lo consegniamo ai figli della nostra città con lo stesso amore del cuore di Santo impresso sulla porta”.

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Acerra, morte sul lavoro nell’impianto rifiuti: Pasquale Perna, operaio di 37 anni perde la vita, indagini in corso

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Acerra, morte sul lavoro nell’impianto rifiuti Pasquale Perna, operaio di 37 anni perde la vita, indagini in corso (1)
Acerra, morte sul lavoro nell’impianto rifiuti Pasquale Perna, operaio di 37 anni perde la vita, indagini in corso (1)

Acerra – Un’altra tragedia scuote il territorio napoletano, dove un operaio di 37 anni ha perso la vita in circostanze ancora da chiarire all’interno di un impianto di trattamento dei rifiuti nella zona industriale della città. La vittima, Pasquale Perna, originario di Cercola, è deceduta poche ore dopo il ricovero in ospedale a causa delle gravi ferite riportate.

L’incidente si è verificato nel tardo pomeriggio di martedì 28 aprile. Secondo una prima ricostruzione, ancora frammentaria, l’uomo sarebbe rimasto coinvolto in un grave episodio durante le attività lavorative. Quando i sanitari del 118 sono giunti sul posto, le sue condizioni sono apparse subito critiche: trasportato d’urgenza presso la clinica Villa dei Fiori, ogni tentativo di salvarlo si è rivelato vano.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto. L’area dell’impianto è stata posta sotto sequestro per consentire le indagini e preservare eventuali elementi utili.

Al momento nessuna ipotesi viene esclusa dagli investigatori. Tra le piste al vaglio vi sono quella di un possibile investimento da parte di un mezzo in movimento oppure una caduta accidentale durante le operazioni di lavoro. La Procura di Nola ha aperto un fascicolo e potrebbe disporre nelle prossime ore l’autopsia sul corpo dell’operaio.

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Morte Domenico Caliendo, l’Avvocato Petruzzi accusa i chirurghi: “Cercano lo scudo penale”

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Cosi’ l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico Caliendo, morto a due anni, dopo un trapianto di cuore eseguito dal cardiochirurgo Guido Oppido, nell’ospedale Monaldi.

“La difesa di Oppido e Bergonzoni sta cercando di far espungere dal fascicolo del gip la relazione di Oppido del 30 dicembre 2025 che costituisce il falso insieme al Diario clinico firmato da Bergonzoni. Questo e’ inaccettabile”.

Petruzzi fa riferimento alla contestazione degli inquirenti di “falso in cartella clinica” che riguarda due dei sette indagati nell’inchiesta coordinata dalla procura di Napoli, per i quali e’ fissato un secondo interrogatorio davanti al Gip Mariano Sorrentino il prossimo 8 maggio, sulla base di nuovi elementi acquisiti e a un documento che e’ parte della documentazione del management dell’ospedale.

“La relazione non fa parte degli audit, che come sappiamo sono inutilizzabili secondo la legge Gelli Bianco. Vorrebbero uno scudo penale che non esiste”, sottolinea l’avvocato. “Da un lato dicono che la scheda Cec (circolazione extracorporea) e la cartella anestesiologica, che riportano gli orari esatti, sono false – aggiunge – pero’, senza sporgere querela di falso, dall’altro vogliono cancellare la prova del falso”. Petruzzi evidenzia che un tentativo simile, di non far ammettere alcuni documenti, era stato fatto nell’udienza precedente: “come hanno fallimentarmente tentato di fare con le s ommarie informazioni testimoniali alla scorsa udienza”.

“Una volta ho detto che era finito il tempo della speranza e che iniziava il tempo delle responsabilita’, oggi dico che e’ finito il tempo delle bugie e inizia quella della verita'”, dice ancora riferendosi anche alla seconda parte dell’incidente probatorio, svolta ieri a Bari.

Petruzzi continua a ribadire la richiesta e l’ipotesi di “omicidio volontario attraverso il dolo eventuale”, che al momento non risulta contestato dagli inquirenti, sostenendo che ci sono stati “degli atti omissivi a nostro avviso volti all’occultamento che hanno quantomeno diminuito le possibilita’ di sopravvivenza di Domenico in quello che e’ successo dal 23 dicembre scorso fino al giorno della sua morte”.

Prima del secondo interrogatorio del cardiochirurgo Oppido e della seconda operatrice Emma Bergonzoni, il 4 maggio, sul fronte del risarcimento richiesto all’ospedale, “c’e’ la trattativa al Monaldi. Incontrero’ per la seconda volta l’ufficio affari legali del Monaldi, questa volta per cercare di definire la questione sul piano civile”.

“Ricordo che il risarcimento non comportera’ la mancata costituzione di parte civile al procedimento penale, noi saremo presenti nel processo fino all’ultimo giorno, perche’ l’obiettivo primario e’ la giustizia”.

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Incredibile a Grumo Nevano: si addormenta con il motore acceso in auto che prende fuoco, salvato dai Carabinieri

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Incredibile a Grumo Nevano si addormenta con il motore acceso in auto che prende fuoco, salvato dai Carabinieri
Incredibile a Grumo Nevano si addormenta con il motore acceso in auto che prende fuoco, salvato dai Carabinieri

Si addormenta nell’auto che prende fuoco e viene salvato dall’intervento dei Carabinieri. È successo nella notte a Grumo Nevano, in provincia di Napoli.

I carabinieri della sezione radiomobile di Caivano, allertati dal 112, sono intervenuti in via Principe di Piemonte per la segnalazione di un incendio di un’auto.

Arrivati sul posto i militari hanno notato che nell’auto c’era una persona al lato guida che stava dormendo.

L’uomo, un 48enne incensurato del posto, è stato estratto dall’auto poco prima che le fiamme avvolgessero il mezzo.

Da una prima sommaria ricostruzione pare che il 48enne si fosse addormentato in auto con il motore ancora acceso.

L’incendio, risultato accidentale, è stato domato. Le fiamme hanno distrutto completamente la parte anteriore del veicolo e l’interno dell’abitacolo.

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