mercoledì, Giugno 17, 2026
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Afragola: Polizia Locale sequestra 12 appartamenti e un locale commerciale, denunciato titolare

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AFRAGOLA
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AFRAGOLA – La Polizia Locale della Città di Afragola diretta dal Dirigente Comandante Colonnello Antonio Piricelli ha intensificato le attività di controllo e monitoraggio del territorio finalizzate a prevenire la lotta al mattone selvaggio.

Nell’ambito di mirati servizi di repressione di violazioni in materia di Polizia Edilizia è stato ispezionato un cantiere in Corso Garibaldi, dove è presente un fabbricato di nuova costruzione in fase di completamento composto da tre piani, per un totale di 12 appartamenti e un locale commerciale.

Dalla relazione redatta dall’Ufficio Tecnico AntiAbusivismo a seguito della ispezione è emerso che le opere sono state realizzate in difformità essenziali rispetto ai titoli autorizzativi, in violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica, sono state riscontrate violazioni in materia di distanze tra fabbricati ove viene prescritto la distanza di metri 10 tra pareti finestrate di edifici antistanti, e violazioni del Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale.

Per le difformità essenziali accertate realizzate rispetto ai titoli autorizzativi e le altre ipotesi di reato, la Polizia Locale ha proceduto al sequestro di Polizia Giudiziaria della struttura, il titolare è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.

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Incendio in un appartamento a Gragnano: Morto un 79enne, inutili i soccorsi

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INCENDIO APPARTAMENTO GRAGNANO
INCENDIO APPARTAMENTO GRAGNANO

GRAGNANO – Un uomo di 79 anni, Francesco Izzo, è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Gragnano, in provincia di Napoli.

Il corpo era riverso sulle sedie della cucina, avvolto dalle fiamme al momento dell’intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco. Il decesso sarebbe riconducibile all’incendio divampato nell’appartamento, le cause del rogo sono ancora al vaglio degli investigatori.

I rilievi tecnici sono stati affidati alla sezione investigazioni scientifiche del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata. Indagini dei carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia.

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Dal 30 aprile al 3 maggio a Napoli alla Mostra d’Oltremare la 26esima edizione del Comicon Italia

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Dal 30 aprile al 3 maggio torna Comicon Napoli – International Pop Culture Festival – XXVI edizione alla Mostra d’Oltremare con oltre 480 ospiti italiani e internazionali, più di 650 eventi e 520 espositori per quattro giorni di Fumetto, Asian, Cinema e Serie TV, Videogame, Gioco, Musica, Young, LARP, Urban, PIzza Pop. Si parte con il Magister di Comicon: Leo Ortolani, creatore di Rat-Man e fumettista italiano tra i più eclettici, pluripremiato maestro di umorismo.

A firmare il poster dell’edizione 2026 uno dei talenti più creativi e richiesti del cinema di animazione: l’illustratore e direttore artistico francese Aurélien Predal.

Per la prima volta in Italia arrivano Kazuhiko Torishima, leggendario editor di Dragon Ball, e il mangaka Makoto Yukimura, con il volume conclusivo del suo manga iniziato 20 anni fa, il bestseller Vinland Saga. E ancora, dai quattro angoli del pianeta sbarcheranno artisti come il leggendario maestro del fumetto Disney Don Rosa, i fumettisti giapponesi Shintaro Kago e Satoshi Shiki, la mangaka Kotteri, gli autori Marvel Alex Maleev e David Mack, il fumettista britannico Liam Sharp e il Maestro serbo del fumetto, R.M. Guéra.

Dall’Italia non mancheranno star del fumetto come Milo Manara, Tanino Liberatore, Simone Bianchi, Sara Pichelli Sio, Fumettibrutti, Igort, Mirka Andolfo, Caparezza con il suo Orbit Orbit e molti altri.

Tra gli ospiti più attesi, l’attore e produttore statunitense John C. McGinley, l’iconico Dr. Cox della serie tv Scrubs; i protagonisti Catalina Sandino Moreno e Scott McCord della serie Paramount+ From con due fan d’eccezione, LDA e Aka7even; l’attrice Crystal Reed, uno dei volti più amati di Teen Wolf, ma anche l’evento Netflix “Clash in Comicon” che celebrerà l’arrivo, sul servizio, di RAW, SmackDown, NXT e tutti i PLE (Premium Live Event) insieme a due storici fan, Maurizio Merluzzo e Victor Laszlo.

Con loro anche uno special guest, Zerocalcare, che porterà i suoi Due spicci sulla WWE.

Grandi ospiti anche per la sezione “Videogame” con l’attore e leggendaria voce di The last of us Troy Baker; il compositore due volte vincitore di un BAFTA Award e candidato ai Grammy Austin Wintory; il co-fondatore dello studio di videogiochi Ready At Dawn® Andrea Pessino; il compositore e sound director di Castlevania e Metal Gear Solid Tomoyuki Tanaka; Jane Perry e Kirsty Rider, attrici interpreti di Baldur’s Gate 3 ed Expedition 33; Simone Silvestri, Art Director di Housemarque, attualmente al lavoro su SAROS; l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e colonnello dell’Aeronautica Militare italiana Luca Parmitano.

Per i più piccoli e non solo, in programma anche un incontro speciale con Geronimo Stilton e Tea Stilton, che saranno protagonisti di uno spettacolo seguito da firmacopie e photo opportunity e accompagnato da un momento davvero speciale: l’incontro, per la prima volta a Napoli, con la loro creatrice Elisabetta Dami.

In anteprima a Comicon Napoli 2026 arriva anche il settimanale Topolino con una straordinaria variant cover del numero 3675 in edicola, realizzata da Giuseppe Camuncoli, con chine di Simone Paoloni e colori di Emanuele Tenderini.

“Topolino e lo sbandieramento vacanziero”, di Gianluca Fru, Roberto Gagnor e Giuseppe Camuncoli, è una rocambolesca vacanza tra le isole dell’arcipelago delle Remotas.

Non mancherà poi la musica a Comicon Napoli 2026, con TonyPitony e la sua mitica squad che saranno protagonisti di un imperdibile talk dove sveleranno i segreti, i retroscena e le follie che si celano dietro le loro migliori invenzioni musicali e digitali, oltre a i concerti come quello di Giorgio Vanni al Main Stage – Arena Flegrea. Tra le iniziative speciali, Comicon presenta Pop Wave – Comicon for Palestine, un “programma nel programma” con ospiti arabi e dalla Palestina, mostre, incontri e dibattiti, proiezioni, laboratori, iniziative. Una vera e propria ondata di attività che attraverso il fumetto, il gioco e il cinema accenderanno i riflettori di Comicon sulla causa palestinese.

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Napoli: Giornata internazionale della danza, piazza del Plebiscito diventa un palcoscenico

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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DANZA NAPOLI
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DANZA NAPOLI

NAPOLI – In occasione della Giornata internazionale della Danza, Teatro di San Carlo e Comune di Napoli festeggiano l’arte coreutica in tutte le sue forme con l’evento congiunto Napoli Città Danzante, giunto alla II edizione dopo il debutto all’interno delle celebrazioni di Napoli2500_Napoli Millenaria. Iniziativa in sinergia con la Città Metropolitana di Napoli.

L’appuntamento di quest’anno è dedicato a Napoli Capitale dello Sport in collaborazione con l’assessorato comunale allo Sport. Tanti i ragazzi che parteciperanno a piazza del Plebiscito, che diventerà un grande palcoscenico sotto la guida di Renato Zanella, direttore del Corpo di Ballo e della Scuola del Lirico partenopeo, fondata nel 1812, prima scuola di Danza in Italia. L’evento avrà luogo a partire dalle 15.

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Giovanni Sparago, il 25enne carabiniere casertano morto a la spezia, i genitori: “Si indaghi per istigazione al suicidio”

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I genitori del maresciallo dei carabinieri Giovanni Sparago, 25 anni, in servizio al comando Carabinieri di La Spezia e morto il 22 aprile dopo essersi probabilmente suicidato, hanno nominato come loro legali di fiducia gli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, che ieri hanno depositato una richiesta al pubblico ministero di La Spezia, Monica Burani, titolare dell’inchiesta, per essere interrogati. Secondo quanto viene reso noto, il padre e la madre del militare vorrebbero così raccontare confidenze ricevute dal figlio con il quale erano costantemente in contatto, ogni giorno, via telefono.

I genitori di Giovanni avrebbero in mano degli elementi che potrebbero dare una svolta alle indagini e che potrebbero convincere la Procura a cambiare la qualificazione giuridica del fatto, ipotizzando l’istigazione al suicidio.

Nei giorni scorsi il papà di Giovanni, il tenente colonnello dell’Esercito Michele Sparago, aveva inviato una lettera aperta agli organi di stampa con cui manifestava la propria incredulità sul fatto che si trattasse di un suicidio.

Suo figlio Giovanni, scriveva il padre Michele, era un giovane solare che amava la vita, era pieno di progetti per il futuro, voleva addirittura transitare da maresciallo nei ruoli di ufficiale frequentando l’Accademia Militare.

Una persona così, per il papà, “non si poteva suicidare”. Gli avvocati Crisileo attendono ora una risposta dal pm ligure.

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Castel Volturno: Bimbo nato morto, presentata denuncia, indaga la Procura su presunto caso di malasanità

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CASTEL VOLTURNO BIMBO NATO MORTO
CASTEL VOLTURNO BIMBO NATO MORTO

CASTEL VOLTURNO – Incinta alla 33esima settimana, era andata in ospedale lo scorso 24 aprile, per forti dolori all’addome, ma dopo essere stata tenuta qualche ora in osservazione era stata mandata a casa.

Il 25 Aprile è tornata in ospedale, ma con il quadro clinico peggiorato, è stata ricoverata ed operata d’urgenza con un cesareo il giorno dopo, il 26 aprile, ma ha perso il bimbo, nato già morto. La tragedia è avvenuta al Pineta grande Hospital di Castel Volturno, nel Casertano e ora gli avvocati Salvatore Capasso e Francesco Petito (Studio Metis), legali della donna, una 34enne di Casal di Principe, hanno presentato una denuncia ai Carabinieri di Castel Volturno per chiedere che sia fatta chiarezza.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere (con il sostituto procuratore Giacomo Urbano) ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, e disposto il sequestro della salma per l’autopsia.
Sequestrata dai militari anche la cartella clinica per accertare se si tratti o meno di un caso di malasanità.

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La storia del Maresciallo che accolse Kuleba bambino dopo il disastro di Chernobyl: “Per me è come un figlio, siamo ancora in contatto”

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Maresciallo Domenico Ventre E Dmytro Kuleba
Maresciallo Domenico Ventre E Dmytro Kuleba

ATRIPALDA – ”Non lo sento da qualche settimana, non lo vedo di persona da 10 anni, ma siamo sempre in contatto, anche con i miei figli. Dimytro è venuto negli anni ad Atripalda quattro-cinque volte. È come un figlio per me”.

Lo racconta all’Adnkronos Domenico Ventre, maresciallo dei Carabinieri in pensione, nato a Fracolise (Caserta), un pezzo di vita professionale ad Atripalda, in provincia di Avellino, poi trasferitosi con la famiglia a Bellinzago Novarese (Novara).

Ventre ha accolto a casa sua sin dall’estate del 1986 l’ex ministro degli Esteri del governo ucraino, Dmytro Kuleba. Dopo il disastro nucleare di Chernobyl, di cui nei giorni scorsi è stato il 40esimo anniversario, dall’Ucraina partirono molti bambini, attraverso le associazioni, per trascorrere spesso le vacanze in Italia, che era considerata più sicura per la loro salute.

Tra Avellino e dintorni ne arrivano circa 40: tra loro c’era anche il giovane Dmytro. Che anche in recenti interviste ha detto di voler tornare ad Atripalda, una volta finito il conflitto in Ucraina. ”Lui viveva in condizioni economiche difficoltose ai tempi, il reddito familiare era piuttosto basso, seppure la madre fosse un’insegnante ed il padre fosse un ambasciatore in Polonia e poi in Svizzera. Tra l’altro lo incontrai a Napoli nel 1994 per il G7”, rammenta Ventre, ”ma l’ho rivisto anche ad Atripalda e poi a Kiev, dove siamo stati con tutta la famiglia. Una città meravigliosa, ora deturpata dai bombardamenti. A Dmytro ho detto che ancora oggi casa mia è casa sua, quando vuole”.

C’è un aneddoto sull’ex ministro Kuleba che Ventre racconta con il tratto di un genitore: ”Quando Dmytro è andato via la prima volta da Atripalda, tra le lacrime di mia moglie che si era affezionata tantissimo a lui, prima che salisse sul bus diretto verso Kiev mi feci dare la sua macchina fotografica e, senza che se ne accorgesse, al posto del rullino infilai 200 mila lire, dicendogli di portare poi la macchina al collo, senza piazzarla tra i bagagli, che venivano ispezionati al dettaglio. La sorpresa fu grande al suo ritorno a casa, quei soldi sono stati una salvezza per lui e la sua famiglia, valevano ben più della futura liquidazione che avrebbero incassato sia il padre che la madre. Poi sono venuti tutti a Milano, Dmytro con i genitori è stato presente al matrimonio di mia figlia. È un pezzo della mia famiglia, per sempre”.

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A Bari incidente probatorio sue due cuori di Domenico Caliendo. L’avvocato Petruzzi: “Al via percorso verso verità”

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Incidente probatorio cuore domenico caliendo
Incidente probatorio cuore domenico caliendo

Sono passati oltre quattro mesi dal trapianto e due dalla morte di Domenico, mesi durante i quali alla famiglia Caliendo-Marcolino è stata negata la verità“.

È quanto afferma l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico, il bimbo di quasi due anni e mezzo deceduto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre 2025.

Petruzzi fa riferimento all’ incidente probatorio che prenderà il via nel pomeriggio (ore 14) nel policlinico di Bari dove, al cospetto dei periti designati dal giudice di Napoli Mariano Sorrentino e dei consulenti della procura, dei medici indagati (sette, in tutto, accusati di omicidio colposo in concorso, due anche di falso) e della famiglia del bimbo, verranno effettuati una serie di accertamenti sul cuore giunto deteriorato da Bolzano e sull’organo malato espiantato dal petto del piccolo. Per l’avvocato sono stati quattro mesi caratterizzati “da silenzi e soprattutto da bugie” ma oggi, sottolinea, “inizia un percorso al quale tutti noi daremo un contributo che porterà luce alla verità“.

La triste storia di Domenico, ribadisce il legale, “è connotata da responsabilità cliniche e auspichiamo il massimo impegno dagli esperti nominati dal giudice affinché sia restituita verità e giustizia alla sua famiglia“. Petruzzi stamattina è a Roma, al Senato, per un incontro con l’ Aido a supporto della donazione degli organi.

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Napoli canta per Domenico Caliendo: al Teatro Totò un abbraccio di musica e amore che non dimentica

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Napoli canta per Domenico Caliendo al Teatro Totò un abbraccio di musica e amore che non dimentica
Napoli canta per Domenico Caliendo al Teatro Totò un abbraccio di musica e amore che non dimentica

Napoli si stringe nel ricordo del piccolo Domenico Caliendo e lo fa nel modo che meglio la rappresenta: con la musica, il teatro e il calore della sua gente. Sarà una serata carica di emozione e solidarietà quella del 4 maggio al Teatro Totò, dove oltre quaranta artisti saliranno sul palco per rendere omaggio a un bambino diventato simbolo di dolore, ma anche di speranza.

L’evento, dal titolo “I figli… so’ pezzi ‘e core”, nasce dall’impegno del direttore artistico Francesco Merola, che insieme a Marianna Mercurio ha voluto trasformare il ricordo in un gesto concreto di vicinanza. L’intero ricavato sarà devoluto alla Fondazione Domenico Caliendo, guidata dalla madre Patrizia Mercolino, con l’obiettivo di sostenere iniziative affinché tragedie simili non si ripetano.

Durante la presentazione ufficiale, avvenuta al Caffè Gambrinus, è emerso chiaramente quanto forte sia il legame tra la città e la famiglia del piccolo Domenico. Un affetto che attraversa ogni ambito, dalla cultura alle istituzioni, e che trova nella partecipazione degli artisti una delle sue espressioni più autentiche.

«Sono profondamente commossa», ha dichiarato Patrizia Mercolino, «Napoli continua a dimostrarci una vicinanza che ci dà forza per andare avanti, nel nome di Domenico e di tutte le famiglie che vivono situazioni simili». Parole che racchiudono il senso più profondo dell’iniziativa: trasformare il dolore in un messaggio di solidarietà e impegno civile.

Accanto alla famiglia, numerose figure istituzionali e del mondo associativo, tra cui il sindaco Gaetano Manfredi e rappresentanti dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, a sottolineare l’importanza della diffusione della cultura della donazione e della legalità.

Lo spettacolo vedrà alternarsi sul palco attori, cantanti e performer della scena partenopea, uniti da un unico filo conduttore: regalare una carezza simbolica alla famiglia di Domenico e mantenere viva la memoria del bambino attraverso l’arte.

Napoli, ancora una volta, dimostra di essere una città capace di trasformare il dolore in partecipazione collettiva, dove ogni nota, ogni parola e ogni applauso diventeranno un gesto d’amore.

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Scoperta una reti di case a “luci rosse” nel Vesuviano, le prostitute versavano il denaro settimanalmente ad un 59enne

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case a luci rosse vesuviano
case a luci rosse vesuviano

TORRE ANNUNZIATA – Un presunto giro di prostituzione radicato tra Torre Annunziata, Boscoreale e Boscotrecase è stato smantellato ieri mattina grazie a un’operazione congiunta dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura oplontina.

Al centro dell’inchiesta c’è un 59enne originario di Torre Annunziata e residente a Boscoreale, finito ai domiciliari con l’accusa di favoreggiamento e gestione di case di prostituzione.

Il giudice per le indagini preliminari ha inoltre disposto il sequestro preventivo di due appartamenti, ritenuti veri e propri punti nevralgici dell’attività illecita.

L’inchiesta ha preso forma quasi per caso: tutto è iniziato da un sequestro d’urgenza effettuato dalla polizia municipale di Torre Annunziata durante verifiche su presunte irregolarità ambientali. In uno degli immobili riconducibili al 59enne, gli agenti trovarono diverse donne impegnate in attività di meretricio.

Quella scoperta ha aperto la strada a un filone investigativo molto più ampio, che ha portato gli inquirenti a ipotizzare l’esistenza di una struttura organizzata e stabile.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe messo a disposizione delle prostitute una rete di appartamenti distribuiti nell’area vesuviana, occupandosi anche di fornire schede telefoniche non intestate e di organizzare gli spostamenti, soprattutto da e verso le principali stazioni ferroviarie della Campania.

Un vero e proprio sistema, insomma, che garantiva alle donne un alloggio sicuro e una gestione centralizzata dei contatti.

Durante le perquisizioni è stata rinvenuta anche un’agendina con una contabilità dettagliata: nomi, cifre, entrate e uscite. Un documento che, secondo gli inquirenti, rappresenta una prova chiave della natura strutturata dell’attività.

Le somme annotate confermerebbero un giro d’affari tutt’altro che marginale: l’indagato avrebbe percepito tra i 400 e i 600 euro a settimana per ogni prostituta, una rendita costante che evidenzierebbe la continuità del sistema.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il 59enne avrebbe fornito parziali ammissioni rispetto alle accuse. Gli investigatori stanno ora analizzando i telefoni sequestrati, compresi quelli della moglie, per verificare eventuali ulteriori responsabilità o collegamenti con altre persone coinvolte.

Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete e accertare se il sistema potesse contare su ulteriori appoggi logistici o complicità.

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