sabato, Aprile 25, 2026
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Due folli inseguimenti la scorsa notte a Napoli: Coinvolti ragazzini

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Inseguimenti Napoli
Inseguimenti Napoli

NAPOLI – Minorenni alla guida e inseguimenti con le Forze dell’Ordine, due episodi simili nella stessa serata tra Napoli e Villaricca.

Sono sei, conducente compreso, i ragazzini all’interno di un grosso suv che tocca punte di 150 chilometri orari dopo l’alt non rispettato nei pressi di piazza Di Vittorio, zona Capodichino: si fermeranno in corso Secondigliano. Chi guida, accompagnato da coetanei e da 17enni, ha 16 anni: viene denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e guida senza patente. Spiega di aver preso l’auto del padre: “Non glielo dite – è la sua preghiera ai militari – non sa nulla”. Ma sia lui che gli altri vengono affidati ai rispettivi genitori.

Richiesta pressoché identica la rivolge agli uomini delle forze dell’ordine anche dal figlio della proprietaria di un’utilitaria fermata più o meno in quei momenti a Villaricca, dopo mezz’ora di inseguimento partito dalla stessa zona di quello precedente. “Mia madre non lo sa”, dice. Lo saprà, necessariamente, perché il minorenne viene arrestato e trasferito al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei insieme a uno dei suoi due amici: hanno 14 e 15 anni.

Durante l’inseguimento manovre pericolose fatte contromano, rotonde tagliate, guardrail più volte abbattuti: quando la folle corsa termina, i tre hanno provato la fuga a piedi, solo uno è riuscito a scappare. Nell’auto i Carabinieri trovano un coltello e una mazza da baseball.

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Sciopero nazionale di Ita Airways e Easyjet, presidi a Capodichino, Linate e Fiumicino

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SCIOPERO NAZIONALE ITA AIRWAIS EASYJET
SCIOPERO NAZIONALE ITA AIRWAIS EASYJET

Domani, giovedì 26 febbraio si terrà lo sciopero nazionale di 24 ore del personale di Ita Airways e Easyjet, con presidi dalle 10 alle 16 negli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Linate e Napoli considerato che le trattative in atto non hanno prodotto i risultati attesi” a renderlo noto Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo e Anpac che specificano: “Le lavoratrici e i lavoratori di Ita Airways hanno il diritto al rinnovo del contratto collettivo di lavoro, scaduto a dicembre 2024.

Un impianto contrattuale inadeguato sia sotto il profilo salariale che di tutele del lavoro. In questi anni in cui l’azienda è cresciuta, il traffico negli aeroporti italiani ha superato i livelli pre covid mentre l’inflazione ha pesantemente eroso i salari, è necessario che al personale di Ita Airways si rinnovi il contratto di lavoro con concreti riconoscimenti in coerenza con le richieste presenti in piattaforma.

Un giusto riconoscimento – proseguono le organizzazioni sindacali – è doveroso anche per tutti i piloti e assistenti di volo della compagnia Easyjet, i quali, a causa dello stallo nel rinnovo del contratto collettivo, scaduto a settembre dello scorso anno, e del progressivo peggioramento delle relazioni industriali ormai ai minimi storici, non hanno ancora potuto beneficiare del legittimo diritto a veder rinnovato il loro contratto e continuano a dover subire le numerose fragilità operative e organizzative causate da una programmazione inadeguata.

Per entrambe le vertenze è indispensabile un confronto serio, centrato sulla negoziazione e stipula dei diversi livelli dei contratti.

Siamo disponibili al confronto – conclude la nota – ma chiediamo ad Ita Airways e a Easyjet atti concreti e tempi certi, affinché si possa arrivare ad accordi equi che garantiscano tutele, diritti e condizioni di lavoro adeguate, in assenza dei quali proseguiremo nella nostra azione di protesta con ulteriori iniziative“.

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Morto operaio di 61anni a Cava de’ Tirreni, è caduto da un solaio in demolizione

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MORTO OPERAIO A CAVA DE' TIRRENI
MORTO OPERAIO A CAVA DE' TIRRENI

CAVA DE’ TIRRENI – Tragedia in provincia di Salerno dove un operaio 61enne di Siano ha perso la vita a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto ieri pomeriggio a Cava de’ Tirreni.

L’uomo è arrivato in condizioni disperate all’ospedale cittadino, accompagnato da una persona che – successivamente – si è rivelata essere un collega di lavoro. Inizialmente, infatti, sarebbe stata fornita una versione dei fatti differente secondo la quale il 61enne si sarebbe ferito in maniera accidentale, a seguito di una caduta.

I successivi accertamenti effettuati dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, guidati dal comandante Gianfranco Albanese, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti.

Dalle indagini, infatti, è emerso che l’uomo stava lavorando in un cantiere di via XXV luglio nel quale era in corso un intervento di demolizione del solaio. Secondo una prima ricostruzione il 61enne sarebbe caduto proprio dal solaio, riportando ferite gravissime.

La salma è stata sequestrata e resta a disposizione della Procura di Nocera Inferiore per la successiva autopsia.

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Mattarella questa mattina a Napoli per l’inaugurazione dell’anno alla Scuola Superiore della Magistratura

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è giunto a Castel Capuano, a Napoli, per la cerimonia di inaugurazione dell’anno formativo 2026 della Scuola Superiore della Magistratura.

Al suo arrivo Mattarella è stato accolto dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dal presidente della Regione Campania Roberto Fico.

Il quartetto d’archi dei Professori d’Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli, composto da Salvatore Lombardo, Pasquale Murino, Andrea De Martino e Alberto Senatore, ha eseguito l’Inno nazionale italiano all’inizio della cerimonia.

Sono previsti gli interventi del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli, e del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Le conclusioni sono affidate alla presidente della Scuola Silvana Sciarra.

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Il piccolo Domenico, morto dopo l’intervento: scontro istituzionale tra Bolzano e Napoli su procedure e responsabilità

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Il trapianto cardiaco non è riuscito e il piccolo Domenico è morto pochi giorni dopo l’intervento: è questo il drammatico contesto in cui si inserisce il confronto sempre più duro tra le strutture sanitarie coinvolte nella procedura di espianto e trapianto del cuore avvenuta lo scorso 23 dicembre. Mentre la magistratura prosegue gli accertamenti, emergono ricostruzioni divergenti su quanto accaduto nelle fasi cruciali del prelievo e della conservazione dell’organo.

Una relazione inviata al Ministero della Salute dal dipartimento di Prevenzione Sanitaria della Provincia Autonoma di Bolzano evidenzia presunte criticità operative attribuite all’équipe proveniente dalla Campania. Tra i rilievi segnalati figurano un drenaggio ritenuto non adeguato durante la perfusione, dotazioni tecniche incomplete e una quantità insufficiente di ghiaccio per la conservazione dell’organo, oltre a dubbi sulla gestione dell’eparina e sulla tempestività delle comunicazioni cliniche successive.

Di segno opposto la posizione dell’Ospedale Monaldi, che richiama il confronto avvenuto in sala operatoria con il personale locale, sostenendo che la distinzione tra ghiaccio sterile e non sterile non fosse determinante per la conservazione del cuore.

Ulteriore elemento di tensione riguarda una comunicazione successiva al prelievo citata nella relazione altoatesina, secondo cui il cuore sarebbe stato prima trapiantato e poi rimosso per disfunzione primaria. Versione successivamente smentita: il bambino, viene chiarito, è deceduto con l’organo trapiantato ancora in sede. La famiglia chiede ora di stabilire con precisione l’origine di questa discrepanza informativa.

L’inchiesta si sviluppa su più fronti. I carabinieri del Nas hanno acquisito documentazione e nominativi del personale coinvolto, mentre la procura partenopea ha disposto accertamenti tecnici sui dispositivi mobili di sette sanitari indagati per omicidio colposo. Si attende inoltre la decisione sull’autopsia, ritenuta decisiva per chiarire le cause del decesso.

Intanto la madre del bambino ha consegnato agli inquirenti una registrazione audio di una conversazione con il cardiochirurgo che eseguì il trapianto, elemento che potrebbe contribuire alla ricostruzione degli eventi.

Fuori dal piano giudiziario, resta forte la partecipazione emotiva della comunità: davanti all’ospedale napoletano si accumulano peluche e messaggi di solidarietà. Un dolore collettivo che accompagna una vicenda ancora segnata da interrogativi aperti e responsabilità da accertare.

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Camorra: favori a clan e truffe in ospedale a Napoli, 4 misure cautelari. Le mani dei Contini sul San Giovanni Bosco

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Camorra favori a clan e truffe in ospedale a Napoli, 4 misure cautelari. Le mani dei Contini sul San Giovanni Bosco
Camorra favori a clan e truffe in ospedale a Napoli, 4 misure cautelari. Le mani dei Contini sul San Giovanni Bosco

Le mani del clan Contini sull’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, con favori al clan, ricoveri e certificazioni illegittimi, medici e professionisti compiacenti per truffe assicurative.

È quanto emerso da un’indagine che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 4 persone.

Fra gli indagati un avvocato. Per delega del Procuratore della Repubblica, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 soggetti ritenuti gravemente indiziati dei reati di associazione di tipo mafioso aggravata dal carattere armato, corruzione, falsa testimonianza, false dichiarazioni all’autorità giudiziaria, falsità ideologica in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori, accesso abusivo a sistemi informatici, tentata estorsione, estorsione, usura, riciclaggio e autoriciclaggio.

Il provvedimento è stato eseguito nei confronti di 3 indagati, mentre per un quarto soggetto le operazioni sono tuttora in corso.

Le indagini, originate dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, avrebbero consentito di accertare numerose e redditizie attività illecite da parte di affiliati al clan Contini all’interno dell’ospedale San Giovanni Bosco.

In particolare è emerso che il clan, mediante minacce ed estorsioni ai danni dei dirigenti della struttura sanitaria, rapporti collusivi con pubblici ufficiali e intestazioni fittizie, avrebbe gestito di fatto i servizi di bar e buvette, nonché i distributori automatici di snack e bevande presenti all’interno del nosocomio.

Tali attività sarebbero state esercitate in assenza delle necessarie autorizzazioni, senza il pagamento dei canoni di locazione dovuti all’Asl e mediante l’abusivo utilizzo delle utenze dell’ospedale, con conseguente ingiustificato aggravio per le finanze dell’ente.

Dalle attività investigative è emerso inoltre che, attraverso un’associazione operante nel settore dei servizi di ambulanza e grazie alla complicità di personale sanitario e parasanitario, di addetti alla vigilanza privata e di dipendenti di altre ditte operanti all’interno dell’ospedale – talvolta anche mediante violenza e minacce nei loro confronti – sarebbero stati garantiti illeciti favori ad esponenti del clan.

Tra questi figurano ricoveri ospedalieri effettuati in violazione delle procedure di accesso, il rilascio di certificazioni mediche false anche per ottenere scarcerazioni illegittime e il trasporto illegale di salme in ambulanza anziché tramite servizi funebri autorizzati.

Avvalendosi della collaborazione di medici e professionisti compiacenti, gli indagati avrebbero inoltre realizzato, nell’interesse del clan Contini, numerose truffe ai danni di compagnie assicurative, simulando sinistri stradali.

Le frodi sarebbero state attuate tramite il reclutamento di falsi testimoni appositamente retribuiti e la redazione di perizie mendaci.

Tra i destinatari del provvedimento figura un avvocato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, che mettendo stabilmente le proprie competenze professionali al servizio del sodalizio, avrebbe veicolato informazioni da e verso ambienti carcerari, in particolare in relazione alle somme di denaro (c.d. ‘mesate’) destinate ai familiari degli affiliati.

L’avvocato avrebbe anche fornito consulenze finalizzate al mantenimento e all’incremento delle ricchezze accumulate dal clan, contribuito alla realizzazione delle truffe assicurative reinvestendone i proventi nell’acquisto di beni di valore (immobili, autovetture e quadri d’autore) e svolto il ruolo di intermediario con pubblici ufficiali infedeli per l’acquisizione di informazioni riservate.

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I cadetti della scuola militare Nunziatella dai bambini dell’Ospedale Pausilipon

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NUNZIATELLA E PAUSILIPON
NUNZIATELLA E PAUSILIPON

NAPOLI – Una delegazione di cadetti della scuola militare nunziatella accompagnata dal comandante della scuola, colonnello Alberto Valent e dal direttore generale dell’ospedale Santobono Rodolfo Conenna, hanno fatto visita ai piccoli ricoverati all’ospedale Pausilipon portando loro giocattoli e sorrisi.

Una visita che si inserisce in una collaborazione più ampia che vede la scuola Nunziatella al fianco dell’ospedale per la donazione di sangue, per eventi di raccolta fondi e per una sorpresa che sarà svelata durante il prossimo ballo delle debuttanti.

Il colonnello Valent, che è stato allievo dell’antica scuola militare napoletana, ha scelto di dare un’impronta fortemente sociale ed eticamente alta alla formazione dei cadetti.

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Il maestro Enzo Campagnoli sul palco dell’Ariston di Sanremo al fianco di Dargen D’Amico, Elettra Lamborghini e Samurai Jay

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Maestro Enzo Campagnoli
Maestro Enzo Campagnoli

SANREMO – Sul palco dell’Ariston ci sono artisti che cambiano di anno in anno, e poi ci sono presenze che diventano punti fermi. Tra queste, quella del maestro Enzo Campagnoli: anche nell’edizione di quest’anno il direttore d’orchestra afragolese torna a Sanremo, confermando un legame ormai consolidato con il Festival e con il pubblico che ne riconosce stile, precisione e carisma.

La sua firma musicale accompagnerà tre progetti molto diversi tra loro. Il primo è quello di Dargen D’Amico, che porta in gara Ai Ai, un brano dal ritmo brillante che gioca con il tema dell’intelligenza artificiale. Poi ci sarà il ritorno accanto a Elettra Lamborghini, con Voilà: un’intesa artistica già sperimentata nel 2020, quando Campagnoli diresse la celebre Musica (e il resto scompare). Infine, il maestro salirà sul podio anche per Samurai Jay, portando a Sanremo l’energia della scena urbana napoletana con Ossessione.

Il suo ritorno a Sanremo porta inevitabilmente con sé aspettative importanti. Lo scorso anno, la direzione di La cura per me di Giorgia fu considerata una delle esibizioni più intense dell’edizione, tanto da diventare nel 2025 il brano femminile più venduto in Italia. Un risultato che conferma la capacità del maestro di trasformare ogni performance in un momento unico, costruito su misura per valorizzare la voce che accompagna.

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Napoli, progetto “Occhio al truffatore”, il Prefetto: “Questa iniziativa merita tutto il nostro supporto”

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OCCHIO AL TRUFFATORE
OCCHIO AL TRUFFATORE

NAPOLI – “Questa iniziativa merita tutto il nostro supporto perché è molto significativa. Non è un’iniziativa nata sull’onda dell’emergenza ma si struttura sull’onda della continuità della vigilanza attenta e attiva da parte delle forze di polizia ed in questo particolare momento con Corpo della polizia locale di Napoli in prima linea“.

Lo ha detto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, intervenendo alla giornata conclusiva del progetto “Occhio al truffatore” (finanziato dal ministero dell’Interno), che nella città capoluogo ha visto particolarmente coinvolti gli agenti della polizia locale che oltre alla tradizionale opera di repressione in tutte le municipalità hanno svolto un’opera informativa di prevenzione.

L’obiettivo di scongiurare le truffe ai danni delle persone più fragili che finiscono per essere raggirate facendo leva sulla paura o sull’angoscia che possa essere accaduto qualcosa di grave ad un proprio familiare. Sono fatti odiosi perché, ha proseguito il prefetto di Napoli, “c’è la sopraffazione di una persona debole, con l’inganno“.

Oltre al valore dei beni sottratti c’è anche la disperazione di “essere stati raggirati nella propria casa“. Il Prefetto ha evidenziato, anche in questo caso, il Corpo della polizia locale “è stato vicino alla gente, vicino a chi bisogno“.

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Morte Domenico Caliendo, da Bolzano accusano Napoli: “emerse significative criticità operative”

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BOLZANO NAPOLI TRAPIANTO
BOLZANO NAPOLI TRAPIANTO

BOLZANO – Durante l’intervento di espianto del cuore donato da un bambino altoatesino di 4 anni — organo destinato al piccolo Domenico Caliendo — sarebbero emerse «significative criticità operative» da parte del team di prelievo proveniente da Napoli. È quanto riportato in una relazione inviata il 18 febbraio dal Dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia Autonoma di Bolzano al Ministero della Salute.

Secondo il documento, le contestazioni riguarderebbero tre aspetti principali: la procedura chirurgica adottata, la dotazione tecnica ritenuta incompleta e alcune incertezze nella gestione dell’anticoagulazione con eparina.

Le criticità segnalate

Nel dettaglio, al team napoletano viene contestato:

Procedura chirurgica: durante la fase di perfusione sarebbe stato effettuato un drenaggio insufficiente, provocando una massiva congestione di fegato e cuore. La situazione avrebbe richiesto un intervento correttivo urgente da parte del team di Innsbruck, anch’esso presente per l’espianto degli altri organi (fegato e reni).

Dotazione tecnica incompleta: alcune sacche e contenitori necessari sarebbero stati forniti direttamente dal team di Innsbruck e dalla sala operatoria di Bolzano. Segnalata anche una quantità ritenuta insufficiente di ghiaccio per la conservazione.

Gestione dell’anticoagulazione: il documento parla di incertezze nella somministrazione dell’eparina.

A queste osservazioni si aggiunge un’ulteriore contestazione: il feedback post-intervento da parte del centro di Napoli non sarebbe arrivato in tempi adeguati. Nella relazione si legge che, tramite il Centro Nazionale Trapianti, inizialmente l’esito del trapianto non risultava chiaro; solo in seguito sarebbe stato comunicato che il cuore era stato trapiantato e poi nuovamente espiantato a causa di una disfunzione primaria dell’organo.

La precisazione dell’Azienda Sanitaria altoatesina

Nelle conclusioni, il Dipartimento Salute della Provincia di Bolzano chiarisce il ruolo dell’Azienda Sanitaria locale, specificando che non dispone di un proprio centro trapianti. L’attività svolta riguarda esclusivamente l’identificazione dei potenziali donatori e il supporto ai team di prelievo provenienti dai centri trapianto.

Le procedure tecniche relative al prelievo, alla conservazione e al trasporto degli organi — si sottolinea — sono di esclusiva competenza dei team chirurgici di Eurotransplant e del Centro Nazionale Trapianti, che operano secondo gli standard internazionali e le procedure previste all’interno delle strutture ospedaliere altoatesine, in particolare presso l’ospedale provinciale di Bolzano.

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