mercoledì, Settembre 9, 2026
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Emergenza Caldo a Napoli: Ospedale CTO crea percorso dedicato per pazienti a rischio

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NAPOLI OSPEDALE CTO
NAPOLI OSPEDALE CTO

NAPOLI – Le ondate di calore straordinario di questi giorni richiamano l’attenzione sui rischi sanitari legati alle alte temperature, soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e pazienti con patologie croniche.

Negli ultimi tre anni al pronto soccorso dell’ospedale Cto dell’Azienda ospedaliera dei Colli di NAPOLI è stato sperimentato il Percorso calore, un protocollo dedicato all’identificazione e alla gestione dei pazienti con sospetto colpo di calore o complicanze correlate all’esposizione a temperature elevate. Il percorso consente una presa in carico tempestiva sin dall’accesso in pronto soccorso.

Il colpo di calore è infatti la forma più grave di danno da alte temperature: si verifica quando l’organismo non riesce più a disperdere il calore in modo efficace e la temperatura corporea può raggiungere o superare i 40 gradi, con possibili conseguenze su cervello, cuore, reni e muscoli. Già in fase di triage viene posta particolare attenzione ai pazienti over 65 e ai bambini sotto i 5 anni, considerati più vulnerabili. La valutazione comprende l’anamnesi clinica e farmacologica, con attenzione all’assunzione di diuretici, antipertensivi e altri farmaci che possono influenzare la risposta dell’organismo al caldo.

“È fondamentale – spiega Mario Guarino, direttore della Uoc Medicina d’Emergenza Urgenza e Pronto soccorso del Cto – riconoscere subito i segnali di allarme. Il caldo non è solo un disagio ambientale: nei soggetti fragili può diventare rapidamente un fattore di scompenso. Per questo abbiamo strutturato un percorso che consente al personale del pronto soccorso di individuare precocemente i casi sospetti, valutarne la gravità e attivare le procedure più adeguate”. Una volta preso in carico, il paziente viene valutato secondo lo schema ABCDE, con rilevazione dei parametri vitali, esami ematici dedicati, emogasanalisi, elettrocardiogramma e, se necessario, monitoraggio cardiaco. Nei casi più critici è previsto il trasferimento immediato in shock-room.

“Quando la temperatura corporea sale in modo importante – aggiunge Guarino – l’intervento deve essere rapido. Nei casi con temperatura pari o superiore a 40 gradi vengono attivate procedure di raffreddamento, idratazione e supporto clinico”.

Accanto al percorso clinico, al triage del pronto soccorso del Cto sono presenti anche distributori d’acqua a disposizione dei pazienti. Una scelta importante sotto il profilo dell’umanizzazione delle cure, perché offre un aiuto concreto soprattutto nelle giornate di caldo intenso e durante le attese, ma anche sul piano ambientale, contribuendo a ridurre il ricorso alla plastica monouso. Il protocollo definisce anche le successive fasi di osservazione e uscita dal percorso: il paziente può essere dimesso se il quadro clinico si risolve entro le prime ore dall’accesso, trattenuto in osservazione breve intensiva se necessita di ulteriore monitoraggio, oppure ricoverato nel reparto più appropriato quando le condizioni cliniche lo richiedono. Dai medici dell’Azienda ospedaliera dei Colli arriva l’invito ai cittadini a non sottovalutare sintomi come confusione, perdita di coscienza, debolezza intensa, febbre elevata, nausea, vomito, crampi o peggioramento delle condizioni generali. Particolare prudenza è raccomandata per anziani soli, bambini piccoli, persone con malattie croniche e pazienti in terapia farmacologica.

“La capacità di un ospedale di rispondere alle emergenze climatiche – dichiara la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino – passa anche dall’organizzazione. Il Percorso calore attivo al Cto conferma l’impegno dell’Azienda nel rafforzare la sicurezza dei pazienti e nel mettere competenze, procedure e tempestività al servizio della comunità, con attenzione anche all’accoglienza e alla sostenibilità”.

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Napoli: Continua la protesta dei disoccupati, notte sul tetto del Maschio Angioino, cortei e traffico in tilt

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NAPOLI DISOCCUPATI
NAPOLI DISOCCUPATI

NAPOLI – Hanno trascorso la notte sul tetto del Maschio Angioino alcuni disoccupati a Napoli.

È da ieri che è in atto la protesta organizzata dalle sigle ‘Movimento 7 Novembre’ e ‘Cantiere 167 Scampia’. Il motivo è che al momento, secondo quanto riferiscono alcuni loro portavoce, non ci sarebbe nessuna certezza per i 600 tirocini che sarebbero dovuti partire il prossimo 1 luglio “nonostante la firma dei contratti“.

Dopo la notte trascorsa sul tetto del Maschio Angioino, un corteo di protesta dei disoccupati sta attraversando il centro di Napoli. Il traffico al momento risulta bloccato. Nonostante il grande caldo gli attivisti delle sigle ‘Movimento 7 Novembre’ e ‘Cantiere 167 Scampia’ non mollano. Vogliono risposte sui 600 tirocini che sarebbero dovuti partire il prossimo 1 luglio.

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Afragola: Processo Martina Carbonaro, l’ex ripreso da telecamere da solo dopo omicidio

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AFRAGOLA PROCESSO MARTINA CARBONARO
AFRAGOLA PROCESSO MARTINA CARBONARO

AFRAGOLA – Una telecamera del Comune di Afragola ha ripreso Alessio Tucci, reo confesso e imputato dell’omicidio della 14enne Martina Carbonaro uccisa il 26 maggio 2025, mentre cammina da solo pochi minuti dopo aver ucciso la ragazza in un casolare nei pressi dello stadio comunale.

Il particolare è emerso nel corso dell’interrogatorio del brigadiere Michele Carusone, della stazione Carabinieri di Afragola, ascoltato oggi all’udienza del processo che si celebra davanti alla seconda sezione della Corte di Assise di Napoli.

Nelle immagini mostrate in aula si vede Tucci che indossa un telo o un oggetto non meglio identificato sopra della maglia, probabilmente per coprire le macchie di sangue sulla sua maglietta nel tragitto percorso per rientrare nella sua abitazione.

I Carabinieri non hanno trovato la maglia bianca che Tucci indossava prima dell’omicidio, mostrata dalle telecamere comunali che hanno seguito il percorso di Tucci e di Martina Carbonaro mentre camminavano insieme nelle strade di Afragola.

Prima una mano, poi un ginocchio e alla fine i jeans: c’erano già stati in quella stanza del casolare abbandonato dello stadio Moccia di Afragola ma quella sera, spostando un oggetto da un cumulo di masserizie, sono riusciti a capire che sotto quell’armadio c’era il corpo di Martina, la 14enne uccisa il 25 maggio 2025 dall’ex reo confesso Alessio Tucci, 19 anni (oggi su disposizione del giudice, collegato in videoconferenza).

A parlare, oggi, nell’aula 116 del tribunale di Napoli, davanti ai giudici della seconda corte di assise, è uno dei carabinieri che si sono occupati delle ricerche di Martina quando risultava ancora scomparsa.

In aula oggi, i genitori della ragazzina, che in lacrime ha assistito alle prime dichiarazioni del militare per poi allontanarsi quando è iniziata la proiezione delle foto del luogo del ritrovamento. Oggi secondo il cronoprogramma fissato, è previsto che testimonino anche altri due carabinieri, tra cui il comandante della stazione di Afragola. In precedenza, durante altri due sopralluoghi gli stessi carabinieri avevano trovato tracce della presenza di Martina scorgendo prima quelli che sembravano i suoi occhiali e poi anche il cellulare geolocalizzato per l’ultima volta proprio nei pressi di quella struttura abbandonata che , si apprenderà da alcuni testimoni, la ragazzina frequentava con quel ragazzo.

Diversi gli indizi scoperti allora, anche tracce di sangue e forse anche quell’oggetto, una pietra di cemento, con tracce ematiche. Tutto partì quando, dopo avere sentito il 19enne, i carabinieri, facendo dei riscontri con le immagini dei sistemi di video sorveglianza, scoprirono che il giovane aveva mentito.

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Napoli: 23enne ferita a colpi arma fuoco a San Giovanni a Teduccio, fermato il compagno: contestato tentato femminicidio

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Napoli 23enne ferita a colpi arma fuoco a San Giovanni a Teduccio, fermato il compagno contestato tentato femminicidio
Napoli 23enne ferita a colpi arma fuoco a San Giovanni a Teduccio, fermato il compagno contestato tentato femminicidio

Un decreto di fermo è stato eseguito nei confronti di un uomo di 30 anni ritenuto l’autore del ferimento della 23enne raggiunta da colpi di arma da fuoco ieri pomeriggio a Napoli.

Si tratterebbe del compagno della 23enne, al quale è contestato il tentato femminicidio.

Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti della Squadra mobile di Napoli nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura partenopea.

Il ferimento è avvenuto nel pomeriggio di ieri in un’abitazione nella zona orientale della città, tra i quartieri San Giovanni a Teduccio e Barra. La ragazza è stata trasportata all’Ospedale del Mare dove è ricoverata non in pericolo di vita.

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Grande festa della vela napoletana per il libro “Storie e campioni di Napoli nell’America’s cup” di Carlo Zazzera

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GRANDE FESTA DELLA VELA NAPOLETANA PER IL LIBRO “STORIE E CAMPIONI DI NAPOLI NELL’AMERICA’S CUP” DI CARLO ZAZZERA

Folla di campioni e protagonisti napoletani dell’America’s Cup ieri al Circolo Canottieri Napoli , con i saluti in video di Francesco de Angelis e Vincenzo Onorato

È stata una grande festa della vela napoletana quella che si è svolta ieri al Circolo Canottieri Napoli. Si sono ritrovati tanti protagonisti partenopei delle sfide di America’s Cup, da Azzurra a Italia, dal Moro di Venezia a Luna Rossa, fino a Mascalzone Latino, per tenere a battesimo il nuovo libro di Carlo ZazzeraStorie e campioni di Napoli nell’America’s Cup”, edito da LeVarie di Marco Lobasso, con la prefazione di Antonio Vettese

Dopo gli interventi istituzionali, si sono alternati tutti i protagonisti raccontati nel libro e presenti in sala, da Carlo Bertorello, progettista di Azzurra 1987, ad Aldo Migliaccio, skipper di Italia 1987, con Donato Pagliarulo che era nello shore team a Freemantle. Grande emozione con i campioni del Moro di Venezia: Lars Borgström, Vittorio Landolfi, Sergio Mauro, Ulisse Vicinanza hanno ricordato insieme l’esperienza vincente in Louis Vuitton Cup nel 1992 e, con Roberta Reisino, moglie del compianto Davide Tizzano, hanno reso omaggio al campione scomparso pochi mesi fa e grande protagonista della sfida lanciata da Raul Gardini. Ampio spazio è stato dedicato ai successi di Luna Rossa, con Lars Borgström, unico napoletano ad aver rivinto la Louis Vuitton Cup anche con il team di Patrizio Bertelli, insieme con Fabiana De Rosa che era nel team comunicazione nel 2000, e con un prestigioso contributo video di Francesco de Angelis, lo skipper di quella sfida, primo timoniere non anglosassone a conquistare il trofeo. Folta la rappresentanza di Mascalzone Latino, che ha partecipato alle edizioni del 2003 e 2007, guidata da Paolo Scutellaro, a capo della prima spedizione, e Francesco “Cecchi” Aversano, che ha coordinato la seconda. Con loro c’erano Francesco De Vita, Massimo Paradiso, Valeria Lombardi e ancora Lars Borgström, che nel 2007 passò con il team di Vincenzo Onorato. L’armatore, assente per impegni personali, non ha voluto far mancare il suo saluto in video, ricordando l’importanza dei racconti presenti nel libro per la storia del rapporto tra Napoli e l’America’s Cup. 

Al tavolo  erano presenti il presidente del Circolo Canottieri Napoli, Giancarlo Bracale, la consigliera nazionale della Fiv e direttrice della Scuola Vela Mascalzone Latino, Antonietta De Falco, il presidente nazionale dell’Ussi, Gianfranco Coppola, con l’autore e l’editore e la moderazione della giornalista Rossella Raganati. Sono intervenuti l’assessora allo sport della Regione Campania, Fiorella Zabatta, l’assessora allo sport del Comune di Napoli, Emanuela Ferrante, il vice presidente della Fiv V Zona-Campania, Enrico Milano, la professoressa Valentina Lopresto dell’Università Federico II di Napoli in rappresentanza della giuria del Carbon Fiber Design Contest, con un contributo video del giornalista Antonio Vettese, autore della prefazione del volume. 

“Storie e campioni di Napoli nell’America’s Cup è un volume che racconta i rapporti tra Napoli e il trofeo di vela più antico del mondo – spiega l’autore, Carlo Zazzera -. Non è però destinato solo agli appassionati, ma soprattutto a tutti coloro i quali non conoscono l’America’s Cup e vogliono scoprire cos’è questo grande evento internazionale, di sport e non solo, che nei prossimi mesi irromperà nella quotidianità della città, offrendo il più grande spettacolo sportivo nel mare del Golfo”. 

Il libro è al fianco dell’iniziativa Carbon Fiber Design Contest, ideata dall’ingegnere Domenico Brigante per dare lustro alla scuola napoletana dei materiali compositi, organizzata da Olympus e Tepco. I proventi netti della vendita del volume saranno devoluti all’ASD Black Dolphin per sostenere corsi di vela per ragazzi in difficoltà di Napoli e provincia.

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Napoli, il blackout a Piazza Municipio è stato risolto, ma registrate perdite per 100mila euro per i commercianti

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Napoli, il blackout a Piazza Municipio è stato risolto, ma registrate perdite per 100mila euro per i commercianti
Napoli, il blackout a Piazza Municipio è stato risolto, ma registrate perdite per 100mila euro per i commercianti

Danni economici consistenti, con mancati introiti stimati in almeno 100 mila euro. Commercianti e ristoratori di corso Umberto a Napoli e parte del centro storico hanno un diavolo per capello: così, per le conseguenze dell’incendio sviluppatosi lunedì in un cunicolo dedicato ai sottoservizi, che ha privato più di 2800 utenze napoletane dell’energia elettrica, c’è chi pensa a una class action.

«Veniamo da due giorni di totale emergenza, in un periodo di pre-saldi», lamenta Alfredo Catapano, presidente di Federmoda-Confcommercio e proprietario di due negozi sul Rettifilo. Al Centro Studi della sigla associativa – riporta La Repubblica Napoli – è stato chiesto di quantificare i danni: il blackout ha avuto, da queste parti, conseguenze importanti. Ieri si sono conclusi i lavori definitivi di ripristino della rete elettrica nell’area interessata dall’incendio: i tecnici di E-Distribuzione hanno riportato la rete al suo normale assetto di esercizio. Ma solo alle 16 una buona parte delle utenze ha recuperato la piena funzionalità della linea telefonica e dei collegamenti internet.

«Nel frattempo ci siamo dovuti industriare acquistando pos portatili d’emergenza, limitando i danni», racconta Catapano. «Non tutti i gestori telefonici hanno ripristinato il servizio, c’è chi ha perso fino a duemila euro al giorno», spiega Rosario Ferrara, presidente dell’associazione commercianti Toledo Spaccanapoli. Sul piede di guerra anche strutture ricettive e b&B, il malcontento è tangibile.

«Al danno dei mancati incassi si aggiunge la beffa di tanto cibo avariato da buttare», denunciano più ristoratori. «Si lavori di più sulla prevenzione, è la seconda volta in due anni che si verifica un blackout simile», aggiunge Catapano.

Anche ieri, come mercoledì, le sedi di corso Umberto I, Mezzocannone e San Marcellino dell’università degli studi di Napoli Federico II sono rimaste chiuse, con dipendenti e collaboratori che hanno operato in regime di smart working straordinario: oggi si torna alla normalità.

Anche perché ieri, spiega E-Distribuzione, sono stati disinstallati tutti i dispositivi temporanei messi in campo durante la fase emergenziale, tra cui le cosiddette “power station” e il cavo esterno provvisorio, utilizzati da martedì per garantire la continuità del servizio alle utenze coinvolte.

«Le attività – spiega l’azienda – hanno richiesto un intervento complesso e articolato, portato avanti senza sosta dalle squadre operative, che hanno lavorato in condizioni complesse per assicurare tempi rapidi di ripristino e ridurre al minimo i disagi per cittadini e imprese. Determinante, in tutte le fasi dell’emergenza e del successivo ripristino, la piena collaborazione con il Comune, la prefettura, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine. Il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti ha consentito di operare in sicurezza e di accelerare le attività, garantendo un ritorno alla normalità in tempi contenuti». Napoli non è un caso isolato, in una torrida estate dalle temperature elevatissime: in Francia mercoledì 120.000 persone sono rimaste senza energia elettrica a causa di guasti ai cavi legati alle ondate di calore.

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Caivano, potenziali aree di spaccio di droga: il prefetto istituisce ‘zone rosse’, anche al parco verde

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Caivano, potenziali aree di spaccio di droga il prefetto istituisce ‘zone rosse’, anche al parco verde
Caivano, potenziali aree di spaccio di droga il prefetto istituisce ‘zone rosse’, anche al parco verde

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha emanato un provvedimento di istituzione di zone a vigilanza rafforzata nelle aree urbane del comune di Caivano, così come disposto in seno alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica estesa alla partecipazione del procuratore di Napoli Nord e del sindaco di Caivano.

Il provvedimento è stato adottato “per attuare un maggior controllo e per potenziare la sicurezza urbana nelle aree oggetto di spaccio di sostanze stupefacenti, in quelle della cosiddetta malamovida, nonché per garantire ai cittadini l’utilizzo libero e sicuro degli spazi pubblici, sottraendoli a fenomeni di illegalità, degrado e marginalizzazione”.

Queste le zone interessate dal provvedimento prefettizio di istituzione delle cosiddette “zone rosse”: Parco Verde, Bronx, Iacp, Via Visone, Via Santa Barbara; Corso Umberto, via De Gasperi, via Campiglione-Via Lanna.

Il prefetto evidenzia che “l’istituzione di zone a vigilanza rafforzata persegue una finalità di prevenzione generale e un’importante funzione di deterrenza contro il compimento di illeciti, contribuendo significativamente ad assicurare la piena e libera vivibilità degli spazi pubblici, contrastando il pericolo per l’ordinato vivere civile e fornendo una risposta immediata ed efficace alle istanze di sicurezza della cittadinanza”.

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Tragedia sul lavoro in provincia di Napoli, operai cadono da impalcatura durante lavori palazzetto: morto un 57enne

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Tragedia sul lavoro in provincia di Napoli, operai cadono da impalcatura durante lavori palazzetto morto un 57enne
Tragedia sul lavoro in provincia di Napoli, operai cadono da impalcatura durante lavori palazzetto morto un 57enne

È morto Carmine Spirito, l’operaio 66enne che insieme ad un collega stamattina è precipitato da una impalcatura per circa 5 metri.

Le condizioni dell’uomo, che con Bruno Sirignano, 57 anni, era impegnato nei lavori di riqualificazione del palazzetto dello sport di Comiziano, in provincia di NAPOLI, erano subito apparse gravi. Sirignano ha riportato traumi alle gambe.

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Il west di Sergio Leone rivive in Irpinia: Il borgo di Torella dei Lombardi trasformato in un grande set cinematografico tra spettacoli, musica, cultura ed enogastronomia

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TORELLA DEI LOMBARDI (AVELLINO)
TORELLA DEI LOMBARDI (AVELLINO)

TORELLA DEI LOMBARDI (AVELLINO) – Per tre giorni il cuore dell’Irpinia parlerà il linguaggio del grande cinema western. Dal 3 al 5 luglio il centro storico di Torella dei Lombardi ospiterà una nuova e sorprendente edizione di Sapori Antichi, manifestazione organizzata dalla Pro Loco Candriano, con il patrocinio del Comune di Torella dei Lombardi e la direzione artistica di Roberto D’Agnese per Omast Eventi. Ospite d’eccezione sarà Enzo Santaniello, il celebre “piccolo McBain” del capolavoro C’era una volta il West, protagonista di un incontro dedicato ai ricordi del set e all’eredità cinematografica di Sergio Leone.

L’intero programma accompagnerà i visitatori in un viaggio che intreccia cinema, musica e memoria. La colonna sonora dell’evento sarà affidata ai linguaggi musicali che più evocano l’immaginario western: country, blues e folk animeranno piazze e vicoli con concerti dal vivo e spettacoli itineranti, trasformando ogni angolo del borgo in un’esperienza immersiva.

Ad aprire il festival saranno i Frogs, mentre nelle tre serate si alterneranno Walking Trees, Mandolino Blues, Fabio Hollerin Clarizia, Maxie Freeman & Band, il duo Pierpaolo Provenzano e Lele Caliendo, Poterico, Barabba Blues, Peppe O’ Blues & Hell’s Gobra e Anna Della Ragione. A completare l’atmosfera del villaggio western saranno le esibizioni country curate dal gruppo folk della Pro Loco e gli spettacoli itineranti dell’associazione La Frontiera del Sogno – Meatfield Town, ispirati ai grandi classici del cinema di Sergio Leone.

Un omaggio speciale sarà dedicato al sodalizio artistico tra Sergio Leone ed Ennio Morricone, le cui colonne sonore hanno contribuito a rendere immortale il western all’italiana. Tra gli appuntamenti più attesi il concerto-spettacolo “Ennio Morricone – Il suono di una vita”, con Fabio Santini, Michela Podera, Raffaele Mezzanotti ed Emma Cucchi, e l’esibizione del maestro Luis Di Gennaro, interprete delle musiche del grande compositore.

La manifestazione offrirà anche numerosi appuntamenti culturali. Ad aprire il programma, venerdì 3 luglio, sarà il convegno “Rigenerazione urbana e nuove dinamiche di coesione sociale”, a cura dell’Ordine degli Architetti della provincia di Avellino, seguito da una proiezione cinematografica all’aperto. Sabato sarà invece il giorno del cortometraggio “Lo sai di chi sei figlio tu…”, realizzato dagli studenti dell’Istituto Criscuoli insieme all’Associazione Sergio Leone, e dell’incontro con Enzo Santaniello, che racconterà al pubblico i ricordi del set di C’era una volta il Weste la sua esperienza accanto al maestro Sergio Leone. Completa il programma la presentazione del volume “La storia di Ulysses S. Grant” di Stefano Jacurti.

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La Consulta per i Diritti delle Persone con Disabilità di Caivano: “Sul tema della disabilità il silenzio delle istituzioni non può essere una risposta”

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La Consulta per i Diritti delle Persone con Disabilità del Comune di Caivano ritiene doveroso informare la cittadinanza di una situazione che desta profonda preoccupazione sotto il profilo istituzionale e della partecipazione democratica.

Negli ultimi mesi la Consulta ha trasmesso diverse note e richieste di chiarimento al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, agli Assessori competenti e ai Consiglieri Comunali, affrontando questioni che riguardano direttamente i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Tra i temi portati all’attenzione dell’Amministrazione vi sono l’inclusione dei minori con disabilità nelle attività estive promosse sul territorio comunale, l’accessibilità dei servizi, la piena partecipazione alla vita sociale e le misure necessarie a garantire pari opportunità a tutti i cittadini.

Ad oggi, nonostante le comunicazioni inviate e i successivi solleciti, la Consulta non ha ricevuto alcun riscontro. Non si tratta di una questione che riguarda la Consulta in quanto tale. Riguarda invece il rapporto che le istituzioni instaurano con le persone che rappresentano bisogni, istanze e diritti troppo spesso ignorati o relegati ai margini del dibattito pubblico. La Consulta è un organismo istituito dal Comune di Caivano con finalità consultive e propositive. Il suo compito non è quello di alimentare polemiche né di contrapporsi all’Amministrazione, bensì di contribuire, attraverso il dialogo e la collaborazione, alla costruzione di politiche realmente inclusive e rispettose della dignità delle persone con disabilità.

Proprio per questo motivo appare incomprensibile il perdurare di un silenzio istituzionale su questioni che riguardano bambini, ragazzi, famiglie e cittadini che quotidianamente affrontano difficoltà e necessitano di risposte concrete. Particolare attenzione è stata rivolta alle attività estive destinate ai minori. La Consulta ha chiesto di conoscere quali misure siano state previste per garantire una reale inclusione dei bambini e dei ragazzi con disabilità e se, nei casi in cui ciò sia necessario, siano previsti adeguati sostegni educativi individualizzati affinché nessuno venga escluso dalla partecipazione alle attività proposte. Sono domande semplici, legittime e coerenti con la missione istituzionale della Consulta. Domande che meritano risposte.

Le recenti prese di posizione della Consulta sul tema dell’autismo e dei servizi destinati ai giovani e agli adulti con disabilità dimostrano l’impegno costante dell’organismo nell’affrontare questioni concrete che interessano numerose famiglie del territorio. Proprio per questo motivo appare ancora più incomprensibile l’assenza di un confronto istituzionale su temi che riguardano diritti fondamentali, inclusione sociale e qualità della vita delle persone con disabilità. Una comunità si misura dalla capacità di ascoltare le persone più fragili e di costruire occasioniconcrete di inclusione. Per questo motivo la Consulta rinnova pubblicamente la propria disponibilità al confronto e alla collaborazione con tutte le istituzioni comunali, nella convinzione che il dialogo rappresenti l’unica strada per affrontare i problemi e trovare soluzioni condivise. Il silenzio, invece, non aiuta nessuno.

La Consulta continuerà a svolgere con responsabilità e determinazione il proprio ruolo, nell’interesse delle persone con disabilità, delle loro famiglie e dell’intera comunità di Caivano, auspicando che alle richieste formulate possa finalmente seguire un confronto concreto e costruttivo.

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