lunedì, Settembre 7, 2026
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Dopo 25 anni torna il Giro della Campania: la partenza il 20 settembre dalla Reggia di Caserta

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Dopo 25 anni torna il Giro della Campania la partenza il 20 settembre dalla Reggia di Caserta
Dopo 25 anni torna il Giro della Campania la partenza il 20 settembre dalla Reggia di Caserta

Il GIRO della CAMPANIA riparte dal cuore verde della Reggia di Caserta: il Parco reale. La direzione della Reggia di Caserta mette al centro del grande ciclismo professionistico il patrimonio Unesco vanvitelliano e la promozione del territorio.

L’appuntamento è il 20 settembre. Dopo 25 anni di assenza, la competizione ciclistica avrà il via nel Complesso vanvitelliano per poi attraversare numerosi comuni delle province di Caserta, Benevento, Avellino, Salerno e giungere a Napoli.

La Reggia di Caserta, simbolo identitario del nostro Paese, accoglie la rinata storica competizione di rilievo nazionale.

La collaborazione istituzionale della direzione della Reggia di Caserta con la Regione CAMPANIA rappresenta uno dei pilastri fondanti del nuovo GIRO. L’Istituto autonomo del ministero della Cultura parteciperà attivamente alla valorizzazione dell’iniziativa, trasformando il grande evento sportivo in una leva d’attrazione turistica destagionalizzata, in grado di generare un impatto positivo per l’intero indotto locale, dall’accoglienza all’enogastronomia.

“Il GIRO della CAMPANIA – afferma il direttore ad interim della Reggia di Caserta Antonio Tarasco – rappresenta un’occasione per accendere una luce nuova sul patrimonio della Nazione. Lo Sport può veicolare prospettive inedite e vincenti per i luoghi della cultura, creando connessioni con pubblici differenti ed eterogenei. La Reggia di Caserta ha grandi potenzialità per stimolare in futuro anche nuove forme di turismo e di fruizione, legate a eventi di rilievo e a partnership prestigiose”.

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Ferragosto tragico sull’Appia: Pietro Raucci muore a 38 anni dopo lo schianto in moto, la Procura dispone l’autopsia

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Ferragosto tragico sull’Appia Pietro Raucci muore a 38 anni dopo lo schianto in moto, la Procura dispone l’autopsia
Ferragosto tragico sull’Appia Pietro Raucci muore a 38 anni dopo lo schianto in moto, la Procura dispone l’autopsia

SPARANISE – Un pomeriggio di Ferragosto segnato da una tragedia lungo la via Appia. Pietro Raucci, 38 anni, residente a Marcianise, ha perso la vita in seguito a un grave incidente stradale avvenuto nel territorio di Sparanise. Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti dei carabinieri, mentre la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha disposto l’autopsia e il sequestro dei mezzi coinvolti.

L’incidente risale a sabato 15 agosto. Erano circa le 17 quando il motociclista, alla guida di una Honda Cbr 600, stava percorrendo l’Appia in direzione del casello autostradale di Capua. Il violento impatto si è verificato nei pressi dell’intersezione con viale Medaglie d’Oro.

Stando agli elementi raccolti nelle prime fasi delle indagini, la moto sarebbe entrata in collisione con una Nissan Note che viaggiava davanti al 38enne e nella stessa direzione. Una ricostruzione che dovrà però essere confermata dagli approfondimenti investigativi e dagli eventuali accertamenti tecnici sui veicoli.

L’impatto e i soccorsi

Dopo lo scontro Raucci è stato sbalzato dalla sella ed è caduto sull’asfalto. Le conseguenze dell’incidente sono apparse immediatamente molto gravi.

Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, che hanno prestato le prime cure e disposto il trasferimento del motociclista all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. La corsa verso il pronto soccorso, però, non è bastata: il 38enne è deceduto durante il trasporto.

Per i rilievi sono intervenuti i carabinieri, chiamati ora a ricostruire con precisione i secondi che hanno preceduto l’impatto e a stabilire eventuali responsabilità.

Alla guida della Nissan Note c’era un uomo di 37 anni residente a Sparanise. Il conducente è stato sottoposto agli accertamenti previsti: sia l’alcoltest sia gli esami tossicologici hanno dato esito negativo.

Autopsia sul corpo di Pietro Raucci

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un fascicolo sulla morte del 38enne e ha disposto l’esame autoptico. L’accertamento medico-legale servirà a chiarire le cause precise del decesso e potrà fornire ulteriori elementi utili all’inchiesta.

Sotto sequestro anche la Honda Cbr 600 sulla quale viaggiava Raucci e la Nissan Note coinvolta nella collisione. I mezzi potranno essere sottoposti a verifiche tecniche per accertarne condizioni, eventuali danni e altri elementi ritenuti utili alla ricostruzione della dinamica.

Le indagini proseguono. Resta intanto il dolore a Marcianise per la scomparsa di Pietro Raucci, morto a soli 38 anni in un Ferragosto trasformato in tragedia.

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Allerta Meteo gialla in Campania dalle 14 di oggi e valida per 24 ore

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ALLERTA METEO CAMPANIA
ALLERTA METEO CAMPANIA

La Protezione Civile della Regione spiega in una nota che «in considerazione delle valutazioni del Centro Funzionale sugli scenari meteorologici in atto e sulla loro evoluzione, ha emanato una allerta meteo di colore Giallo valida dalle 14 di oggi 17 agosto alle 14 di domani 18 agosto su tutta la Campania.

Si prevedono rovesci e temporali improvvisi, anche intensi a scala locale. Il quadro meteo si presenta caratterizzato da instabilità: i fenomeni temporaleschi potranno avere rapidità di evoluzione ma particolare intensità. Saranno possibili anche grandine, raffiche di vento e fulmini che potrebbero arrecare danni alle coperture e alle strutture esposte».

La protezione civile spiega che «l’avviso emanato dal Centro Funzionale della Protezione Civile regionale e diramato ai Comuni dalla Sala Operativa Unificata (SORU) evidenzia un rischio idrogeologico con fenomeni di impatto al suolo come allagamenti, esondazioni, superamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, scorrimento della acque nelle sedi stradali, innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua, caduta massi e frane dovute alla fragilità dei suoli.

Si raccomanda alle autorità competenti di porre in essere tutte le misure strutturali e non strutturali atte a prevenire, mitigare e contrastare i fenomeni previsti secondo le rispettive pianificazioni comunali di Protezione Civile. In ordine alle possibili raffiche di vento, si ricorda altresì alle autorità competenti di verificare la corretta tenuta del verde pubblico e delle strutture esposte alle sollecitazioni atmosferiche».

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Aversa, crollo nel complesso monumentale di San Francesco delle Monache: paura nel cuore del centro storico

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AVERSA
AVERSA

AVERSA – Momenti di apprensione questa mattina ad Aversa, dove un improvviso cedimento strutturale si è verificato all’interno del complesso monumentale di San Francesco delle Monache, uno dei luoghi più antichi e simbolici della città. Il crollo è avvenuto poco dopo le 8.30, generando un forte boato avvertito chiaramente anche all’interno della Casa comunale, distante pochi passi dal chiostro.

Secondo quanto riferito, il sindaco Francesco Matacena, che in quel momento si trovava nel suo ufficio, è stato tra i primi a percepire il rumore. Il primo cittadino ha immediatamente allertato il soprintendente Mariano Nuzzo, avviando la catena di intervento istituzionale.

Matacena si è recato subito sul posto, raggiunto dal Vescovo Mons. Angelo Spinillo, dal Rettore don Francesco, e da Mons. Ernesto Rascato, responsabile dei Beni Culturali della Diocesi. Presenti anche i tecnici comunali e le autorità competenti per le verifiche di sicurezza.

«Questa mattina si è verificato un cedimento all’interno del chiostro monumentale di San Francesco, uno dei luoghi più preziosi della nostra città, parte della nostra storia e della nostra identità», ha dichiarato il sindaco. «Fortunatamente, al momento del crollo non c’era nessuno nell’area e non si registrano feriti».

La zona interessata dal cedimento era già interdetta da diversi mesi su indicazione dei Vigili del Fuoco, che avevano segnalato criticità strutturali. Nonostante ciò, il crollo conferma la necessità di interventi urgenti: l’area sarà ulteriormente messa in sicurezza dall’Ufficio Tecnico comunale, che ha avviato le procedure per delimitare e monitorare la porzione danneggiata.

Il complesso di San Francesco delle Monache, di proprietà della Diocesi di Aversa, rappresenta uno dei beni storici più significativi della città. Un luogo che custodisce secoli di storia, arte e spiritualità, e che oggi necessita di un intervento congiunto per garantirne la tutela.

«Il Complesso Monumentale di San Francesco è un patrimonio che appartiene alla storia di tutti gli aversani», ha aggiunto Matacena. «Il Comune farà la propria parte, insieme alla Diocesi, alla Soprintendenza e agli organi competenti, per proteggere questo luogo così importante per Aversa. Vi terrò aggiornati sugli sviluppi».

Le squadre tecniche stanno ora valutando l’entità del cedimento e le possibili cause, mentre si lavora per definire un piano di intervento che possa mettere in sicurezza l’intero complesso e avviare un percorso di recupero strutturale.

La città osserva con apprensione, consapevole che la tutela dei suoi luoghi storici è una sfida che richiede impegno, coordinamento e investimenti.

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Castelvolturno: Uomo investito ed ucciso da un mezzo pesante, il camionista non ha prestato soccorso

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CASTELVOLTURNO
CASTELVOLTURNO

Investimento mortale a Castel Volturno, sulla trafficata statale Domiziana, dove un uomo, mentre stava attraversando, è stato travolto e ucciso da un mezzo pesante il cui conducente che non si è fermato per prestare soccorso.

La vittima non è stata ancora identificata. Dai primi accertamenti effettuati sul posto dagli agenti del locale commissariato, sembra che il corpo sia rimasto molto tempo sull’asfalto, venendo poi colpito da diverse auto, compresa la vettura dove viaggiavano due donne, che è poi finita fuori strada provocando il ferimento delle occupanti.

Le due sono state trasportate al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno con diversi traumi e contusioni.

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Controlli dei Carabinieri nel weekend di ferragosto ad Ischia e Procida

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ISCHIA E PROCIDA
ISCHIA E PROCIDA

Servizio di alto impatto in occasione del weekend di Ferragosto per i carabinieri della Compagnia di Ischia nell’isola verde e a Procida.

Strade, porti e stabilimenti balneari sono passati al setaccio dei militari dell’Arma, impegnati per garantire sicurezza e rispetto delle regole nel fine settimana più affollato dell’estate.

Il bilancio conta 519 persone identificate, 304 veicoli e 28 imbarcazioni controllate. Venti le sanzioni elevate al codice della strada, tre le persone segnalate alla Prefettura per uso personale di droga e sette quelle denunciate, quattro di queste – tra cui un 17enne – per porto abusivo di coltelli: tre nascosti all’interno di borse e valigie mentre, il quarto nel costume.

A Forio di Ischia un 39enne è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, minaccia e ubriachezza dopo aver disturbato diversi bar della zona. All’arrivo dei militari e del personale del 118, l’uomo li ha aggrediti, venendo poi definitivamente bloccato e affidati ai sanitari.

A Procida invece un 32enne è stato sorpreso in sella a una e-bike – del valore di circa mille e 500 euro – risultata rubata alcuni giorni fa a Napoli: deve rispondere di ricettazione. La due ruote è stata restituita al proprietario.

Nei guai anche il titolare 49enne di uno stabilimento a Casamicciola Terme: è stato denunciato per apertura abusiva di luoghi di spettacolo avendo organizzato un evento con un numero maggiore di clienti rispetto a quello consentito.

I controlli del fine settimana hanno impegnato anche il nucleo navale dei carabinieri di Ischia: 28 le unità da diporto controllate e 59 le persone identificate, sei le sanzioni amministrative elevate, per un importo complessivo di mille e 480 euro.

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Tentano furto in una casa nel napoletano ma scatta alert su smartphone dei proprietari: arrestati un uomo e una donna dai Carabinieri

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Tentano furto in una casa nel napoletano ma scatta alert su smartphone dei proprietari arrestati un uomo e una donna dai Carabinieri
Tentano furto in una casa nel napoletano ma scatta alert su smartphone dei proprietari arrestati un uomo e una donna dai Carabinieri

L’alert sullo smartphone ha indotto una famiglia di Lettere, nel Napoletano, a chiamare il 112 perche’ qualcuno sta tentando di entrare nella loro abitazione.

I carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia sono arrivati cosi’ in via Varo Chirico e davanti a quella casa hanno trovato due persone, un uomo di 47 anni svizzero senza fissa dimora, gia’ noto alle forze dell’ordine e una donna di 46 anni, anche lei gia’ nota, che avevano gia’ tagliato la recinzione esterna per creare un varco e accedere all’interno.

I militari dell’Arma li hanno fermati e perquisiti, trovandoli in possesso di attrezzi da scasso. Il 46enne aveva anche un coltello a serramanico con una lama di 8 centimetri. Arrestati, dovranno rispondere di tentato furto.

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Ciro Pettirosso morto in carcere nell’avellinese, la famiglia lancia appello agli inquirenti: “Accertare correttezza gestione diabete”

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Ciro Pettirosso morto in carcere nell'avellinese, la famiglia lancia appello agli inquirenti Accertare correttezza gestione diabete
Ciro Pettirosso morto in carcere nell'avellinese, la famiglia lancia appello agli inquirenti Accertare correttezza gestione diabete

Da oltre un anno e mezzo attendono risposte, i genitori di Ciro Pettirosso, detenuto affetto da diabete mellito di tipo 1, morto a 36 anni nel carcere di Bellizzi Irpino, il 7 febbraio 2025.

Secondo l’autopsia è stato vittima “di una insufficienza cardio-respiratoria acuta e terminale deteminata da uno scompenso glico-metabolico acuto con ipoglicemia severa” rivelatasi fatale per un soggetto “affetto da diabete mellito tipo 1 cronicamente scompensato”. Un esito che fa presupporre mancanze nella gestione della patologia.

La famiglia Pettirosso, a distanza di un anno e mezzo, chiede alla Procura di Avellino, di accertare se a determinare il decesso di Ciro siano state criticità nella gestione della terapia.

Gli aghi, per esempio, che si usano per l’insulina, non erano vietati nel carcere, ma secondo quanto denunciato l’iter per metterli a disposizione dei sanitari era particolarmente complesso e farraginoso malgrado si trattasse di dispositivi indispensabili per un paziente diabetico di tipo 1.

Per la famiglia in sostanza è necessario capire se tale procedura abbia concretamente garantito a Ciro la disponibilità degli strumenti più appropriati per la somministrazione dell’insulina e quali dispositivi venissero effettivamente utilizzati dal personale sanitario.

Poi c’è la presenza di THC (il principale componente psicoattivo della pianta di Cannabis) rilevata nel corpo di Ciro, che per la famiglia Pettirosso (difesa dagli avvocati Amedeo Di Pietro e Vittorio Guadalupi) rappresenta un altro aspetto da chiarire: se ha assunto marijuana, come è arrivata in carcere? Il caso è approdato anche in Parlamento, con un’interrogazione parlamentare alla quale il ministro Nordio ha risposto nel giugno 2025 riferendo che le cause del decesso erano ancora in corso di accertamento.

I genitori di Ciro, chiedono di sapere come è morto e, soprattutto se è stato fatto il possibile per curarlo e proteggerlo, perché “se una persona muore quando è affidata alla custodia dello Stato, ogni dubbio deve essere chiarito fino in fondo”, sottolineano i due avvocati.

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Napoli, aggredito con un’arma da taglio nella notte: uomo ferito al petto e alla mano

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Napoli, aggredito con un’arma da taglio nella notte uomo ferito al petto e alla mano
Napoli, aggredito con un’arma da taglio nella notte uomo ferito al petto e alla mano

All’alba di oggi, alle 4.20 circa, i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli sono stati chiamati al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini per un uomo ferito, non identificato perche’ non aveva con se’ documenti, ma di probabili origini Nord-africane.

L’uomo ha lesioni al dorso, alla mano destra e al torace, probabilmente provocate da un’arma da taglio. E’ stato sottoposto a intervento chirurgico, non e’ in pericolo di vita e resta ricoverato.

Secondo una prima ricostruzione, il ferimento e’ avvenuto in vico Sopramuro Ave Gratia Plena. Indagini in corso per chiarire dinamica e responsabilita’ e identificare la vittima.

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Napoli, bimba nata con la fecondazione assistita non è figlia biologica dei genitori. Altre due coppie chiedono notizie

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Napoli, bimba nata con la fecondazione assistita non è figlia biologica dei genitori. Altre due coppie chiedono notizie
Napoli, bimba nata con la fecondazione assistita non è figlia biologica dei genitori. Altre due coppie chiedono notizie

Si recherà domani all’ospedale San Paolo di NAPOLI per chiedere la cartella clinica e, soprattutto, l’esatta collocazione dei loro embrioni, la coppia che nel giugno 2025, dopo avere avuto una bimba con la fecondazione in vitro, ha scoperto che la piccola non era biologicamente figlia loro.

Sulla vicenda è in corso una indagine del Nas e della Procura di NAPOLI che ipotizzano il reato di lesioni colpose.

Secondo quanto si è appreso, inoltre, ci sono altre due coppie che attendono di sapere che fine abbiano fatto i loro embrioni.

Entrambe non hanno notizie e una di queste ha già chiesto un provvedimento del giudice civile che dovrebbe pronunciarsi a settembre.

A queste due coppie, secondo quanto hanno reso noto, mancano all’appello, rispettivamente, due e tre embrioni, mentre sono quattro quelli di cui la prima coppia, quella che ha avuto la bimba, ha perso le tracce.

“Siamo ostaggio dell’azienda ospedaliera in quanto non sappiamo che fine abbia fatto il nostro materiale biologico crioconservato”, dicono i genitori che attendono la sentenza il mese prossimo.

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