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Al MANN di Napoli inaugurata la mostra “Parthenope. La Sirena e la città”

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MANN Parthenope. La Sirena e la città
MANN Parthenope. La Sirena e la città

A Napoli tutti siamo Partenopei oltre che Napoletani. E questo appellativo, che deriva dal primo insediamento greco sull’attuale collina di Pizzofalcone, è legato alla sirena Parthenope sepolta nella spiaggia sottostante.

Dall’VIII secolo a.C. un legame indissolubile ha connesso Napoli a questa creatura, prima uccello con testa femminile, poi donna con coda di pesce; se, inizialmente, le Sirene erano pericolose ammaliatrici, ben presto divennero protettrici benevole.

Parthenope, in particolare, è entrata a far parte della vita quotidiana napoletana: dalle monete dell’antica Neapolis ai rilievi, dalla fontana di Spinacorona detta “delle zizze” (dove si recavano ancora nell’800 le donne del popolo per chiedere protezione per il parto) alle decorazioni su edifici pubblici come il Teatro San Carlo o la Galleria Vittorio Emanuele, per giungere, infine, ai murales disseminati nella città.

“Parthenope. La Sirena e la città” è l’esposizione che, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 3 aprile al 6 luglio 2026, intende costruire una sorta di summa per immagini sul mito della sirena. Il percorso, curato da Francesco Sirano, Massimo Osanna, Raffaella Bosso e Laura Forte, conduce il visitatore alla scoperta delle Sirene e della sirena cara ai napoletani, Parthenope: oltre duecentocinquanta opere, dall’VIII sec. a.C. sino alla contemporaneità, tracciano un percorso suggestivo che ha attraversato secoli e luoghi, rigenerandosi continuamente sino ai film di animazione e ai giocattoli dedicati (come Barbie Sirena).

Allo stesso tempo, i manufatti esposti permettono di ricostruire storie e tradizioni legate alle origini della città di Napoli: emblematica, in tal senso, la presenza in mostra di reperti, in alcuni casi inediti, provenienti dagli scavi delle linee 1 e 6 della metropolitana, così come l’eccezionale concessione in prestito del busto in argento di Santa Patrizia (significativamente, l’opera lascerà la mostra per la prima settimana di maggio in occasione della processione in onore di San Gennaro, per poi ritornare al MANN dopo i festeggiamenti).

“Grazie ad un prestigioso Comitato scientifico, le Sirene e Parthenope emergono oltre gli stereotipi, cogliendo le mille sfumature del mito e presentandone le rielaborazioni, anche grottesche e surreali. Napoli è lo scenario indispensabile per questo: e alla città dedicheremo un settore dell’esposizione dove molti materiali saranno esposti per le prima volta, provenienti dagli scavi della metropolitana o da collezioni private, frutto dell’eccellente collaborazione con la Soprintendenza di Napoli e della generosità dei proprietari (gli eredi Caputi). Mi piace pensare a Parthenope come a una mostra in divenire che esce necessariamente dalle sale del MANN per invitare tutti ad un affascinante viaggio nella nostra città alla scoperta dei tanti luoghi consacrati alla Sirena (come la fontana di Spinacorona o la cosiddetta tomba di Parthenope nella bellissima chiesa di San Giovanni Maggiore a Mezzocannone) o dove la Sirena è rappresentata.

Questo progetto nasce anche grazie ad una rete virtuosa di collaborazioni con tante istituzioni del Ministero (Soprintendenza di Napoli, Direzione Regionale Musei della Campania, Biblioteca dei Girolamini e tanti altri Musei autonomi in tutta Italia) e la Regione Campania. L’apertura al presente e al futuro è inoltre simboleggiata, nell’Atrio del Museo, da un’opera concepita proprio per questo evento dall’artista Francisco Bosoletti che ha lavorato in un cantiere aperto al pubblico”, commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano.

“Sono lieto di inaugurare oggi questa mostra – dichiara il Direttore Generale Musei Massimo Osanna – esito di un progetto a cui ho lavorato durante il periodo della mia direzione del MANN e sviluppato attorno a uno dei temi più affascinanti e profondi dell’identità culturale di Napoli: il legame tra la città e la figura della Sirena, che attraversa i secoli e continua a vivere nella memoria e nell’immaginario collettivo. Il percorso mette in relazione archeologia, storia e linguaggi contemporanei, mostrando come il mito non sia un elemento statico, ma una narrazione in continua evoluzione, capace di rigenerarsi e di mantenere intatta la propria forza simbolica. È un progetto che coniuga ricerca e capacità narrativa, restituendo al pubblico la complessità di un racconto che attraversa il tempo”. “La mostra Parthenope. La Sirena e la città rappresenta un’importante occasione di valorizzazione del patrimonio culturale, capace di mettere in luce il profondo legame tra mito, storia e identità territoriale.

L’esposizione offre l’opportunità di rileggere un simbolo identitario in chiave contemporanea, mettendo in dialogo reperti, contesti e strumenti multimediali, valorizzando al contempo il ruolo delle istituzioni coinvolte nella tutela e nella ricerca. Ritengo particolarmente rilevante la capacità del progetto di attivare reti, anche internazionali, e di restituire al pubblico materiali inediti, ampliando le possibilità di conoscenza e accesso. Iniziative come questa confermano l’importanza di una strategia culturale che investa sulla qualità dei contenuti e sulla capacità di coinvolgere pubblici diversi, contribuendo allo sviluppo culturale e sociale dei territori. In questa prospettiva, il Dipartimento sostiene con convinzione progetti che rendono accessibili contenuti di alto valore e che rafforzano il legame tra patrimonio e comunità, promuovendo una fruizione consapevole e partecipata”, sottolinea Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la Valorizzazione del MiC.

“Era finora mancata a Napoli una mostra che indagasse il mito e l’iconografia di Parthenope, una figura ancora vivissima nell’immaginario collettivo della città, e mi pare significativo che essa sia potuta nutrire delle testimonianze materiali e delle nuove conoscenze sulla città antica derivate dalle intense indagini archeologiche condotte dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il comune di Napoli.

Tra tutte direi, la scoperta del santuario dei Giochi Isolimpici nell’area di Piazza Nicola Amore, in cui, in epoca romana, la pratica della corsa con fiaccole, la lampadoforia, teneva viva la memoria del culto delle Sirena, una chiara forma di persistenza rituale della corsa istituita nel 425 a.C. dal navarca ateniese Diotimo. Ciò testimonia, ancora una volta, quanto siano fondamentali la tutela e la ricerca ai fini della valorizzazione del nostro patrimonio culturale e quanto sia necessaria la continua interazione tra i diversi uffici del nostro Ministero”, dichiara Luigi La Rocca, Capo Dipartimento Tutela del patrimonio Culturale del MiC.

La mostra è realizzata in cofinanziamento con fondi del Ministero della Cultura e della Regione Campania (fondi di coesione 21/27) e di Scabec/Campania Artecard; Intesa Sanpaolo ha sostenuto il catalogo in pubblicazioneper i tipi della casa editrice Allemandi; l’Azienda Napoletana Mobilità- ANM – e la compagnia di navigazione Snav hanno siglato appositi accordi di partenariato con il MANN per veicolare la conoscenza dell’allestimento, rispettivamente nella metropolitana e con i ticket integrati e a bordo degli aliscafi e delle navi. “Con la mostra su Parthenope, la Regione Campania non solo rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale, ma afferma con chiarezza una visione: fare della cultura un’infrastruttura stabile di sviluppo, capace di generare identità, conoscenza e nuove forme di attrattività. Attraverso i Fondi di Coesione 2021-2027 e il Sistema Mostre, stiamo costruendo una programmazione organica e pluriennale che supera la logica dell’evento singolo e restituisce centralità ai luoghi della cultura come presìdi permanenti di crescita civile ed economica.

In questo percorso, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli si conferma protagonista, capace di attivare narrazioni che mettono in relazione il patrimonio con la contemporaneità e con il territorio. Parthenope è, in questo senso, più di una mostra: è un racconto che si estende dalla dimensione museale alla città e ai suoi paesaggi culturali, contribuendo a definire un modello di fruizione integrata e diffusa. È su questa direzione che la Regione Campania intende continuare a investire, consolidando un sistema culturale solido, connesso e sostenibile, all’altezza delle sfide e delle opportunità dei prossimi anni”, sostiene Onofrio Cutaia, Assessore alla Cultura e agli eventi della Regione Campania.

“Il nome Parthenope evoca un’immediata connessione tra la città e i suoi abitanti. Un legame inscindibile, da raccontare alle nuove generazioni. La mostra del MANN, una delle istituzioni culturali più rappresentative della città, mette in relazione elementi mitici e reali, rappresentazioni archetipiche e testimonianze materiali inedite, come i frammenti derivanti dagli scavi recenti della Metropolitana. La varietà dell’esposizione riflette la particolarità e la ricchezza simbolica della Sirena Parthenope. Ad arricchire il progetto, un gran numero di prestiti nazionali e internazionali che ritrovano, nelle sale del MANN, una location unica. La collaborazione tra musei nazionali, internazionali e collezioni private contribuisce a rendere la mostra un’eccezionale occasione di confronto, nonché un ulteriore tassello dell’offerta culturale della città sempre più articolata per i napoletani e per i turisti che avranno l’opportunità di visitarla”, afferma Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli.

In occasione di “Parthenope. La Sirena e la città” sono previsti laboratori per bambini, famiglie e scuole, a cura di Coopculture, mentre il MANNcaffè lancerà un nuovo biscotto a forma di sirena; Caronte S.p.A. ha sostenuto la realizzazione dei supporti didattici per gli itinerari dedicati ai più piccoli. Sul sito web del Museo è disponibile anche un itinerario digitale ad hoc dedicato alla mostra.

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Napoli, a Pasque riapre il giardino romantico del Palazzo Reale

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Giardino Romantico Palazzo Reale Napoli
Giardino Romantico Palazzo Reale Napoli

NAPOLI – In occasione della Pasqua riapre definitivamente il Giardino Romantico del Palazzo Reale di Napoli, dopo il complesso restauro.

Una sorpresa per i visitatori che trascorreranno al museo la prima domenica del mese in cui l’accesso è gratuito, come in tutti i siti della cultura italiani. Il giorno di Pasquetta, come era consuetudine prima del restauro, il Giardino sarà interdetto al pubblico, ma da martedì 7 aprile sarà definitivamente aperto tutti i giorni della settimana fino ad un’ora prima del tramonto.

“La riapertura del Giardino Romantico – commenta il direttore generale Musei Massimo Osanna – restituisce ai pubblici una parte importante del Palazzo Reale, ampliando e arricchendo l’esperienza di visita. L’intervento ha consentito di recuperare la leggibilità del disegno storico e dei valori della composizione ottocentesca, restituendo al giardino la sua identità di spazio in cui architettura, paesaggio e sapere botanico si intrecciano”. “Domenica è prevista anche l’apertura gratuita dei musei su iniziativa del Ministero della Cultura – ricorda la direttrice delegata Tiziana D’Angelo – Un’occasione eccellente per restituire ai visitatori del Palazzo Reale e all’intera comunità il Giardino Romantico restaurato, offrendo loro l’opportunità di riscoprirne il fascino secolare. Il giardino sarà aperto tutti i giorni della settimana, un polmone al centro della città, sempre accessibile gratuitamente”.

La ricomposizione della collezione botanica è avvenuta tramite la messa a dimora di nuovi alberi, arbusti e piante erbacee, attraverso una selezione dagli elenchi redatti da Friedrich Dehnhardt, ‘giardiniere botanico’ di Ferdinando II di Borbone, che progettò il giardino negli anni Quaranta dell’Ottocento, pur nell’adattamento ai mutati scenari ambientali.

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Napoli: Il parco Virgiliano resterà chiuso il lunedì di pasquetta

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PARCO VIRGILIANO PASQUETTA
PARCO VIRGILIANO PASQUETTA

NAPOLI – Il Parco Virgiliano resterà chiuso lunedì prossimo, 6 aprile, giorno di Pasquetta.

Il Comune di Napoli spiega che “la decisione è stata assunta per motivi di sicurezza, tenendo conto di un prevedibile afflusso di pubblico di gran lunga superiore a quello dei giorni ordinari, in un’area che attualmente è solo in parte accessibile ai visitatori a causa dei lavori in corso. La cantierizzazione di molteplici aree, recintate ma non presidiate dagli operai, rende impossibile garantire un’adeguata tutela della pubblica incolumità“.

Il Parco, pertanto, rimarrà chiuso e riaprirà a partire dalla giornata di martedì.

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Ospedale del Mare di Napoli primo centro in Campania per la chirurgia mammaria

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Ospedale del Mare
Ospedale del Mare

L’Ospedale del Mare di Napoli è il primo centro in Campania ad aver adottato la tecnica di endoscopic nipple-sparing mastectomy e-NSM (mastectomia endoscopica con preservazione del capezzolo) collocandosi tra le realtà più innovative grazie a competenze endoscopiche avanzate, a un orientamento all’innovazione tecnologica, rappresentando oggi un punto di riferimento per la Chirurgia Senologica in Campania.

Negli ultimi anni la chirurgia senologica ha conosciuto una profonda evoluzione verso tecniche sempre più mininvasive, che mirano a garantire la radicalità oncologica e, allo stesso tempo, consentono di ridurre il trauma chirurgico migliorando il risultato estetico.

In questo contesto, l’Ospedale del Mare della Asl Napoli 1 Centro si configura come uno dei poli emergenti di innovazione in Campania. Grazie allo sviluppo delle competenze endoscopiche e all’infrastruttura tecnologica presente, l’Unità operativa semplice dipartimentale di Chirurgia senologica diretta da Antonio Marano rappresenta uno dei primi centri in Campania a adottare e sviluppare approcci chirurgici mininvasivi avanzati applicabili anche alla chirurgia mammaria.

La contemporanea presenza dell’equipe dell’Unità operativa semplice dipartimentale di Chirurgia plastica, diretta da Alfredo Borriello, consente la ricostruzione immediata con protesi. Basilare anche la collaborazione e la sinergia con l’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione e di tutto il personale del Blocco Operatorio dell’ospedale del Mare, diretta da Ciro Fittipaldi.

La mastectomia endoscopica nipple-sparing (e-NSM) è una tecnica chirurgica relativamente nuova e ancora in evoluzione nel trattamento del tumore al seno e nella chirurgia profilattica per predisposizione al tumore della mammella su base ereditaria, nelle donne con mutazione genetica accertata.

In pratica è una mastectomia mininvasiva che rimuove tutta la ghiandola mammaria, preserva la cute, l’areola e il capezzolo utilizzando strumenti endoscopici (telecamera e strumenti sottili) a cui segue una ricostruzione diretta con protesi. I vantaggi principali che vengono ottenuti sono un migliore risultato estetico e psicologico (meno cicatrici visibili), un recupero più rapido con meno dolore, la possibile migliore conservazione della sensibilità del capezzolo e l’alta soddisfazione delle pazienti per il risultato finale. La e-NSM è una tecnica innovativa e mininvasiva, progettata per migliorare l’estetica senza ridurre la sicurezza oncologica ma indicata solo per casi selezionati.

“L’intervento di endoscopic nipple-sparing mastectomy e-NSM – dichiara il direttore sanitario aziendale Maria Corvino – rappresenta un importante passo avanti nella chirurgia senologica. Grazie a questa tecnica mininvasiva, le pazienti possono beneficiare di un recupero più rapido e di risultati estetici migliori, riducendo al minimo l’impatto psicologico e fisico della malattia.

Inoltre, la contemporanea presenza di tutte le professionalità che gravitano intorno al trattamento dei tumori della mammella, garantisce la multidisciplinareità e la gestione della paziente in ogni fase del percorso diagnostico-terapeutico”. “Siamo orgogliosi di aver introdotto questa innovativa procedura nel nostro ospedale, che conferma la nostra vocazione a offrire le migliori opzioni terapeutiche alle pazienti con tumore al seno. Le nostre équipe lavorano con dedizione e professionalità garantendo il successo di questa nuova tecnica di chirurgia mininvasiva”, dichiara il direttore generale della Asl Napoli 1 Centro, Gaetano Gubitosa.

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Dopo il successo a Sanremo 2026, Samurai Jay apre il concento show di Ricky Martin in italia

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO — Non solo una star internazionale sul palco, ma anche un’occasione strategica per la nuova scena musicale italiana. Il concerto di Ricky Martin, in programma il 21 giugno al Sanpark Adriatic, accende i riflettori anche sull’open act: Samurai Jay.

Il giovane artista, attivo nella scena urban italiana, arriva su un palco di rilievo nazionale, con l’opportunità di esibirsi davanti a migliaia di spettatori.

L’appuntamento al Sanpark Adriatic si inserisce tra gli eventi di punta della stagione estiva sulla costa marchigiana. La location, ormai consolidata nel circuito dei grandi live, ospiterà un pubblico eterogeneo, attirato sia dal richiamo internazionale di Ricky Martin sia dalla proposta musicale complessiva della serata.

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La lettera dei medici dell’Ospedale Monaldi, punto di riferimento per i trapianti, non generalizziamo

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LETTERA MEDICI OSPEDALE MONALDI
LETTERA MEDICI OSPEDALE MONALDI

NAPOLI – Evitare generalizzazioni che non rispecchiano la realtà dell’attività quotidiana all’ospedale Monaldi.

È quanto chiedono in una lettera aperta i direttori delle Unità operative dell’area sanitaria dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, “a fronte del perdurare dell’attenzione mediatica sulla recente vicenda” del piccolo Domenico Caliendo. I medici ritengono “doveroso ribadire alcuni elementi di chiarezza”, a partire dal fatto che “l’attività assistenziale prosegue regolarmente, garantendo ogni giorno la presa in carico di centinaia di pazienti, nel segno della qualità, della sicurezza e della responsabilità professionale. In questo contesto – proseguono – la continuità organizzativa e la stabilità dei percorsi rappresentano condizioni essenziali per assicurare efficacia e sicurezza delle cure. L’Azienda rappresenta da anni un punto di riferimento per numerose patologie ad alta complessità, con risultati clinici consolidati e professionalità riconosciute a livello nazionale”.

I professionisti, si sottolinea nella lettera aperta, “continuano a operare con impegno e senso di responsabilità, in un clima di coesione e unità, espressione di una responsabilità condivisa nella gestione di una fase complessa, nel rispetto del lavoro delle autorità competenti e degli accertamenti in corso. È pertanto auspicabile – spiegano – che il racconto pubblico di una vicenda così delicata mantenga equilibrio e senso di responsabilità, evitando generalizzazioni che non rispecchiano la realtà dell’attività quotidiana.

Resta ferma la convinzione che singoli episodi, per quanto gravi, non possano essere assunti come rappresentativi dell’attività quotidiana e dei valori che guidano il lavoro dell’intera comunità professionale”, concludono i direttori delle Unità operative dell’area sanitaria dell’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli, alla quale afferisce l’ospedale Monaldi.

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Casoria, 78enne investita in pieno centro: denunciate dalla Polizia Municipale due persone per omissione di soccorso e lesioni stradali

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CASORIA
CASORIA

CASORIA – Nel pomeriggio di martedì 31 marzo, una donna di 78 anni, residente in città, è stata travolta mentre attraversava a piedi il centro storico. L’anziana, soccorsa in condizioni critiche, è stata trasportata d’urgenza in ospedale e sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni erano inizialmente considerate di massima gravità.

La Polizia Municipale di Casoria, diretta dal Comandante Colonnello Pasquale Pugliese, ha avviato immediatamente una complessa attività investigativa che ha consentito, in tempi rapidissimi, di ricostruire l’accaduto e individuare i responsabili. Gli agenti hanno raccolto elementi ritenuti rilevanti, poi confluiti in una dettagliata informativa di reato trasmessa alla Procura della Repubblica di Napoli Nord.

Al termine degli accertamenti, un 34enne di Secondigliano e la sua compagna 32enne, residente a Napoli, sono stati denunciati per omissione di soccorso e lesioni stradali in concorso di reato. L’autovettura guidata dall’uomo, ritenuta coinvolta nell’investimento, è stata posta sotto sequestro penale.

Per l’uomo è scattata un’altra denuncia per guida senza patente, fattispecie reiterata nel 2024 e nel 2025.

Ulteriori verifiche hanno inoltre evidenziato che il veicolo era privo di copertura assicurativa. Per il proprietario è scattata una sanzione amministrativa pecuniaria da 866,00 euro a 3.464,00 euro, con sequestro del veicolo ai fini della confisca.

Si ricorda che le persone sottoposte a indagine sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Contro i provvedimenti adottati sono ammessi i mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

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Migliora il tempo in Campania, ma persiste l’allerta meteo per le zone interne appenniniche

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ALLERTA METEO CAMPANIA
ALLERTA METEO CAMPANIA

CAMPANIA – La perturbazione meteorologica che ha interessato la Campania sta lasciando la regione e le condizioni atmosferiche sono in netto miglioramento. Dalle ore 14 di oggi cessa l’allerta meteo su tutto il territorio ad esclusione della sola zona 4 (Alta Irpinia e Sannio) dove il Centro Funzionale ha valutato di prorogare l’avviso di criticità idrogeologica di colore giallo di ulteriori 24 ore, ossia fino alle ore 14 di domani, sabato 4 aprile.

L’emanazione del nuovo avviso non riguarda piogge e temporali che, infatti, non saranno presenti in maniera rilevante neppure in queste aree, bensì la possibilità di un rischio idrogeologico localizzato, anche in assenza di nuove precipitazioni, per effetto della saturazione dei suoli. Sulla zona 4, in particolare, si segnalano la possibilità di caduta massi, possibili fenomeni franosi nonché di erosione delle sponde degli alvei e trasporto dei materiali.

La Protezione civile della Campania raccomanda ai Comuni inclusi nella zona di allerta 4 (Alta Irpinia e Sannio) di continuare a mantenere attivi i Centri Operativi e di porre in essere tutte le misure atte a prevenire e mitigare i fenomeni previsti anche attenzionando gli alvei.

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Epatite A: Meno accessi nei pronto soccorso, ma le pescherie sono deserte

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EPATITE A
EPATITE A

In diminuzione i casi epatite A nel napoletano, ma perdura la crisi che interessa il settore ittico, soprattutto nell’area flegrea.

È quanto si evince da una riunione, presieduta dal prefetto Michele Di Bari, che si è tenuta nel pomeriggio di ieri, nel salone delle Muse della prefettura di Napoli, a cui hanno preso parte i sindaci di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli e Quarto, il direttore generale del dipartimento per la Tutela della Salute e il coordinamento del Sistema sanitario regionale della Campania, il direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, il direttore generale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania (Arpac), il direttore generale dell’Asl NAPOLI 1 Centro, il direttore generale dell’Asl NAPOLI 2 Nord, con il direttore del Dipartimento di prevenzione, i rappresentanti del Comune e della Città Metropolitana di Napoli, i referenti del consorzio per la gestione della pesca dei molluschi bivalvi nel compartimento marittimo di Napoli, dell’organizzazione produttori consorzio produzione molluschi Regione Campania e dell’organizzazione produttori Mytilus Campaniae.

I sindaci dei Comuni flegrei hanno evidenziato, spiega una nota della prefettura, “gli effetti negativi che la crisi epidemiologica ha prodotto sull’intera filiera ittica e sulle attività di vendita e somministrazione” facendo appello a un “miglioramento della comunicazione da parte delle istituzioni e alla correttezza delle informazioni ai cittadini, avendo le imprese e le attività commerciali attive nel settore subito danni non unicamente ricollegati al consumo di mitili crudi o di pesce crudo, ma a una diminuzione complessiva del consumo di prodotti ittici”.

La Regione Campania ha specificato che le evidenze indicano “una dinamica complessa. Il quadro epidemiologico, pur richiedendo il mantenimento della massima attenzione, è attualmente sotto controllo e mostra elementi di stabilizzazione sotto il profilo della gestione sanitaria, della presa in carico dei casi e del funzionamento complessivo del sistema di prevenzione e assistenza”. Da Palazzo Santa Lucia si evidenzia che “negli ultimi quattro giorni si è verificata una notevole riduzione degli accessi al pronto soccorso di nuovi casi di pazienti affetti da epatite A”.

La Regione ha attivato il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica e della sicurezza alimentare con il monitoraggio straordinario di Hav sui molluschi, la chiusura delle aree contaminate, la tracciabilità e il ritiro delle partite, l’intensificazione dei controlli (soprattutto sull’abusivismo), il sequenziamento genomico, le campagne informative e il potenziamento della vaccinazione.

Su quest’ultimo punto, le Asl hanno intensificato la campagna vaccinale gratuita antiepatite A in favore dei soggetti maggiormente a rischio di contagio, che potranno ricevere la somministrazione presso i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le farmacie. Le aziende sanitarie locali stanno anche procedendo nel controllo dei mercati ittici, degli esercizi commerciali di piccole, medie e grandi dimensioni, delle rivendite di molluschi bivalvi, dei ristoranti e delle risto-pescherie, allo scopo di rafforzare il fronte della sicurezza alimentare, oltre che effettuare prelievi negli specchi d’acqua in cui sono concentrati gli allevamenti dei mitili per campionamenti straordinari da sottoporre alle analisi dell’Istituto zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che ha a sua volta riferito come su 219 campioni esaminati soltanto nove siano risultati positivi al virus dell’epatite A, comportando la momentanea interdizione alla raccolta in tre specchi d’acqua.

I sindaci dell’area metropolitana hanno già adottato nei rispettivi territori le ordinanze di divieto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi negli esercizi pubblici e collettivi, con la raccomandazione di evitarne il consumo anche al proprio domicilio, contrastando con le polizie locali la vendita abusiva e non tracciata. Le forze di polizia, in particolare il gruppo Tutela Salute dei carabinieri, stanno dando esecuzione al Piano unitario di vigilanza e contrasto all’abusivismo commerciale, soprattutto in vista delle festività pasquali, con il rafforzamento dei controlli a supporto degli ispettori delle aziende sanitarie locali e delle polizie locali.

I consorzi auspicano che prosegua l’attività di informazione istituzionale in corso, con l’obiettivo di comunicare ai cittadini i rischi concreti e le modalità di prevenzione del contagio, fornendo puntuali aggiornamenti sugli esiti dei monitoraggi e delle risultanze delle attività di sorveglianza epidemiologica e dei controlli.

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“La uccido”, aggredisce ex moglie e picchia figlio poi svuota estintore sotto porta: arrestato 44enne di Villaricca

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“La uccido… mi faccio 30 anni”. Un uomo di 44 anni è stato arrestato dai carabinieri di Villaricca, in provincia di NAPOLI, mentre stava aggredendo l’ex moglie e uno dei loro tre figli che si era permesso di difendere la madre.

I militari dell’arma dopo una richiesta di aiuto si sono precipitati all’indirizzo indicato, che purtroppo conoscono bene, e davanti alla porta di ingresso trovato l’uomo, l’ex marito della donna: a terra c’è un estintore con il tubo infilato sotto la porta.

I militari bloccano l’uomo, riportano la calma e rassicurano le vittime che erano all’interno. In casa c’è l’ex moglie 43enne e i tre figli della coppia.

Sono un maschio e 2 ragazze. Hanno 19, 17 e 14 anni. Secondo quanto emerso dalla ricostruzione il 44enne era entrato in casa: stava aggredendo l’ex moglie e il figlio 19enne si era “permesso” di intromettersi per difendere la propria madre.

A quel punto il 43enne sferra un pugno in pieno volto all’unico vero uomo presente in casa. Gli occhiali si frantumano, l’occhio è gonfio.

Madre e 3 figli riescono ad allontanare il 43enne. La porta viene chiusa ma lui non è ancora soddisfatto. Pretende di rientrare.

Urla, si dimena, vede l’estintore antincendio e lo afferra. Il 43enne inserisce il tubo sotto la porta ed esaurisce tutto il contenuto. In casa il caos, fumo e polvere sono ovunque.

La speranza è che qualcuno apri la porta. Fortunatamente i carabinieri hanno fatto in tempo e arrestato l’uomo. Ora è in carcere. Per il figlio una prognosi di qualche giorno dovuta alle lesioni subite alla “regione orbitale dell’occhio sinistro” ma anche il gran merito di aver difeso sua madre e le sue sorelle.

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