mercoledì, Settembre 9, 2026
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Afragola: La Polizia Locale sequestra un fabbricato in corso Garibaldi, denunciato titolare

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AFRAGOLA POLIZIA LOCALE SEQUESTRA FABBRICATO
AFRAGOLA POLIZIA LOCALE SEQUESTRA FABBRICATO

La Polizia Locale della Città di Afragola diretta dal Dirigente Comandante Colonnello Antonio Piricelli ha intensificato le attività di controllo e monitoraggio del territorio finalizzate a prevenire la lotta al mattone selvaggio.

Nell’ambito di mirati servizi di repressione di violazioni in materia di Polizia Edilizia è stato ispezionato un cantiere in Corso Garibaldi, dove sono presenti più fabbricati di nuova costruzione in fase di completamento per un totale di n. 10 appartamenti, n.4 sottotetti ed un locale commerciale.

A seguito della ispezione eseguita unitamente all’Ufficio Tecnico servizio antiabusivismo, delle attività di controllo del cantiere e della documentazione, è emerso che le opere sono state realizzate in difformità rispetto ai titoli autorizzativi, in violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica, sono state riscontrate violazioni in materia di distanze tra fabbricati ove viene prescritto la distanza di metri 10 tra pareti finestrate di edifici antistanti, e violazioni del Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale.

Per le difformità accertate realizzate rispetto ai titoli autorizzativi e le altre ipotesi di reato, la Polizia Locale ha proceduto al sequestro di Polizia Giudiziaria della struttura, il titolare è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.

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Sorelle scomparse e ritrovate a Formia, sequestrati tabulati telefonici e sim intestate a pakistani a Napoli

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Sorelle scomparse e ritrovate a Formia, sequestrati tabulati telefonici e sim intestate a pakistani a napoli
Sorelle scomparse e ritrovate a Formia, sequestrati tabulati telefonici e sim intestate a pakistani a napoli

Analisi dei tabulati telefonici e alcune schede telefoniche ritenute “abusivamente acquistate a Napoli” sono finite nel mirino degli inquirenti che, nell’ambito delle indagini sulle sorelle sparite dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena, hanno disposto i fermi di Valentina D’Acunto, del padre Marco e di Vincenzo Esposito. Le indagini si sono concentrate proprio su alcune telefonate da numeri intestati a due pakistani e, secondo gli inquirenti, “verosimilmente acquistate con anagrafiche fittizie”.

Sorelle ritrovate, il piano criminale ricostruito dalle intercettazioni

Per ricostruire il piano criminale messo in atto dalle persone arrestate per il sequestro delle due Sorelle dalla casa famiglia di Civitella Alfedena sono state fondamentali per gli inquirenti le intercettazioni su diversi numeri di telefono.

Il decreto di fermo firmato dal procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo, ricostruisce passo passo tutte le fasi del piano, architettato da Valentina D’Acunto, la mamma delle bambine, con l’aiuto del compagno Vincenzo Esposito e del padre Marco D’Acunto, tutti finiti in carcere con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 5 giugno, il giorno prima della scomparsa delle bambine, la mamma riceve due telefonate da due numeri risultati poi intestati a due persone fittizie, due pachistani sconosciuti all’anagrafe. Il pomeriggio del giorno successivo, quando poi avverrà il sequestro, D’Acunto chiama a sua volta uno dei due numeri. Sarà l’ultima volta che la mamma utilizzerà il telefono.

Da lì in poi si registra silenzio. Si scoprirà in seguito che le sim erano tra le dieci acquistate illegalmente a Napoli, di cui sette ancora disponibili. Le successive intercettazioni disposte sui telefoni del papà, della mamma e degli zii di Valentina D’Acunto hanno reso il quadro ancora più chiaro agli inquirenti che hanno poi fatto scattare il fermo. Nelle varie fasi dell’indagine, tra le utenze telefoniche controllate gli investigatori hanno attenzionato anche i telefoni del fidanzato della maggiore delle ragazze, di un’amica di Alisya e di un’operatore della casa famiglia.

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Diplomi falsi di maturità per studenti in tutta Italia, sequestrato istituto paritario ad Acerra: 9 indagati

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Da diverse regioni d’Italia si recavano ad Acerra, in provincia di Napoli, per ottenere diplomi falsi di maturità da parte di un istituto paritario.

È quanto scoperto dai finanzieri della compagnia di Casalnuovo che hanno condotto le indagini coordinate dalla Procura di Nola culminate oggi nel sequestro di una società con sede a Caserta e sedi operative ad Acerra (Napoli) e Orta di Atella (Caserta), attiva nel settore della formazione paritaria.

Contestualmente al provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Nola, la Procura ha emesso avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 9 indagati, ipotizzando a loro carico i reati di associazione per delinquere e falso in atto pubblico finalizzati al rilascio di diplomi di idoneità alla frequentazione della classe quinta della scuola secondaria di secondo grado.

Le indagini condotte dai militari della compagnia di Casalnuovo si sono concentrate su un Istituto Paritario con sede ad Acerra, ritenuta meta scolastica di numerosi studenti quasi sempre residenti fuori regione ma con domicilio eletto nel Napoletano, attratti dalla possibilità di un agevole superamento delle prove d’esame. Nel corso delle indagini sono stati ascoltati circa 80 studenti residenti in gran parte in Lombardia, Sardegna e Piemonte, alcuni dei quali non si sarebbero mai recati nell’Istituto a sostenere gli esami. La documentazione relativa alle prove d’esame risulterebbe quindi predisposta falsamente dagli indagati.

Sono numerose le criticità riscontrate negli atti acquisiti dalla perquisizione, come la somiglianza fra le firme apposte dai candidati, elaborati privi dell’identificazione dell’autore o del tutto mancanti, inidoneità delle aule ad accogliere la presenza fisica di tutti i candidati riportati quali presenti alle prove d’esame.

Il provvedimento di sequestro dispone un vincolo sull’intera attività aziendale della società che, secondo l’accusa, costituisce la prosecuzione dell’istituto paritario originariamente coinvolto nelle indagini e ora formalmente cessato.

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Napoli: Lorenzo Spasiano freddato a Miano, spunta l’ipotesi di un agguato dopo la lite

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Napoli Lorenzo Spasiano freddato a Miano, spunta l'ipotesi di un agguato dopo la lite
Napoli Lorenzo Spasiano freddato a Miano, spunta l'ipotesi di un agguato dopo la lite

Sarebbe stata la madre la prima ad accorrere dopo il ferimento a colpi di arma da fuoco di Lorenzo Spasiano, 21enne vittima di un agguato sotto casa nel quartiere Miano, zona nord di Napoli, e poi morto all’ospedale Cardarelli dove era stato trasportato d’urgenza.

“La mamma mi ha detto che ha sentito gli spari e le grida del figlio, è uscita di casa e l’ha trovato a terra”, ha raccontato Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo di via Janfolla, che conosceva il ragazzo.

Non risultano collegamenti di Spasiano con ambienti vicini alla criminalità organizzata; gli investigatori non escludono che possa essersi trattato di un agguato conseguenza di una precedente lite con altre persone del quartiere. Indagano i Carabinieri del nucleo operativo Napoli Stella.

Giovane incensurato ucciso, a marzo la lite con un minore, poi gli strascichi

La lite che ha visto protagonista il ventunenne Lorenzo Spasiano, esperto di boxe, e un minorenne risale allo scorso mese di marzo ma avrebbe avuto, secondo quanto si apprende, degli strascichi nel corso di questi ultimi mesi. Oggi l’epilogo con l’operaio di 21 anni raggiunto da un colpo di pistola al torace. La famiglia della vittima è composta dal padre, che guida l’ambulanza, dalla madre molto credente, che assiste una invalida, e cinque figli: nessuno di loro ha collegamenti col crimine.

Napoli: 21enne ucciso, parroco ‘un lavoratore, nessun legame con malavita’

Un giovane vivace, lontano da ambienti della malavita e gran lavoratore. Così viene descritto Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso a colpi di arma da fuoco nella notte a Miano, quartiere della zona nord di Napoli.

L’agguato è avvenuto in via Caprera, sotto la sua abitazione dalla quale era appena uscito proprio per recarsi a lavoro. Spasiano, racconta il parroco della chiesa di Sant’Anfonso e San Gerardo di via Janfolla don Salvatore Cinque, aveva lavorato per anni in un panificio di fronte alla chiesa, prima di trovare di recente una nuova occupazione.

“Era un ragazzo mite ma vivace, come tutti i ragazzi del quartiere, ma nessun legame con la malavita. Si svegliava presto ogni mattina per andare a lavorare”, ha spiegato il parroco.

“È una notizia che ci scuote e ci addolora – ha aggiunto – ci troviamo in una spirale di violenza e cattiveria e per questo dobbiamo puntare sull’educazione, creare dei poli educativi anche all’interno del quartiere. È una cosa che stiamo già realizzando, infatti a breve inaugureremo il nuovo oratorio per prendere i ragazzi dalla strada e portarli in parrocchia, per dar loro un’educazione”.

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Blackout in zona corso Umberto a Napoli a causa delle ondate di calore, tecnici al lavoro

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Blackout nella notte a Napoli nella zona di corso Umberto I.

Secondo quanto riferito dal Comune, il significativo blackout sarebbe determinato dalla prolungata e violenta ondata di calore che si è abbattuta da qualche giorno nell’area metropolitana di Napoli. Il fenomeno ha generato danni importanti alla rete elettrica di distribuzione. Sul posto sono intervenuti il dirigente e i tecnici dell’Area Infrastrutture Stradali e Tecnologiche del Comune di Napoli, nonché il gestore della rete.

L’assessore alle Infrastrutture del Comune di Napoli Edoardo Cosenza ha seguito con attenzione le delicate operazioni di riparazione che sono attualmente in corso a cura del gestore. Al momento si registrano ancora circa 300 utenze prive di energia elettrica.

I tecnici sono al lavoro per ridurre al minimo i tempi di disservizio e garantire il pieno ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile.

L’Amministrazione comunale di Napoli rivolge un appello a tutti i residenti della zona interessata e delle aree limitrofe, invitandoli a “limitare al massimo l’uso della corrente elettrica e dei dispositivi ad alto consumo nelle prossime ore per favorire il recupero dell’alimentazione in emergenza del maggior numero di utenze. Questo accorgimento è inoltre fondamentale per non sovraccaricare il sistema, in questa fase delicata e consentire il corretto svolgimento dei lavori di ripristino in totale sicurezza”.

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Napoli, agguato nel quartiere Miano: gli sparano sotto casa, freddato il 21enne incensurato Lorenzo Spasiano

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Napoli, agguato nel quartiere Miano gli sparano sotto casa, freddato il 21enne incensurato Lorenzo Spasiano
Napoli, agguato nel quartiere Miano gli sparano sotto casa, freddato il 21enne incensurato Lorenzo Spasiano

Un giovane operaio di 21 anni incensurato è stato ferito a morte, stanotte davanti casa a Napoli, da una persona che gli ha esploso un colpo di pistola al torace da distanza ravvicinata.

È accaduto davanti all’abitazione del ragazzo, in via Caprera, nel quartiere Miano. Inutile la corsa all’ospedale dove il 21enne, Lorenzo Spasiano, è deceduto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso.

In corso indagini da parte dei carabinieri del nucleo operativo di Napoli per fare luce sulla dinamica e sulla matrice dell’omicidio. La vittima non avrebbe alcun legame con ambienti criminali.

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Incendio all’Ospedale del Mare: La Procura di Napoli apre inchiesta

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INCENDIO OSPEDALE DEL MARE INCHIESTA
INCENDIO OSPEDALE DEL MARE INCHIESTA

NAPOLI – Si ipotizza il reato di incendio colposo nelle indagini sul rogo che ieri pomeriggio ha interessato la facciata di una palazzina di sei piani dell’ospedale del Mare, nel quartiere Ponticelli di Napoli.

Il fascicolo, contro ignoti, è passato nelle mani dei magistrati della sezione lavoro e colpe professionali coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Al vaglio degli inquirenti, oltre le cause che hanno innescato il rogo, verosimilmente accidentali, sarebbe partito dalle sterpaglie e da alcune pedane in pegno che erano ai piedi della palazzina interessata dalle fiamme – anche i materiali utilizzati per la coibentazione esterna del palazzo, come i pannelli in poliuretano, per capire se fossero a norma.

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Tragedia a Lauro (Avellino) bambino di 10 anni investito ed ucciso da una Jeep

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CHRISTIAN ROMANO LAURO INCIDENTE MINIMOTO
CHRISTIAN ROMANO LAURO INCIDENTE MINIMOTO

AVELLINO – Un bambino di dieci anni , Christian Romano, è morto in un incidente stradale avvenuto lunedì pomeriggio in provincia di Avellino.

Il piccolo era alla guida della sua moto minicross che si è scontrata con una Jeep sulla provinciale che collega il comune di Moschiano e quello di Lauro. L’impatto, avvenuto in corrispondenza di un tornante della carreggiata, è stato violentissimo e il bambino, che indossava il casco, è stato sbalzato a diversi metri di distanza.

Gli occupanti della Jeep e il padre, che lo precedeva alla guida della sua auto, hanno prestato i primi soccorsi ma i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari del 118 si sono purtroppo rivelati inutili, così come l’intervento dell’eliambulanza giunta sul posto e pronta a trasferire il bambino all’ospedale Moscati di Avellino. Per la piccola vittima non c’è stato nulla da fare.

I Carabinieri di Lauro, coadiuvati dai colleghi della compagnia di Baiano, stanno ricostruendo la dinamica, operazione resa più complessa dallo stato di choc in cui si trovano sia il padre della vittima sia gli occupanti della Jeep.

L’unico elemento certo sembrerebbe la violenza dell’impatto, che ha fatto finire il bimbo nella cunetta sul margine della strada provinciale. Sul posto è giunto il sindaco di Moschiano, piccolo centro di cui era originaria la vittima, Sergio Pacia:

Una tragedia immane, dove non ci sono parole e non possiamo fare altro che stare vicino ai familiari. Nel giorno dei funerali proclameremo il lutto cittadino“. Il giovane alla guida della Jeep è stato sottoposto ai test per alcol e droga, i cui risultati per il momento non sono stati resi noti dai militari del comando provinciale di Avellino. Nel veicolo viaggiavano quattro giovani residenti a Caserta, Maddaloni e Casamarciano che operano nel settore della pubblicità e che si sono fermati subito dopo l’incidente.

Il bimbo di Moschiano si aggiunge al lungo elenco di giovanissime vittime morte in seguito a incidenti mentre erano in sella a una minimoto. Nell’aprile 2025 perse la vita a Palermo un bimbo di appena 4 anni, Thomas, finito contro un muretto mentre era a bordo del suo mezzo, provvisto anche di rotelle. Nel luglio 2022 un incidente si verificò durante un allenamento pre-gara nel kartodromo di Ala, in Trentino, uccidendo a soli 8 anni il piccolo Mathis, considerato una promessa del motociclismo giovanile in Francia. Nel 2018 altro scontro mortale in Puglia, costato la vita a Giuseppe, 9 anni, schiantatosi contro un muretto con la minimoto condotta dal cugino, di qualche mese più grande, che rimase gravemente ferito.

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La Battaglia di Andrea e Alba Detergenti insieme per sostenere le famiglie con persone disabili

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LA BATTAGLIA DI ANDREA
LA BATTAGLIA DI ANDREA

AFRAGOLA – L’associazione La Battaglia di Andrea, da sempre impegnata nella tutela dei diritti delle persone disabili e nel sostegno concreto alle famiglie che affrontano quotidianamente situazioni di fragilità, annuncia con soddisfazione una nuova importante collaborazione con Alba Detergenti, azienda fondata dalla famiglia De Simone.

Grazie a questa collaborazione, nasce una iniziativa solidale, l’associazione potrà offrire un ulteriore aiuto alle famiglie che segue, donando detersivi e prodotti per l’igiene personale e domestica, beni essenziali soprattutto nei nuclei familiari in cui è presente una persona disabile. L’igiene della casa e della persona rappresenta infatti un aspetto fondamentale per la salute, il benessere e la qualità della vita, e spesso le famiglie che affrontano importanti difficoltà economiche e assistenziali si trovano a dover sostenere costi elevati anche per l’acquisto di questi prodotti di prima necessità.

L’iniziativa consentirà di supportare concretamente 30 famiglie seguite dall’associazione nata ad Afragola, offrendo loro un aiuto tangibile e contribuendo ad alleggerire il peso delle spese quotidiane.

Alla consegna dei prodotti destinati alle famiglie seguite dall’associazione era presente anche il sindaco di Afragola, Gennaro Giustino, che ha accettato di partecipare all’iniziativa per testimoniare la vicinanza delle istituzioni alle famiglie più fragili del territorio. Nel corso dell’incontro, il primo cittadino ha espresso il proprio apprezzamento nei confronti della famiglia De Simone, ringraziandoli per il gesto di solidarietà e per aver scelto di sostenere concretamente famiglie seguite dall’associazione La Battaglia di Andrea. Un’iniziativa che rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra mondo dell’impresa, associazionismo e istituzioni al servizio della comunità.

“Accogliamo con grande entusiasmo questa collaborazione con Alba Detergenti – dichiara Asia Maraucci, presidente de La Battaglia di Andrea – che ha scelto di compiere un gesto di grande sensibilità sociale. Avere una casa pulita, sicura e soprattutto igienizzata è fondamentale per ogni famiglia – prosegue – ma lo è ancora di più quando al suo interno vive una persona disabile che necessita di particolari attenzioni. Desidero inoltre ringraziare il sindaco di Afragola Gennaro Giustino per la vicinanza dimostrata e per aver accettato di essere presente alla consegna dei prodotti – conclude Maraucci – un gesto che testimonia l’attenzione delle istituzioni verso le famiglie più fragili del nostro territorio.”

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Casoria: Sequestrati 15 pannelli contenenti amianto trasportati senza autorizzazioni in località cantariello

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CASORIA PANNELLI AMIANTO
CASORIA PANNELLI AMIANTO

Casoria – Nel tardo pomeriggio del 17 giugno 2026, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati ambientali, personale della Polizia Locale di Casoria coordinato dal Comandante Colonnello Pasquale Pugliese, è intervenuto in via Traversa Cantariello.

Durante il controllo di un furgone Renault Master con targa estera, gli agenti hanno rinvenuto nel vano di carico 15 lastre ondulate in fibrocemento del tipo “eternit”, materiale classificato come rifiuto speciale pericoloso contenente amianto (codice EER 17 06 05*).

Secondo quanto accertato nell’immediatezza, il trasporto sarebbe avvenuto in assenza della prescritta iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e della documentazione prevista per la movimentazione dei rifiuti.

Considerato il potenziale pericolo per l’ambiente e la salute pubblica, gli operatori hanno proceduto al sequestro preventivo d’urgenza del veicolo e del carico, adottando tutte le misure necessarie per la messa in sicurezza del materiale.

Denunciato all’Autorità Giudiziaria un 50enne residente a Pozzuoli per violazioni al Testo Unico Ambientale, relative alla gestione e al trasporto illecito di rifiuti speciali pericolosi. La posizione dell’interessato è attualmente al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord. 

Inoltre, nei confronti del conducente è stato adottato il ritiro cautelare della patente di guida, successivamente trasmessa alla Prefettura di Napoli per le determinazioni di competenza. Il provvedimento trova fondamento nelle recenti modifiche introdotte dalla normativa in materia di contrasto agli illeciti ambientali, che hanno previsto l’applicazione della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida anche per talune violazioni connesse alla gestione e al trasporto illecito di rifiuti effettuati mediante veicoli a motore.

Il rinvenimento del carico di amianto assume un significato ancora più rilevante poiché avviene in località Cantariello, dove è in corso una vasta operazione di bonifica ambientale avviata dal Governo, sotto il coordinamento della Prefettura di Napoli, finalizzata alla rimozione di oltre 620 tonnellate di rifiuti accumulati nel tempo in una delle aree maggiormente colpite dal fenomeno degli sversamenti abusivi nella Terra dei Fuochi. L’attività della Polizia Locale si inserisce pertanto nel più ampio dispositivo istituzionale volto alla tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della legalità sul territorio.

Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che, ai sensi dell’art. 27 della Costituzione, la persona sottoposta a indagine deve considerarsi presunta innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Contro i provvedimenti adottati sono ammessi i mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

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