AVERSA – Si ferma l’attività agonistica dell’ippodromo Cirigliano di Aversa, uno degli impianti storici del trotto campano. Una notizia che scuote il mondo dell’ippica e apre interrogativi sul futuro di una struttura che, per decenni, ha rappresentato un punto di riferimento per allevatori, allenatori, guidatori e appassionati provenienti da tutto il Mezzogiorno.
A sancire lo stop è il decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste del 7 ottobre 2026, con il quale è stato revocato alla società Saita S.r.l. il riconoscimento per l’organizzazione delle corse ippiche nell’impianto aversano per l’anno in corso.
Alla base del provvedimento ci sono le contestazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che aveva già disposto, lo scorso 4 agosto, la decadenza del disciplinare per la raccolta delle scommesse e il distacco dal totalizzatore nazionale. Secondo quanto riportato nel decreto ministeriale, l’Agenzia ha contestato alla società diversi inadempimenti relativi a obblighi economici, documentazione antimafia e garanzie.
La Saita, attraverso il proprio legale, ha contestato le valutazioni amministrative, sostenendo di aver provveduto ai pagamenti e alla trasmissione della documentazione richiesta. Le argomentazioni presentate non hanno tuttavia impedito la revoca del riconoscimento.
Il Ministero ha già ridisegnato il calendario delle corse per gli ultimi mesi del 2026. Delle otto giornate originariamente previste ad Aversa, cinque sono state trasferite all’ippodromo di Napoli, mentre le restanti tre sono state cancellate. Anche il montepremi complessivo di 304mila euro è stato riassegnato all’impianto partenopeo.
Una decisione che garantisce almeno in parte la continuità delle competizioni, ma che non risolve le preoccupazioni per il futuro della struttura aversana.
L’ippodromo Cirigliano non è soltanto una pista sulla quale si disputano corse di cavalli. Attorno all’impianto ruota un insieme di attività professionali ed economiche che coinvolgono scuderie, personale specializzato, operatori del settore e famiglie che hanno costruito il proprio lavoro intorno all’ippica.
Per questo la sospensione delle corse rappresenta un duro colpo anche per il territorio. Tra gli addetti ai lavori prevalgono amarezza e delusione per le sorti di un impianto considerato da molti una risorsa sportiva dalle importanti potenzialità.
La vicenda arriva proprio nei giorni in cui il trotto italiano celebra i suoi appuntamenti più prestigiosi sul palcoscenico torinese. Un contrasto che rende ancora più evidente la difficile situazione attraversata da alcune realtà ippiche territoriali.
Resta adesso da comprendere quale sarà il destino dell’ippodromo di Aversa. Il provvedimento ministeriale riguarda il riconoscimento della società organizzatrice per il 2026 e non certifica, di per sé, la chiusura definitiva dell’impianto. Tuttavia, l’assenza di una prospettiva certa per la ripresa delle corse alimenta il timore che lo stop possa prolungarsi.
La questione riguarda anche la salvaguardia di una tradizione sportiva profondamente radicata nella provincia di Caserta. Perdere un impianto storico significherebbe impoverire ulteriormente un settore che da tempo chiede interventi strutturali, investimenti e una programmazione capace di garantirne la sopravvivenza.
Sul tavolo resta dunque una domanda alla quale istituzioni e operatori saranno chiamati a rispondere: esistono ancora le condizioni per restituire all’ippodromo Cirigliano un futuro, oppure Aversa è destinata a perdere definitivamente uno dei simboli della propria storia sportiva?
Una risposta che interessa non soltanto gli appassionati delle corse, ma un intero territorio.
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