venerdì, Ottobre 16, 2026
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Afragola, il Comune parte civile nel procedimento sui clan: il processo riconduce all’inchiesta sui “Panzarottari”

AFRAGOLA – Il Comune di Afragola scende in campo nel procedimento giudiziario che coinvolge una trentina di persone accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso e di numerosi altri reati che, secondo l’impostazione accusatoria, sarebbero stati commessi con metodo mafioso o con la finalità di agevolare un’organizzazione camorristica operante sul territorio.

La Giunta Comunale ha infatti approvato l’atto di indirizzo per la costituzione del Comune quale parte civile nel procedimento penale pendente dinanzi al giudice del Tribunale di Napoli.

L’udienza si è tenuta giovedì 1° ottobre nell’aula bunker della Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale.

Il procedimento e l’inchiesta sui “Panzarottari”

Gli elementi disponibili riconducono, con un elevato grado di probabilità, il procedimento all’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti del gruppo Nobile, conosciuto ad Afragola con il soprannome di “Panzarottari” e indicato dagli investigatori come un’articolazione del clan Moccia operante sul territorio.

L’inchiesta era sfociata il 19 maggio 2026 in una vasta operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna. Il GIP del Tribunale di Napoli aveva disposto 26 misure cautelari, di cui 23 custodie in carcere e tre divieti di dimora.

Il quadro complessivo dell’indagine, secondo quanto riportato dalla stampa giudiziaria, comprendeva 29 persone, considerando anche tre indagati rimasti a piede libero. Un numero che coincide sostanzialmente con il riferimento contenuto nell’atto del Comune a una “trentina di imputati”.

Le accuse: estorsioni, droga e ordini dal carcere

Le contestazioni formulate a vario titolo nell’ambito dell’indagine sono particolarmente gravi: associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi, ricettazione, favoreggiamento, estorsione, detenzione di droga ai fini di spaccio e accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe fatto leva sulla forza intimidatrice e sulla fama criminale attribuita ai cosiddetti “Panzarottari”. Le attività contestate sarebbero state poste in essere non soltanto avvalendosi del metodo mafioso, ma anche con la finalità di agevolare l’organizzazione camorristica di riferimento.

Tra gli episodi ricostruiti dagli inquirenti figurano estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, accompagnate in alcuni casi da gravi atti intimidatori. Le indagini avrebbero documentato anche l’utilizzo di armi e colpi esplosi contro le attività commerciali delle vittime che si sarebbero opposte alle richieste estorsive.

Un altro settore centrale dell’attività investigativa riguarda il traffico di stupefacenti. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe gestito una piazza di spaccio con la vendita al dettaglio di cocaina, hashish e marijuana.

Particolarmente rilevante anche il capitolo relativo ai rapporti con il carcere. Esponenti di primo piano del gruppo, nonostante fossero detenuti, avrebbero continuato – secondo gli investigatori – a impartire direttive ai complici all’esterno utilizzando telefoni cellulari introdotti illegalmente negli istituti penitenziari.

Il gruppo Nobile e i rapporti con il clan Moccia

L’attività investigativa colloca il gruppo Nobile nell’area criminale riconducibile al clan Moccia, storicamente radicato nell’area a nord di Napoli e in particolare ad Afragola.

Gli inquirenti indicano i “Panzarottari” come una componente operativa attiva sul territorio, con interessi che avrebbero spaziato dalle estorsioni al traffico di sostanze stupefacenti.

Il Comune chiede di essere parte civile

È in questo scenario che si inserisce la decisione della Giunta Comunale di Afragola.

Con l’approvazione dell’atto di indirizzo, l’amministrazione ha dato il via libera alla costituzione dell’Ente come parte civile, con l’obiettivo di far valere nel procedimento gli eventuali danni subiti dal Comune e dalla comunità in conseguenza dei fatti contestati.

La scelta assume un particolare significato in un procedimento che riguarda fatti che, secondo l’accusa, avrebbero inciso direttamente sul tessuto economico e sociale della città, coinvolgendo commercianti e imprenditori e condizionando attraverso la forza intimidatrice attività presenti sul territorio.

Resta al momento da acquisire il numero ufficiale del procedimento e il testo integrale degli atti giudiziari relativi all’udienza del 1° ottobre. Questi elementi consentiranno di confermare definitivamente il collegamento con il filone investigativo sui Nobile-“Panzarottari” e di conoscere nel dettaglio le decisioni assunte dal giudice nel corso dell’udienza.

Tutte le persone coinvolte nel procedimento devono essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, secondo il principio costituzionale della presunzione di innocenza.

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