Presso il Palazzo di giustizia di Napoli si è tenuta l’udienza del processo di secondo grado per l’omicidio di Francesco Pio Maimone a Mergellina.
L’imputato, Francesco Pio Valda, condannato all’ergastolo in primo grado consegna un memoriale alla corte d’Assise d’Appello. Parlano gli avvocati delle parti civili, i familiari della vittima, il comune di Napoli e la Fondazione Polis.
Chiedono tutti per Valda la conferma della pena inflitta in primo grado. “Fu omicidio di camorra per le modalità e per il contesto”, ribadiscono i legali. “L’assassino sparò ad altezza uomo tra la folla”, aggiungono.
Non è stato facile lo svolgimenti del processo di primo grado a causa dell’omertà, di testimoni reticenti, e poi con continue ingerenze degli imputanti attraverso pubblicazioni sui social.
“Siamo morti insieme a Pio il 2023 perché come si è fermato il cuore a lui a noi s’è fermato l’altro il 50% insieme al nostro figlio. Perché il vero ergastolo l’abbiamo preso sempre noi, i familiari di questo ragazzo che oggi non c’è più“. Queste le parole del papà di Francesco Pio Maimone all’esterno del Tribunale di Napoli. La sentenza è attesa per l’inizio di Dicembre.
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