La sedicente sensitiva finita nelle scorse settimane al centro delle cronache dopo le denunce presentate da decine di persone provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, è stata segnalata alle autorità competenti dall’Ordine degli Psicologi della Regione Campania.
La donna operava attraverso dirette social sulla piattaforma TikTok, dove affermava di essere in grado di mettere in contatto gli utenti con le anime dei loro defunti. Durante le dirette richiedeva e riceveva numerosi doni digitali, che una volta convertiti dalla piattaforma si trasformavano in denaro reale.
Secondo quanto emerso, la donna si presentava pubblicamente non solo come sensitiva, ma anche come psicologa impiegata in un centro antiviolenza, recupero tossicodipendenti, ludopatici e alcolisti, circostanza che ha portato all’avvio di ulteriori accertamenti.
«Segnalammo inizialmente il caso all’Ordine degli Psicologi della Regione Campania, che ci rispose immediatamente confermando che la donna non risultava iscritta all’albo», dichiara l’avvocato Sergio Pisani.
«Nei giorni scorsi, però, abbiamo appreso che la commissione competente si è riunita e, dopo aver visionato materiale fornito da noi, nel quale la donna si presentava pubblicamente come psicologa, ha deciso di trasmettere tutta la documentazione agli organi competenti per gli accertamenti di propria spettanza».
La vicenda si inserisce in un quadro già complesso, caratterizzato da numerose segnalazioni e denunce che hanno portato l’attività online della donna all’attenzione dell’opinione pubblica e della magistratura. A rafforzare ulteriormente l’attenzione istituzionale sulla vicenda, nelle scorse ore è stata presentata alla Camera dei Deputati un’interrogazione parlamentare a risposta scritta, a firma dell’On. Francesco Emilio Borrelli, che prende esplicitamente spunto dal caso emerso nelle ultime settimane sulle piattaforme social e riportato da numerose fonti di stampa. Nell’atto parlamentare viene richiamata l’attività di un canale TikTok in cui una sedicente sensitiva, talvolta presentatasi anche come “psicologa” senza risultare iscritta all’albo professionale, metterebbe in scena presunte comunicazioni con le anime dei defunti, accompagnando tali pratiche a richieste pressanti di donazioni economiche. L’interrogazione evidenzia i rischi di manipolazione emotiva, sfruttamento economico e danni psicologici, soprattutto nei confronti di soggetti fragili e persone vulnerabili, e chiede al Governo se intenda rafforzare i controlli, il sistema sanzionatorio e le iniziative di prevenzione ed educazione digitale.
Un passaggio che collega direttamente il caso specifico all’attenzione del Parlamento, confermando la rilevanza nazionale della vicenda e la necessità di un intervento istituzionale per la tutela dei cittadini.
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