“È inutile che Salvini e Tajani dicano di votare sì. Una volta che tutti votiamo sì, che succede? Si abbia il coraggio o la capacità o la volontà di modificare il codice di procedura penale per impedire gli arresti domiciliari. Facciamo come i processi di mafia, per i quali non ci sono gli arresti domiciliari“.
A parlare è il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri intervenuto alla trasmissione televisiva di Canale 9, ‘Campania 24’.
Il procuratore ha attaccato: “Si parla di garanzie fino alla sentenza definitiva della Cassazione quando ci sono i colletti bianchi o qualche pubblico amministratore arrestato, condannato in primo e in secondo grado. Si sostiene sempre che è innocente: mettetevi d’accordo con voi stessi, cercate di capire se la garanzia deve valere nei confronti di tutti, anche di chi ha ucciso una persona“.
Per Gratteri, “la riforma sulla separazione delle carriere è mal definita, impropriamente definita riforma della giustizia. È arrivato il pacchetto in Parlamento e nessuno ha osato modificarlo. Il ministro ha fatto una riforma nella quale viene detto che per poter arrestare una persona la devi avvertire e lasciarla cinque giorni libera prima che vada in tribunale e nell’ufficio del gip per leggersi le carte. Sembrerebbe una barzelletta, ma è una riforma del codice penale voluta da Nordio. Alcuni di questi sono scappati; altri hanno minacciato i denuncianti, le parti offese“.
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