mercoledì, Febbraio 18, 2026
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Si riaccende la speranza per il bimbo di Napoli: oggi maxi consulto fra gli esperti per capire se è operabile

Si riaccende la speranza per il bambino di due anni ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo un primo trapianto di cuore non andato a buon fine. Nella tarda serata del 17 febbraio 2026 è arrivata la notizia della disponibilità di un nuovo organo potenzialmente compatibile. Oggi, mercoledì 18 febbraio 2026, sarà una giornata decisiva: un team di esperti dovrà stabilire se il piccolo potrà affrontare un secondo intervento salvavita.

Trapianto di cuore a Napoli: cosa è successo

Il bambino è ricoverato in Terapia Intensiva dallo scorso 23 dicembre, quando era stato sottoposto a un trapianto di cuore. L’organo ricevuto, però, sarebbe arrivato gravemente danneggiato durante il trasporto, compromettendo l’esito dell’intervento. Da allora il piccolo è in condizioni molto gravi, ma stabili, sostenuto da un macchinario per la respirazione e la circolazione extracorporea.

La madre, Patrizia Mercolino (in copertina con il suo avvocato Francesco Petruzzi), è stata convocata d’urgenza in ospedale non appena si è appresa la disponibilità del nuovo cuore. L’Azienda Ospedaliera dei Colli, che comprende il Monaldi, ha precisato in una nota che ogni decisione sull’allocazione dell’organo sarà presa solo dopo una valutazione collegiale sulla trapiantabilità del piccolo paziente.

Cuore compatibile: chi decide e in base a quali criteri

La procedura di assegnazione degli organi è regolata a livello nazionale dal Centro Nazionale Trapianti. Quando si rende disponibile un organo, vengono presi in considerazione diversi parametri:

  • gruppo sanguigno;
  • peso ed età del donatore e del ricevente;
  • condizioni cliniche generali;
  • urgenza;
  • probabilità di successo dell’intervento.

Nel caso specifico, il donatore sarebbe un bambino di tre anni con gruppo sanguigno 0, mentre il piccolo ricoverato al Monaldi ha gruppo B. La compatibilità è possibile, ma non automatica: per questo motivo vengono valutati anche altri pazienti in lista d’attesa con caratteristiche compatibili.

In questa fase, oltre alla compatibilità immunologica, sarà decisiva la valutazione sulla reale capacità del bambino di sostenere un nuovo intervento chirurgico, considerato il quadro clinico estremamente complesso.

Le condizioni cliniche: infezioni e insufficienza multiorgano

Secondo quanto emerso dai consulti specialistici, il bambino presenta:

  • emorragia cerebrale;
  • insufficienza multiorgano (polmoni, reni e fegato);
  • un’infezione non completamente controllata.

Un eventuale nuovo trapianto richiederebbe terapia immunosoppressiva, che potrebbe aggravare il quadro infettivo. Per questo la decisione dell’Heart Team sarà particolarmente delicata.

Tra i centri coinvolti nel maxiconsulto figurano:

  • Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma
  • Azienda Ospedaliera Università di Padova
  • ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo
  • Ospedale Regina Margherita di Torino.

Gli specialisti, insieme ai medici del Monaldi e al supporto del Santobono Pausilipon, dovranno stabilire se procedere con il secondo trapianto o valutare terapie alternative.

L’inchiesta sul primo trapianto: sei indagati

Parallelamente alla corsa contro il tempo per salvare il bambino, proseguono le indagini della Procura di Napoli. Al momento risultano sei indagati tra chirurghi, medici e personale coinvolto nell’espianto, nel confezionamento, nel trasporto e nel trapianto dell’organo.

Al centro dell’inchiesta c’è il contenitore utilizzato per il trasporto del cuore: sarebbe stato impiegato un box di vecchio tipo, nonostante la struttura disponesse di moderni sistemi dotati di controllo della temperatura. Secondo quanto emerso, il personale non sarebbe stato adeguatamente formato all’utilizzo dei nuovi dispositivi.

Sono stati sequestrati documenti, cartelle cliniche e il contenitore utilizzato. Nei prossimi giorni verranno ascoltate altre persone informate sui fatti.

La telefonata della premier Giorgia Meloni

Nelle ore precedenti alla convocazione in ospedale, la madre del piccolo ha ricevuto una telefonata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso solidarietà e vicinanza alla famiglia, assicurando l’impegno del Governo per fare chiarezza sulla vicenda e per favorire ogni sforzo utile a trovare un cuore compatibile.

Anche il ministro della Salute Orazio Schillaci e il governatore della Campania Roberto Fico hanno ribadito l’impegno istituzionale sulla vicenda.

Ore decisive per il nuovo trapianto

La giornata del 18 febbraio 2026 rappresenta un passaggio cruciale. Il team multidisciplinare dovrà rispondere a due domande fondamentali:

  1. Il cuore è compatibile dal punto di vista immunologico e clinico?
  2. Il bambino è in condizioni tali da poter affrontare un secondo intervento?

L’espianto dell’organo non è ancora stato eseguito, in attesa della decisione definitiva. L’ospedale ha precisato che i tempi di valutazione non comprometteranno la gestione della donazione.

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