Napoli, ospedale sotto pressione dopo il caso Domenico: disdette, indagini e clima di tensione
NAPOLI — Non si attenua l’onda emotiva seguita alla morte del piccolo Domenico, il bambino di due anni deceduto il 21 febbraio dopo un trapianto cardiaco non riuscito presso l’Ospedale Monaldi. Alla vicenda clinica si è rapidamente sovrapposto un effetto domino che sta incidendo sull’attività del presidio sanitario e sul clima interno tra operatori e pazienti.
Un ospedale tra paura e rinunce
Negli ultimi giorni il centralino e gli uffici di reparto hanno registrato un numero crescente di disdette. Alcune famiglie, preoccupate dall’indagine che coinvolge l’équipe medica impegnata nell’intervento, stanno rimandando operazioni già programmate. Secondo fonti interne, le cancellazioni non riguardano soltanto la cardiochirurgia pediatrica ma anche altri reparti, segno di una sfiducia diffusa che travalica il singolo episodio.
Testimonianze raccolte indicano che diversi genitori chiedono chiarimenti sull’identità dei chirurghi che dovrebbero operare i loro figli. Il fenomeno ha spinto l’ospedale a rafforzare i servizi di relazione con il pubblico per gestire il flusso di richieste e timori.
L’inchiesta e i punti da chiarire
La magistratura indaga sulle circostanze del trapianto. Al centro dell’attenzione vi è il cuore donato, trasportato da Bolzano fino a Napoli e ritenuto compromesso dalle basse temperature del ghiaccio secco utilizzato durante il viaggio. Secondo la famiglia del bambino, rappresentata pubblicamente dalla madre Patrizia Mercolino, non sarebbero state fornite informazioni complete sullo stato dell’organo prima dell’intervento.
L’indagine punta a ricostruire la catena decisionale e i tempi delle comunicazioni cliniche, mentre i carabinieri del NAS hanno effettuato nuovi accertamenti nella struttura.
Minacce e sicurezza rafforzata
Parallelamente, la direzione sanitaria segnala un aumento delle minacce rivolte al personale. I sistemi di vigilanza sono stati intensificati e agli addetti alla sicurezza è stato chiesto di monitorare con maggiore attenzione gli accessi. Alcuni medici avrebbero già subìto insulti da parte di visitatori.
La reazione online
La vicenda ha avuto un forte impatto anche sui social network. L’ospedale ha disattivato i commenti sui propri canali ufficiali dopo migliaia di messaggi ostili. Le conversazioni si sono spostate su altri canali digitali, dove continuano a emergere toni aggressivi.