Un documentario che celebra la vita, il lavoro e l’eredita’ civile del giovane cronista del Mattino ucciso dalla camorra a soli 26 anni.
Prodotto da Combo International in collaborazione con Rai Documentari, “Quaranta anni senza Giancarlo Siani”, in onda giovedi’ 26 febbraio alle 21.20 su Rai 5, ripercorre la storia di Siani, assassinato la sera del 23 settembre 1985 nel quartiere Vomero di Napoli, e la straordinaria indagine che, anni dopo, ha permesso di fare luce sul suo omicidio. Per lungo tempo il caso rimase avvolto nel mistero, tra piste confuse e depistaggi.
Ma nel 1993, grazie al coraggio e alla determinazione di un gruppo di giovani – magistrati, poliziotti e giornalisti – la verita’ inizio’ ad affiorare.
Il documentario racconta, cosi’, la nascita e l’azione del cosiddetto “Pool Siani”: un gruppo di giornalisti del Mattino (Pietro Gargano, Pietro Perone, Giampaolo Longo, Maria Rosaria Carbone), il pubblico ministero Armando D’Alterio e il capo della squadra Mobile di Napoli Bruno Rinaldi, che in stretta collaborazione riuscirono a risalire al movente dell’omicidio in un’indagine che porto’, grazie anche alle confessioni di alcuni pentiti, agli arresti di assassini e mandanti.
La scrittura del documentario e’ firmata da Pietro Perone, giornalista del Mattino e testimone diretto di quegli anni, insieme a Filippo Soldi, regista e sceneggiatore gia’ vincitore di un Nastro d’Argento e di un Globo d’Oro e finalista al David di Donatello, che ne firma anche la regia.
Il documentario si avvale della partecipazione straordinaria di Toni Servillo, che presta la sua voce a Giancarlo Siani leggendo alcuni articoli agli studenti del liceo Giovan Battista Vico di Napoli, la scuola frequentata da Siani.
Attraverso testimonianze di chi lo ha conosciuto e del pool che ne ha onorato la memoria, i materiali d’archivio e le preziose ricostruzioni grafiche a cui ha prestato la matita l’illustratore Giancarlo Caracuzzo, il documentario porta in primo piano la storia di un ragazzo che con lucidita’ e passione ha saputo raccontare la penetrazione della criminalita’ organizzata nella societa’ e che per questo e’ stato messo a tacere. Un racconto intenso, per ricordare Giancarlo Siani non solo come vittima di camorra, ma come simbolo di un giornalismo libero e d’impegno civile.
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