Per il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, le priorità del comparto giustizia sono chiare: «Bisognerebbe innanzitutto coprire le scoperture negli organici e rivedere la geografia giudiziaria. Anziché riaprire tribunali, come accaduto con Bassano del Grappa, andrebbero chiusi i piccoli uffici giudiziari che non funzionano».
Le dichiarazioni arrivano a Castel Capuano, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno formativo 2026 della Scuola Superiore della Magistratura, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Gratteri ha sottolineato la necessità di una maggiore razionalizzazione: «Ogni nuovo ufficio giudiziario comporta un presidente, un procuratore e un’intera struttura amministrativa. Bisognerebbe accorpare e creare sinergie, altrimenti il sistema sarà sempre più in difficoltà». Il procuratore ha poi richiamato la proposta avanzata dal ministro Nordio sulla riforma del codice di procedura penale: «Se un’ordinanza di custodia cautelare deve essere firmata da tre giudici, nei piccoli tribunali diventa impossibile. Il presidente dovrà chiedere alla Corte d’Appello l’applicazione di un magistrato da un altro ufficio, che a sua volta sarà in difficoltà».
La risposta del ministro Nordio
Non si è fatta attendere la replica del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha rivendicato i risultati ottenuti sul fronte degli organici: «Prendo atto delle dichiarazioni del procuratore Gratteri. Tuttavia, per la prima volta da mezzo secolo stiamo colmando le carenze attraverso ben sei concorsi, alcuni già conclusi. Entro la fine dell’anno avremo in servizio 10.853 magistrati, che contribuiranno ad accelerare la definizione dei processi. I numeri smentiscono ancora una volta queste affermazioni».
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