Per la prima volta Stefano De Martino ha parlato apertamente della sua prossima conduzione del Festival di Sanremo 2027. L’occasione è arrivata durante un incontro casuale per strada con Stefano Corti, inviato del programma Le Iene in onda su Mediaset.
Intervistato davanti alle telecamere, il conduttore ha condiviso le prime emozioni legate a uno degli incarichi più prestigiosi della televisione italiana.
“Ho il vantaggio di avere un bel po’ di tempo per preparare tutto. Sarà un anno intenso, lungo, però sono contento”, ha raccontato De Martino. “Quando sono arrivato ad Amici di Maria De Filippi a 19, 20 anni mi era già cambiata la vita e mi andava bene così. Per questo mi sento a credito con la vita, e adesso ancora di più”.
Il conduttore ha anche rivelato chi sono state le prime persone a sapere della notizia: la sua famiglia. “Li ho videochiamati e gli ho detto: ‘Vi devo dire una cosa, ma dovete giurare che non direte nulla’”.
Un momento particolarmente significativo, ha spiegato, è stato quello vissuto al Teatro Ariston durante l’annuncio ufficiale. “Quando ho guardato Carlo Conti mi sono emozionato, perché ho capito che c’era un affetto sincero”.
De Martino ha poi riflettuto sul proprio percorso professionale, riconoscendo di non avere alle spalle la stessa lunga gavetta televisiva di molti suoi predecessori. “Non ho questa gavetta infinita come i senatori della tv, ma a volte bisogna anche essere fortunati”.
Secondo lui, proprio questa caratteristica potrebbe diventare un elemento distintivo della sua conduzione. “L’unica cosa che ho rispetto ai miei predecessori, e che posso portare al Festival, è meno esperienza e un po’ più di incoscienza. E potrebbe giocare a favore o contro”.
Nel corso dell’intervista, Corti gli ha anche chiesto come mai, secondo lui, la conduzione non sia stata affidata a Alessandro Cattelan, nome di cui si era molto parlato nei mesi scorsi.
“Non lo so”, ha risposto De Martino. “Io lo trovo molto preparato, molto in gamba. Magari l’anno prossimo sarò io a passare il testimone a lui”.
Infine, il futuro padrone di casa del Festival ha commentato il tema degli ascolti, ricordando come l’ultima edizione abbia perso circa tre milioni di telespettatori.
“Credo che sia un pensiero paralizzante quello degli ascolti”, ha spiegato. “Bisogna fare una cosa in cui ti riconosci, fare un bello spettacolo. Poi i numeri devono essere un effetto collaterale. Certo, restano il metro di giudizio del nostro lavoro: se c’è pubblico significa che quello che fai incontra il gusto delle persone”.
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