domenica, Aprile 12, 2026
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La morte di Fabio Ascione a Ponticelli, i genitori di Francesco Pio Maimone: “Uniti da una tragedia ingiusta”

I genitori di Francesco Pio Maimone, il giovane pizzaziolo ucciso sul lungomare di Napoli nell’ambito di una rissa a cui era del tutto estraneo, scoppiata solo per un paio di sneakers sporcate esprimono vicinanza alla famiglia di Fabio Ascione, il 20enne che all’alba di martedì scorso è morto dopo essere stato raggiunto al petto da un colpo d’arma da fuoco esploso da ignoti nel quartiere Ponticelli.

“Come Francesco Pio – sottolineano Antonio e Tina Maimone – anche Fabio Ascione è vittima innocente di una violenza che continua a colpire e a lasciare sgomenti”. “Conosciamo un dolore che non ha parole, – sottolineano – che segna per sempre la vita di una famiglia. Alla famiglia di Fabio va il nostro abbraccio più sincero e tutta la nostra solidarietà. Siamo uniti da una tragedia ingiusta che nessuno dovrebbe mai vivere”.

Nel ricordo di due giovani vite spezzate, Antonio e Tina e l’associazione” In nome di Pio” rinnovano l’appello “a non dimenticare” e ribadiscono con forza la loro richiesta di verità e giustizia.

GIOVEDÌ 09 APRILE 2026 13.36.28

20enne ucciso a Napoli, si rafforza ipotesi che non fosse l’ obiettivo

Sebbene non ci siano ancora tutti gli elementi per affermarlo con certezza, sta comunque prendendo forza l’ipotesi che Fabio Ascione, il ventenne ucciso da un colpo di pistola al petto a Napoli, non fosse l’obiettivo dell’agguato scattato all’alba di martedì scorso nel quartiere Ponticelli.

I colpi, più di uno, sono stati esplosi da una vettura di colore scuro sulle cui tracce ci sono ora i carabinieri di Poggioreale e del reparto operativo del comando provinciale i quali, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia, tengono però ancora in piedi le altre ipotesi.

E tra queste c’è anche quella secondo la quale chi ha sparato aveva come obiettivo qualcun’altro, anche lui presente al momento dell’ agguato.

Viene ritenuta invece meno probabile l’ ipotesi che il raid potesse avere come obiettivo genericamente il bar e chiunque ci fosse lì fuori, anche questa formulata nell’immediatezza.

Dagli accertamenti è emerso che il ventenne era legato da stretti vincoli di parentela con una persona coinvolta, circa 20 anni fa, nello spaccio di droga, peraltro per conto di un gruppo malavitoso diverso e rivale da quello che, secondo gli inquirenti, ha il predominio criminale nella zona dove Fabio è stato colpito a morte.

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