PONTICELLI – Con enormi difficoltà i Carabinieri della Compagnia di Poggioreale stanno ricostruendo l’omicidio di Fabio Ascione, 20enne incensurato, ucciso da un colpo di pistola martedì notte in via Carlo Mirandi nel quartiere Ponticelli a Napoli.
L’ipotesi investigativa più credibile è quella che il 20enne sia stato colpito da un proiettile che non era diretto a lui. Non si sarebbe trattato nemmeno di un agguato o di una stesa, ma lo scenario riportato dai quotidiani oggi vedrebbe protagonista un giovanissimo rampollo del clan Di Micco, che scarrellando una pistola, avrebbe fatto partire un colpo, che avrebbe poi centrato Fabio Ascione.
I Carabinieri sperano di ottenere risposte almeno dall’autopsia. Perché a Ponticelli la gente non parla, il clan Di Micco, per proteggere un loro familiare ha alzato il muro dell’omertà a suon di minacce. I testimoni, almeno dieci, avrebbero fornito versioni contrastanti tra loro o addirittura palesemente inventate.
L’omicidio del ragazzo sarebbe stato preceduto da una serata di forte tensione tra due gruppi di giovanissimi che nelle ultime settimane si sarebbero rese protagoniste di scorribande tra Volla e Ponticelli. L’ultima sarebbe avvenuta proprio la notte di martedì.
Va ricordato che Fabio Ascione stava tornando a casa dopo una notte di lavoro in un una sala bingo a Cercola. Si sarebbe fermato al bar di via Carlo Miranda per salutare alcuni amici che si trovano li. E sottolineiamo ancora una volta la sua totale estraneità agli apparati criminali. La Questura avrebbe vietato i funerali pubblici per il clima di tensione che si respira a Ponticelli. Certificato anche dalle minacce sui social tra i gruppi criminali della galassia dei Di Micco e quelli di Volla.
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