lunedì, Febbraio 23, 2026
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Morte sulle Alpi, tempi e procedure sotto esame: cosa non torna nella morte a Saint Moritz di Luciano Capasso, 25enne di Qualiano

Una scomparsa in alta quota, un segnale Gps fermo per ore e interrogativi sulla tempestività dei soccorsi. La morte di Luciano Capasso, 25enne di Qualiano, trovato senza vita nei pressi di Saint Moritz apre ora una fase di verifiche che va oltre la dinamica dell’incidente.

L’ultimo tracciamento e l’area a rischio

Secondo i dati disponibili, l’ultima posizione registrata colloca l’escursionista nella zona di Fuorcla Trovat, a circa 2.700 metri. Si tratta di un’area classificata ad alto pericolo valanghe, con condizioni meteo che nei giorni della scomparsa avrebbero reso complessi sia l’avvicinamento via terra sia l’intervento aereo.
Il punto centrale dell’inchiesta informale avviata dalla famiglia riguarda proprio la sequenza temporale tra la segnalazione del segnale e l’avvio delle operazioni di ricerca.

La questione dei soccorsi

I familiari sostengono di aver comunicato tempestivamente le coordinate alle autorità competenti, chiedendo interventi mirati. Da qui il dubbio: esisteva una finestra operativa, anche limitata, in cui tecnologie come droni o ricognizioni mirate avrebbero potuto essere impiegate? Oppure le condizioni ambientali rendevano qualsiasi intervento oggettivamente impossibile?
Il nodo non è solo tecnico, ma procedurale: quali protocolli regolano l’attivazione delle ricerche in territorio alpino svizzero in presenza di rischio valanghe elevato?

Profilo della vittima e contesto lavorativo

Il giovane lavorava come autista presso il Badrutt’s Palace Hotel e, secondo chi lo conosceva, possedeva esperienza in ambienti estremi e attrezzatura adeguata. Elementi che rendono ancora più stringente la ricostruzione delle ultime ore: scelta del percorso, condizioni della neve, eventuali segnali di distacco già in atto.

Il fronte diplomatico e gli accertamenti

Sul piano istituzionale, le pratiche per il rimpatrio della salma sono seguite dal consolato italiano a Zurigo in coordinamento con la Farnesina. Parallelamente, la famiglia ha annunciato l’intenzione di richiedere chiarimenti formali sulle tempistiche e sulle modalità operative adottate.

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