NAPOLI – Centinaia di persone si sono radunate questa mattina davanti all’ospedale Monaldi di Napoli per manifestare solidarietà al cardiochirurgo Guido Oppido, primario del reparto di trapianti pediatrici e oggi indagato, insieme ad altri sei operatori sanitari, nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico, il bimbo di 2 anni e 4 mesi deceduto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto di cuore.
A scendere in strada sono state soprattutto le famiglie dei bambini trapiantati, molte delle quali hanno indossato una maglietta bianca con un cuore rosso. Su uno degli striscioni più visibili campeggiava la frase diventata il simbolo della giornata: “Oppido non si tocca”.
La manifestazione è stata organizzata dall’associazione Battiti, che riunisce i genitori dei piccoli pazienti trapiantati. Oltre al sostegno al medico, i partecipanti hanno voluto esprimere vicinanza anche alla famiglia del piccolo Domenico, in particolare alla madre, Patrizia, che in queste settimane ha chiesto chiarezza sulla vicenda.
Nei giorni scorsi era circolata anche una lettera firmata da 186 trapiantati, che hanno voluto ribadire la loro fiducia nel chirurgo, ricordando come Oppido abbia “salvato le loro vite”. Durante il sit‑in, il medico è stato raggiunto telefonicamente dai manifestanti e ha ringraziato per l’affetto ricevuto.
“Ha salvato i nostri figli”, hanno ripetuto più volte i presenti, sottolineando anche l’importanza del Monaldi come struttura di eccellenza che ogni anno assiste migliaia di pazienti con patologie cardiache complesse.
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