AVELLINO – Durante un controllo su strada, i carabinieri della stazione di Baiano hanno scoperto che la carta d’identità elettronica esibita da un 28enne del posto era stata manomessa: il microchip, componente essenziale per la lettura dei dati biometrici, risultava tagliato e rimosso con precisione. Una modifica che rende il documento contraffatto e che ha portato alla denuncia del giovane per falsità materiale.
La CIE è stata sequestrata e l’episodio, spiegano dall’Arma, non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi mesi, infatti, è stato registrato un trend preoccupante a livello nazionale, con persone che danneggiano volontariamente il microchip per evitare l’identificazione digitale e aggirare i controlli automatizzati. Una pratica che crea problemi nei sistemi di verifica utilizzati in aeroporti, banche e uffici pubblici, dove la componente elettronica è indispensabile per confermare l’autenticità del documento.
Secondo gli investigatori, alla base di queste manomissioni c’è spesso la diffusione di teorie complottiste. In alcuni ambienti circola la convinzione che il microchip della CIE permetta un presunto “tracciamento” dei cittadini da parte dello Stato o di soggetti non identificati. Una credenza priva di fondamento, che ricalca altre narrazioni infondate come quella dei microchip impiantati sotto la pelle per controllare la popolazione.
Le forze dell’ordine ricordano che danneggiare la carta d’identità elettronica non solo non offre alcuna tutela della privacy, ma espone a reati gravi e a conseguenze penali concrete.
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