La Procura di Napoli Nord ha chiuso le indagini su un presunto sistema di firme irregolari utilizzate per la presentazione delle liste alle ultime elezioni comunali di Giugliano. L’avviso, firmato dal pm Patrizia Dongiacomo, è stato notificato a otto persone e rappresenta il passaggio che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
Nel registro degli indagati compaiono figure note del mondo politico e professionale:
Pasquale Di Fenza, 53 anni, ex consigliere regionale; Massimo Pelliccia, 52 anni, già sindaco di Casalnuovo e oggi consigliere regionale di Forza Italia; il senatore della Lega Gianluca Cantalamessa, 57 anni; la deputata Annarita Patriarca, 54 anni;
il consigliere regionale Francesco Iovino, 50 anni; gli avvocati Giuseppe Maiello, 43 anni, e Rosa Cecere, 52 anni; e Giuseppe Nocerino, 60 anni, ex consigliere metropolitano.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato da Cronache di Napoli, gli indagati – in qualità di pubblici ufficiali o soggetti autorizzati – avrebbero certificato come autentiche le firme necessarie alla presentazione delle liste, dichiarando che fossero state apposte in loro presenza. Una circostanza che, per la Procura, in diversi casi non corrisponderebbe al vero.
Alcune sottoscrizioni sarebbero state raccolte senza l’autenticatore, altre non sarebbero riconducibili ai cittadini indicati. Nonostante ciò, sarebbero state comunque validate, permettendo alle liste di accedere alla competizione elettorale. Le presunte irregolarità riguardano quindi la fase preliminare del procedimento elettorale, non il voto.
Le contestazioni si riferiscono alle operazioni per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di Giugliano. Gli episodi, secondo l’accusa, delineerebbero un quadro unitario. Le liste coinvolte erano collegate ai candidati Giovanni Pianese, Diego D’Alterio e Salvatore Pezzella; la tornata si concluse con la vittoria del centrosinistra guidato da D’Alterio.
Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Luigi Poziello, Marcello Pelliccia, Giuseppe Granata, Angelo Pignatelli, Erasmo Antonio Fuschillo, Matteo Casertano, Raffaele Costanzo, Mario Griffo e Alfonso Quarto.
Con la chiusura delle indagini si apre ora la fase difensiva: venti giorni di tempo per presentare memorie, depositare documenti o chiedere un interrogatorio. Solo dopo questa finestra la Procura deciderà se avanzare la richiesta di rinvio a giudizio. Tutti gli indagati, come previsto dalla legge, devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Tik Tok e Instagram! Entra nel canale TikTok per seguire i nostri eventi live!


