giovedì, Maggio 14, 2026
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Napoli, Dati sensibili rivenduti alle agenzie investigative: tra gli “spiati” anche Alex Britti, Lory del Santo e Dario Cordaz

Si allarga l’inchiesta della Procura di Napoli sul presunto sistema di accessi abusivi alle banche dati riservate dello Stato. Dopo le prime indiscrezioni emerse ieri, nuovi dettagli fanno luce sui nomi delle persone finite nel mirino dell’organizzazione smantellata dalla Squadra Mobile e dalla Polizia Postale: tra gli “spiati” figurano anche il cantante Alex Britti, l’attrice Lory del Santo e l’ex portiere dell’Inter Dario Cordaz.

Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe avuto accesso illecito a informazioni contenute nelle banche dati dello Sdi – il Sistema di indagine utilizzato dalle forze dell’ordine – oltre a quelle dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate. I dati sarebbero poi stati rivenduti a diverse agenzie investigative private sparse in tutta Italia, soprattutto nel Nord del Paese.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli, è partita da una segnalazione dell’Inps che aveva rilevato accessi anomali e ripetuti ai propri sistemi informatici. Gli accertamenti hanno portato oggi all’esecuzione di 29 misure cautelari: quattro persone sono finite in carcere, sei ai domiciliari e per altre 19 è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Tra gli indagati figurano anche appartenenti alle forze dell’ordine accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Nell’inchiesta compare anche il nome di Giuliano Schiano, già coinvolto nel caso Equalize sui dossieraggi illegali: per lui, però, il gip non ha disposto alcuna misura cautelare.

Le verifiche investigative sarebbero state effettuate su circa 900 file sequestrati contenenti mezzo milione di codici fiscali. Da questi controlli sarebbero emersi, oltre ai nomi dei personaggi noti, anche imprenditori, manager, dirigenti di aziende farmaceutiche, membri del board di Leonardo e rappresentanti di famiglie nobiliari.

Gli investigatori parlano di un vero e proprio mercato illecito dei dati personali. Le informazioni, secondo la ricostruzione della Procura, venivano vendute “a pacchetto” con un tariffario preciso: 25 euro per ogni accesso alla banca dati Sdi e cifre comprese tra 6 e 11 euro per i dati provenienti dall’Inps, a seconda della tipologia richiesta.

Gli accessi abusivi contestati sarebbero oltre un milione e mezzo. Un numero enorme che conferma la portata di un sistema considerato dagli investigatori strutturato e capillare, in grado di violare dati sensibili e informazioni riservate di cittadini comuni e personaggi pubblici.

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