CASALNUOVO – Un grido di dolore, di rabbia e di richiesta di giustizia, è quello che la madre della giovane vittima ha affidato ai social dopo aver scoperto l’incubo vissuto dal figlio di appena 12 anni: «Gli è stata strappata l’infanzia in un istante», ha scritto in un post carico di disperazione.
La vicenda, drammatica e sconvolgente, arriva da Casalnuovo di Napoli, dove un uomo di 47 anni avrebbe abusato sessualmente del bambino all’interno del ripostiglio di un esercizio commerciale. Sulla denuncia indaga la Procura di Nola, con il procuratore Marco Del Gaudio e l’aggiunto Giuseppe Cimmarotta. Le verifiche sono partite immediatamente e il quadro si è delineato in poche ore.
L’indagato, secondo il quotidiano Repubblica, accompagnato dal suo avvocato, si sarebbe presentato spontaneamente agli investigatori ed avrebbe ammesso le proprie responsabilità. La sua confessione è ora al vaglio dei magistrati, che dovranno stabilire i prossimi passi dell’inchiesta. L’uomo, privo di precedenti penali e descritto come persona dalla vita apparentemente ordinaria, non risulta al momento coinvolto in altri episodi simili. Tuttavia, vista la gravità dei fatti, gli inquirenti approfondiranno ogni possibile pista.
L’abuso risalirebbe alla scorsa settimana. Il dodicenne si era recato nel negozio per una semplice commissione. Lì sarebbe stato avvicinato dal 47enne, che lo avrebbe convinto a seguirlo nel retrobottega, dove poi si sarebbe consumata la violenza. Una volta tornato a casa, il bambino ha mostrato segnali di forte turbamento, immediatamente notati dai familiari. I genitori, preoccupati, hanno parlato con lui e il piccolo, sconvolto, ha trovato il coraggio di raccontare tutto.
La famiglia ha sporto denuncia senza esitazioni, affidandosi all’avvocato Francesco Petruzzi, lo stesso legale che segue la madre del piccolo Domenico, il bimbo morto dopo un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi. Oggi i genitori del dodicenne chiedono giustizia e invitano la comunità a non minimizzare ciò che è accaduto.
“Un pezzo di futuro della nostra comunità è stato calpestato. Un bambino innocente è stato costretto a diventare adulto nel modo più brutale possibile. Fermate le parole”, scrive ancora la madre. Un appello che è anche un monito: non voltarsi dall’altra parte, non alimentare curiosità morbosa, ma “abbassare gli sguardi della curiosità e alzare le braccia della protezione”.
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