mercoledì, Febbraio 11, 2026
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Posillipo, il Tar cancella il tetto di 60 accessi ai bagnanti: “La spiaggia è un bene di tutti”

Stop al numero chiuso sulla spiaggia libera di Donn’Anna e delle Monache, a Posillipo. Il Tribunale amministrativo regionale della Campania ha annullato i provvedimenti che fissavano a 60 il limite massimo di accessi giornalieri e imponevano la chiusura anticipata alle 17.30. Accolti i ricorsi presentati dall’associazione Mare Libero.

Le sentenze, depositate il 6 febbraio dalla Settima sezione del Tar (presidente Maria Laura Maddalena), cancellano sia la delibera dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale sia gli atti successivi del Comune di Napoli che avevano introdotto il contingentamento, affidandone la gestione ai concessionari dei lidi privati confinanti, Bagno Elena e Ideal, attraverso un sistema di prenotazioni online e controlli agli ingressi.

Il numero chiuso bocciato per metodo

I giudici amministrativi non mettono in discussione la necessità di evitare situazioni di sovraffollamento durante l’estate. L’esigenza di garantire ordine e sicurezza – si legge nelle motivazioni – è legittima e fondata su criteri di buon senso. Tuttavia, secondo il Tar, il parametro utilizzato per calcolare la capienza massima non era adeguato.

Il Comune aveva fatto riferimento a un’ordinanza pensata per stabilimenti balneari in concessione, dove la presenza di ombrelloni e attrezzature richiede specifiche distanze tra postazioni. Una logica che, per i giudici, non può essere automaticamente applicata a un arenile pubblico non attrezzato, dove molti frequentatori non dispongono di strutture proprie.

Di conseguenza, il limite dei 60 ingressi simultanei è stato annullato. L’amministrazione dovrà eventualmente ridefinire il numero massimo di presenze basandosi esclusivamente su criteri legati alla tutela della sicurezza e dell’incolumità delle persone, senza richiamare regole proprie dei lidi privati.

Orari: no alla chiusura anticipata

Censurata anche la decisione di chiudere l’accesso alla spiaggia alle 17.30, in coincidenza con l’orario di fine attività degli stabilimenti limitrofi, incaricati di presidiare l’area. Il Tar aveva già disposto in via cautelare, lo scorso luglio, che l’apertura fosse garantita almeno fino alle 20, per consentire la fruizione dell’arenile anche nelle ore meno calde, particolarmente importanti per anziani e bambini.

Secondo i giudici, anticipare la chiusura avrebbe comportato una penalizzazione per le fasce più fragili della popolazione, limitando di fatto l’accesso in condizioni climatiche più favorevoli.

Spiagge come patrimonio collettivo

Nelle motivazioni, il Tribunale ribadisce un principio netto: le spiagge rientrano tra i beni pubblici destinati alla collettività e non possono essere assimilate a spazi privati o subordinati agli interessi economici dei concessionari. L’uso pubblico e gratuito rappresenta la regola, mentre le concessioni costituiscono un’eccezione prevista dalla legge.

Per questo, secondo il Tar, le amministrazioni non possono adottare misure che, pur richiamando esigenze di ordine pubblico, finiscano per restringere in modo sostanziale la libera fruizione dell’arenile o per affidarne la gestione operativa a soggetti privati confinanti.

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