domenica, Agosto 9, 2026
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Esodo d’agosto, milioni di italiani verso le vacanze: ferie sempre più corte. Giovani e il Sud ricorrono alle rate

L’Italia delle ferie si è messa in movimento. Il fine settimana iniziato venerdì 7 agosto e proseguito con la giornata da bollino nero di sabato 8 rappresenta uno dei momenti più intensi dell’esodo estivo 2026. Famiglie, giovani e lavoratori in ferie hanno lasciato soprattutto le grandi città in direzione delle località di mare, montagna e delle principali destinazioni turistiche.

Secondo l’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas, tra venerdì 7 e domenica 9 agosto sono previsti oltre 25 milioni di spostamenti di autoveicoli sulla rete stradale e autostradale. Il momento più critico è stato individuato nella mattinata di sabato 8 agosto, mentre traffico molto intenso è previsto anche domenica.

Un dato che, però, va letto correttamente: 25 milioni non sono le persone partite per le vacanze, ma gli spostamenti complessivi dei veicoli stimati nel corso dell’intero weekend. Al momento non esiste un dato ufficiale che permetta di quantificare esclusivamente quanti italiani abbiano iniziato le ferie nella sola giornata di sabato 8 agosto.

Ad agosto circa 17 milioni di italiani in vacanza

Per avere una fotografia del numero effettivo di vacanzieri bisogna quindi guardare alle indagini sul turismo. Secondo il Centro studi di Confcooperative, nel corso di agosto saranno 17 milioni gli italiani che si muoveranno per trascorrere un periodo di vacanza, di cui 10,6 milioni adulti e 6,4 milioni tra bambini e adolescenti. Federalberghi, utilizzando una rilevazione differente, stima invece 17,5 milioni di italiani in vacanza nel mese di agosto.

Considerando l’intera estate, da giugno a settembre, Federalberghi e Tecnè stimano 36,2 milioni di italiani in viaggio, con una preferenza nettissima per le destinazioni nazionali: l’87,6% trascorrerà infatti la vacanza principale in Italia.

Il mare resta la destinazione regina, ma il caldo sta spingendo sempre più persone verso la montagna. Secondo Confcooperative, tra chi rimarrà in Italia il 62% sceglierà località balneari mentre la montagna raggiunge il 28%, sei punti percentuali in più rispetto allo scorso anno.

Le vacanze si accorciano: nel 2026 meno di dieci giorni

A cambiare non è soltanto il periodo scelto per partire. Gli italiani stanno progressivamente accorciando la vacanza principale.

Nel 2026 il soggiorno estivo principale durerà mediamente 9,8 giorni. Chi riuscirà a concedersi una seconda o una terza partenza farà invece vacanze decisamente più brevi, della durata media di 4,2 giorni.

Il confronto con gli ultimi anni mostra chiaramente la tendenza. Nel 2025 la vacanza principale durava mediamente 10 giorni, mentre le ferie aggiuntive arrivavano a 4,4 giorni. Nel 2024 la durata media era invece di 10,3 giorni.

In appena due estati, dunque, la vacanza principale è passata da 10,3 a 9,8 giorni. Il calo può sembrare minimo osservando il singolo dato, ma conferma un cambiamento più profondo: invece della tradizionale villeggiatura di due o tre settimane, sempre più italiani preferiscono — o sono costretti — a suddividere le ferie in soggiorni più brevi.

Anche Ipsos rileva questa trasformazione: soltanto il 39% dei viaggiatori prevede soggiorni compresi tra quattro e tredici notti, contro il 45% del 2024, mentre appena il 14% trascorrerà oltre due settimane in vacanza.

Vacanze più corte, ma più costose

Ridurre i giorni non significa necessariamente spendere poco. Federalberghi calcola per la vacanza principale del 2026 una spesa media di 917 euro a persona, considerando viaggio, pernottamento, pasti e divertimenti, pari a circa 94 euro al giorno.

Il peso sul bilancio familiare diventa molto più evidente durante la settimana di Ferragosto. Secondo Confcooperative una famiglia che trascorre una settimana di vacanza ad agosto affronta una spesa media di circa 2.750 euro per pernottamento e colazione, il 15% in più rispetto al 2025. Per una famiglia di quattro persone nella settimana di Ferragosto la spesa complessiva può arrivare fino a 6.820 euro, il 5% in più rispetto allo scorso anno.

Ed è proprio il costo delle ferie a spiegare un altro fenomeno: la vacanza finanziata a rate.

Per partire c’è chi chiede oltre 5mila euro in prestito

Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati erogati in Italia circa 170 milioni di euro di prestiti personali destinati a viaggi e vacanze. Il valore è in diminuzione rispetto agli oltre 200 milioni registrati nello stesso periodo del 2025, ma il fenomeno continua a interessare soprattutto una fascia relativamente giovane della popolazione.

L’importo medio richiesto è di circa 5.400 euro, con un piano di restituzione medio composto da 50 rate da 132 euro al mese. Tradotto: una vacanza consumata nell’arco di pochi giorni può continuare a essere pagata per più di quattro anni.

Anche l’identikit del richiedente è significativo. L’età media di chi chiede denaro per finanziare un viaggio è di 38 anni, contro i 46 anni del richiedente medio di un prestito personale. Più del 20% delle domande proviene dalla fascia compresa tra i 25 e i 30 anni.

Non si tratta ancora di un fenomeno di massa: i finanziamenti per le ferie rappresentano poco più dell’1% delle richieste complessive di prestiti personali. Tuttavia, rispetto al 2019, le richieste per questa finalità risultano cresciute del 42%.

Quasi un italiano adulto su due resterà a casa

L’altra faccia dell’estate è rappresentata da chi alle vacanze deve rinunciare completamente. Secondo Federalberghi, il 48,5% della popolazione adulta non farà alcuna vacanza tra giugno e settembre: circa 24,2 milioni di persone trascorreranno il periodo estivo senza lasciare la propria città o abitazione.

La ragione principale è economica. Il 52,8% di chi rimarrà a casa indica infatti nella mancanza di liquidità il motivo principale della rinuncia. Seguono problemi familiari, motivi di salute, aumento dei prezzi e impegni lavorativi.

Si delinea così un’estate italiana a due velocità. Da una parte le autostrade affollate e milioni di persone dirette verso le località turistiche; dall’altra famiglie che accorciano il soggiorno, scelgono periodi meno costosi oppure rinunciano completamente alla partenza.

Il dato forse più significativo è proprio quello della durata: 9,8 giorni nel 2026, contro 10 nel 2025 e 10,3 nel 2024. Le ferie non spariscono, ma diventano progressivamente più corte e frammentate. E per una parte degli italiani anche quei pochi giorni di vacanza rischiano di trasformarsi in una rata da pagare per anni.

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