NAPOLI – Non è solo una questione di condizionatori accesi al massimo. A mandare in tilt la rete elettrica del centro storico di Napoli in questi ultimi giorni di giugno è stato il “collasso termico” del sottosuolo.
Con temperature di superficie che superano costantemente i 32°C, i cavi elettrici interrati hanno letteralmente ceduto all’effetto combinato del carico e dell’impossibilità di smaltire il calore accumulato nel terreno, provocando guasti a catena, disagi per migliaia di famiglie e danni economici pesanti alle attività commerciali.
La crisi ha toccato il suo picco tra il 23 e il 24 giugno, lasciando al buio oltre 2.500 utenze. I punti più critici si sono concentrati lungo l’asse di Corso Umberto I e le sue traverse, estendendosi fino a Montecalvario (dove il guasto ha coinvolto circa 3.000 famiglie) e a Fuorigrotta.
La crisi è iniziata il giorno 23 con l’incendio dei cavi interrati sul Corso Umberto. Ma sia ieri ma anche oggi, ultimo episodio alle 10.20, le interruzioni di corrente continuano a verificarsi in tutto il centro storico di Napoli.
La nota tecnica di E-Distribuzione:
“Le interruzioni non sono causate esclusivamente dall’elevata richiesta di carico, bensì da problemi di smaltimento del calore legati al persistere di condizioni climatiche del tutto eccezionali. Il fenomeno si registra sui materiali isolanti dei cavi interrati, che non riescono a dissipare l’energia termica ambientale.”
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