È morto a Napoli all’età di 74 anni Luigi Antonio Smaldone, astronomo e “padre” del Planetario di Caserta, d cui era curatore scientifico.
Nato a Oppido Lucano nel 1951, laureato con lode in Fisica (indirizzo astrofisico) all’Università Federico II di Napoli, dal 1977 al 1985 è stato astronomo all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e poi professore associato (settore astronomia-astrofisica) della Federico II dal 1985 alla messa a riposo nel 2016.
Il suo primo progetto per l’istituzione di un Planetario a Caserta risale al 1995, ma solo nel 2005 il Comune di Caserta ha intercettato un finanziamento europeo grazie al quale il Planetario di Caserta è stato realizzato e inaugurato il 19 dicembre 2008, con il primato di primo planetario interamente digitale a platea unidirezionale del Sud Italia.
Da allora Smaldone ha ideato e sviluppato tutti i numerosi interventi di aggiornamento hardware e software del Planetario (in particolare quelli radicali del 2015 e 2023).
Da “papà” del Planetario di Caserta ha contribuito in modo cruciale alla costruzione dell’offerta degli spettacoli digitali della cupola, della gran parte dei quali è stato ideatore e realizzatore. In segno di rispetto, l’evento “Storie di tempo umano, naturale, divino” previsto al Planetario per venerdì 20 marzo alle ore 19.30 è stato annullato e sarà riprogrammato.
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