I papà di Napoli hanno sempre più voglia di prendersi cura dei figli sin dai primi fondamentali ‘mille giorni’ ma il congedo paterno dal lavoro è utilizzato ancora in una percentuale bassissima, che va dal 38% e il 58%, contro il 69% – 84% del Nord Italia.
Eppure la maggior presenza del padre porta a una diminuzione della violenza domestica oltre a garantire, dato acquisito dagli specialisti, una crescita più equilibrata al bambino che nell’adolescenza si traduce in minor impulsività nei comportamenti. E proprio Napoli è stata per due anni insieme a Barcellona e Lisbona ‘laboratorio’ dal progetto internazionale EMiNC-Engaging Men in Nurturing Care coordinato da ISSA-International Step by Step Association e promosso in Italia dal Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini grazie a un finanziamento della OAK Foundation International.
Tra formazione e buone pratiche coinvolti un centinaio di operatori (in collaborazione con il Comune di Napoli, la Regione Campania, le Università Federico II e Suor Orsola Benincasa) dando vita a un modello replicabile in altre città italiane, come annunciato da Giorgio Tamburlini, presidente del CSB, nel Salone delle Colonne del Complesso Monumentale dell’Annunziata.
“Napoli si propone come avanguardia di un’opera di sensibilizzazione e di cambiamento sul tema della paternità e della maschilità” il suo bilancio positivo anche in termini di entusiasmo dei papà che hanno partecipato superando gli stereotipi. Maura Striano, assessora all’Istruzione e alle Famiglie del Comune di Napoli ha sottolineato: “Coinvolgere i padri nelle pratiche di cura è essenziale per la crescita, questo progetto ne ha confermato l’importanza”. Per il pediatra Paolo Siani, componente del Tavolo per l’Infanzia e l’Adolescenza- Comune di Napoli, la speranza è che la legislazione italiana, anche quella regionale, possa allargare il congedo paterno retribuito.
“Noi pensiamo erroneamente che la nascita di un bambino sia sostanzialmente un affare solo della donna, basti ricordare che parliamo di 10 giorni lavorativi per il padre e 150 per la mamma. Siamo in linea con Direttiva UE, ma sul livello minimo previsto ” fa notare ricordando anche il problema dei padri detenuti, attualmente tremila tra Poggioreale e Secondigliano. Oltretutto dati sull’utilizzo dei congedi si riferiscono al settore pubblico mentre nel privato tra grandi e piccole aziende le possibilità per padri variano moltissimo e nulla è previsto per gli autonomi.
“Napoli ci è parsa dall’inizio la città ideale, perché se da una parte presenta problematiche comuni anche ad altre realtà italiane, come la bassa occupazione femminile, offre un contesto dinamico e potenzialmente innovativo” aggiunge Annina Lubbock, sociologa CSB.
Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook La Bussola TV per orientarti e informarti in Campania. Siamo anche su Tik Tok e Instagram! Entra nel canale TikTok per seguire i nostri eventi live!


