venerdì, Maggio 15, 2026
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Trapianto Domenico Caliendo, Oppido: “Cuore tolto prima di capire che l’altro avesse danni. La colpa sicuramente è da cercare a Bolzano”

NAPOLI – “Non avremmo potuto fare niente di diverso, ognuno ha fatto quello che doveva fare: chi doveva prendere l’organo ha preso l’organo, chi doveva espiantare ha espiantato. Quando è uscito l’organo andava impiantato per forza, se avessimo avuto ancora il cuore in sede probabilmente sarebbe stato ancora peggio. Il cuore io lo avevo tolto prima di, diciamo, capire che quell’altro potesse avere dei danni. Quindi non abbiamo avuto scelta, ok?“.

Sono le parole di Guido Oppido, cardiochirurgo dell’ospedale Monaldi di Napoli che ha eseguito l’operazione di trapianto di cuore su Domenico Caliendo, bimbo di 2 anni al quale è stato impiantato un organo danneggiato nel trasporto da Bolzano e poi deceduto il 21 febbraio scorso.

Oppido, tra i sette medici del Monaldi indagati dalla Procura di Napoli per omicidio colposo (insieme alla seconda operatrice Emma Bergonzoni risponde anche di falso), parla durante una riunione informale con gli altri sanitari dell’équipe che ha operato il piccolo Domenico, convocata in vista degli audit dei commissari del Ministero della Salute.

La conversazione tra Oppido e gli altri sanitari è stata registrata ed è stata consegnata alla Procura da un sanitario ascoltato dai magistrati come teste.

Sfido chiunque a riconoscere il ghiaccio tritato in un secchio della cardio nella sala operatoria. È come se uno va al bar e chiede un bicchiere d’acqua e gli danno la varechina: non è che prima di bere al bar devi annusare, devi ficcarci il dito e devi sentire. Lei se l’è bevuto e ha scoperto che era varechina, ma la colpa non può certo essere sua. Quindi la colpa sicuramente è da cercare a Bolzano“.

Parlava così Guido Oppido nel corso di un incontro informale con gli altri membri dell’équipe sanitaria prima di un audit con i commissari del Ministero della Salute. La conversazione è stata registrata da uno dei presenti e poi consegnata alla Procura di Napoli, che nei confronti di Oppido e della seconda operatrice Emma Bergonzoni contesta anche il reato di falso in relazione all’orario di espianto indicato nella cartella clinica.

Nel corso dell’incontro, la cui trascrizione è stata visionata da LaPresse, Oppido difende l’operato di Gabriella Farina, la cardiorchirurga che la mattina del 21 dicembre 2025 si è recata a Bolzano per espiantare il cuore destinato al piccolo Domenico, organo che però è giunto al Monaldi irrimediabilmente danneggiato dal ghiaccio secco inserito nel box per il trasporto.

Un infermiere è andato a prendere il ghiaccio – dice Oppido – e ha preso del ghiaccio secco. È anche difficile che poi gli venga data la colpa, perché non penso che l’Oss risponda del fatto che è andata a pigliare un secchio di ghiaccio sbagliando ghiaccio. Quindi io penso che la questione si risolverà senza nessun tipo di problema per nessuno“.

Infine Oppido rassicura gli altri membri dell’équipe sanitaria presenti all’incontro: “Ribadisco ancora una volta che nessuno ha mai pensato di di dare colpe a nessuno di voi, così come non le diamo a quelli di Bolzano. Che colpe gli vuoi dare a uno che va a pigliare il ghiaccio, che fa l’Oss e sbaglia il ghiaccio? Non non è che gli puoi dare tutta il peso di quello che è successo, però la colpa non è né mia né sua, cerchiamo di capirlo tutti quanti“.

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