sabato, Settembre 5, 2026
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Scuole in Campania, il caldo mette a rischio il rientro: cresce la richiesta di rinviare la prima campanella

La prima campanella si avvicina, ma in Campania il grande caldo rischia di diventare il protagonista anche dell’inizio del nuovo anno scolastico. Secondo il calendario approvato dalla Regione, gli studenti delle scuole primarie e secondarie dovrebbero tornare regolarmente in classe martedì 15 settembre 2026. Al momento non è stato disposto alcun rinvio generale delle lezioni.

A rendere più complicato il conto alla rovescia sono però le temperature ancora decisamente estive. A Napoli, nei primi giorni di settembre, il termometro continua a raggiungere valori intorno ai 35 gradi, mentre famiglie, insegnanti e sindacati pongono l’attenzione sulle condizioni di numerosi edifici scolastici, molti dei quali non dispongono di adeguati sistemi di climatizzazione.

La petizione: «Riaprire il 1° ottobre»

Il dibattito è partito soprattutto dal Salernitano. Maria Cuono, docente dell’IIS “Vico-De Vivo” di Agropoli, ha promosso una petizione e presentato un’istanza alle istituzioni chiedendo di posticipare l’avvio delle lezioni dal 15 settembre al 1° ottobre.

Alla base della richiesta ci sono le temperature elevate, l’alto tasso di umidità e la situazione di molte aule che, senza sistemi di raffrescamento, rischiano di trasformarsi in ambienti particolarmente difficili per studenti, docenti e personale scolastico. La petizione è stata trasmessa anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La richiesta, tuttavia, non equivale a una decisione ufficiale: allo stato attuale il calendario della Campania resta invariato e indica il 15 settembre come data di inizio delle lezioni.

La Regione: servono interventi strutturali

Sul problema è intervenuto anche l’assessore regionale all’Istruzione Andrea Morniroli, che ha sottolineato la necessità di affrontare una questione destinata a ripresentarsi con sempre maggiore frequenza.

Secondo l’assessore, non si può più considerare il caldo eccezionale come un’emergenza occasionale: servono finanziamenti e interventi strutturali per rendere le aule adatte a temperature sempre più elevate. La Regione intende portare il tema anche nel confronto con il Governo e con il Ministero.

Tra rinvio e orari ridotti

Non tutti, però, considerano lo slittamento del calendario la soluzione migliore. In diversi territori campani dirigenti e docenti sottolineano come sia difficile prevedere quando termineranno definitivamente le alte temperature e indicano tra le possibili alternative orari scolastici ridotti nelle giornate più calde, insieme a interventi per migliorare l’efficienza energetica e la climatizzazione degli edifici.

Il punto centrale resta dunque quello delle strutture. Il cambiamento climatico sta progressivamente allungando l’estate e temperature molto elevate fino a settembre potrebbero non rappresentare più un’eccezione.

Per migliaia di famiglie campane, intanto, resta una data da segnare sul calendario: 15 settembre 2026. Salvo eventuali nuovi provvedimenti delle autorità regionali o locali, sarà quello il giorno del ritorno in aula.

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