AVELLINO – Nonostante la speranza e le preghiere, Sakil Hosseini non ce l’ha fatta. L’operaio di 26 anni, di origini bengalesi, è morto ieri, venerdì 29 maggio, all’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino, dove era ricoverato in Terapia intensiva da cinque giorni a causa di un gravissimo trauma cranico.
Il giovane era stato colpito alla testa da una pesante altalena mentre lavorava in un luna park a Lioni, in provincia di Avellino.
L’incidente è avvenuto domenica 24 maggio nel Comune di Lioni, durante i preparativi per la Festa di San Bernardino. Sakil stava lavorando su una giostra, una altalena a barche giganti, quando, per cause ancora da accertare, è stato colpito violentemente alla testa. Soccorso e trasportato d’urgenza al Moscati, le sue condizioni erano apparse subito critiche.
La notizia della morte di Sakil ha sconvolto la comunità di Lioni: a pesare non è solo la giovane età e l’ennesimo incidente mortale sul lavoro, ma anche il fatto che il 26enne, tra pochi giorni, sarebbe diventato padre.
Nei giorni scorsi anche il sindaco di Lioni, Yuri Gioino, aveva invitato la cittadinanza alla preghiera per il giovane operaio, sottolineando la necessità di «ritrovare un approccio più umano e più sensibile rispetto a temi delicati come l’immigrazione e la presenza degli stranieri nel nostro Paese».
Sulla vicenda indagano la magistratura e le forze dell’ordine, chiamate a fare piena luce sulla dinamica dell’accaduto e a individuare eventuali responsabilità per la morte di Sakil Hosseini.
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